Articoli marcati con tag ‘MPS’

MPS, l’occupazione dei partiti, i nostri soldi. La verità da conoscere

Che MPS sia un buco nero della finanza partitica in Italia è cosa che Città Ideale (non sola naturalmente) sostiene da almeno quattro anni (si può vedere cercando MPS). Uno degli elementi macroscopici del dissesto riguarda l’acquisto di Antonveneta (2007), stabilito con 7miliardi in contanti, aumentati a 9 sembrerebbe su richiesta di MPS.

Due miliardi finiti in una banca di Londra e poi rientrati con un’operazione di condono sui rientri di capitali all’estero (2008). Bilancio aggiustato con finti crediti basati su operazioni giapponesi poi saltate, ecc. (il lettore interessato si legga l’articolo di Repubblica del 13 Gennaio 2013 (VEDI quattro anni fa). Interessante per le ipotesi di destinazione partitica diffusa dei due miliardi…

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MPS e lo statalismo italiano vetero comunista

Cominciamo con la struttura verticale di Unipol. La società di assicurazioni è quotata in borsa e ha sul mercato poco meno del 50% delle azioni. Sopra c’è una catena di finanziarie che risparmiamo ai lettori andando a quell che sta sopra di tutte: Holmo S.p.A. Finanziaria che è controllata all’80% da una quarantina di società cooperative, soprattutto della distribuzione.

Semplificando ma nella sostanza: Unipol è controllata da coop che per statuto hanno fini sociali e non fini di lucro (?!) e per questo pagano molto meno tasse e costi ridotti dei soci lavoratori. Cosa centra con MPS: Monte Paschi Siena? Non molto tempo fa abbiamo in un articolo messo a fuoco questo istituto, anch’esso quotato in bora, controllato da Fondazione Monte Paschi, che è controllata dal comune di Siena(da sempre PCI o nomi successivi della stessa cosa).

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LEGA COOP MPS, PARTITOCRAZIA FUORI MERCATO (e legge?)

Che il sistema Lega coop (più le altre di espressione sindacale), MPS, Unipol e politica (sinistra in grande prevalenza, ma non solo) sia un tutt’uno intorcicato, tale da rappresentare nella sostanza il nocciolo duro entro il quale si cuoce la ripartizione degli affari pubblici, delle migliaia di appalti, con il “morto” al tavolo: l’antistato. Entro questo insieme avviene la ripartizione e il condizionamento reciproco.

Questa è la “politica” nel nostro paese… quella concreta. Se si mettono in fila le coop e gli appalti, anche prendendo le notizie quando vengono sui giornali, che raccontano gli interventi della magistratura, la sequenza fa concludere che il sistema è fatto così.

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Banche italiane e partiti padroni: MPS esemplare e non vogliono cambiare

Ne parliamo perché sulla questione c’è un fatto madornale di cui nessuno accenna (salvo qualche saggio in riviste specializzate). Anche qui si dimostra come il sistema di comunicazione italiano non risponde al suo ruolo di formatore e vigile; il compito di formare Cittadini competenti, a conoscenza dei fatti, per consentire un voto meno di pancia, più di testa.

MPS (come molte banche) è controllata da una fondazione nella quale sono presenti gli amministratori locali, quindi i partiti nazionali. Nel caso il PD. Concettualmente è statalismo becero, contrario al libero mercato, che permette potere e scambi di favori erogando o negando prestiti e mutui, condizionando imprese e comuni. Siamo a Siena ma come sistema è qualcosa di sovietico, simile a Smolensk o Rostov nel 1970. Leggi il resto di questo articolo »

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MPS e la comunicazione: PD e fumo negli occhi agli italiani

Quando è scoppiato il caso, fin da subito sono emersi due filoni entro cui individuare la pesante criticità in cui è caduta la banca senese. Si tratta delle operazioni straordinarie, la prima è la scalata a BNL, stoppata dalla politica per non ingrandire troppo l’area PD, per cui il gruppo è finito ai francesi. Un classico della nostra partitocrazia che ha troppi interessi e proprietà di fatto, attraverso controlli pubblici diretti o le fondazioni bancarie.

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Il mercato, le regole, la partitocrazia: il marcio ha superato ampiamente il limite di guardia

La vicenda Fon-Sai ISVAP . Che una famiglia di imprenditori possa finire in guai giudiziari, che questi guai possano arrivare alla carcerazione, fa parte delle possibilità in qualsiasi paese, in qualsiasi sistema economico. Si può vedere anche in entità internazionali enormi e dal sistema giudiziario e amministrativo ben più solido del nostro.

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Belisari racconta: filippiche toste e senza scampo al PD. Non si può dargli torto

Città Ideale riceve da Belisari un articoletto che di solito finisce sui giornali (quasi sempre dell’area PDL). Non sappiamo se anche questo avrà successo, racconta però una storia e  concatenazioni che meritano un attimo di riflessione: il banchiere manager di D’Alema che va da una direzione di banca all’altra. Un imprenditore che manda a catafascio l’attività del nonno ed ottiene da MPS milioni di finanziamento con garanzie dubbie. Leggi il resto di questo articolo »

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Oscar Giannino: MPS nazionalizzato. Urgente ricorso a fondo salvabanche europeo

Giannino ha le idee chiare e va sempre al nocciolo. Così bisogna fare, così deve agire un politico di vaglia. Oscar Giannino sta dimostrando di esserlo, di avere il dono della sintesi che va all’essenziale. Su MPS si sta assistendo ad un gioco sporco, che abbiamo già visto infinite volte per tutti i grandi problemi che questo paese si è trovato davanti: parlare di dieci, venti, cento questioni collaterali con le singole derivazioni, conferme e smentite per cui i cittadino alla fine poco o nulla capisce e alla fine lascia perdere. Leggi il resto di questo articolo »

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Oscar Giannino: MPS nazionalizzata, ripulita e rivenduta entro due anni

Due miliardi di sovrapprezzo sull’acquisto della Antonveneta,

nel 2007. Basati in una banca di Londra, formalmente nella disponibilità di Santander, di fatti in rientro in Italia a tranches in coincidenza di condoni con rientro che blinda il proprietario/destinatario al fisco. Due miliardi di euro, non di lire. Leggi il resto di questo articolo »

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