Archivio del 16 febbraio 2019

L’Umanità, l’Etica, il Prossimo e la loro gestione politica

Ci viene inviato un riepilogo di posizioni che hanno al centro l’uomo e le sue criticità, i deboli, gli ultimi. La conseguente richiesta implicita di partecipazione, di attenzione, di umanità… In chiave evangelica l’amore che al prossimo è dovuto. Come si fa a non essere toccati e coinvolti da questi appelli?

La gestione dei politici, di coloro che pro tempore hanno il compito nell’ inizio di terzo millennio che stiamo vivendo,  di affrontare problemi di questo spessore epocale, sono spesso forzati pro o contro le proposte che ciascuno sostiene. Ne viene facilmente un sapore che sa di diverso, di razza, di ripulsa: che naturalmente è spesso una forzatura; tuttavia riesce a muovere comportamenti e convinzioni, condizionandoli.

La nostra convinzione: il tema politico deve trovare indirizzi globali condivisi, che portino a soluzioni soprattutto (non totalmente) interne alla terra d’origine. C’è molto da elaborare per riuscire a separare la congerie di interessi dei diversi stati dall’azione che l’Umanità tutta è chiamata a affrontare. Superare le profonde carenze dell’oggi.

Molto è cresciuto negli ultimi decenni: le morti per fame, i milioni di sottonutriti si riducono, ma moltissimo resta da fare. L’urgenza è massima. Ecco allora che le riflessioni inviateci trovano la loro importanza e attualità. Dobbiamo farle nostre e operare perché diventino sempre più di molti, di tutti. Per questo lo pubblichiamo (titolo della redazione)

L’Uomo e gli Ultimi: lezioni da non dimenticare

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