Articoli marcati con tag ‘debito pubblico’

Italia, Trump, Referendum e… debito pubblico (anzi nostro)

I media continuano a seguire l’andamento dei mercati, a spiegare il movimento delle borse in base all’azienda Alfa, o alla crisi del settore Beta. All’elezione negli USA, al referendum in Italia. Tutto giustifica tutto, ma del nostro problema non si parla: la causa e le conseguenze del nostro problema non sono cercate, non sono esaminate, non se ne descrive origine e conseguenze.

Cominciamo con una cifretta da poco, trattandosi di spese dello Stato: diciamo 210 milioni di nostre tasse. Poca cosa, senz’altro nel bilancio di uno stato come l’Italia. Questa cifretta i nostri lettori l’hanno mai sentita? È probabile che no, oppure che, se sentita, sarà sfuggita fra le mille cosette che ogni giorno di inondano i media.

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Italia, debito pubblico e finanza internazionale: proviamo a capire per decidere

Stiamo a ridosso di un referendum che avrà un esito, il quale dal giorno dopo non dovrebbe avere effetti sulla nostra situazione, quale che sia il risultato. Così in genere si pensa, e sembrerebbe una affermazione di buon senso. Invece non lo è. Nelle condizioni in cui siamo messi è inevitabile che vi siano riflessi internazionali, tanto più pressanti quanto maggiore è il nostro debito collocato all’estero.

Il nostro debito pubblico è conservato parecchio in Italia, in prevalenza presso banche e altre istituzioni pubbliche; un 10% circa presso privati. Solo in Europa siamo sui 3/ 400 miliardi fra banche europee e BCE. Poi ci sono i fondi sovrani più o meno arabo/petroliferi, i mercati orientali e USA. Una robusta rappresentanza dell’economia mondiale che sull’Italia ha scommesso.

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Partitocrazia sprecona: le Regioni miliardi di nuovi debiti

Pagarli i debiti? Toccherà a noi Cittadini. Cittadini d’oggi e quelli di domani: i nostri figli e nipoti. L’amministrazione pubblica è troppo costosa e molto spesso inefficiente, in qualche caso solo poco efficiente, diciamo migliorabile. Far politica per questa congrega significa usare le nostre tasse per costruire consenso..

Ha bisogno di farne uso, per perpetuarsi, per continuare così. Incapace di farne a meno. Dovesse chiedere sacrifici, ha tanto scarsa credibilità che verrebbe presa a forconi. Il rischio di un assalto alla Bastiglia. Ogni giorno si scoprono nuovi buchi. Non vogliamo infierire circa il destino finale di questi nuovi debiti (ci sarebbe da dire); adesso intendiamo mettere a fuoco l’incapacità del sistema di far fronte a un indispensabile periodo di vacche magre.

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Debiti pubblici degli stati: allarme arancione (globale)

Non siamo ancora all’allarme rosso, ma ci si sta avviando senza rallentamenti. Stiamo parlando della globalizzazione: l’economia globale è sempre meno controllabile dal Fondo Monetario Internazionale; le crisi finanziarie (dei sistemi bancari) nell’ultimo decennio hanno portato all’esplosione dei debiti degli stati (debiti sovrani) sia per salvare i sistemi  che per sostenere la crescita globale, evitando la recessione.

Non solo, anche le economie emergenti hanno fatto esplodere il debito pubblico per sostenere la crescita industriale. Il crollo greco salvato dall’eurozona, cui quest’anno fa seguito quello di Portorico, stanno facendo riflettere: tutti, su un ripetersi del fenomeno. Il debito pubblico globale (la somma dei debiti sovrani) è fuori controllo e nessuno è in grado di individuare un piano di ridimensionamento: l’economia mondiale dovrebbe crescere almeno del  5% l’anno per 10 anni, mentre vi sono segnali di stasi prolungata, di tipo giapponese. Leggi il resto di questo articolo »

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Germania liberalismo imperante? o statalismo sprecone in Italia

L’articolo è stato scritto il giorno precedente al capitombolo VW, ancora da elaborare in molti dei suoi effetti economici e geopolitici. Lo vedremo nei giorni seguenti, tuttavia la vicenda, quali che siano gli sviluppi,  vedranno il paese risalire la china e tornare a primeggiare; solo questione di tempo. Riteniamo conservi tutta la sua validità l’analisi di Mingardi, con la sua lettura del modello economico ambivalente (stato-mercato)  e pure efficace.

Un’altra breve lezione di economia che Città Ideale propone ritenendola di aiuto ai lettori per cercare di comprendere un po’ meglio la situazione economica contingente che vive il nostro paese. Alberto Mingardi in questo caso prende in esame la situazione della Germania esaminandone la struttura economica e politica, paragonata a quella italiana. Leggi il resto di questo articolo »

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Italia: la spesa pubblica e il debito

Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza greca, noi italiani. Se per eventi internazionali, non prevedibili ma sempre più vicini ad essere possibili data la variabilità sui mercati internazionali e la loro interdipendenza, dovessimo mai  entrare nel la bufera, ci troveremmo al centro dell’uragano.  Immagine che si tende non ricordare ma che è nei fatti. Continuiamo a far nuovo debito senza fare investimenti.

La vicenda greca non è ancora conclusa; ancor meno metabolizzata nelle sue ricadute entro l’Europa. È presto ancora mentre è drammaticamente urgente e rischia di essere tardi il permanere del “buco nero” della finanza mondiale ove il nostro debito pubblico su estero (800 o 900 miliardi) è più esposto. Siamo davvero sull’orlo del precipizio e continuiamo a ballare facendo nuovo debito per spendere, senza investire.

BISOGNA TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA

IL BILANCIO DELLE SPESE DEVE ESSERE POSITIVO

LA MINORE SPESA VA TRASFERITA IN MINORI TASSE

UNA QUOTA DI MARGINI E PRESTITI DESTINATA A INVESTIMENTI Leggi il resto di questo articolo »

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Debito italiano: chi è contrario a ridurlo? Qualcuno c’è

La teoria lassista dell’indebitamento a gogo non gode di grande tifo neppure in Italia. All’estero non parliamo:  il mondo finanziario è già fortemente preoccupato del debito complessivo del mondo occidentale. Gli USA con il “quantitative easing” hanno fatto ampiamente uso dell’indebitamento, ma oltre che detentori della moneta globale di riferimento,   sono partiti da fondamentali molto più in ordine. Adesso devono rallentare.

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Italia Europa: come affrontare il nostro debito?

Cerchiamo di sviluppare una valutazione possibilmente distaccata, per capire la possibilità di un’uscita dal grave problema. Italiano il problema, ma inevitabilmente europeo non potendo neppure l’intera Europa avere soluzioni alternative ad un processo condiviso. L’uscita dall’euro dell’Italia farebbe saltare la moneta e si tornerebbe alle divise nazionali o a un EuroNord. Il default sarebbe ancora peggio.

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Euro, debito pubblico e Lira: il tema è attuale

Si avvicinano le elezioni europee (Maggio) e il far politica (sempre più prevedibile, vecchia, perfino repellente), non solo italiana è alla ricerca di temi che possano “rendere”, trovare consenso, raccogliere voti. Attribuire la colpa all’euro, alla Germania, all’Europa diventa allora un campo fertile su cui pascere per soluzioni facilitando la colpa agli altri. Ed infatti, si comincia e si continuerà fino alle elezioni. Sarà uno dei temi prevalenti.

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Paesi sviluppati e loro criticità: inizia la confrontation?

Non sapremo mai se l’attacco in questi giorni dal Tesoro USA alla politica economica della Germania abbia motivazioni politiche diverse dal contendere messo sul campo (la faccenda delle registrazioni sulla rete web). Un modo per togliere i riflettori sulla non simpatica situazione dei servizi informativi USA. Forse ci sarà anche questo, ma non siamo su questione da ridurre  a sole ragioni di comunicazione politica.

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ICI, IMU, Service Tax e la politica: ci prendono in giro

Non se ne può più di sentire stupidaggini dalla mattina alla sera, a leggere i titoli dei giornali che ripetono le stesse cose e non spiegano di che si sta parlando. L’imposta degli enti locali (che traggono direttamente le risorse dai propri residenti) è praticamente la norma in Europa e tutti i paesi devono adeguarsi. L’Italia si è impegnata a renderla operante.

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Italia e il mercato globale, che i media trascurano: PIL

La questione viene all’ordine del giorno dalla recente decisione a Bruxelles che tiene sotto controllo l’Italia (-2,9%  il deficit 2013: 50 miliardi chw si aggiungono alla montagna che abbiamo! mentre accorda due anni per sistemarsi a Francia e Olanda. I nostri media, veramente miopi e mediocri, tutti a segnalare l’”ingiusto trattamento” verso l’Italia. Tutti a chiedere più rispetto per l’Italia, a chiedere quindi di sforare in misura maggiore (VEDI ilsole24ore, che dei meno grevi, ma sempre fuori dai binari).

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Andrea D. fa una analisi puntuale delle alternative per l’Italia

Occorre adeguare la spesa pubblica alla capacità di reddito, al PIL. Insomma, noi Cittadini dobbiamo scegliere amministratori antipatici e severi, burberi ma soprattutto non condizionati da categorie e  professioni, da partiti o appaltatori (una  volta venivano chiamati “terrazzieri”, con un che di poco onorevole, le imprese specializzate in appalti). Leggi il resto di questo articolo »

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Monti e il Governo: qualche dato che aiuta a capire

Sulla qualità complessiva della attività di governo Città Ideale non è entusiasta e la percezione che l’Italia si trovi ad avere un Governo forse tecnicamente valido, ma politicamente debole è sempre stata espressa. Un Governo da sottoporre a verifica circa la preparazione Leggi il resto di questo articolo »

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