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Rifiuti e raccolta differenziata: che il sindaco presenti il rendiconto, per cortesia

Prima i nostri amministratori hanno realizzato i contratti che rinnovano i costi della TARI (Tassa Rifiuti) su cui sono ripartiti fra i Cittadini i costi della gestione rifiuti (la raccolta vera e propria, oltre la piattaforma ecologica, cui i rifiuti vengono dai Cittadini conferiti e ripartiti ). Prima hanno predisposto il piano di progetto, hanno deciso di fare contratti quinquennali (senza motivare la maggiore durata); tutto senza coinvolgere i Cittadini, senza informare.

Sui due contratti Città Ideale ha compiuto due distinti esami la settimana scorsa mettendo in evidenza le questioni non chiare, gli aspetti contrattuali dubbi (a cominciare da una durata stabilita senza motivazioni, il che ci pare di dubbia trasparenza e fors’anche da migliorare sul piano normativo). Ecco che, trascorsa una settimana, se ne esce un comunicato dell’Ufficio Stampa che descrive…. nulla di ciò che ci interessava.

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Rifiuti, sempre il costo dei rifiuti: questa volta è la piattaforma ecologica

Contratto anche qui di cinque anni. La durata abnorme di questi  contratti dovrebbe essere sorretta da una motivazione stringente. Ricordiamo l’assurdo contratto di nove anni (NOVE) per la gestione dell’illuminazione pubblica. Un contratto di questa natura si porta dietro una serie di rischi: in nove anni l’appaltatore può cambire di gestione, di proprietà, può fondersi o cedere parte del proprio business, ecc.

Non ci è mai capitato di leggere una motivazione che motivi e descriva l’opportunità della durata. A lume di logica maggiore è la durata, minore dovrebbe essere il costo unitario del servizio.  Ma questo aspetto dovrebbe essere quantificato da chi il servizio offre, non prima, a spanna, da chi se ne serve. In questi casi la durata dovrebbe essere una variabile proposta dall’appaltatore: un anno di contratto a 100, tre anni a 80, ecc. In questo modo l’appaltante avrebbe la possibilità di arbitrare in modo aperto e logico la scelta valutando la convenienza e le componenti di rischio.

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Gestione e decisioni di spesa: come è possibile migliorarle

Sindaco e esponenti della maggioranza si sono sprecati nel primo Consiglio in dichiarazioni di disponibilità e attenzione alle proposte che vengono dalle minoranze, dalle associazioni, dai Cittadini. Poi si sta andando avanti come prima, definendo gare e spese che vengono conosciute in modo già deciso e operativo, su cui non è più possibile alcuna  modalità d’intervento: un suggerimento, una proposta, un contenuto diverso, ecc.

L’unico modo con cui Cittadini e minoranze possono intervenire non può essere altro che l’analisi critica; se la decisione è ritenuta grave anche la protsta, oppure ci si può rivolgere al TAR. Non si può fare altro. Se poi le minoranze, le associazioni, i Cittadini, si permettono di esprimere e rendere pubbliche le critiche, ecco quale può essere la considerazione del sindaco:

“leggo con rammarico speculazioni politiche sul tema (74 migranti) da parte delle forze politiche di opposizione che non propongono soluzioni. Così non si fa certo il bene della città.” (Buccinasco Informazioni pag 7 n.5).

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