Articoli marcati con tag ‘referendum’

Lombardia e Veneto: VOTO per un domani migliore del Paese

L’articolo di Mingardi alla vigilia del voto è un contributo meditato e attento, che parte dalla storia per capire, dalla sua evoluzione rispetto agli altri paesi europei, cercando di individuare scogli e limiti. Uno è senz’altro condivisibile: la campagna eletorale in tono minore (probabile effetto della ben più grave crisi catalana che contrappone Barcelona e Madrid.

Non vi e cenno invece alla soluzione possibile dei trasferimenti fra le regioni più produttive e quelle che devono essere aiutate. La necessità di un supporto è fuori discussione: bisogna intervenire. Ciò che è altrettanto pacifico è l’inefficienza, gli sprechi, le distorsioni intervenute nell’Italia repubblicana da un flusso che, partito dalle regioni del Nord, è passato per Roma che si è incaricata di erogare le nostre tasse.

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La Democrazia del Novecento nel terzo millennio non funziona

Per carità, il Popolo si è pronunciato e la volontà del Popolo Sovrano va rispettata. In Italia non ci sarà più nessun politico che si imbarcherà in proposte di modifica in senso presidenzialista. La partitocrazia che si è appropriata della delega e gestisce consociativamente la spesa pubblica, da questo referendum esce  solidissima.

Rimane il dramma della condizione in cui si trova il paese. Con il suo debito pubblico e l’incapacità strutturale della partitocrazia a intervenire sulle riforme di struttura (appunto) di cui il Paese ha una urgenza drammatica. La nostra Italia, bellissima e sfortunata, continuerà  a vivacchiare sull’orlo dell’abisso, finché i creditori internazionali del debito pubblico lo consentiranno.

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Italia, debito pubblico e finanza internazionale: proviamo a capire per decidere

Stiamo a ridosso di un referendum che avrà un esito, il quale dal giorno dopo non dovrebbe avere effetti sulla nostra situazione, quale che sia il risultato. Così in genere si pensa, e sembrerebbe una affermazione di buon senso. Invece non lo è. Nelle condizioni in cui siamo messi è inevitabile che vi siano riflessi internazionali, tanto più pressanti quanto maggiore è il nostro debito collocato all’estero.

Il nostro debito pubblico è conservato parecchio in Italia, in prevalenza presso banche e altre istituzioni pubbliche; un 10% circa presso privati. Solo in Europa siamo sui 3/ 400 miliardi fra banche europee e BCE. Poi ci sono i fondi sovrani più o meno arabo/petroliferi, i mercati orientali e USA. Una robusta rappresentanza dell’economia mondiale che sull’Italia ha scommesso.

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Basta, basta, basta! così il paese resta fermo

Qual è la goccia che fa traboccare il vaso? Con un tempismo che peggio non poteva capitare, su un appello della Regione Veneto, la Corte Costituzionale ha deciso su tre commi di una legge del Governo. Stabilendo che non basta la semplice asserzione, con la Regione occorre un’intesa.  Fin qui si potrebbe dire che si tratta di contrasti fisiologici fra Stato centrale e Regione, main pratica è un diritto di veto.

Delle polemiche, di Renzi, degli schieramenti per il SI o per il NO spesso sgangherati , non c’importa nulla. Ci interessa invece come si intende ridurre il nostro debito pubblico, le nostre tasse, per far ripartire il Paese.  Lasciate le polemiche andiamo a vedere il contenuto della decisione della Cassazione. Troviamo qualcosa che ci orienta, sullo specifico, su ilsole24ore (VEDI):

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Referendum: le ragioni del Si e del NO. Una stesura analitica

Caro Luigi, e cari aderenti a Sosteniamo Buccinasco, Giorgio Galli, docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano, è uno dei maggiori politologi italiani. E’ inoltre Direttore dell’ Istituto Lombardo per gli Studi Filosofici e Giuridici, che ha realizzato per conto della Società Umanitaria, la ben nota istituzione milanese: il numero speciale della sua Rivista Civica dedicato al referendum.

Di particolare interesse tutta la parte delle ragioni del SI e del NO, trattate in modo veloce ed incisivo.

Completano l’opera documenti tra cui il testo confrontato della costituzione attuale e riformata, il documento dei giuristi per il no, ecc.  Può essere uno strumento utile per i lettori di Città Ideale. Se condividi potresti metterlo sul sito.Adriano Carena 24 Novembre 2016

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Le ragioni del NO e le criticità del Paese. Gli effetti possibili

La questione legata al referendum (obbligatorio applicando la costituzione, perchè la maggioranza che lo ha approvato in parlamento è inferiore a 2/3) assume un carattere straordinario per gli effetti che avrà sul nostro paese. Il clima da ultima spiaggia con cui si sta proseguendo nel dibattito non ci entusiasma, preferiamo tenercene fuori.

Lo abbiamo considerato nel caso di Domenica 27 perché ci è parso utile far rilevare un’attenzione all’impegno civile dell’Ecclesia locale, non usuale e considerato positivamente. Le nostre valutazioni, che non sono di schieramento politico (chi ci legge conosce bene la nostra ripulsa del sistema odierno dei partiti).

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Cattolici e Referendum: a Buccinasco la parrocchia come centro di cultura civile e sociale

A metà novembre la parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Marzabotto ha accolto un dibattito sul referendum che ha visto tempi rigorosamente ripartiti. Domenica 27 alle 21.00 si terrà una seconda serata presso la Scuola Materna Parrocchiale Don Stefano Bianchi, in via Fratelli Di Dio. Crediamo sia legittimo, Città Ideale valuta positivamente la sua presenza, su una questione imporante che riguarda il paese (VEDI).

Ricordiamo che il referendum si fa perché lo richiede la costituzione, in quanto in palramento non si è raggiunta la maggioranza dei due terzi.  Il relatore Lorenza Violini è docente di diritto costituzionale presso l’Univesità Statale di Milano, senz’altro preparata in materia, che certamente aiuterà a comprendere.

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Referendum costituzionale: una descrizione che può essere utile

Sergio Romano ha 87 anni. È uno degli italiani per bene che illustrano il nostro paese in positivo (non molti purtroppo). Se si va a leggere la sua sintetica biografia (VEDI), il suo è un percorso di vita da invidiare: ambasciatore a Londra, Parigi, Nato, URSS, Segretario generale alla presidenza della Repubblica con Saragat. Scrittore, pubblicista, ecc. Uno che conosce bene lo zoo della partitocrazia; come ambasciatore se n’è andato sbattendo la porta (senza far rumore) nel 1989, governo De Mita.

Per queste sue esperienze e qualità può essere un illustratore accurato e competente circa la nostra storia, in particolare sul tema del referendum. Abbiamo colto una sua risposta nella rubrica che tiene sul Corriere della Sera , che ci sembra magistrale, per sintesi e completezza ad un tempo. La proponiamo ai nostri lettori

IL REFERENDUM DI DICEMBRE E QUELLO DEL 2006

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Referendum e “dettagli”… cosa ne pensa Alessandro

Il contributo di Alessandro contiene aspetti ragionevoli che riteniamo di dover far conoscere. L’analisi delle singole questioni dobbiamo dire che non ci entusiasma, anzi ci annoia. Gli aspetti tecnici complessi quest’epoca di bizantinismi sottili promosso dal sistema dei partiti ci ha stancato, ha qualcosa di simile a una truffa.

Pure lo sforzo di chiarire, di spiegare, di confrontarsi che Alessandro porta avanti, è meritevole e degno di attenzione. Significa anche resistere alla facile tendenza a lasciar perdere, che è poi ciò che vogliono tutti. Portare i Cittadini al voto di pancia perché i media fanno una gran confusione, con il contributo dei professionisti della politica, pervicacemente incollati alla sedia, ai conseguenti benefici tratti dalle nostre tasse, a quelli che derivano dalla condivisione ripartita del potere. Un giochino che sa di melma indecorosa, altro che democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

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Acqua pubblica (statale): referendum e 65 miliardi di buchi

Il referendum per l’acqua pubblica, per escludere le società private che, non sia mai, puntano al profitto, l’acqua gestita dallo Stato senza fini di lucro è giunto al capolinea. Buttato nel cestino: lo Stato non è capace di una gestione efficiente, non può destinare 65 miliardi di investimenti per adeguare la rete alla normativa europea, su cui paga, e chissà per quanti anni pagherà una multa all’UE.

Città Ideale aveva avvertito: non esiste un servizio gratis, se per renderlo disponibile occorrono investimenti per realizzare e mantenere reti efficienti. Qualcuno questi capitali li deve tirar fuori: se la gestione è statale (pubblica è un sinonimo che attenua il termine statale) bisogna destinare danari dalle tasse dei Cittadini, in una coperta sempre corta, che deve reperirle tagliando altri servizi. Leggi il resto di questo articolo »

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Costituzione e referendum: tentiamo qualche chiarimento

La corsa al referendum che si terrà entro l’anno (Ottobre o Novembre), per approvare o respingere la riforma della Costituzione del governo Renzi, votata dal parlamento, sarà uno dei terreni più ricorrenti del dibattito politico; prevedibile. Si sono già costituiti i comitati per il NO, promossi da studiosi e costituzionalisti di area “progressista”.

Prima che monti il can can  nelle diverse partite che si accendono, proviamo a fare qualche considerazione. Cominciamo dall’inizio: è da cambiare la nostra Costituzione? Negarlo sarebbe sbagliato. L’equilibrio dei poteri pensato 70 anni fa conteneva un errore: la ripetizione delle funzioni Camera e Senato. Inoltre il condizionamento che limita la gestione al governo, modificata in senso più decisionista. Fin qui tutto pacifico, o quasi. Il problema è il modo: come ci si è arrivati e cosa si propone. Leggi il resto di questo articolo »

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Sanità pubblica in Italia, Svizzera e libero mercato

Che Città Ideale sia favorevole alla struttura di tipo svizzero è risaputo dai lettori. Due parole per dire di che si tratta. Lo stato stabilisce le condizioni minime cui un Cittadino deve essere assicurato sulla salute. Ognino può assicurarsi (è obbligatorio) presso le  61 assicurazioni private che offrono polizze diverse secondo le esigenze del singolo, partendo dal minimo di legge. Ogni assicurazione ha propri ospedali e cliniche convenzionati.

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Trasparenza e open data: Comunità partecipata

Stiamo vivendo sul far politica, sulla cosiddetta “forma partito” una fase di tramonto.  L’Italia non sarà il solo paese arretrato  ma certamente lo è  fra i paesi industrializzati. Una analisi del Censis apparsa su ilSole24Ore ce ne informa in senso generale (VEDI). Non tratta delle conseguenze sul far politica, ma delle perdite che derivano dall’arretratezza digitale. Danni che vengono dalla ancora scarsa diffusione fra aziende e privati, soprattutto nell’applicazione entro la pubblica amministrazione… Ed eccola la politica!.

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Acqua: pubblica è acqua di tutti? Allora buttiamola che non vale niente

Qualcuno lo ricorderà il referendum sulla bufala acqua privata, acqua pubblica, con la “vittoria” dell’acqua gratis contro gli speculatori delle aziende private che avrebbero aumentato a dismisura i prezzi. Andiamo a raccontare lo stato dell’arte e qualcosa che ci riguarda a noi di Buccinasco.

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Bologna e il referendum: continuare con il basso profilo o coinvolgere la Comunità

Lontano da noi ogni anche ipotetico pensiero di voler interferire con scelte e indirizzi della Comunità che si richiama a CL e alle sue strutture collaterali, come in questo caso Compagnia delle Opere CdO per il settore opere educative.  Lo diciamo avendo letto un comunicato che questa associazione fa circolare entro il movimento (VEDI). Ponderato, riflessivo, buonista, pacifico, porge l’altra guancia e invita a tenere i toni bassi. Parla di “provare” a fare passi avanti sulla strada “di tutti i soggetti pubblici e privati che con responsabilità operano per il Bene Comune”.

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