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Sicurezza e la piccola ma diffusa delinquenza a Buccinasco: intimidazioni a sproposito?

La vicenda della quotidiana piccola criminalità che ci perseguita, prosegue in questo periodo in prevalenza, ci sembra, prendendo di mira quanto sta all’esterno delle case (tuttora colpite, con una percezione minore). Già il fatto che la nostra Comunità non abbia (o non renda pubblica) l’analisi giornaliera di questi eventi, divisi per categoria, ore della giornata, luogo o via, ecc. è carenza di elementi che aumenta l’insicurezza.

Gli “open data” questi amministratori non sanno ancora cosa siano: per loro amministrare significa spendere, non curare e informare la Comunità, i Cittadini. Dobbiamo quindi far uso di stime, l’imprecisione che ci tormenta, che magari amplifica le sensazioni, quando si dovrebbe e potrebbe parlare del tema potendo avere dati e conoscenze a disposizione di tutti. Già questo dimostra l’importanza di una applicazione diffusa del sistema trasparente, del conoscere tutto messo a disposizione di tutti.

In questo periodo e in queste condizioni si succedono vicende del genere. Vicende che possono colpire tutti coloro che per una ragione o l’altra vivono o lavorano a Buccinasco (l’area di nostro interesse). In questi giorni ne è stata colpita l’impresa che ha l’appalto del verde (VEDI, l’articolo del Corriere). Far uso di questi spiacevoli avvenimenti per ventilare complotti non fa neppure ridere, tanto è banale.

Raccontiamo fra le altre vicenduole sul tema, qualcosa accaduto sempre a Buccinasco in questi giorni. Un pubblico esercizio della nostra cittadina (il nome non ha importanza) ha subito la “distrazione” (il furto) di sedie/poltroncine per i tavoli esterni. Caso che si è risolto in breve tempo poiché queste sono state “trovate” in cascina Fagnana, il luogo del comune ad uso di frequentatori durante il giorno, oltre che biblioteca (chiusa da ormai sei mesi).

Le sedie sono tornate al legittimo proprietario con soddisfazione di tutti i Cittadini e la questione potrebbe considerarsi chiusa. Del tutto chiusa non è, dato che i responsabili della “distrazione” non sono stati individuati. Forse saranno in corso le indagini, anzi senz’altro. Sulla vicenda intanto circolano racconti non confermati ma verosimili, che è il caso di riferire, visto che il sindaco, non si perita di esprimere suggestioni complottistiche.

Secondo questa  versione due: “casualmente” qualcuno deve aver dedotto quali potevano essere i responsabili e averli “convinti” nel loro interesse a rendere ritrovabile il maltolto (le sedie). Che infatti  sarebbero state rinvenute entro la cascina Fagnana, qui poste senza effrazioni agli accessi, senza che funzionasse il sistema di allarme (ancora…..).

Città Ideale non ha l’ardire di sostenere che a prendersi le sedie del pubblico esercizio sia stato un pubblico amministratore o un funzionario del comune che poi le ha poste entro quel luogo pubblico. Diciamo anzi, che escludiamo che questo possa neppure pensarsi. Questo racconto lo dedichiamo personalmente al sindaco perché, ripetendosi il caso, non si ripeta lui nel propalare ipotesi di complotto facendosi scudo del suo ruolo.

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