Archivio di agosto 2018

Il bilancio Italia 2019: il Governo del Cambiamento; quali le decisioni ?

Siamo a Settembre: venute le decisioni da prendere sul bilancio Italia. Vista la sequenza in accelerazione delle dichiarazioni generali su ciò che si vuole, su chi è il nemico, su quello che si rifiuta, fino al parossismo che coinvolge il paese e l’Europa, adesso si deve parlare davvero di cosa è prioritario fare. Non possiamo esimerci, perché si stanno avvicinando le sentenze.

Prima ancora dell’Europa e della commissione che deve ratificare il bilancio 2019 dello Stato, cominceranno le agenzie di rating… questione di ore. Il nostro è un Paese grande; rimane fra le prime sette o otto economie del mondo. Nel contesto complessivo  dell’economia mondiale, un giudizio di criticità sull’Italia e sul debito italiano, la sua sostenibilità, può generare riflessi a catena di cui non tutto è controllabile. Non si è sicuri di dove si andrà a parare.

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Buccinasco ha la TV: nasce Bucci News… monopolio della maggioranza

Fatta la selezione, individuato il conduttore, ecco che diventa operativo un sistema di comunicazione articolato, promosso dall’amministrazione, gestito dall’amministrazione, in totale condizione di monopolio. Non  è questione da poco: crediamo che il prossimo Consiglio comunale dovrà affrontare l’argomento, per iniziativa della minoranza.  Già uscito il 7 luglio questo articolo, che non ha avuto in questo periodo estivo l’attenzione che merita. Lo riproponiamo, sottolineando in particolare gli aspetti di controllo e di indirizzo…. che ci sembrano preoccupanti.

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Statalismo che ritorna: è questo il Governo del Cambiamento?

La combinazione giallo-verde si compone di provenienze ideali distinte. In prevalenza sostenuta da pulsioni e principi dell’impresa (piccola soprattutto poiché l’Italia è fatta così, ma non solo piccola, soprattutto nelle regioni industrializzate), nella  quale più si ritrova l’area che si richiama alla Lega.

Di spinte soprattutto dirigistiche, dalla diffusa sfiducia e scarsa considerazione verso l’iniziativa privata, qui si trova il nuovo che si identifica in M5S. Ne abbiamo avuto espressioni ripetute, violente addirittura, in relazione alla tragedia del ponte Morandi di Genova, ma non solo. I contratti internazionali sulle infrastrutture, nella loro generalità vengono visti con diffidenza.

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Democrazia a Buccinasco come a Roma… siamo all’epilogo

Ieri abbiamo ritenuto di sottolineare e mettere a nudo un far politica del “nuovo”, che dovrebbe rappresentare il “cambiamento”. Abbiamo descritto l’agire, il susseguirsi di proclami cercando di dare un senso  che si fatica a comprendere. Evidente che far politica, oggi più che mai, è lavorare per il consenso, far di tutto per accrescerlo ai danni del competitor.

Le conseguenze per i Cittadini e il Paese di proclami e frasi slogan proprio non considerano. Anzi, appare addirittura preminente disinteressarsi di quanto sua utile per il Paese ciò che si sostiene; conta il consenso che si raccoglie. Il consenso è il programma di fondo, la spina dorsale del far politica.

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Giallo Verdi dall’Italia all’Europa? scenario che può sembrare fantapolitico ma purtroppo realistico

Si è capito quasi da subito che l’intento del Governo del Cambiamento, nelle intenzioni dei promotori non era per subito. Quasi dall’inizio, dal giuramento dei ministri al Quirinale, il piano comunicativo non cambiava. È proseguita da tutte le nuove truppe la politica elettorale fatta di denunce e critiche verso i partiti sconfitti, soprattutto verso l’Europa.

Di Maio e Salvini si rimpallano gli stessi temi, con qualche differenza, sostanziamente marginale. Ogni discussione interna viene vista per i problemiche si ritengono individuati, mantenendoli nella padella a soffriggere, perché tali restino, i problemi come descritti. La cucina non prepara i piatti, le soluzioni da offrire al paese; cura il mantenimento, tenendo il fuoco allegro a sufficenza perché sia caldo e occupi la parte prevalente del “dibattito politico”.

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Genova, Europa liberale con peso leggero dello Stato, si fa marcia indietro?

Sono almeno vent’anni che l’Europa (con le sue decisioni assunte insieme), ha un indirizzo  di de-statalizzazione, di trasposizione delle attività e servizi per lo più statali, a società di mercato, contendibili, che agiscono in condizioni di libera competizione.

Un percorso contrastato nei singoli paesi, non solo l’Italia. Un poco tutti in Europa hanno rallentato a interpretato in modo “aggiustato” i principi. Noi in Italia abbiamo perfino fatto uso di un referendum per evitare competizioni fra concessionari privati (acqua). E qui arriviamo  al punto. La privatizzazione della gestione autostrade, frutto dei principi di mercato che riducano il peso dello stato, supportati dalla competitività di un sistema misto pubblico privato.

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Europa, la Francia, la sua politica coloniale

La Francia, paese europeo ma a modo suo. La Francia. Quella che ha promosso l’attacco a Gheddafi, su cui gli americani, dimostrandosi fallibili anche qui come in Iraq, hanno dato l’appoggio NATO. La Francia: quella che, ancora vive di un colonialismo di fatto,  ha attivamente promosso la spartizione della Libia dando credibilità a un generale suo vassallo sostanziale, per partecipare al banchetto del petrolio libico. La Francia, la medesima che continua a far parte della Comunità europea.

Insieme ad altri 26 stati membri la Francia è partner e tra i fondatori dell’Europa. La politica francese al riguardo ha, in diverse occasioni, anteposto i suoi interessi rispetto all’Europa. Insomma la sua visione dell’Europa si può far risalire a De Gaulle, col suo concetto “Europa delle patrie”. Visioni diverse della storia, che nel vecchio continente sono dure a morire.

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M4 a Buccinasco? magari si, ma anche no. Intanto circolano notizie di impegni che preoccupano

Ne abbiamo parlato, riguardo all’argomento M4, visto come comunicazione che illustra i meriti dell’attuale Primo Cittadino; con cui conta di ottenere consensi perché… sarebbe lui che trasforma il deposito in costruzione in una stazione d’arrivo. Qui ogni cosa che tocchi, muovi milionate come fossero cerini. Su tutto ,ci vuole una decisione documentale che attesti l’equilibrio dei  costi. Se no, non si farà nulla.

Ne abbiamo già parlato ma dobbiamo tornarci perché, fra le altre cose emergono gli effeti collaterali del deposito M4. Sembra che il piano del traffico locale, con l’avvio di M4, generi  nel territorio di Buccinasco la realizzazione di un deposito di bus TPL (i mezzi della provincia che collegano con Milano).  Non solo ma sembra che, si stia pensando a un parcheggio per 1000 auto.

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Genova, il ponte e il governo del cambiamento che fa? il conservatore?

Scopo di questa riflessione è far capire chi e cosa è il concessionario che ha l’obbligo di mantenere e gestire in sicuezza le reti autostradali dello stato. Indispensabili le conoscenze su strutture per capire le responsabilità. Cominciamo dalla proprietà: una finanziaria Atlantia S.p.A. , società italiana, sede a Roma. Daremo qualche numero, e invitimo i lettori a leggere Wikipedia.

La società concessionaria è Autostrade per l’Italia S.p.A. (di cui Atlantia ha il 100% delle quote). Siamo nel tipico caso di gestione unitaria con medesima proprietà. Il fatturato 2017 del gruppo è stato di sei miliardi ma nel 2018 una complessa operazione ha unificato altri gruppi (Abertis spagnola e Hochtief, ingegneria, tedesca). Il complesso del sistema dovrebbe raggiungere i 12 miliardi di fatturato. Leggi il resto di questo articolo »

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Politica: la funzione di controllo in Italia si pratica poco e male

Chi amministra la cosa pubblica, sia il sindaco del comune di Rocca Cannuccia di 100 abitanti, come il ministero per le opere pubbliche dal budget miliardario, esercita una delega sull’impiego dei fondi che il sistema di tassazione mette a disposizione. Potere pressoché assoluto, nella durata di cinque anni del suo mandato.

La gestione della spesa, per una serie di meccanismi che si sono evoluti nei decenni , ha reso la gestione del potere sempre più ampia, anche grazie a impostazioni che rendono la decsione formale di difficile accertamento. La catena di comando richiede una serie di passaggi spesso tortuosi, da un ufficio a un ente, per cui la firma sulla spesa è solo l’ultimo tassello che la spesa permette:  inizia l’avvio di un’opera.

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Bilancio Italia e l’ Europa: trasferire le colpe a Europa e mercati è puerile

È risaputo da tutti: l’Europa sta in mezzo al guado, funziona poco, spesso prevalgono interessi nazionali, politicamente ferma, senza un piano politico verso l’integrazione  e la semplificazione di leggi e normative.  L’Europa è così, si muove al rallentatore, anzi è bloccata.

Attenzione però: l’Europa è sicuramente una struttura collegiale che decide spesso all’unanimità, oppure a maggioranza. Qualsiasi governo può proporre iniziative, progetti, modifiche strutturali, senza limitazioni, può essere proposta, in contatti confronti e discussioni con gli altri paesi.  Dipende dalle adesioni che si raccolgono.

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Sindaco che perde consensi. Sperimenta scoop comunicativi, come gli fa comodo

Le strategie della comunicazione sono spesso tortuose, a prima vista non comprensibili. Anni e anni di tv, media diversi, giornali, e ormai da qualche anno social network. Tutto fa comunicazione, tutto aiuta o fa danno riguardo un fatto che ci riguarda. Per un uomo pubblico, la questione ha carattere ormai essenziale; non si può farne a meno.

Quindi ciò abbiamo scritto nel titolo non è una notizia. Come per i giornali, vende la notizia che l’uomo morde il cane, non viceversa. La sequenza di notizie reattive messe in atto da municipio per dre giustificazione dello scempio di via Di Vittorio, anche mobilitanto persone vicine, con la sponda decisa del PD, non  attenua le critiche oppure allargare il consenso all’operazione,   anzi genera maggiore contrarietà. I Cittadini contrari aumentano ogni giorno.

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Caporalato nel meridione d’Italia: per cambiare bisogna fare la rivoluzione

Riteniamo indispensabile conoscere la storia, quando si devono affrontare problemi secolari del nostro paese, come l’anti-stato  o il caporalato. Per capire come funziona nei fatti bisogna esserci, averci lavorato, individuato le false maglie della catena che permettono di nuotare nel mercato del lavoro, controllando tutti i passaggi. Agire perché le regole siano disattese, inapplicate, salvo qualche straccio che ogni tanto bisogna far volare, giusto per la scena.

Caporalato: cos’è? Una mediazione fra impresa agricola e le stagioni di lavoro, che sono molto intnse e durano qualche settimana l’anno. Quand’è la stagione del raccolto l’impresa ha necessità d iavere centinaia di lavoranti che all’alba si rovino sul campo (distante anche km dagli abitati), che arrivino di sicuro, affidabili, che abbiano un costo certo.

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Investimenti di stato, infrastrutture e sviluppo. Le priorità le stabilisce l’economia

Il Governo del Cambiamento finora non sta governando, ma solo preparandosialle elezioni. Finora la politica è soprattutto immagine. Slogan peraccattivarsi il “popolo sovrano”. In altri termini esche buttate perché vi sia chi abbocchi. Per ora al governo si sostituisce la proclamazione dell’uno o dell’altro della combinazione siamo agli slogan: la ricerca di consenso in questo modo non è di interesse per il paese.

Non staremo qui a descrivere le dichiarazioni dell’uno o dell’altro (spesso contrastanti). Meglio non entrare in polemiche sui singoli tempi e la loro  vacuità. Proviamo a fornire qualche strumento di   analisi economica sulla natura delle scelte, che in questa fase riguardano le grandi opere pubbliche, gli investimenti in corso.

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Democrazia del terzo millennio. La delega ok ma il controllo?

Fin dal Settecento il problema di un sistema democratico basato sulla delega ai rappresentanti scelti dai Cittadini ha approfondito e discusso il contenuto della delega. La democrazia diretta (che comprende anche il controllo dei Cittadini sugli eletti) è stata messa in soffitta. L’esempio svizzero, che prevede il referendum per ogni incremento di spesa e per gl’investimenti, è rimasto un esempio chiuso in mezzo all’Europa.

Per quasi due secoli è andata bene così. Gli eletti strutturati in partiti hanno colto presto il contenuto di “potere” che c’è nella delega con un voto solo, ogni cinque anni. I referendum sono stati regolati escludendo le voci di spesa (ma va?). Quindi la delega è diventata potere di spendere senza contropotere significativo. I partiti sono diventati i proprietari del bilancio dello stato.

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