Archivio di maggio 2019

Consigliere presenta una mozione: ma viene votato solo il suo l’emendamento (!?)

Pubblicato in Albo Pretorio qualcosa di sorprendente di dubbia legittimità procedurale, come minimo). Il Consigliere Schiavone presenta una mozione, che viene accolta dal Presidente del Consiglio.  Accolta ma non presentata come documento, che quindi il Consiglio non conosce; neppure distribuito in copia ai Consiglieri. Che quindi non sono in grado di conoscere e aver letto il contenuto del documento da approvare. Legittimo che venga posto in discussione un documento non conosciuto?

Sconosciuto ufficialmente ai Consiglieri, formalmente perfino al sindaco.  A tutti tranne all’esimio Presidente (salvi i Consiglieri del PD che hanno, unici, il tempo di valutare e redigere una mozione sostitutiva).  Documento sconosciuto al Consiglio, ai Consiglieri, che se la sentono presentare con voce stentorea dal numero uno del PD locale. Che per la presentazione formale la passa a un consigliere PD, il quale ci mette la firma.

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Welfare, crisi dell’Italia, crisi dell’Occidente. Una soluzione è possibile?

Se vi fosse un sondaggio, in Italia, in Europa, in Occidente (NordAmerica compresa), nel quale venga espresso il tasso di fiducia dei Cittadini sul futuro loro e della famiglia nei prossimi anni, gli esiti possiamo immaginarli. Abbiamo provato a cercare, senza esiti soddisfacenti, purtroppo. Non che questi sondaggi non vengano fatti. Più probabile che non sia ritenuto utile renderli noti.

L’Occidente è fatto di continenti e paesi dalle situazioni diverse: piuttosto basse in generale, con una crescita del mercato USA che rimane invece buona. Grazie a aspetti unici che hanno permesso agli USA di  crescere nel PIL con un debito commerciale fatto d’importazioni rispetto alla produzione del PIL proprio. Situazione complessa che mette in gioco una serie di fattori: il dollaro moneta mondiale  di riferimento; la difesa globale con una presenza robusta; il gioco dei cambi sulle valute, ecc.

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Consiglio: dettagli in chiave ironica di istituzione condotta da barbari

Ormai è un classico, il riepilogo della sua serata nel Consiglio Comunale. Verrebbe da dire che queste descrizioni leggere non si addicono molto a una serata che nel caso è stata davvero provocatoria e impostata sulla rissa. Sulla denigrazione della minoranza preordinata. Poi, in definitiva, sorridere e mandarli a “scùà ‘l mar” come si diceva da quete parti,  la posizione che li mette al suo posto.

La semplice descrizione lineare del Consigliere Schiavone, fa rabbrividire. Il nostro giudizio personale resta pessimo, rivolto al sindaco al segretario, al presidente dl Consiglio, messi tutti in un mazzo, insieme a  qualche pasdaran pro sindaco dell’area PD.

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IGNORANTE! La parola al primo posto nel Consiglio Comunale (a Buccinasco)

Non abbiamo potuto presenziare al Consiglio, ma gli esiti che avevamo previsti con il precedente articolo sono stati ampiamente confermati. Il Consiglio ha concluso velocemente gli argomenti proprio di Buccinasco, poi ha affrontato un odg presentato e firmato dalla Presidente del Consiglio Comunale. Come suo solito costume dimenticando di distinguere il ruolo super partes dalla funzine individualedi un consigliere di una delle parti (non ha ancora compreso di che si tratta?)

La sostanza dell’interrogazione è già nel titolo della mozione . Non richiede descrizioni, oltre a quanto già scritto (fossimo in Consiglio e facendo uso dei metodi di maggioranza, potremmo qualificarla una stupidaggine elettorale, ma non è il nostro stile). Dal contenuto che riguarda l’interrogazione ci viene in soccorso il Giornale dei navigli (VEDI) che riporta trascritti diretti del verbale.

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Buccinasco: problemi e interessi dei Cittadini? Vengono dopo (la pubblicità)….

Una delle curiosità, che vorremmo chiamare anomalie, della politica locale condotta dai partiti storici ma anche da gruppi più o meno filiazioni politiche in salsa civica, è quella di sfruttare ogni occasione per farsi uno spazio, darsi una visibilità, insomma farsi conoscere sperando di attrarre consenso.

Succede che in queste occasioni spuntano argomenti “politici” nazionali sui quali chiedere una decisione di appoggio o di contrasto, una mozione su cui il Consiglio  viene chiamato a dibattere e decidere. Assumendo, a seconda dei casi un voto “politico, nazionale,” riguardo all’oggetto da dibattere. In questo caso ecco che l’ineffabile Presidente del Consiglio Comunale, presenta  una mozione che chiama il Consiglio  a decidere; in aggiunta a quanto già in odg. Motivata la proposta  per ragioni di indifferibile urgenza:

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Giochi elettorali neri come la pece… che ci pensino bene…

No è!  chi ha in mente il colpo basso con un’inchiesta contro la lega, promossa dalla magistratura lombarda, ci rifletta bene. Sono tre giorni che il vicedirettore di Huffingtonpost lascia come articolo di testa un argomentare da depistaggi e servizi, da gente bene informata (si-fa-per-dire poiché è un segreto di pulcinella)nel quale si citano frasi virgolettate che lasciano intendere, messe però con la forza e i nomi propri di informative che spuntano da chi sa (o dalla magistratura, o entrambe).

Angelo De Sanctis 10 05 19 Huffingtonpost ASSOCIATED PRESS Giancarlo Giorgetti è uno che non parla mai a caso, anche se dice solo una minima parte di ciò che pensa: “Quando la Lega sale nei consensi e nei sondaggi, arrivano sempre delle cose strane per cui bisogna interrompere quel percorso”. Il riferimento, neanche tanto velato, è all’inchiesta lombarda che ha travolto un pezzo di centrodestra e nella quale è indagato il governatore Attilio Fontana. Adesso, raccontano i ben informati, il timore è che l’inchiesta si allarghi, sviluppandosi su altro filone, che finora non è ancora emerso: la sanità.

Da giorni si rincorrono le voci nei Palazzi della politica lombarda, e non solo, di “sviluppi”, che andrebbero a toccare il cuore del sistema di potere leghista, frutto di un lungo lavoro di indagine. E da giorni, il leader della Lega, così lo descrive chi ha parlato con lui, è “terrorizzato” che, in un qualche modo, possa finire coinvolto il suo assessore alla Sanità Giulio Gallera, e soprattutto Giulia Martinelli, la sua ex compagna e attuale capo della segreteria del presidente Fontana, considerata al Pirellone la vera “governatrice ombra”. Per ora non è indagata e figura nelle carte come una delle figure che si sarebbe opposta alle pressioni del presunto corruttore, Gioacchino Caianiello. Però, nel Palazzo, si ricorrono voci e sinistri interrogativi sul “che cos’altro potrà uscire” in queste inchieste frutto di un capillare lavoro di intercettazioni di una buona fetta del centrodestra lombardo. Come ai tempi di Tangentopoli, ora che parecchi imprenditori (siamo arrivati a tre) hanno iniziato a collaborare con i giudici, in Regione Lombardia la domanda che rimbalza negli assessorati e in Consiglio è “chi sarà il prossimo’”.

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Creare lavoro nuovo o assumere personale pubblico per fare ciò che già c’è?

Il tema di questo post è un nome nuovo: AFOL Metropolitana. Il nome è nuovo: per il resto siamo a a uffici pubblici una volta chiamati Uffici di Collocamento; più recentemente Centro per L’impiego ed ora AFOL. Il nome è nuovo, appiccicato su una struttura vecchia di settant’anni.

Nata in un’epoca nella quale avere un punto di riferimento era funzionale perché la comunicazione fra i diversi soggetti era molto più parziale o episodica. Aiutava a trovare lavoro in un paese che tava esplodendo, dalla crescita a due cifre. Situazione tramontata da decenni. Del tutto superata quando, buon’ultima in tutt’Europa, l’Italia ha introdotto le agenzie private di collocamento. Gli Uffici di Collocamento sono arrivati a occupare 85mila dipendenti (avevano l’esclusiva, essendo vietata ai privati la mediazione su lavoro). Eppure dal collocamento passavano in pochissimi, quasi nessuno.

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L’Italia moderata: stare al largo dalla politica di mestiere

Cominciamo con un puntino da mettere sulle “i”: tutti i cinquanta gestori d’impresa che in un modo o nell’altro sono parte del sistema ‘ndrangheta-rifiuti-movimento terra, sono tutto tranne che imprenditori. Secondo la scala che ne fa la mafia, sono tutti dei quaquaraqua. Sono dei nessuno incapaci di gestire in proprio un’attività confrontandosi sul mercato, riuscendo a crescere per efficacia, e organizzazione.

Agiscono assenzienti se non da prestanome. La loro capacità la misurano piegati a angolo retto alle volontà che stanno sopra. Venuta è l’ora che PM e magistrati la smettano di far uso del termine imprenditori quando  parlano di queste strutture vicarie. Che siano individuali, società di comodo, coop  fasulle, ecc. Aziende che non valgono un fico secco: che nessuno compra. Questi serventi generano difficoltà al mercato regolare, alle imprese pulite. Queste  rifiutano compensi  extra per favori extra. Gestioni di questo tipo crollano al primo soffio di vento (e vanno in default con debiti astronomici verso imposte e versamenti contributivi; lasciando impagati mesate di stipendi).

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Palasport, i comuni che fanno investimenti: esempi da non seguire

I residui del socialismo statalista in Italia, ma anche in Europa , sono tuttora pervasivi e infettano l’economia di diversi paesi. In linea teorica non è detto che un ente pubblico non possa gestire un’attività economica, può perfino funzionare, in qualche caso particolare. Tuttavia la gestione social-comune di un’attività economica si porta un handicap da cui  non si può prescindere: per definizione un’attività pubblica non tollera la concorrenza, non si misura sul mercato (viene meno il confronto, prevale la decisione politica-sociale).

Il projet financing di un ventennio addietro sappiamo come spesso è finito, soprattutto su attività ludico sportive. Ne abbiamo un esempio proprio a Buccinasco con il nuoto. La manutenzione è meno che precaria e chi gestisce si trova in crisi serissima. Quando il comune dovesse riprendersi in mano le piscine, in municipio ci saranno da stanziare milioni.

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Buccinasco: sistema gestionale, se ci sei, batti un colpo (?)

L’ennesimo episodio di interventi e decisioni amministrative che lasciano basiti. Cosa che sanno di improvvisato, di rincorrere gli eventi man mano che capitano. Spesso hanno per luogo le scuole comunali. Una condizione a due teste. Una è la scuola, l’istruzione è gestione che compete al Ministero omonimo di Roma; da qui si dipana, attraverso una catena di comando, che passa per strutture statali locali, man mano più periferiche.

Tutto ciò che avviene all’interno della scuola comunale è struttura pubblica, statale, romana, ministeriale. Si confronta con il municipio per le sole questioni legate alla gestione dell’immobile.  Si, perché l’immobile in cui si fa scuola è di proprietà, responsabilità e gestione  comunale. Per definizione l’immobile e le sue condizioni  non ha a che vedere con l’istruzione, con la scuola. è una cosa che sta lì di cui il ministero dell’istruzione fa uso.

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LAVORO, ISTRUZIONE, FORMAZIONE CHE CAMBIA: FACCIAMO TROPPO POCO….

Mancavano ancora pezzi del paese, quando il ministro Francesco De Sanctis nel 1848, presentò al Parlamento piemontese  il primo sistema d’istruzione italiano, dalla elementare su su fino ai licei (uno per regione),poi  l’università. Aveva 31 anni!  Paese che allora era composto per il 90% d’analfabeti. In cui era indispensabile  far crscere le conoscenze di base che permettessero all’Italia nascente di dotarsi delle strutture minime per crescere, fare impresa. Insomma diventare un paese manifatturiero moderno.

Da lì è venuto il sistema d’istruzione italiano: che nel tempo ha subito trasformazioni. Come spesso accade quasi sempe inadeguate al tempi a venire di cui si percepivano cambiamenti, esigenze di rinnovamento. Sempre presente, col freno a mano tirato, di quello divenuto il sistema d’istruzione. Una classe docente  conservativa che in qualche modo l’ha avuta vinta, ogni volta. Raccontare i passaggi essenziali richiederebbe un saggio e questo articoletto è sicuramente inadeguato.

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Ha senso oggi l’antifascismo? Ce lo spiega il vicesindaco (??)

Il 25 Aprile è passato. La Festa della Liberazione ha dovuto ancora scontrarsi con la Guerra di Liberazione. Come sempre gli appelli al buon senso a ricomporre un’identità dell’Italia che abbia un senso, basata sui valori storici (antecedenti al fascismo), sono stati sopraffatti dai rumorosi paladini che solo in questo giorno trovano la loro ragion d’essere: l’anti fascismo fondamento dello stato che tuttora ha il dovere di garantire la separazione fra chi c’è e chi c’è fuori. Italiani “veri” e italiani indegni d’esserlo (?)

Stupidaggini, verrebbe da dire: come si fa a fondare la ragion d’essere di un paese sulla perenne identificazione, in casa, di un nemico, che continuamente si rinnova adeguandosi ai tempi, una sorta di virus coacervo dei mali di cui si compone l’umanità? Che sia operazione fasulla lo dimostra lo scritto di Arboit (prudentemente sul sito del PD: VEDI).

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