Articoli marcati con tag ‘M5S’

Primo Giugno 2018: il nuovo al potere? Un po’ e un po’

Un refrain che si ripete senza interruzione: “i populisti”, “il primo governo dei populisti in Europa”. Sembra ci sia del vero a guardare l’elenco dei personaggi al Governo. Ma anche per i due partiti che compongono la maggioranza: M5S e Lega (non più Lega Nord): per uno è la prima volta davvero.

Ma anche per la Lega è una prima volta, a suo modo. Ha partecipato nella maggioranza quasi sempre entro la sfera di Forza Italia. Qualche ministro, qualche delega, maggiori spazi in regioni del Nord: dividere e condividere il potere con la partitocrazia che adesso viene messa fuori. Con il 17% ha quasi metà degli incarichi, in una condizione complessiva che è paritetica (con M5S), almeno quale visibilità politica.

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Casaleggio, Rousseau, e M5S… e la Democrazia: qualcosa ancora non torna

Che la Casaleggio Associati sia il motore, il perno su cui si è sviluppato M5S è palese e nelle cose. Farne una distinzione chiamandosi fuori dalla politica M5S come ha fatto Davide Casaleggio in una intervita su ilsole24ore (VEDI, la lettura vale la pena), è troppo facile definirlo una boutade: ecco cosa ha detto

Sia la Casaleggio Associati che l’associazione Gianroberto Casaleggio non hanno nulla a che fare con la politica. Sono entità, come ribadito più volte, totalmente estranee al M5S. Il mio impegno nell’associazione Rousseau è gratuito e non ha nulla a che vedere né con l’azienda che presiedo né con l’associazione in nome di mio padre, che ha uno scopo preciso: trovare spunti di dibattito e idee per capire il futuro. Una cosa che accomuna l’associazione Gianroberto Casaleggio e l’associazione Rousseau è che non hanno fini di lucro.

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Movimento Cinque Stelle: il programma e la sfida da cogliere

Riceviamo osservazioni da un lettore, e amico, carissimo. Ci sottopone aspetti del programma M5S. “Qualche spunto (e non mi sembra necessario aggiungere altro)”. Si tratta degli aspetti che, per chi ce li sottopone, sono visti come problematici. In parte la stesura sarà anche forzata da esigenze di sintesi; dobbiamo per onestà verso noi stessi e i nostri lettori presentarli e coglierne i limiti; ciò che consideriamo errori. Anche seri.

Non che siano solo questi gli aspetti su cui verrebbe da discutere; praticamente su tutto ci sarebbe da limare, puntualizzare e precisare. Correggere o espungere (mettere fuori). Questi tuttavia bastano per una prima analisi, che non ha intento elettorale, a favore o contro. Ci muove ciò che riteniamo l’interesse del Paese.

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Elezioni e Democrazia nel terzo millennio: dove potrà andare?

La Democrazia del secolo scorso non funziona nel terzo millennio. Per i nostri lettori non è una novità, ma questa constatazione che non si può contestare fatica a entrare nel comune sentire dei molti. Certo estranea alle questioni che dibatte il sistema dei partiti in competizione elettorale: i partiti sono interessati a conservarlo questo modo del fare democrazia che assegna il potere mediante il voto/delega.

Intervenire sui principi della Democrazia è questione di enorme rilievo. Non lo fanno i partiti, che mirano a conservare la delega, disponibili (neanche troppo) a considerare le forme con cui si applica (maggioritario, presidenziale in forma più o meno forte), ecc. ma stiamo vivendo una situazione che le motivazioni del voto/delega dell’Ottocento sono ogni giorno più deboli: analfabetismo diffuso e macchinosità nel raccogliere tempestivamente e agilmente la volontà dei Cittadini, adesso non ci sono più, ormai da decenni.

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M5S, Di Maio e il Governo: non ci si può proporre così

Vediamo, dalle notizie “internazionali” del candidato M5S Di Maio, il resoconto di un incontro avvenuto a Roma, Ambasciata di Norvegia, presenti anche i pari grado di Danimarca, Svezia, Finlandia e a rappresentanti di paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania). Se è veritiero quanto resoconta Huffingtonpost (VEDI), per il futuro dell’Italia c’è da preoccuparsi. Seriamente.

Si legga l’articolo, che è illuminante riguardo a ciò che sostiene il probabile primo incaricato di formare il nuovo governo dopo le elezioni. L’interesse dei paesi rappresentanti nell’incontro è legittimo: cosa si propone di fare M5S qualora fosse al governo? Il riassunto di Huffingtonpost, essenziale, dice tutto:

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Basta delega ai partiti: un sistema on line per la consultazione sistematica dei Cittadini, oggi si può

La democrazia delegata sviluppatasi centocinquant’anni fa, è sostanzialmente rimasta invariata. I cambiamenti  sono dei primi decenni: il suffragio universale:  abolisce il voto per censo. Se non pagavi tasse non votavi. Principio logico e funzionale.

Visto che la delega riguarda chi amministra i denari delle tasse versate dai Cittadini. Se non partecipi economicamente alla vita dello stato, per quale ragione puoi eleggere chi amministra soldi non tuoi? L’unica ragione che ha portato al voto i nulla tenenti privi di reddito è la matrice sociale dei movimenti di allora. I rappresentanti dei derelitti è la sinistra (allora chiamata socialismo).

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M5S nazionale e Buccinasco, affinità e discrasie

Le elezioni locali sono un’occasione per analisi e confronti. Tutti abbiamo bisogno di crescere, quando  ci si deve confrontare su un progetto di comunità. Il discorso nel caso dei cosiddetti “grillini” (termine che non ci piace perché ha un sapore sminuente) riguarda ciò che a noi sembra un eccesso di  affinità fra le scelte nazionali e locali. Comprensibile una ricerca di identità per una forza politica nuova, che ancora non ha cinque anni.

L’uniformità in questa fase, nelle intenzioni,  vorrebbe lasciare un senso di robustezza. Tuttavia porta con sé un senso di dirigismo, del tipo che ben abbiamo conosciuto nel dopoguerra, allora chiamato “centralismo democratico”. Di democratico ha avuto ben poco: la linea la dava il “migliore”, Palmiro Togliatti. Se da li ti discostavi, attentavi la forza del partito e venivi tranquillamente emarginato. Spesso anche con processi mediatici e accuse di personalismo, spirito borghese che rifiuta l’identità con il Partito (chiaramente tutt’uno con il “migliore”).

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Elezioni a Buccinasco: quali le variabili in campo? M5S

Abbiamo assistito alla presentazione del Movimento Cinque Stelle  di Buccinasco. Occasione importante la presentazione della lista elettorale, con in testa quella del candidato sindaco. Prevedibile Alberto Schiavone, anima del movimento, persona più conosciuta e diffusore di iniziative venute dalla società civile, in modi dei quali deve riconoscersi l’efficacia.

I candidati  in lista sono tutti Cittadini di Buccinasco: persone estranee alla politica di mestiere. Tutti, candidato sindaco compreso, alla prima esperienza pubblica. Stimiamo 160 presenti complessivi compresi alcuni palesemente non d’area, interessati a capire. Una novità per Buccinasco rispetto alle precedenti elezioni amministrative, in grado di scompaginare l’usuale rappresentanza locale delle liste nazionali.

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M5S e la situazione in divenire: problemi e opportunità

La situazione che adesso è scoppiata a Bruxelles è altra questione: possibile, provocata da un candidato europeo fellone dell’area “liberal”. Lui che fa la figura del quaquaraquà. Tuttavia certe prese di posizione semplificate, precedenti, riguardo all’Europa e all’euro si rivelano nella loro troppo semplice comunicazione sparata. Le dimensioni di M5S devono considerare il livello della complessità e dare luogo a indirizzi adeguati che ne tengano conto.

Sono crisi di crescita, che devono aiutare, perché riescano nell’utilità occorre capirle, scavalcare la siepe e proseguire. La credibilità rimane forte, anche dopo questi problemi; quindi nessun allarme ma non disattenzione. Ciò detto è indispensabile pensare alla tornata elettorale nazionale e ci si deve arrivare con un agire che trasmette serietà e etica.

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Civici o politici nazionali? Senza idee chiare può diventare un problema

Le liste che hanno carattere civico sono promosse da Cittadini della Comunità; la radice del loro impegno civico è la loro Comunità, le persone che vi vivono, con cui sono cresciuti e convivono. Questo è lo scopo costituente e l’insieme degli interessi che sono al fondo del loro agire. Queste sono definibili LISTE CIVICHE.

Sono LISTE CIVICHE perché non sono soddisfatte e non si riconoscono nel sistema di partiti nazionali, come questi agiscono, condizionati sotto quelle bandiere.  Rispettano ma nella political ocale ritengono un limite i presupposti ideologici;. Si propongono a tutti i Cittadini in quanto tali, senza badare a come la pensano circa destra o sinistra, alla ricerca di onestà e capacità per una amministrazione sana, che  curi il Bene Comune, lo migliori, lo faccia crescere.

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M5S programma economico: c’è ancora da fare, e non poco

Confessiamo che siamo restii a esporre critiche a M5S, al suo far politica, ecc. Per noi nel giudizio resta prevalente la novità alternativa di una politica di autentico servizio condotta da tutti o quasi gli eletti ai vari incarichi, nazionali come comunali e europei. Un valore straordinario che è giusto riconoscere, che deve essere premiato da adesioni e voti: sul piano nazionale è l’unica alternativa vera al corrotto sistema romano e partitocratico.

Precisato questo, daremo oggi una valutazione critica del programma economico, in questo aiutati anche da un’analisi in due tempi de ilsole24ore (l’associazione degli imprenditori, che all’economia presta più attenzione, inevitabilmente). Che non fa critiche, che si limita a descrivere, con correttezza. Prendiamo l’articolo del 20 Agosto (VEDI).

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Un fantasma si aggira per l’Italia: il Movimento Cinque Stelle

Sarà un paradosso il nostro, ma è l’impressione che stiamo ricavando dalla lotta all’ultimo sangue di tutta la partitocrazia nei confronti dell’amministrazione M5S di Roma; senza quartiere e facendo uso di tutti i mezzi disponibili (compresa l’”armonia” fra politica e magistratura), con la corale condivisione della quasi totalità dei media: l’effetto di dare a M5S una statura ingigantita dell’antisistema che rappresenta.

Sì, perché se dietro questa lotta partitocratica ci fosse l’egemonia culturale di un progetto alternativo, dei partiti, allora l’operazione avrebbe un senso. Ma la partitocrazia non si propone alternative; compie un atto semplice, come se M5S fosse facesse parte del sistema. E’ qualcosa di simile a far uso del cannone per sparare a una mosca. Con l’effetto di ingigantire ancora quella che viene ritenuta una mosca, farne un elefante.

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Sicurezza di Quartiere:il PD di Trezzano e quello di Buccinasco

A Buccinasco hanno buttato alle ortiche un’occasione d’oro per accogliere e rendere istituzionale la nascita dal basso del CdV (Controllo del Vicinato), contrastandolo perché la promozione era di Cittadini liberi fra i quali parecchi M5S. Sarebbeno arrivati a diffidare (il vicesindaco)  CdV  nazionale dal dare riconoscimento all’organizzazione nascente di Buccinasco. Obbligando così i Cittadini a dare caratterizzazione propria all’iniziativa: SdQ (Sorveglianza di Quartiere).

Cosa mai può combinare il pregiudizio ideologico: “o siamo noi a condurre la danza, con nostri Cittadini da noi nominati, o niente”. Il risultato lo vediamo: i Cittadini sono cresciuti, hanno fatto esprienza e lasciano il segno. Man mano i comuni della provincia (e non solo) stanno adottando il medesimo procedere di SdQ, con un’attenzione prevalente del mondo di M5S, naturalmente. Leggi il resto di questo articolo »

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Il voto locale di adesso ci insegna qualcosa su Buccinasco l’anno prossimo?

Le riflessioni sono appena cominciate e sui riflessi che a livello nazionale ne verranno.  Da tutti la sensazione di una novità di sistema: Renzi lo chiama cambiamento (a nostro parere ha ragione).  La sconfitta, clamorosa, riguarda la forma partito (e delle ideologie). La si giri come si vuole ma nelle elezioni locali un ballottaggio vinto da M5S  in 19 casi su 20, quale che fosse l’altro, rende evidente il rifiuto del fare politica come condotto ancora oggi.

La tendenza è questa, indiscutibile. M5S è qualcosa di diverso dai movimenti che in tutto l’occidente stanno venendo fuori: in comune hanno il rifiuto della partitocrazia del secolo scorso. Il progetto Casaleggio però ha un contenuto forte che, in questi due tre anni, è divenuto metodo. Leggi il resto di questo articolo »

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M5S sta diventando la nuova realtà di come si gestisce la cosa pubblica

Evviva, evviva, evviva, …la società civile, quella che viene definita antisistema (con ragione), l’alternativa ai sistema partitocratico, quello descritto in Città Ideale ancora pochi giorni or sono, la cosa nuova derisa quotidianamente sui media prezzolati, soprattutto nelle tivù pubbliche, proprio quella lì su cui si pontifica e certifica l’incapacità di amministrare, compie un enorme passo avanti e si radica nel territorio, nel paese.

L’esito di questa tornata di elezioni amministrative, non è solo da ricondursi nella prevedibile affermazione della candidata sindaco della capitale. Questa è una conseguenza del marcio più marcio che il sistema dei partiti ha generato e vi ha convissuto per decenni. Incapace il sistema partito di rinunciare al potere e alla sua manipolazione permette di tradursi in  potere. In modo abborracciato ci aveva tentato Marino: isolato e fatto fuori. Eliminato da tutti, con il PD nella veste di esecutore. Leggi il resto di questo articolo »

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