Articoli marcati con tag ‘palestina’

Palestina è Israele? Percorso incompiuto, da risolvere

Siamo abituati a considerare il territorio che storicamente è stato chiamato Palestina (lo storico greco Erodoto nel quinto secolo A.C.), all’incirca come da noi inteso, l’area a Ovest del Giordano dal Libano all’Egitto. Per gli ebrei, in quel passato, l’equivalente di Palestina corrispondeva al Sud dell’attuale Israele, mentre la Bibbia, vede Eretz Yisrael, la terra d’Israele nella parte superiore.

Questa è storia (cui si richiamano i contendenti odierni). Israele come patria per gli ebrei è spuntata nel corso della prima guerra mondiale la dichiarazione del ministro degli esteri inglese Artur Balfour al banchiere Rothschild nella quale  riconosce la possibilità di un’area nella quale gli ebrei dispersi in altri stati potessero qui trovare una Comunità (non uno stato propriamente detto). Eravamo nell’epoca del colonialismo delle cannoniere….

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Palestina e Israele: venuta è l’ora d’agire

La scelta di Obama va vista in chiave di contrasto al nuovo presidente Trump. L’effetto però mette a nudo sett’antanni di equivoco che riguardano lo stato d’Israele e la Palestina, come definiti dall’ONU nel 1947-49. Confini che sono gli unici che richiamano alla legge, al diritto. Disattesi, inaccettati da Israele e dai Palestinesi, ma anche da tutti i popoli arabi.

Era d’uso dire, già decenni addietro, che Israele è un avamposto d’Occidente di 3 milioni, circondato da  400 milioni di arabi, tutti compatti a ritenere Israele un pezzetto di terra da liberare, gettando a mare gli invasori. Non è proprio così, ma nenache molto distante da così. Se a Yalta si fosse affrontato il tema, è probabile che Israele fosse collocato in un land tedesco (la Baviera o la Sassonia, o qualcosa d’altro).

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Shoah: la storia e il presente

L’Europa e il genocidio: i cinque o sei milioni di morti con l’unica colpa di essere di religione ebraica (la componente etnica dopo 2mila anni di diaspora crediamo pesi meno). Siamo colpevoli: tutti anche se certamente meno dei tedeschi nazisti, ma la vicenda ci tocca dentro. Un monito che dobbiamo reiterare perché a questi percorsi non si torni. Noi italiani non poco, perché in quegli anni essere ebreo è stato una colpa, dalle conseguenze pesantissime.

Dobbiamo ricordare la shoah come fatto orrendo ma anche come nostro mea culpa. Un dovere per noi e gli europei di domani riflessione e ricordo  nobile, fatto concentrandosi sulla vicenda storica. Vi possono essere modi più dinamici del solo ricordo, ancorando la vicenda alle molte situazioni che ancora oggi sono assimilabili, sparse per il mondo, anche nel Medio Oriente. Leggi il resto di questo articolo »

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