Articoli marcati con tag ‘‘ndrangheta’

‘Ndrangheta a Buccinasco: nel silenzio del sindaco dopo la lettera ricevuta, parla l’Assessore

Il 21 Settembre a Buccinasco si è svolto un evento preannunciato percommemorare un giornalista napoletano ucciso dalla camorrra nel 1985, 32 anni fa: Giancarlo Siani. In via Nearco, una villetta sequestrata alla ‘ndrangheta, una parte della quale un giudice ha accondisceso fosse assegnata al boss di cui si parla.

Un luogo inevitabilmente inadatto a folle oceaniche, propagandato prima, senza alcuna comunicazione dopo l’evento: fatto inon usuale per questa e per l’amministrazione precedente. Quella che, contraria all’inziativa dell’ANCI “100 comuni contro le mafie”, rifiutando lo slogan dell’associone comuni italiani, vi ha aderito due mesi dopo un silenzio imbarazzante, con un nuovo slogan, alternativo.

QUI LA MAFIA HA PERSO

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Buccinasco: qualcosa si sta muovendo per generare allarme. C’entra l’anti-stato?

Il mandato Pruiti è iniziato, appena eletto,  con un’infelice intervista a tutta pagina su ilcorrieredellasera, che dal titolo afferma Buccinasco Platì del Nord, e via sproloquiando, fino a lasciare intendere che i voti della ‘ndrangheta erano stati raccolti dalla coalizione del  suo competitor al ballottaggio Nicolò Licata (con tutto i lcentro destra e BucciRinasco insieme.

Fino al giorno prima sul territorio della ‘ndrangheta non c’erano eventi a essa riconducibili. Solo i rituali eventi messi in atto dalla gestione Maiorano, che nulla possono arrecare in danno all’anti-stato, anzi forse qualche beneficio sì, perché ne fanno una descrizione di strapotere. Però, ci si dimenticava dell’evento inventato, in campagna elettorale, con il parroco don Maurizio sospettato di “inchino” nei confronti d’ un boss.

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Il giornalista che offende e non replica, ci da lezione di giornalismo?

Un cronista di cui non citeremo il nome, ci ha fatto la lezione sulla ‘ndrangheta a Buccinasco. Ne abbiamo parlato, abbiamo qui pubblicato i suoi “argomenti” da lui posti in modo poco leggibile su fb (VEDI, ma anche gli articoli correlati del periodo).  Cronista che ha dedicato una pagina del Corriere al neo sindaco, dal titolo  

Buccinasco è ancora la Platì del Nord. In giunta un’Assessore antimafia

A parte il pessimo servizio per la sua città fatto dal sindaco, questi ha anche indicato la coalizione Nicolò Licata come destinataria dei voti della ‘ndrangheta. Al cronista abbiamo contestato un comportamento non professionale, servizievole, nel suo riportare le affermazioni del sindaco senza la minima precisazione, senza il dovuto chiarimento ai lettori, riguardo alle gravi insinuazioni del sindaco.

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PD e ‘ndrangheta: proprio non ci siamo

Questo mese d’Agosto ha visto il sindaco più volte messo in mezzo su questioni legate alla ‘ndrangheta. Ne abbiamo più volte parlato, argomentando limiti, ma anche veri e propri errori, del suo agire. In particolare continuiamo a porre in mezzo il problema attuale della ‘ndrangheta di questo periodo: la gestione finanziaria.

Con una immagine forse efficace ma non proprio centrata, sui media viene definita la “mafia dei colletti bianchi”: non più la brutale e diretta raccolta delle risorse intimorendo e dominando i Cittadini. Queste cose non si fanno più, soprattutto al Nord. Qui l’economia non è quella di Platì… qui vi è l’esigenza di trasformare danaro raccolto in modo illecito, rendendolo pulito.

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Premialità antimafia con bonus sull’edificabilità… lo farà anche Buccinasco?

Antimafia  a Buccinasco: la gestione Pruiti si può dire che è nata all’insegna di Buccinasco platì del Nord. L’immagine di un paese controllato dall’anti-stato, che può tutto e decide tutto o quasi.  Un termine sbadierato senza criterio, per ribadirlo ancora dopo il 2007.

Terminata “Buccinasco più” sostenere un radicamento pervasivo della ‘ndrangheta richiede due alternative condizioni: ignoranza assoluta dei fatti oppure strumentale agitazione di un condizione per assegnarsi un ruolo rispettabile, avendo poco o nulla da proporre, nessun progetto per Buccinasco che non sia lo statu quo. Cominciamo col conoscerla la realtà di Platì (wikipedia):

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Gestione beni sequestrati alla ‘ndrangheta: l’efficienza è un dovere primario

Il titolo dice già tutto. Se al comune, al termine di una fin troppo lunga procedura  giudiziale, si vede assegnare dalle istituzioni centrali un bene confiscato alla mafia, che ha la responsabilità di gestire entro criteri stabiliti dalla legge, questa responsabilità deve essere assunta con ponderazione assoluta.

Ai Cittadini torna sicuramente positivo che questi beni siano gestiti con efficienza, abbiano un loro ritorno concreto e funzionale. L’efficacia del ritorno all’economia legale dei beni conquistati all’anti-stato è fattore di premio alla legalità, esemplifica il vantaggio del vivere entro le regole (per contro dimostra e rende nota l’esclusione dalla Comunità del vivere fuori dalle regole).

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Linee generali di programma: “Buccinasco contro le mafie”

Sul tema il sindaco si è sprecato: ha fatto della ‘ndrangheta il distinguo fra lui, la sua maggioranza (legalità e anti mafia) e il competitor con cui si è confrontato Nicolò Licata: si è affermato 49 a 51… una manciata di voti. Il tema che ha scelto per differenziarsi lo ha sparato in una paginata di intervista sul Corriere della Sera, qui fino troppo conosciuto per la sua parzialità. Il giornalista non ci ha fatto una bella figura. L’argomento quindi non poteva mancare nelle linee generali di programma: lo abbiamo letto con particolare attenzione e adesso ne parliamo.

Intanto il giornalista, l’autore del colpaccio (l’accusa a Licata e i suoi di aver ricevuto i voti della ‘ndrangheta”):  si è dilungato su una concezione attuale di Buccinasco Plati del Nord, senza scusarsi con gli accusati messi sul giornale con un’ombra così pesante senza la minima precisazione. Ha promesso che ne avrebbe discusso con noi. Lo abbiamo invitato qui, ma finora non si fa vivo.

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Ci tocca: il giornalista risponde e noi pubblichiamo

Crediamo che sia evidente l’imbarazzo, del resto non poteva essere diversamente. Rifare la storia di Buccinasco ogni volta che viene chiamata Platì del Nord fa emergere Bucci+ e il processo Cerberus (che non ha ancora la sentenza definitiva, fermo a Milano dopo il secondo rinvio della Cassazione). Pubblichiamo ma non c’entra nulla con la faccenda che abbiamo posta: un’intervista ove la minoranza è accusata di raccogliere i voti della ‘ndrangheta.

Abbiamo posto il problema, concretissimo, di come agisce la ‘ndrangheta a Buccinasco e quali sono i temi su cui ci si deve impegnare. Abbiamo elencato la carenza, la disattenzione (chiamiamola così) verso corruzione, conflitto d’interessi e riciclaggio. questi i temi su cui agisce oggi la ‘ndrangheta. Ecco il perché, non di nome ma di obiettivo vero contro l’antistato, riguarda Buccinasco Piazza Affari della ‘ndrangheta al Nord. Lasciare il nome offensivo che riguarda la città intera non ci sta bene, lo rimandiamo ai mittenti.

Nei commenti, al primo posto riteniamo doveroso riportare la replica di Simone Bicocchi, chiamato in causa senza ragione (non si capisce a qual fine, se non creare una cortina di fumo).  Invitiamo a leggerlo, il commento. Vediamo riportate le solite apocalissi che rendono a Buccinasco immanente e pervasiva la ‘ndrangheta nella vita quotidiana, gonfiore che giustifica un tema politico che invece è organizzativo e di metodo, di perseveranza, di rettitudine nell’affrontare le questioni d’oggi riguardo al tema. Leggi il resto di questo articolo »

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Il sindaco in uscita scrive a Socrate Lusacca….

Si tratta della medesima persona che ha qualificato BucciRinasco “associazione di mascalzoni”. In pubblico, nel contesto di un incontro con la comunità sinti, non più tardi di Sabato scorso (20 Maggio), associando a questa definizione lo scrivente e altri componenti.  Evidentemente le riflessioni dell’articolo di ieri sulla storia e sulla situazione che riguarda Buccinasco quale Piazza Affari della ‘Ndrangheta, qualche peso e efficacia devono averlo se lo portano a  scriverci per spiegare (e accusare, noi! di cattiva creanza e altro).

Senza trovare modo di scusarsi o precisare, permettendosi di contattare il nostro candidato sindaco (dall’”associazione di mascalzoni”), come nulla fosse.  Poi qui scrive e ci propone una “lezione di civismo e legalità”: a noi!  La comunicazione che ci invia,  di un pubblico ufficiale che straparla nella foga elettorale, nell’esercizio delle sue funzioni, non meriterebbe accoglienza

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I sindaci del Sud Ovest Milano danno vita a un evento che non ha precedenti

Dall’improvvida (possiamo dirlo) iniziativa di LIBERA che puntava a rompere la cittadinanza su un tema come il contrasto alla ‘ndrangheta, le sollecitazioni all’unità sono per reazione venute e diventate prevalenti.

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LIBERA contro la ‘ndragheta per dividere?

Che LIBERA sia vista da parte dei Cittadini come struttura collaterale dell’area che gira intorno al PD non è cosa di adesso. Inizialmente si poteva sostenere di giudizi malevoli, magari dell’area contigua alla malavita organizzata.  Nel tempo però si sono incrementate occasioni di poco felice comportamento, alcune sono recentemente ripresa in un libro di Antonio Amorosi sul sistema Coop in Italia.

Adesso a Corsico stiamo assistendo a una vicenda prossima all’assurdo, nata da una leggerezza impedonabile che ha visto il sindaco Filippo Errante accordare il patrocinio a una Sagra dello stocco di Mammola, che si è presentata con un nome improponibile. Ai primi avvisi, il sindaco ha sospeso la manifestazione e tutto dovrebbe essere chiuso qui.

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Corisco, il Sindaco e la sagra dello stocco

Nel titolo manca il termine ‘ndrangheta; abbiamo evitato perché sul piano giuridico il patrocinio a un’iniziativa del genere non dovrebbe riguardare l’antistato.  Il problema è un altro: il patrocinio, concesso (o per lo meno stampato come già concesso e finora non negato) a un organizzatore che per i precedenti personali e questioni di contorno, non può essere riconosciuto.

Il comune lo ha concesso e questo è un errore: si deve intervenire nel merito, individuare le carenze procedurali che  lo hanno causato (consideriamo il sindaco tuttora  estraneo a vicinanze o favori verso la malavita organizzata. Quindi intervenire al riguardo, prontamente e generare normative che non provochino il ripetersi  di un evento del genere.

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Corsico, la ‘ndrangheta: un errore e molte stupidaggini

La vicenda sarà nota a tutti i lettori, ma riteniamo parlarne poiché a sinistra, se ne sta facendo un mantra contro la ‘ndrangheta, dalle minoranze di Corsico: sinistra e pseudo civiche. In questo avendo anche il supporto  dei media nazionali quando bisogna sparare contro una giunta non PD, non sinistra, l’articolo del corriere ne è un esempio (VEDI a firma Cesare Giuzzi, specializzato in malavita organizzata).

Infatti questa descrizione è accuratissima circa il gestore locale del Festival dello Stocco di Mammola. Un panettiere che occupa un locale nel quale negli anni ottanta si sarebbero gestiti sequestri di persona; coniugato con una figlia di famiglia importante di Platì, ecc. Insomma una persona sicuramente “attenzionata” dalle forze dell’ordine e dall’antimafia. Dietro sullo stesso taglio, anche se più generico, ilgiorno (VEDI).

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Bar Ritual: si rivede l’anima di coniglio a Buccinasco?

I lettori ricorderanno la nostra ipotesi da amministratori tremebondi a seguito del rifiuto di aderire all’evento “cento comuni contro le mafie” promosso da ANCI. I nostri amministratori si opposero e non aderirono con un paio di comunicazioni interviste (VEDI). Ce ne volle perché, dopo un paio di mesi dal rifiuto e di totale silenzio, a sorpresa, mettessero in sala consiliare il cartello “aggiustato” che poteva leggersi come una cosa superata, non attuale.

Ne abbiamo ora un secondo esempio, da assimiliare al precedente. Ricostruiamo la questione con l’aiuto (non voluto) del succedersi di dichiarazioni ufficiali (VEDI), e altre su facebook dall’ufficio stampa, avendo avuto tempo e modo di risalire alle norme, agli obblighi dell’amministrazione, di cui sembra si siano dimenticati.

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Buccinasco, lavanderie di danaro e corruzione. COSA FARE

Perché i danari di provenienza oscura (originata da reati vari) se immessi nell’economia reale non vanno bene? Domanda che ritorna a livelli pratici, in una condizione perdurante di stagnazione se non recessione, nella quale i capitali scarseggiano. Se arrivano soldi a far girare l’economia che siano i benvenuti, comunque.

Non  e così facile, né semplice. Gli effetti sarebbero devastanti. L’economia vera non si può costruire su capitali accumulati con il commercio internazionale di cocaina, sugli appalti a sconto tombandovi rifiuti industriali; sul mercato nero del lavoro fatto di clandestini, ecc. Il modo più efficace è non consentire a questo danaro di entrare a far parte del mercato legale: che riduce l’acqua al pesce dell’antistato: ne mette a rischio affari e futuro.  Leggi il resto di questo articolo »

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