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Liberazione – Quarantacinque di Pier Paolo Pasolini

Quaranta cinque

Trascinando i piedi nella polvere  -   ciechi di stanchezza,

vanno via i Tedeschi,                     -   pecore nella nebbia.

Vanno tra le macerie                      -   tra le acacie bagnate,

Trascinando i fucili nel fango,          -   per le strade più nascoste.

Sul borgo una campana               -   batte il Mattutino,

E i giorni ritornano                 -   com’era prima.

Sui borghi le campane       -   suonano a festa,

Per le corti ben spazzate,     -   per la fresca campagna,

Dove sciami di bambine,       -   con la treccia che gli luce,

Per gallerie di venchi,     -   vanno allegre alla messa.

E dietro i ragazzetti,       -   appena confessati,

Coi calzettoni bianchi,     -   e i biondi capi ben tosati.

Lunedì, Lunedì di Pasqua  !   -   quando corrono ridendo

I più bei giovincelli         -   sul ponte del Tagliamento,

Con le loro biciclette       -   e le magliette bianche,

Sotto i blusoni inglesi,     -   che sanno di arance!

Un poco ubriachi cantano,     -   alla mattina presto,

E sulle loro sciarpette       –   gli gela il fiato la bora,

Giù per Codroipo, Casale     -   per le praterie

Piene di posteggi         -   e di compagnie,

Di gente che gioca, grida,     -   tutt’intorno alla pianale,

Dentro i fiammanti spacci   -   del primo ballo dell’anno.

Il Signore ci ha vestiti     -   di allegria e di pietà,

una corona di amore       -   ha messo sul nostro capo.

Il Signore ha voluto       -   abbassare rupi e monti,

Colmare le vallate,         -   fare eguale tutto il mondo,

Perché il suo popolo       -   contento cammini

Per la quieta terra,     -   del suo quieto destino.

Il Signore lo sapeva       -   che nel nostro cuore,

Dietro il nostro scuro,                        -   c’era il Suo splendore.

VIVA LA LIBERAZIONE

VIVA L’ITALIA

nb: la visione distorta della Liberazione ci fa ritenere obbligato, cosa dovuta, riproporre questa poesia di Pier Paolo Pasolini. Nel 1945, con il fratello Guido da poco ucciso dai partigiani “rossi”. Illustra il senso di pieno recupero per tutti, perfino per i vinti tedeschi che se ne vanno, della vita civile e libera: parla di Liberazione, non di Resistenza….

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