Archivio del 8 gennaio 2019

Perché chiamare Sicurezza un decreto che si propone di mettere ordine a un gravissimo pasticcio costruito nello scorso decennio?

Una delle pratiche mutuate da Renzi (Buona Scuola, ad esempio), quella di denominare con slogan accattivanti le decisioni del governo, viene riproposta e praticata in forma più sistematica dal nuovo governo, a cominciare dal Contratto per il Cambiamento. Sono seguiti il Reddito di Cittadinanza, l’assegno di Dignità, e via enumerando decreti dal contenuto non sempre pertinente rispetto al titolo attribuito al Governo.

Il vicepremier e Ministro dell’Interno Salvini ha definito il decreto relativo ai migranti che si trovano in Italia irregolarmente, “Decreto Sicurezza”. La questione che ha i maggiori effetti sulle normative vigenti (o, diciamo così, delle pratiche di fatto lasciate correre anche se non proprio corrispondenti ai principi fondanti dello Stato), riguarda l’introduzione di un divieto per i sindaci di poter rilasciare la residenza a migranti che non abbiano titolo per stare nel nostro paese.

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