Archivio di febbraio 2019

La gestione dei migranti a Buccinasco? cosa sta decidendo Milano

Milano Città Metropolitana comprende anche Buccinasco. ciò che decide, che orienta la Giunta Sala a Palazzo Marino , sempre più frequentemente  tocca anche noi. Poi ne vengono adempimenti e procedure che ci obbligano, che finiscono col costarci soldi. Si perché la “Città Metropolitana” decide le regole per tutti ma poi i soldi ce li deve mettere ogni singolo comune. Una riforma rimasta a metà, che fa comodo così a chi si trova al comando. Noi a subire…

Apprendiamo dal corriere di questi giorni che:  “il 30 Aprile cambia il sistema dell’accoglienza in città”. I Centri di Prima Accoglienza (CAS) non servono più perché, dopo anni, vengono meno i nuovi arrivi  (grazie a Salvini, diciamo noi). Milano se n’era fatti carico e ha gestito nove CAS, adesso ridotti a sette. Non gestione municipale, s’intende. Affidati  a diversi soggetti del privato sociale: 800 richiedenti asilo, alcuni dei quali sistemati “in diversi appartamenti”.

La prima accoglienza passerà al Prefetto e se ne occuperà lo Stato. L’effetto Salvini sta portando i suoi risultati (ma sui media non bisogna dirlo. Adesso ci spiega l’Assessore milanese alla partita Pierfrncesco Maiorino (ovviamente PD), “vogliamo concentrarci sull’accoglienza diffusa e di qualità, sull’integrazione; sugli SPRAR”.

Milano però ha chiesto di poter raddoppiare i posti di “seconda accoglienza” passando dagli attuali 422 a mille. Dal ministero però nessuna risposta. Anzi una risposta sarebbe arrivata: depotenziare gli SPRAR , i quali potranno ospitare solo coloro che hanno già ottenuto l’asilo. Solo quindi gli identificati e regolari (finito il marasma precedente che prendeva tutti ).

Inoltre lo SPRAR avrebbe ridotto i costi individuali da 35 a meno di 25 euro al giorno, riducendo le persone retribuite e la presenza medica (prima 24h, adesso 36/48 ore settimanali). Si riducono gli assistibili, si riducono i compensi e gli enti e associazioni senza scopo di lucro piangono cassa. Il prefetto prevede una base di 3500 posti da distribuire… fra i quali, è da ritenere, non mancherà la nostra Buccinasco.

Questi enti e coop senza scopo di lucro intendono “farsi sentire” con una manifestazione pubblica il 2 Marzo. Naturalmente lo slogan non riguarda la richiesta di soldi, di risorse.  “Sarà una manifestazione per dire che vengono prima le persone, al di là del colore della loro pelle. Saremo in tanti contro la legge Salvini che crea nuovi senza tetto” (il virgolettato è del giornale, riferibile all’inefabbile Maiorino).

Questo Governo del Cambiamento proprio non ci entusiasma ed anzi ci genera preoccupazione l’assenza di un programma deciso e definito che meta in circolazione i 350miliardi di opere pubbliche già stanziate, che aiuti le imprese e faccia ripartire l’economia. Questo è il problema.

Sappiamo tutti però, dobbiamo sapere, che chi manovra per rientrare in gioco ha fra gli scopi, riportare la spesa pubblica ai livelli precedenti: per l’accoglienza dei migranti, per la crescita dell’assistenza. Più soldi per enti e associazioni senza scopo di lucro… Vedremo cosa cambia dal 30 aprile.

Gli effetti che ne cadono su Buccinasco possiamo immaginarli. La nostra amministrazione provvede a tagliare le spese future di manutenzione degli alberi di alto fusto riducendone il numero ed ogni occasione è buona. Mette però le mani avanti sui migranti… anche con provvedimenti quasi disperati, come l’assegnazione di appartamenti nello stabile comunale dedicato agli anziani soli e deboli, ad esempio. Come ha appena approvato il Consiglio, con il nuovo regolamento.

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Terzo settore, sistema coop, cadute e rinascite come l’araba fenice

Ogni anno il terzo settore (associazioni, coop sociali, fondazioni e altro) comprende oltre 20mila realtà, che danno lavoro a 812mila persone in Italia. Queste strutture costano allo Stato (ai Cittadini) circa 7 miliardi l’anno, oltre l’introito di 1,7 miliardi dal 5permille (dati Corrieredellasera anno 2016). Beninteso non è solo un costo, ma un supporto che può rivelarsi indispensabile per la tenuta sociale dl paese. Si deve tenerlo presente, pur considerando ciò che scriveremo dopo.

Oltre a questi introiti vi sono poi raccolte diverse compiute da ciascuna azienda; vi sono ancora tipi di servizi per i quali viene conseguito un introito più o meno parziale. Tutte attività senza fini di lucro (almeno ufficialmente). Un mondo che gira con cifre variabili; consistenti. Attività benemerite accanto a un numero crescente di iniziative para politiche che hanno come scopo complementare la raccolta di consenso locale (gli stra-benedetti o maledetti voti elettorali).

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Immobile per anziani a Buccinasco: si certifica che 3 appartamenti sono stati riservati a migranti

Già nella precedente stesura su questo tema (VEDI), avevamo avvertito che l’immobile in questione era stato definito per la parte “Carta dei servizi del Centro Diurno Integrato”, mentre il punto più specifico riguardava “Bozza Regolamento per l’assegnazione ai mini-alloggi di Via Lomellina  con documento che evidenzia i contenuti modificati” definizioni entrambe nelle quali si rilevava la mancanza del termine: riservati alle persone anziane.

Una modifica del regolamento che allarga gli aventi titolo per farne uso, ci ha fatto temere che l’immobile comunale riservato alle persone anziane rischiasse di perdere la sua caratteristica. Che una struttra dedicata a soggetti deboli e per ciò stesso omogenea, finisse per perdere la sua funzione, allontanando gli anziani a causa di una modifica regolamentare.

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L’Umanità, l’Etica, il Prossimo e la loro gestione politica

Ci viene inviato un riepilogo di posizioni che hanno al centro l’uomo e le sue criticità, i deboli, gli ultimi. La conseguente richiesta implicita di partecipazione, di attenzione, di umanità… In chiave evangelica l’amore che al prossimo è dovuto. Come si fa a non essere toccati e coinvolti da questi appelli?

La gestione dei politici, di coloro che pro tempore hanno il compito nell’ inizio di terzo millennio che stiamo vivendo,  di affrontare problemi di questo spessore epocale, sono spesso forzati pro o contro le proposte che ciascuno sostiene. Ne viene facilmente un sapore che sa di diverso, di razza, di ripulsa: che naturalmente è spesso una forzatura; tuttavia riesce a muovere comportamenti e convinzioni, condizionandoli.

La nostra convinzione: il tema politico deve trovare indirizzi globali condivisi, che portino a soluzioni soprattutto (non totalmente) interne alla terra d’origine. C’è molto da elaborare per riuscire a separare la congerie di interessi dei diversi stati dall’azione che l’Umanità tutta è chiamata a affrontare. Superare le profonde carenze dell’oggi.

Molto è cresciuto negli ultimi decenni: le morti per fame, i milioni di sottonutriti si riducono, ma moltissimo resta da fare. L’urgenza è massima. Ecco allora che le riflessioni inviateci trovano la loro importanza e attualità. Dobbiamo farle nostre e operare perché diventino sempre più di molti, di tutti. Per questo lo pubblichiamo (titolo della redazione)

L’Uomo e gli Ultimi: lezioni da non dimenticare

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Gli impegni assunti e divenuti legge dello stato vanno eseguiti

Il tema delle spese strategiche rivolte alle generazioni future prende. Bisogna che se ne parli anche se il Governo del Cambiamento in queste settimane non è nella condizione giusta per arrivare a un compromesso che accontenti tutti: le lezioni si avvicinano e nessuno è disposto a scelte che potrebbero avere conseguenze nel consenso. Il tema è di un’importanza vitale mentre le conoscenze in materia di economia sono poco diffuse. Dobbiamo fare uno sforzo di conoscenza perché l’interesse del Paese, delle future generazioni, lo richiede. Ce lo impone

(Andrea Dalseno 15 Febbraio 2019) Piccola premessa: non sono contrario per principio (alle analisi costi/benefici, ndr), anzi, le analisi costi/benefici sono doverose, benché quando si tratta di fare previsioni di lunghissimo periodo (30 anni o più) la cosa diventi più che altro un esercizio accademico.  Il problema, però, è che le analisi costi/benefici vanno fatte, prima, non dopo aver firmato gli accordi! E vanno fatte cum granum salis non come il ministro Toninelli, che di lavoro faceva l’assicuratore!, che sceglie come referente uno che nel 2017 scriveva (tradotto al volo dall’originale in inglese):

Il solito ricorso al principio di precauzione nel caso del progetto HSR non è nemmeno necessario. Dati economici, considerazioni energetiche, questioni legali, impatto ambientale, potenziale impatto sull’ambiente, esperienze negative di altri progetti suggeriscono che il treno ad alta velocità Torino-Lione non è una priorità reale per l’Italia e l’Europa e la sua costruzione dovrebbe essere immediatamente interrotta. (VEDI)

…. e gli permette di scegliersi i collaboratori, tutta gente che in un modo o nell’altro aveva collaborato con lui in passato (tranne uno che, non a caso, non ha firmato la relazione, è giunto a considerazioni opposte e non è stato messo in condizione di mettere ufficialmente nero su bianco quel che pensava!). Ci si poteva forse attendere un esito diverso? Ovviamente no, e infatti l’esito era ampiamente previsto (VEDI). Nello specifico, sulla relazione ci sono diversi aspetti, dal punto di vista economico, che non mi tornano:

1) A quanto pare considerare tra i costi le minori accise non sembra prassi consolidata e, in ogni caso, non si capisce perché, allora, non considerare tra i ricavi le maggiori tasse e contributi sociali versati in caso l’opera si facesse.

2) La valutazione andrebbe fatta sulla spesa sostenuta dall’Italia non sulla spesa complessiva. Degli altri, che potrebbero avere “interessi” diversi, non ci si deve preoccupare. Faccio un esempio pratico: supponiamo di lanciare una moneta, non truccata, e di scommettere un euro a lancio. Se viene croce si perde, se viene testa si vincono 1,5 euro. E’ conveniente? No! Si spendono, mediamente, due euro per averne indietro 1,5; il valore atteso è negativo! Però, se qualcuno ci proponesse di mettere 70 centesimi (e noi solo 30) e di dividere in caso di vittoria, la nostra posizione cambierebbe radicalmente: dovremmo mettere 60 centesimi per vincerne 75! Positivo, si fa! Il progetto globale non cambia, ma per noi diventa conveniente! Perché qualcuno dovrebbe metterci dei soldi? Forse perché ha obbiettivi diversi, un progetto più ampio del quale noi siamo solo un tassello, e via discorrendo.

3) Cosa succede in caso di ripensamento? Quanti e quali costi vanno sostenuti? Quali penali? Pare che l’accordo sottoscritto nel 2013 metta a rischio per 5 anni i fondi europei! Quali le ripercussioni su altri potenziali progetti, come, ad esempio, il porto di Trieste (che si trova sulla direttrice del corridoio 5 e che, senza, potrebbe non avere senso)? Si badi bene: se devo spendere 100 (e non 350 perché 250 li mettono soggetti diversi e non mi interessano) per completare l’opera e 50 qualora non la facessi, il calcolo costi benefici non va più fatto su 100 (e non, ripeto, su 350), ma su 50! Dovrei, cioè, spendere 50 per completare un’opera che mi darà un beneficio di X (piuttosto che spendere 50 per non avere niente!).

Per inciso, la somma dei costi, diretti e indiretti (perdita di benefici, dei fondi europei, stop ad altri progetti, danni, penali) potrebbe, da sola, essere un multiplo del costo necessario per finire l’opera, non una frazione. Ecco perché le analisi vanno fatte prima e non dopo!

I grillini, che in campagna elettorale hanno sparato una stupidaggine dietro l’altra e se le sono dovute rimangiare quasi tutte, ormai si aggrappano con le unghie e coi denti alla loro ultima bandiera, NO-TAV, costi quel che costi! Come si vede, non sempre il cambiamento è positivo, si può finire dalla padella nella brace quando si votano persone incompetenti (se non in malafede).

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Investimenti e spese correnti: la TAV è un esempio macro

Ho una casa su un crinale, che è collegata alla via carrozzabile sottostante da una scalinata (60 gradini). Per i normali andirivieni da casa al paese il percorso pedonale è sufficiente. Diventa meno efficace se devo portare pesi (merci). Se l’andirivieni casa paese diventa troppo frequente perché la famiglia è aumentata e adesso sono venuti nuovi vicini, che lavorano a 50 km.

Si comincia con un progetto di strada che si innesta sulla via del paese. Il costo diventa consistente; facciamo 100 al metro fra fondo, strutture di sostegno laterali, e quanto altro. Siamo a 15.000 per 150 mt. La strada è conveniente rispetto alla situazione attuale? Costo zero, con la scalinata attuale. 15mila solo per la realizzazione della strada, più le manutenzioni nel tempo, e quanto altro.

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Sindaco divisivo e aggressivo. Poi se deve correggersi ….

Uno schema già altre volte ripetuto, qui nel blog ne siamo custodi storici. Chi la pensa diversamente, chi propone cose diverse, chi pone questioni critiche sulle decisioni dell’amministrazione, deve essere dannato. Comportamento medievale: fossero ancora in uso gli auto da fé, insieme a molti altri, ne saremmo già da tempo vittime. Ma illustriamo lo schema che distingue questa amministrazione ma anche quella precedente di Maiorano.

Il sindaco infatti non è proprio l’unico, anche se certamente è il più convinto assertore della concezione divisiva, della spaccatura che deve essere il file rouge che caratterizza la gestione.  I punti fermi della gestione li andiamo a descrivere, cominciando dall’origine.

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La casa degli anziani a Buccinasco: nuovo regolamento da cui potrà derivare un ghetto

In via Lomellina, un sindaco d’antan presentatosi in una lista civica portante il suo nome, associato a Forza Italia, programmò e realizzò un immobile dedicato a persone anziane autosufficienti e sole, o pressoché tali. Tutta al struttura autogestita dai medesimi e dal municipio; dotata di spazi comuni e quanto necessario per una residenza serena e dignitosa.

Sono passati oltre dieci anni e molta acqua è passata sotto i ponti. Già la memorabile gestione Maiorano (Pruiti vicesindaco), si era esercitata in un tentativo di mettere in questo immobile una famiglia sinti. Nel giro di poco tempo era esploso ciò che a chiunque sarebbe stato prevedibile: comportamenti da “sinti”, non esclusi diverbi con lancio di oggetti dal terzo piano alla strada e viceversa…

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manolete riesce a scrivere seicento parole senza essere triviale (ma non è lui…)

manolete si-fa-per-dire è incapace di scrivere di suo? Sembra così. Dalla performance che ci ha inviato, che ha per bersaglio il Consigliere di BucciRinasco Caterina Romanello. Facciamola breve: ha letto un articolo su Libero, autore Fabrizio Maria Barbuto: un giovane calabrese noto per aver scritto un libro che ha per tema l’inversione dell’usuale sentire: buono è male; cattivo è bene.

Da alter  ego,del sindaco,  deve averlo colpito l’articolo apparso su Libero Venerdì  8. Probabilmente colpito dal tema che lo ha intrigato, lo manipola e ne fa uso, contro la sua “nemica” politica. D fatto, se si fa uso semplice della psicologia, sta parlando di se stesso. Rendendo pubbliche queste pulsioni, attribuite a altra persona, ne diffonde il contenuto, che dell’invidia nella sostanza fa le lodi.

Questo sindaco è davvero curioso; portatore di stranezze e reazioni inusuali. Ricordiamogli una regola semplicissima del far politica: si discute sui contenuti, suoi progetti come sulle decisioni. Le posizioni e i pareri vanno affrontati nel merito. La descrizione che ne fa lui è strampalata per qualsiasi personaggio; contraddittoria. Caterina Romanello è serena, aperta, solare (come è d’uso adesso), davvero un’altra persona. Siamo convinti che sorriderà della pedestre copiatura.

Ma l’alter ego del sindaco, davvero non si rende conto di dare, in modo preoccupante, un’immagine penosa, miseranda del nostro primo Cittadino? Gli fa fare figuracce davvero evitabili (copiando testi altrui). Noi,  finché il sindaco non prenderà le distanze dal suo si-fa-per-dire, continueremo a prenderlo sul serio. Perché questo alias manolete è un presenza seria che plana sul municipio di Buccinasco. Se ne rende conto il sindaco?

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Consiglio Comunale, la lettura di Schiavone: soft e hard ad un tempo

Non abbiamo avuto modo di assistere alla serata Consigliare, che ci viene gentilmente passata da Alberto Schiavone. Ormai è uno schema che si ripete nei modi mentre i contenuti cambiano, di volta in volta. Lo schema pone chi gestisce e la maggioranza di cui si compone, in una condizione imbarazzante.

Un imbarazzo che dovrà prima o poi giungere al suo compimento… detto nel senso di un punto d’arrivo che è anche di termine: come un capolinea ferroviario. Diversi gli aspetti rilevanti, a cominciare da una casa per anziani realizzata da un ex sindaco che molti rimpiangono.

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Una delibera della Giunta che querela il nostro blog! Una novità?

Siamo impegnati in altre faccende, ma i contatti della rete rimangono e siamo letteralmente inondati da avvisi, solidarietà, richiesta di spiegazioni. Ringraziamo i lettori e diamo qualche chiarimento, la nostra valutazione. Ecco ciò che abbiamo appreso di ufficiale:

il giorno 6 Febbraio alle 14.30 è stata dalla Giunta discussa una delibera, pubblicata nello stesso giorno sull’Albo Pretorio,  recante questo titolo:

PROPOSIZIONE DI QUERELA PER DIFFAMAZIONE

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M5S: ciò che può essere migliorabile è molto, ma c’è anche del buono

Avere l’animo libero, impegnarsi a valutare le questioni che si presentano, cercando di evitare i pregiudizi, è faticoso da assumere come usuale procedere. Discorso che vale in generale, diventa più difficile essere compresi  quando si parla delle scelte politiche, nazionali o locali.

Quando si parla di politica siamo malati, colpiti da un virus che ci è stato somministrato per settant’anni. I partiti ideologici ci hanno somministrato la politica come divisione, cercando di convincerci che il modo di pensare è fatto dai buoni e bravi che hanno sempre ragione (ogni partito che parla), gli altri il male assoluto che hanno sempre torto.

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Corsico non è Buccinasco; qui il PD si coalizza per … proporre spese “sociali e culturali”

Siamo informati da pocketnews (VEDI) di una questione che non riguarda Buccinasco ma la vicina Corsico che, a differenza del Municipio di via Roma, è retta da una Giunta di centro destra, con sindaco Filippo Errante, presentatosi con una propria lista. Non staremo a ripete quanto l’articolo già bene chiarisce. Quanto bruci al PD che Corsico lo abbia messo in minoranza, all’opposizione è evidente.

Ci viene alla mente la farsesca vicenda della “sagra dello stocco”: una festa di paese per far conoscere un piatto calabrese che riguarda il baccalà. Il sindaco convocato in questura o in prefettura, soggetto a un’interrogazione da parte della commissione antimafia in trasferta a Milano, manifestazioni “antimafia” con fiaccolata, ecc. il senso del ridicolo capita spesso di essere superato da intenzioni strumentali.

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Via Di Vittorio è un flop? allora il sindaco gira la frittata

Il sindaco è per definizione Primo Cittadino di Buccinasco. Ci rappresenta tutti: 28mila residenti nel nostro comune hanno questo signore quale primo rappresentante. Dovrebbe tenerne conto, il medesimo Cittadino “eletto”: ricordarsi che si trova in quel posto avendolo lui richiesto, essendosi lui proposto. Cosciente che deve risponderne in termini etici e morali innanzitutto, oltre che giuridici.

Cosa sia Di Vittorio non è il caso di parlarne. L’azzeramento del viale alberato, deciso affrettatamente per ragioni di “circolazione ATM” si è rivelata un’operazione sbagliata. Non tanto e solo perché le minoranze hanno subito denunciato le carenze e la scarsa logica, il danno serio all’ambiente, 120 alberi sulla via ne cambiano in modo deciso il microclima oltre all’estetica:  un valore  che ha connotati urbani e di qualità intrinseca delle costruzioni che danno sulla via; penalizzazione anche economica.

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Villa Amantea e lo SPRAR… arrivano tempi grami? Si cercano sponsor

Una notizia che suscita attenzione perché riguarda anche Buccinasco. L’Associazione Villa Amantea, specializzatasi nell’accoglienza di minori immigrati, ha visto in passato quale animatore principale l’attuale sindaco di Trezzano Fabio Bottero. Politico PD di lunga data che tuttora alla associazione è interessato.

Il Comune di Trezzano ha ricevuto supporti economici di peso (inizialmente quasi 300mila euro) da governi trascorsi attraverso il sistema SPRAR (acronimo che significa Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), struttura che ha finanziato abbondantemente il sistema all’italiana di confondere le acque per fare numero, mettendo in un unico calderone e finanziando rifugiati politici da guerre e persecuzioni con la migrazione economica (semplicemente spinti dall’interesse personale).

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