Articoli marcati con tag ‘Renzi Matteo’

Renzi , le elezioni a primavera: leggi elettorali di spesa

Città Ideale è portata a valutare i comportamenti in chiave predittiva rispetto alle finalità vero cui procede il politico di turno.      Comportamento che i media, i giornalisti, hanno dimenticato o quasi.    Nella generalità dei casi si limitano a diffondere ciò che ha detto il politico Tizio, cosa ha risposto Caio, Cosa ha deciso il ministro o il premier.     Circa gli effetti, le motivazioni e gli intenti del politico giornalisti mandano il cervello in soffitti e ripetono a pappagallo la valutazione del politico medesimo.

Cosa pensa il pennivendolo-pappagallo? Quale è la sua valutazione? Quali le altre posizioni politiche e come le colloca?     Un vuoto pneumatico riguardo al pensiero.     Questa non è informazione; questo non è  servizio verso i Cittadini e il paese.      Verrà il tempo in cui di questo livello appiattito del fare informazione, dell’occupazione partitica del potere se ne dovrà parlare. Oggi tutto tace; è molto triste.     Adesso parliamo del far politica del premier. Leggi il resto di questo articolo »

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Renzi, le riforme e il futuro politico in Italia

Lasciamo perdere le analisi degli esiti elettorali; le novità digeribili sono: UNO meno 10% nell’affluenza al voto che sarà difficile collocare nell’indifferenza: sostanziale rifiuto e ostilità verso la politica. Chi non vota sbaglia sempre. Però il non voto  un po’ lo si è voluto (un ponte di 4 giorni!), puntando su migliori risultati politici da chi al voto non rinuncia. DUE lo spazio sui media dato a Salvini in funzione anti M5S è riuscito male. Salvini ha intercettato voti dalla destra, certamente tolto parte di  voti al M5S. Voti  che non sono Lega: rappresentano rifiuto al sistema.

TRE Renzi ridimensionato sul territorio: il voto al PD oggi rappresenta più la scelta Renzi che voto al partito (il che non è un male: è l’evoluzione verso un voto sulle persone e la loro proposta; meno sull’ideologia). Attenti però:  fintanto che non si andrà alla elezioni il suo potere con l’attuale parlamento rimane pressoché  invariato. Vediamo ora: quali possono essere le tendenze? Leggi il resto di questo articolo »

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Costituzione, cambiamenti e democrazia: confusione e interessi

In Italia la Costituzione originale è cresciuta e si è adattata alla guerra fredda. Il confronto globale è stato tosto e ha coinvolto tutti i paesi. L’Italia forse più di altri per una presenza diffusa di area “rossa”  o “progressista”. Ad evitare scontri ancor più accesi per soluzioni che non sarebbero state consentite, la sistemazione “all’italiana” si è avviata gradualmente con un governo sostanzialmente inamovibile controbilanciato da cessioni di potere e compartecipazioni nelle decisioni alla minoranza, istituzioni che il tempo ha intrecciato e controbilanciato.

Qualche esempio? Il potere di rappresentanza dei sindacati è diventato abnorme, supportato da istituzioni collaterali che consentono entrate consistenti, sia cooperative che enti. I regolamenti di Camera e Senato sono garantisti e consentono bilanciamenti e scambi di decisioni. La formulazione delle leggi pure, così come l’autonomia della magistratura, superata dall’esistenza di associazioni più o meno velatamente riferite a una o l’altra area. Leggi il resto di questo articolo »

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Italia e Renzi: dall’Economist il realismo che brucia

Ce li ricordiamo tutti gli articoli sulla rivista Inglese  con l’analisi della demagogia di Berlusconi?  Titoli a tutta pagina da laRepubblica (in primis), a ilCorriere, laStampa e via pubblicando.  I Tg pubblici con decine di minuti a descrivere e commentare la bocciatura del Cavaliere ?   Sembra adesso che in Italia i giornalisti e i media si siano dimenticati dell’Economist . Eppure parliamo della più autorevole rivista globale negli studi economici (parole loro!).

Città Ideale, non rilevando attenzione sui nostri media circa un articolo che parla di Renzi e dell’Italia, trascorsi quindici giorni senza riprese (tranne un blog di Catania), proviamo a riferirne  riprendendo quanto ripubblicato su Internazionale. Non faremo altro che ripetere stralci dello scritto. Visione che è secca e distaccata; proprio per questo più efficace.

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CITTA’ METROPOLITANA antidemocratica, statalista: la casta non cambia

Questa riflessione di Franco Gatti trae spunto dal nostro articolo del 28 Luglio scorso. A sua volta quest’ultimo è reazione ad uno sfogo analogo di Fiorello Cortiana inviata all’attivo di Coalizione Civica. Il tema sta diventando sensibile:  ci si accorge che questa attuazione Renzi della riforma Monti è centralistica, decisa e strutturata dalla partitocrazia (VEDI IL 15 12 2013 e VEDI IL 06 04 2014) su Città Ideale.

Per chi è programmaticamente anti Renzi è la conferma di un disegno antidemocratico (o che ci va molto vicino). Si tende a trovare in questo percorso metropolitano il filo rosso che traccia l’azione del premier ad occupare tutto. C’è qualcosa di vero, ma noi  siamo tentati a  tenere separate le questioni.

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Renzi: il futuro suo e del Paese, dei nostri giovani, dei nostri figli

Intanto qui in Città Ideale ci sforziamo di considerare Renzi una possibile carta risolutiva perché il Paese riprenda equilibrio e riparta. Sarà difficilissimo, ha solo uno spiraglio stretto per passare. Ha anche aspetti del suo agire che sono critici, che portano dubbi sul suo comportamento. Ma è l’uomo che oggi ha la responsabilità e dice le cose da fare. Finora non le ha fatte: adesso è alla prova. Se passa bene. Se no se ne vada il prima possibile.

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Italia si cambia? Il Gattopardo in agguato Renzi lo ha in casa

Stiamo assistendo a un lungo momento della verità per il Paese, dagli effetti che possono essere di grande portata.  Come in una partita a scacchi, il sistema di potere del superpartito storico che ha costruito il gattopardo, punta sui tempi lunghi ed intanto semina mine qui e là. Il gattopardo ha il vantaggio di un semestre con l’Italia alla presidenza dell’Europa, per cui è relativamente sicura che Renzi non cercherà la crisi.

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La corruzione pubblica: uomini o sistema?

Renzi ne fa una questione di uomini. Sbaglia. Quando succede una tantum, potrebbe anche andare questa valutazione. Qui siamo ad un procedere sistematico che impasta politica e faccendieri. Non si chiamino imprese, anche se operanti in forma di S.p.A. o di società pubbliche, questi non rischiano nulla perché gli affari sono fuori mercato: sono degenerazione dello statalismo.

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Evento inesistente: come diventa un teatrino (atto unico)

I lettori di Città Ideale avranno letto lo svilupparsi di una affermazione di Luigi Saccavini (VEDI al #24 del giorno 26, 11.56) che riportiamo per facilitare la comprensione del seguito:

1.      Quel che mi viene riferito (ma non sono dati certi) a Buccinasco e a Cesano, i voti PD avevano per circa il 50% la preferenza RENZI

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Pruiti contro Renzi: ci va di mezzo Buccinasco!

Elogio della folliaNon sono certo un estimatore di Renzi, personalmente non mi piace, non credo che farà i miracoli (e nemmeno che realizzerà una parte significativa di quello che dice), non condivido che sia arrivato a fare il Primo Ministro senza un mandato popolare, per di più scalzando un altro esponente del PD, cioè del suo stesso partito (certe cose possono succedere solo in Italia).

Le opportunità, però, bisogna coglierle al volo, se si è in grado: pecunia non olet, dicevano i latini, i soldi non hanno odore (VEDI)!  Giusto o sbagliato il Governo ha inviato ai sindaci una missiva (VEDI) con la quale li si invita a indicare una scuola del territorio che abbisogna di manutenzione (e a Buccinasco ce ne sono):

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Passaggio di mano a Palazzo Chigi: cosa ci aspetta?

Di preciso, se si vuol essere seri, non si può dire molto oggi; sia pro o contro.  Unico riferimento resta il programma della Leopolda (che ha quattro anni: VEDI): con parecchie cose che aspettano di essere fatte da tempo, mai affrontate finora. Contiene anche questioni rilevanti su cui è stata messa la sordina, ma sono impellenti: a cominciare dal lavoro e dai rapporti politica-sindacati-imprese. La concertazione è dura a morire.

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Italia: evoluzione in atto. Riflessioni e problemi

L’incontro  Renzi Berlusconi arriva con vent’anni di ritardo e fa fare un passo avanti alla politica del Paese: un passettino. In ritardo e oggi insufficiente se non inadatto. La spaccatura verticale dei due blocchi il disconoscimento (soprattutto da sinistra verso destra,  e la conseguente reazione) ha fatto danni spaventosi. La partitocrazia doveva difendere i suoi fortini economici e sociali, ne è stata condizionata. Se non sono i politici a guardare alto, il Paese ne paga le conseguenze.

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La società civile rinnova la sinistra: ora tocca ai moderati

Sulla personalizzazione della politica, sul ridurre ad una persona le pulsioni profonde dei mutamenti sociali, non è il caso di approfondire. A personalizzare, semplificando molto, ci stanno pensando tutti i media, con l’obiettivo di metabolizzare uno scossone che, in queste dimensioni nessuno poteva attendersi. La società civile nelle primarie per indicare il segretario del PD ha compiuto una rivoluzione.

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Renzi, la Leopolda, i 100 punti e l’Italia

Analisi dimenticata. Città Ideale è  stata colpevolmente assente sul manifesto – programma di Renzi.  Anche in questo caso si conferma la regola che occorre sempre andare alla fonte per capire il pensiero, ciò che sostiene colui di cui si parla. La inaffidabilità del sistema media in Italia è davvero elevata: qualcuno ne ha mai affrontato o dibattuto il contenuto?  mai che sui temi in discussione  il giornalista chieda a Renzi se ciò che fa Letta corrisponde la suo programma o meno.

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Berlusconi: un bilancio e il domani del paese

Un fenomeno politico straordinario. Riuscire in quattro mesi a realizzare un partito e vincere le elezioni nel 1994 è stata una impresa storica. Ma anche l’avviso, la dimostrazione che la politica dei partiti dinosauri costruiti e strutturati durante la guerra fredda, i Cittadini non li volevano più. Già vent’anni fa. Berlusconi ha rappresentato il nuovo, la fine delle ideologie, la possibilità di ricostruire il sistema e la politica.

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