Articoli marcati con tag ‘Lottieri Carlo’

Mercato e salario minimo. In Svizzera si informa!

La Svizzera non è in Europa; un peccato, perché non avrebbe poco da insegnare in termini di democrazia applicata, cominciando dai referendum. Il Canton Ticino ha votato un anno fa è passato un referendum che si propone un salario minimo al di sotto del quale le aziende non possono andare. Motivo di questo referendum sono i frontalieri che vengono retribuiti meno degli svizzeri e “portano via il lavoro” ai ticinesi.

Il lavoro sta riducendosi in tutti i paesi occidentali. La motivazione è comprensibile: Confindustria chiede che non sia possibile alle aziende di trasporto italiane di trasferirsi in Polonia o Romania per poi assumere autisti al costo molto minore, previsto in queti paesi, con effetti pesanti anche sul piano delle entrate fiscali, facendo concorrenza alle società di trasporto italiane.

Ciò che ci colpisce di questo articolo che IBL ci fa conoscere, riguarda la cultura economica e la chiarezza con cui gli effetti del salario minimo sono descritti sul più diffuso quotidiano del Ticino. In modo trasparente viene descritta ogni conseguenza che può derivare dalla sua applicazione. Considerando con equilibrio i pro e i contro. Una lezione di giornalismo, di cultura economica diffusa. Lontano anni luce dalle beghe potici o sociali che appaiono sulla nostra stampa… Buona lettura.

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Il Sud, il lavoro e la contrattazione nazionale

La questione non viene discussa dai media, per lo meno da quelli più diffusi e popolari. Siccome il tema è di rilevanza primaria (sia per l’origine: FMI il Fondo Monetario Internazionale che per gli effetti che si propone: il rilancio dell’economia in Italia, soprattutto nel Sud), ci sembra giusto sottoporlo.

Prendiamo lo spunto da una riflessione autorevole: Carlo Lottieri, docente in sociologia, filosofia e politica, fra i fondatori di IBL. La pubblicazione avviene in Tempi, settimanale di prestigio dichiaratamente espressione di Comunione e Liberazione.

Il tema riguarda la contrattazione nazionale dei contratti di lavoro, e delle conseguenze negative, che fanno perdurare lo svantaggio e penalizzano il Sud e le diverse aree di minor occupazione nel nostro paese. Lo pubblicheremo in due tempi, perché la lettura sia più agevole.

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Stagnazione, lavoro che manca, Stato che spende…. senza futuro

Sembra quasi una scelta obbligata: per smontare questo Stato, per mandarlo a casa, la scelta è una sola: costituire entità autonome distinte. Ciascuna di esse dovrà cavarsela con le proprie gambe. Oppure, se deve chiedere aiuti  li contratta e deve agire in modo da  essere credibile nel restituirli. Una carta di chi è abituato a cercare soluzioni, viene dal sistema del punto e a capo. Ricominciare come se si fosse al big bang del problema e vederne l’evoluzione.

Analisi che obbliga a fare tabula rasa delle convinzioni fino a ieri, per capire la realtà e vedere come può andare a finire. Tutti i problemi odierni del nostro paese: il debito pubblico (la faccenda più grave di cui la politica parla il meno possibile: avete notato?), il lavoro che de localizza (e succede a tutti i paesi  occidentali), la crisi diffusa che contagia i paesi oggi affluenti, la Cina che, ancora qualche anno poi smetterà di essere la locomotiva, con una crescita annua del 4%, a scendere.

Da noi si dovrebbe correre per rimettersi in riga velocemente. Sacrifici seri ma ragionevoli per alcuni anni e poi ci si trova alla pari con i paesi nostri pari. Il gattopardo fatto di politica, baroni, intrallazzatori del pubblico sono lì a bloccare ogni mutamento che metta in discussione il loro strapotere. Il sistema elettorale controllato attraverso i media, che conducono ad un risultato che li conferma. Che resta da fare?

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