Archivio di agosto 2019

Grida dei Viceré di Milano, che il nostro sindaco ripete pari pari nel terzo millennio

“Poiché l’ex cava non è balneabile, così come reso noto da ATS Città Metropolitana e stabilito da un’ordinanza del sindaco, il primo cittadino di Buccinasco Rino Pruiti nei giorni scorsi ha ordinato la cessazione dello sport acquatico praticato nell’area di Gudo Gambaredo”

Questa dichiarazione è l’incipit del comunicato in data 23 Agosto sull’Albo Pretorio (VEDI), che comprende la declinazione del termine “sindaco”, aggiungendo la locuzione “primo Cittadino di Buccinasco Rino Pruiti”, per i nostri che ancora non avessero contezza che il sostantivo cumula la condizione che segue. Stile più asciutto delle grida che il Manzoni ha reso immortali citandole nel primo capitolo dei Promessi Sposi (VEDI).

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Cosa ci aspetterà? Cosa c’è di positivo (e quanto meno) per il Paese?

Conte e Mattarella avranno il loro ben da fare. Media e politici continuano con il ritornello sui nomi dei politici candidabili, presentabili. Chi è stato più coerente, più bravo. Chi guadagna e chi perde. Nessuno, proprio nessuno che faccia un’analisi della situazione del paese. Qualche politico in senato ne ha accennato nel suo intervento al senato. Una semplice elencazione dei problemi importanti o indifferibili.

Le proposte politiche verranno dopo, dalle consultazioni con il Presidente della Repubblica. In questa fase può essere forse più utile capire le conseguenze (per il Paese) dalla fine dell’esperienza del Governo del Cambiamento. Cerchiamo di vedere cosa può diventare più concreto e positivo, cosa invece viene meno, o si chiude del tutto. Cercheremo di essere equanimi: difficile, con le figure oggi in campo, esprimere fiducia personale.

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Governo del Cambiamento; Italia, l’Europa: cosa ci toccherà?

Cosa succederà nei prossimi giorni nessuno può saperlo. Situazione così ingarbugliata nella quale tutto è possibile. Davvero non semplice ciò che potrebbe trovarsi davanti il nostro presidente Mattarella. Non faremo il tifo per nessuno; cercheremo di individuare quale sarebbe l’interesse del paese, della nostra Italia. Stato fra i fondatori e ispiratori dell’Europa. Nel 1951, con la CECA Comunità europea del carbone e dell’acciaio.

Partiamo con la domanda che riteniamo vitale: il governo dell’Italia rimane a far parte dell’UE o deve lavorare per uscirne? Secondo i tre numeri illustrati ieri, è evidente che la risposta non può che essere fermamente positiva. Non solo ma diventare occasione perché l’azione dell’Italia sia incentivante, contribuire alla integrazione e al rafforzamento delle strutture europee.

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Chi ha interesse a far guerra all’Europa?

L’attuale gestione di Washington sta spingendo in ogni modo il confronto con gli stati in termini economici (chiamate sanzioni). La guerra, adesso più che mai, si fa con le sanzioni, anche forzando i paesi alleati ad adeguarvisi. Un modo di agire meno sanguinario e disastroso: ciò che conta sono i risultati. Spinta che viene dalla crisi che colpisce l’Occidente a causa della globalizzazione, con la crescita delle nuove aree economico produttive.

Gli USA stanno cercando di risolvere i problemi loro (sostanzialmente il cronico deficit commerciale). Nel riequilibrio badano poco alle conseguenze che derivano sul mercato globale. In questo contesto variegato, è in crescita e sembra diventare primario l’obiettivo Europa. Anche trovandosi compagni di strada inusuali, come la Russia di Putin, che ha subito nei due decenni scorsi la spinta europea verso l’Est, fino all’Ucraina.

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