Archivio del 17 settembre 2018

Rifiuti, sempre il costo dei rifiuti: questa volta è la piattaforma ecologica

Contratto anche qui di cinque anni. La durata abnorme di questi  contratti dovrebbe essere sorretta da una motivazione stringente. Ricordiamo l’assurdo contratto di nove anni (NOVE) per la gestione dell’illuminazione pubblica. Un contratto di questa natura si porta dietro una serie di rischi: in nove anni l’appaltatore può cambire di gestione, di proprietà, può fondersi o cedere parte del proprio business, ecc.

Non ci è mai capitato di leggere una motivazione che motivi e descriva l’opportunità della durata. A lume di logica maggiore è la durata, minore dovrebbe essere il costo unitario del servizio.  Ma questo aspetto dovrebbe essere quantificato da chi il servizio offre, non prima, a spanna, da chi se ne serve. In questi casi la durata dovrebbe essere una variabile proposta dall’appaltatore: un anno di contratto a 100, tre anni a 80, ecc. In questo modo l’appaltante avrebbe la possibilità di arbitrare in modo aperto e logico la scelta valutando la convenienza e le componenti di rischio.

Leggi il resto di questo articolo »

Tag:

Nessun Commento



SetPageWidth