Articoli marcati con tag ‘statalismo’

Una lezione di libertà che viene dal libero mercato

Questione, se si vuole “minore”, ma indicativa di una concezione troppo pesante dello stato. Stato istituzione che si impanca a gestore diretto dei Cittadini e perfino dei loro sentimenti, che si sente obbligato a spendere danaro pubblico (prelevato dalle nostre tasche) per iniziative apparentemente “buoniste” di fatto invadenti. Danari mal riposti, che si traducono in spreco.

Ci segnala la notiziola l’IBL (Istituto Bruno Leoni): una fondazione che cerca di coprire il buco nero, drammatico, dell’incultura, diciamo pure dell’ignoranza del sistema scolastico e dei media sui principi economici e i loro effetti nella vita quotidiana. Siamo invasi da giornalisti e “dicitori” che sostengono posizioni economiche basic, che sarebbero buttate nel cestino di qualsiasi università.

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”. L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta. L’IBL prende a modello i think tank anglosassoni: centri di ricerca non profit, indipendenti dai partiti politici, con lo scopo di offrire un contributo al dibattito pubblico.

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Vincono le lobbies, perde il Paese

Un articolo che ci propone Andrea, su una questione che può sembrare di poca importanza, parziale. Non lo è perché viviamo in uno stato particratico che tutto monopolizza, che mette paletti e norme per “regolare il mercato”, mentre di fatto innesta nella nostra vita quotidiana una serie di protezioni per categorie e lobby, oggi l’una, domani un’altra, che si traducono in balzelli. Il supporto ideologico è lo statalismo, che deve metter mano su tutto.

Questa al scusa: regolando il mercato si ottengono vantaggi per i consumatori. Come ci spiega Andrea la conseguenza si traduce in un aggravio di costi, con beneficio per la lobby. La somma di queste distorsioni del mercato si traduce in minore competitività del sistema paese. paghiamo tutti, siamo meno attrattivi, restiamo fermi. Chi guadagna è la lobby. Leggi il resto di questo articolo »

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Rifiuti e gestione pubblica: sprechi e danni a nostre spese

Ne parleremo di questo tema. A Buccinasco ci costa tre milioni l’anno oltre ad ammennicoli vari. Nessun beneficio viene a noi Cittadini dalla raccolta differenziata. C’è un meccanismo contrattualmente insulso per il quale, se la differenziata aumenta, aumenta il margine per l’appaltatore. Quasi un invito ai Cittadini a lasciar perdere, a disinteressarsi.

Una descrizione da ilfattoquotidiano ce ne fa l’analisi su scala nazionale, ed è un disastro economico (VEDI). La firma Paolo Fior, è un giornalista che ben conosce il settore rifiuti ed energia. Quanto in Italia i rifiuti siano connessi ai termovalorizzatori (meccanismo che genera reddito grazie a conferimenti gratis dalle società che gestiscono i rifiuti). Il ciclo rifiuti e produzione energia è in effetti interconnesso in società a controllo municipale che sono fra loro legate. Leggi il resto di questo articolo »

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Acqua pubblica: soldi buttati e sanzioni UE da miliardi

L’acqua è pubblica, è di tutti. Mettiamo il coltello nella piaga e ricordiamo le stupidaggini nobilitate a slogan insulsi per un referendum che aveva lo scopo di lasciare la gestione degli acquedotti in esclusiva a enti e aziende pubbliche. Pubbliche in senso di monopoli statali autoreferenziali.  Tutto nelle mani del sistema partitocratico.

Il doppio senso del termine “pubblico”, nel senso di bene di tutti e nel contempo di “monopolio statale” ha preso per i fondelli i Cittadini che sono andati a votare avendo a cuore il primo significato. La politica, i partiti progressisti alla soviet che sull’ambiguità hanno convinto a farsi votare la loro proprietà esclusiva del sistema acqua. Tutti felici e contenti: il nostro vicesindaco su tutti, con un peana usuale oltre ogni limite. Leggi il resto di questo articolo »

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Statalismo monopolistico e accentratore: Renzi lo consolida

La “nostra” Italia, di noi Cittadini che la finanziamo per tenerla in piedi, è sempre meno nostra, sempre più “loro”: detentori del potere politico che a sua volta gestisce quello economico. Larghe e crescenti fette di aziende statali. Non chiamiamole pubbliche queste aziende, perché le ragioni appena dette le rendono “cosa loro”. Statalismo in Italia significa partitocrazia, “inteso” gattopardo.

Quell’intreccio di politica e affari. Affari che non hanno nulla a vedere col mercato. Vivono di prezzi amministrati (cioè stabiliti per legge). Non sono imprenditoria poiché questi simil-privati portaborse o portatori di interessi più o meno politici o sindacal politici. Trafficanti capaci di mungere tasse e costi pubblici,  che non rischiano nulla. Rappresentano il cancro che corrode il Paese, generando sprechi.  Aumentano il debito.

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Statuto in bozza e società sovietica (dei consigli): si continua

Una premessa a questo articolo (il secondo) che esamina la bozza di Statuto licenziata dalla commissione e inviata il 7 Novembre ai capigruppo. È giunto al capogruppo di Coalizione  Civica Fiorello Cortiana l’avvertimento che in questa fase la bozza di Statuto non fosse resa pubblica. Ci abbiamo pensato e riteniamo comunque di doverla esaminare qui in Città Ideale: riteniamo prevalente l’interesse della Comunità ad esserne informati per tempo, a poterla leggere, a sentire le valutazioni diverse, a farsene una propria idea.

 

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Scuola democratica, scuola d’élite, scuola di massa: un disastro

In questi giorni, su ilcorriere nella pagina cultura per una volta esce sull’argomento un articolo, quasi una pagina di Ernesto Galli Della Loggia. Occasione è il commento, una sorta di recensione approfondita, sull’uscita di un libretto (122 pagine) di Adolfo Scotto di Luzio, che reca il titolo: “la scuola che vorrei”. Il commento dell’editorialista filosofeggiante è accorato, colpito dalla analisi dell’autore che in sostanza condivide.

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Acqua e referendum… arriva l’ora della verità economica

Con tutti i problemi che abbiamo, forse non sarebbe il caso di aprirne un altro causato da un referendum farlocco all’insegna di “l’acqua  è di tutti”. Una stupidaggine montata dalla comunicazione, pompata da una politica fatta di promesse di salsicce, una offensiva presa in giro di Cittadini, del referendum, della democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

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