Archivio del 9 maggio 2019

L’Italia moderata: stare al largo dalla politica di mestiere

Cominciamo con un puntino da mettere sulle “i”: tutti i cinquanta gestori d’impresa che in un modo o nell’altro sono parte del sistema ‘ndrangheta-rifiuti-movimento terra, sono tutto tranne che imprenditori. Secondo la scala che ne fa la mafia, sono tutti dei quaquaraqua. Sono dei nessuno incapaci di gestire in proprio un’attività confrontandosi sul mercato, riuscendo a crescere per efficacia, e organizzazione.

Agiscono assenzienti se non da prestanome. La loro capacità la misurano piegati a angolo retto alle volontà che stanno sopra. Venuta è l’ora che PM e magistrati la smettano di far uso del termine imprenditori quando  parlano di queste strutture vicarie. Che siano individuali, società di comodo, coop  fasulle, ecc. Aziende che non valgono un fico secco: che nessuno compra. Questi serventi generano difficoltà al mercato regolare, alle imprese pulite. Queste  rifiutano compensi  extra per favori extra. Gestioni di questo tipo crollano al primo soffio di vento (e vanno in default con debiti astronomici verso imposte e versamenti contributivi; lasciando impagati mesate di stipendi).

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