Articoli marcati con tag ‘‘ndrangheta’

L’anti-stato emerge conclamato: vediamo come funziona

Anti-stato è la definizione di cui facciamo uso con frequenza. Poche volte ci è capitato di trovarla sui media o addirittura nelle dichiarazioni istituzionali. Sentirlo espresso da Alessandra Dolci mentre illustra la recente operazione che coinvolge Lonate Pozzolo, Malpensa, Legnano, Ferno e… Cirò Marina. Il discorso assume tratti desolati ma ben descrive la situazione: “sono trascorsi 15 anni dalla precedente condanna e non è cambiato niente. Tutto come prima”.

Come funziona l’anti-stato ce lo spiegano gl’inquirenti (VEDI) : …  per i magistrati, la storia di una estorsione aggravata dal metodo mafioso: sfruttando la contiguità di un consulente del lavoro utilizzato come ambasciatore, gli ‘ndranghetisti mandano a dire all’imprenditore che deve rinunciare al progetto di comprare un terreno nel comune di Ferno da adibire a parcheggio per Malpensa, perché farebbe concorrenza a quelli dei «calabresi»: a meno che, unica alternativa, l’imprenditore non si rassegni a entrare in società con loro. Altrimenti, è il messaggio del referente del clan, «qualunque cosa viene fatta lì, sono io che vado lì e scasso tutto».

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Bar Lyons “qui la ndrangheta ha perso”? Parliamo delle cose serie

La malavita organizzata, l’anti-stato,  è una cosa seria, serissima. Città Ideale lo ha sempre sostenuto. Lo ha fatto in diversi casi anche con interlocutori di  peso nazionale; non è qui il caso di rivangare parlando di se stessi. Più utile riteniamo invece puntualizzare un accenno che riguarda la ‘ndrangheta nel milanese: Nando Dalla Chiesa da un cenno sminuente alla analisi (da noi sostenuta) della prevalenza negli affari, basata sul riciclo di danaro sporco.

Restiamo convinti che il grosso dell’anti-stato (variamente denominato) punta all’occupazione dell’economia reale, agendo su ambiti territoriali  omogenei, occupando fette rilevanti di quartieri, paesi e cittadine. Nel Nord l’anti-stato non morde sulla piccola delinquenza, lo strozzo, il pizzo, lo spaccio. La distribuzione mediana e terminale è gestita da gruppi diversi, che l’anti-stato controlla da sopra, ma su cui preferisce evitare il rischio.

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Buccinasco, la ndrangheta e le forze dell’ordine, cosa sta cambiando?

Che i componenti delle famiglie di Platì ogni tanto finiscano nelle patrie galere fa parte degli eventi naturali. A Platì come a Buccinasco (che un’immagine peregrina va sui giornali come Platì del Nord). Il fatto che succeda in questi ultimi tempi con una certa frequenza a Buccinasco non dovrebbe essere una novità. Eppure qualcosa di nuovo sembra si debba notare, perché il nuovo ci può interessare.

La prima cosa, molto positiva, che deve rilevarsi è l’intensità e l’efficacia con cui l’arma dei Carabinieri si sta muovendo su questo tema. Se si va indietro di vent’anni, i successi intervenuti nella nostra area (che comprende anche Corsico , Trezzano e Cesano) nell’ultimo anno e mezzo sono straordinari. Cose piccole, quasi tran tran, come l’individuare in un appartamento  un latitante della “famiglia”, e altro del genere. Ma anche indagini complesse e massicce, che durano anni e si concludono con risultati eccellenti.

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Ndrangheta e le professioni: un nervo scoperto, ma anche altro

La Commissione parlamentare antimafia, quella presieduta da Rosy Bindi, qui a Cittaideale è stata citata per un episodio semiserio a Corsico (la Sagra dello Stocco), divenuto notizia nazionale con tanto di convocazione del sindaco Errante in una seduta tenutasi a Milano, per chiedergli spiegazioni.  Come molte commissioni e organismi partitici non la riteniamo il massimo della credibilità ed equilibrio.

Il 21 Febbraio (sotto elezioni, ma è una coincidenza) uscirà la relazione annuale della Commissione, di cui circolano già riepiloghi e anticipazioni. Un aspetto di grande importanza riguarda la presa di coscienza del diffuso coinvolgimento della ndrangheta dai colletti bianchi, di cui si può leggere un interessante articolo dell’ottimo Roberto Galullo su ilsole24ore già il 13 Febbraio (VEDI). Anche un’altra descrizione che ne fa pocketnews focalizzata sulla Lombardia  (VEDI).

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‘Ndrangheta a Buccinasco: nel silenzio del sindaco dopo la lettera ricevuta, parla l’Assessore

Il 21 Settembre a Buccinasco si è svolto un evento preannunciato percommemorare un giornalista napoletano ucciso dalla camorrra nel 1985, 32 anni fa: Giancarlo Siani. In via Nearco, una villetta sequestrata alla ‘ndrangheta, una parte della quale un giudice ha accondisceso fosse assegnata al boss di cui si parla.

Un luogo inevitabilmente inadatto a folle oceaniche, propagandato prima, senza alcuna comunicazione dopo l’evento: fatto inon usuale per questa e per l’amministrazione precedente. Quella che, contraria all’inziativa dell’ANCI “100 comuni contro le mafie”, rifiutando lo slogan dell’associone comuni italiani, vi ha aderito due mesi dopo un silenzio imbarazzante, con un nuovo slogan, alternativo.

QUI LA MAFIA HA PERSO

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Buccinasco: qualcosa si sta muovendo per generare allarme. C’entra l’anti-stato?

Il mandato Pruiti è iniziato, appena eletto,  con un’infelice intervista a tutta pagina su ilcorrieredellasera, che dal titolo afferma Buccinasco Platì del Nord, e via sproloquiando, fino a lasciare intendere che i voti della ‘ndrangheta erano stati raccolti dalla coalizione del  suo competitor al ballottaggio Nicolò Licata (con tutto i lcentro destra e BucciRinasco insieme.

Fino al giorno prima sul territorio della ‘ndrangheta non c’erano eventi a essa riconducibili. Solo i rituali eventi messi in atto dalla gestione Maiorano, che nulla possono arrecare in danno all’anti-stato, anzi forse qualche beneficio sì, perché ne fanno una descrizione di strapotere. Però, ci si dimenticava dell’evento inventato, in campagna elettorale, con il parroco don Maurizio sospettato di “inchino” nei confronti d’ un boss.

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Il giornalista che offende e non replica, ci da lezione di giornalismo?

Un cronista di cui non citeremo il nome, ci ha fatto la lezione sulla ‘ndrangheta a Buccinasco. Ne abbiamo parlato, abbiamo qui pubblicato i suoi “argomenti” da lui posti in modo poco leggibile su fb (VEDI, ma anche gli articoli correlati del periodo).  Cronista che ha dedicato una pagina del Corriere al neo sindaco, dal titolo  

Buccinasco è ancora la Platì del Nord. In giunta un’Assessore antimafia

A parte il pessimo servizio per la sua città fatto dal sindaco, questi ha anche indicato la coalizione Nicolò Licata come destinataria dei voti della ‘ndrangheta. Al cronista abbiamo contestato un comportamento non professionale, servizievole, nel suo riportare le affermazioni del sindaco senza la minima precisazione, senza il dovuto chiarimento ai lettori, riguardo alle gravi insinuazioni del sindaco.

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PD e ‘ndrangheta: proprio non ci siamo

Questo mese d’Agosto ha visto il sindaco più volte messo in mezzo su questioni legate alla ‘ndrangheta. Ne abbiamo più volte parlato, argomentando limiti, ma anche veri e propri errori, del suo agire. In particolare continuiamo a porre in mezzo il problema attuale della ‘ndrangheta di questo periodo: la gestione finanziaria.

Con una immagine forse efficace ma non proprio centrata, sui media viene definita la “mafia dei colletti bianchi”: non più la brutale e diretta raccolta delle risorse intimorendo e dominando i Cittadini. Queste cose non si fanno più, soprattutto al Nord. Qui l’economia non è quella di Platì… qui vi è l’esigenza di trasformare danaro raccolto in modo illecito, rendendolo pulito.

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Premialità antimafia con bonus sull’edificabilità… lo farà anche Buccinasco?

Antimafia  a Buccinasco: la gestione Pruiti si può dire che è nata all’insegna di Buccinasco platì del Nord. L’immagine di un paese controllato dall’anti-stato, che può tutto e decide tutto o quasi.  Un termine sbadierato senza criterio, per ribadirlo ancora dopo il 2007.

Terminata “Buccinasco più” sostenere un radicamento pervasivo della ‘ndrangheta richiede due alternative condizioni: ignoranza assoluta dei fatti oppure strumentale agitazione di un condizione per assegnarsi un ruolo rispettabile, avendo poco o nulla da proporre, nessun progetto per Buccinasco che non sia lo statu quo. Cominciamo col conoscerla la realtà di Platì (wikipedia):

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Gestione beni sequestrati alla ‘ndrangheta: l’efficienza è un dovere primario

Il titolo dice già tutto. Se al comune, al termine di una fin troppo lunga procedura  giudiziale, si vede assegnare dalle istituzioni centrali un bene confiscato alla mafia, che ha la responsabilità di gestire entro criteri stabiliti dalla legge, questa responsabilità deve essere assunta con ponderazione assoluta.

Ai Cittadini torna sicuramente positivo che questi beni siano gestiti con efficienza, abbiano un loro ritorno concreto e funzionale. L’efficacia del ritorno all’economia legale dei beni conquistati all’anti-stato è fattore di premio alla legalità, esemplifica il vantaggio del vivere entro le regole (per contro dimostra e rende nota l’esclusione dalla Comunità del vivere fuori dalle regole).

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Linee generali di programma: “Buccinasco contro le mafie”

Sul tema il sindaco si è sprecato: ha fatto della ‘ndrangheta il distinguo fra lui, la sua maggioranza (legalità e anti mafia) e il competitor con cui si è confrontato Nicolò Licata: si è affermato 49 a 51… una manciata di voti. Il tema che ha scelto per differenziarsi lo ha sparato in una paginata di intervista sul Corriere della Sera, qui fino troppo conosciuto per la sua parzialità. Il giornalista non ci ha fatto una bella figura. L’argomento quindi non poteva mancare nelle linee generali di programma: lo abbiamo letto con particolare attenzione e adesso ne parliamo.

Intanto il giornalista, l’autore del colpaccio (l’accusa a Licata e i suoi di aver ricevuto i voti della ‘ndrangheta”):  si è dilungato su una concezione attuale di Buccinasco Plati del Nord, senza scusarsi con gli accusati messi sul giornale con un’ombra così pesante senza la minima precisazione. Ha promesso che ne avrebbe discusso con noi. Lo abbiamo invitato qui, ma finora non si fa vivo.

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Ci tocca: il giornalista risponde e noi pubblichiamo

Crediamo che sia evidente l’imbarazzo, del resto non poteva essere diversamente. Rifare la storia di Buccinasco ogni volta che viene chiamata Platì del Nord fa emergere Bucci+ e il processo Cerberus (che non ha ancora la sentenza definitiva, fermo a Milano dopo il secondo rinvio della Cassazione). Pubblichiamo ma non c’entra nulla con la faccenda che abbiamo posta: un’intervista ove la minoranza è accusata di raccogliere i voti della ‘ndrangheta.

Abbiamo posto il problema, concretissimo, di come agisce la ‘ndrangheta a Buccinasco e quali sono i temi su cui ci si deve impegnare. Abbiamo elencato la carenza, la disattenzione (chiamiamola così) verso corruzione, conflitto d’interessi e riciclaggio. questi i temi su cui agisce oggi la ‘ndrangheta. Ecco il perché, non di nome ma di obiettivo vero contro l’antistato, riguarda Buccinasco Piazza Affari della ‘ndrangheta al Nord. Lasciare il nome offensivo che riguarda la città intera non ci sta bene, lo rimandiamo ai mittenti.

Nei commenti, al primo posto riteniamo doveroso riportare la replica di Simone Bicocchi, chiamato in causa senza ragione (non si capisce a qual fine, se non creare una cortina di fumo).  Invitiamo a leggerlo, il commento. Vediamo riportate le solite apocalissi che rendono a Buccinasco immanente e pervasiva la ‘ndrangheta nella vita quotidiana, gonfiore che giustifica un tema politico che invece è organizzativo e di metodo, di perseveranza, di rettitudine nell’affrontare le questioni d’oggi riguardo al tema. Leggi il resto di questo articolo »

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Il sindaco in uscita scrive a Socrate Lusacca….

Si tratta della medesima persona che ha qualificato BucciRinasco “associazione di mascalzoni”. In pubblico, nel contesto di un incontro con la comunità sinti, non più tardi di Sabato scorso (20 Maggio), associando a questa definizione lo scrivente e altri componenti.  Evidentemente le riflessioni dell’articolo di ieri sulla storia e sulla situazione che riguarda Buccinasco quale Piazza Affari della ‘Ndrangheta, qualche peso e efficacia devono averlo se lo portano a  scriverci per spiegare (e accusare, noi! di cattiva creanza e altro).

Senza trovare modo di scusarsi o precisare, permettendosi di contattare il nostro candidato sindaco (dall’”associazione di mascalzoni”), come nulla fosse.  Poi qui scrive e ci propone una “lezione di civismo e legalità”: a noi!  La comunicazione che ci invia,  di un pubblico ufficiale che straparla nella foga elettorale, nell’esercizio delle sue funzioni, non meriterebbe accoglienza

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I sindaci del Sud Ovest Milano danno vita a un evento che non ha precedenti

Dall’improvvida (possiamo dirlo) iniziativa di LIBERA che puntava a rompere la cittadinanza su un tema come il contrasto alla ‘ndrangheta, le sollecitazioni all’unità sono per reazione venute e diventate prevalenti.

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LIBERA contro la ‘ndragheta per dividere?

Che LIBERA sia vista da parte dei Cittadini come struttura collaterale dell’area che gira intorno al PD non è cosa di adesso. Inizialmente si poteva sostenere di giudizi malevoli, magari dell’area contigua alla malavita organizzata.  Nel tempo però si sono incrementate occasioni di poco felice comportamento, alcune sono recentemente ripresa in un libro di Antonio Amorosi sul sistema Coop in Italia.

Adesso a Corsico stiamo assistendo a una vicenda prossima all’assurdo, nata da una leggerezza impedonabile che ha visto il sindaco Filippo Errante accordare il patrocinio a una Sagra dello stocco di Mammola, che si è presentata con un nome improponibile. Ai primi avvisi, il sindaco ha sospeso la manifestazione e tutto dovrebbe essere chiuso qui.

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