Articoli marcati con tag ‘Giustizia’

Giustizia non responsabile e comunicazione politica servile

Dei lettori non saranno pochi a conoscere Edmondo Bruti Liberati, Procuratore della Repubblica a Milano, con una carriera entro il CSM (organo di autogoverno dei magistrati), da sempre in MD, poi in ANM  (correnti politico sindacali dei giudici) di cui ancora adesso è segretario generale. Il contrasto con il procuratore Robledo è noto: questi oltre un anno addietro ha inoltrato al CSM un esposto. CSM ha il compito di assumere provvedimenti disciplinari quando emergano comportamenti censurabili. Fino ad ora non si ha notizia di decisioni al riguardo; una informativa del Partito radicale dice: “sembra che di questa pratica si siano perse le tracce”(VEDI).

Robledo, percepita una condizione restia ad affrontare i temi proposti, ha anche inoltrato una denuncia penale nei confronti di Bruti Liberati. Il primo effetto di questa, descritta sui media come lite da cortile, anziché questioni delicatissime nell’esercizio della attività giudiziaria, è stata una “casuale” inchiesta su intercettazioni telefoniche a Robledo che ha portato al trasferimento a Torino in qualità di giudice, non più  procuratore. Rimosso l’ostacolo,  non se ne parla più: Bruti Liberati rimarrà  al suo posto fino a fine 2015, quando andrebbe in pensione (ma non si sa mai.., per ora è una giustificazione per non rimuoverlo e/o sanzionarlo). Leggi il resto di questo articolo »

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Da paese del diritto a paese dei lestofanti. Città Ideale dice NO

Fresca la notizia di una deliberazione del consiglio dei ministri che dispone l’archiviazione di una serie di reati (VEDI ilsole24ore a firma Giovanni  Negri). La lettura dell’articolo lascia un senso di sgomento: diventano potenzialmente “archiviabili” reati come il falso in bilancio, l’aggiotaggio, l’omicidio colposo, e via elencando. Sull’archiviazione incide la “particolare tenuità dei reati” e “la non abitualità della condotta”. Si tratta di un decreto legislativo che dovrà passare alle camere e poi entrerà in vigore.

Sappiamo poi come i diversi giudici interpretano queste norme. La fisarmonica della sensibilità individuale oppure dell’orientamento sociale, oppure politico, oppure, oppure…. Tutti i reati fino alla pena massima di cinque anni. Viene negato che il principio giuridico dell’obbligatorietà dell’azione penale venga annullato con questa norma: ma è peggio. L’azione penale è soggetta a interpretazioni del giudice, senza la struttura giuridica anglosassone, mancano i suoi contrappesi.

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Giustizia e declino dell’Italia partitocratica

La giustizia in una civiltà democratica rappresenta il potere autonomo rispetto al potere legislativo (parlamento) e esecutivo (governo).  I tre sistemi devono essere fra loro separati e legati nella loro gestione da una serie di contrappesi che temperino l’eccesso di  autonomia.

Se la magistratura è segnata da striature che ne determinano progressioni di carriera, se le nomine sono trasversalmente intrise di condizionamenti  della politica (partiti e governo), se alla magistratura è consentito il passaggio alla politica e viceversa, alla politica di determinare le nomine in magistratura, si ha una frattura grave del sistema. La democrazia è gravemente malata e rischia il collasso.

Una questione che in condizioni normali sarebbe esiziale per un qualsiasi paese. Da affrontare con risolutezza e presto. L’Italia è oggi così conciata che parlare del tema rischia di essere visto come un “parlar d’altro” rispetto alle urgenze del disastro economico che al collasso manda l’intero paese. Pure è duopo parlarne, causa le vicende di questi giorni. Oltre che per gli effetti che possono derivarne anche ai nostri amministratori di Buccinasco.

Commistione politica-magistratura che in Italia ha una storia non recente. Proprio di questi giorni è l’uscita delle memorie di un ex giudice che, per denunciare un cartello dei petroli con tangenti miliardarie chiede e ottiene un incontro con Pertini allora presidente della Camera, per averne un via libera nel procedere (VEDI).

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Buccinasco: pubblici amministratori e legalità

Riceviamo dall’ex Sindaco, in primo grado condannato per comportamenti legati al suo incarico, che dice la sua sulla vicenda che riguarda il suo successore e il vicesindaco. Diciamo subito che non si può condividere l’impianto della sua analisi, troppe sono le differenze con la nostra convinzione che sia necessaria una rifondazione della politica rafforzando le strutture centrali e locali dello stato e lasciando alla politica le strategie, l’indirizzo, il controllo.

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