Archivio di giugno 2018

Macron, l’état c’est moi, moi (la France) surtout? I francesi lo sveglino

Le condizioni della Libia dalla fine di Gheddafi, 2011, con l’intervento della NATO (entro cui la Francia del presidente Sarkozy ha svolto un ruolo prevaricante), evidentemente coltivando interessi molto terreni (anzi sotterranei, ad esser più precisi, petroliferi), vede la Francia come istituzione maggiormente responsabile. La Francia aspira a “condividere” o forse anche a sostituirsi all’Italia, sulla gestione del petrolio libico.

La Francia ha supportato e tuttora fa da spalla al generale libico  che occupa la Cirenaica: l’area che ha riserve petrolifere imponenti. Lo sostiene contro la Comunità internazionale, che riconosce il Presidente insediato a Tripoli. Contribuisce così a tenere divisa la Libia. Non riesce a cavare un ragno dal buco, non riesce a trovare un accordo con L’Italia (l’ENI in questo caso); Si arrabatta per ottenere risultati e lo fa in tutti i modi. Capita  che siano approssimativi.

Nei paesi sub sahariani, quelli ex francesi (Costa d’Avorio, Senegal, Mali, Niger, Burkina Faso, Camerun, oltre la Tunisia), e altri vicini, nella zona, sono i luoghi di provenienza dei “migranti”. Da li sono organizzati parti rilevanti dei tragitti che attraversano il Sahara, arrivano al meridione della Libia e qui vengono gestiti dalle organizzazioni tribali che lucrano sull’invio. Altri ne vengono dal Corno d’Africa (Sud Sudan, Somalia, ecc.).

Per controllare i flussi bisogna fare i conti con questi “capitribù”. Senza nulla di ufficiale, i governi italiani con questo sistema trattano (pagano o tacitamente acconsentono a quantità predefinite). Nulla di ufficiale, ma sostanzialmente condizionato in una partita nella quale i “migranti” sono la merce, mentre compravendono gli altri: capitribù, Italia/ENI e potentati libici (per la parte che contano). va avanti così da anni.

Quando cambia il governo a Roma, ci sono coloro che devono trattare il rinnovo delle condizioni. Non vi sarà nulla di scritto e ufficiale; il non scritto ma fattuale, però è ciò che conta. In questa situazione, con il “Governo del cambiamento” a Roma, qualcuno dei “furbi” servizi segreti francesi, è possibile che abbia attivato il ministero, fino all’Eliseo (a Macron) perché si sostituisse la Francia nella funzione di “garante” dei flussi di “migranti”.

Al punto che, a crisi non ancora risolta a Roma, a Parigi sono stati ricevuti una decina (o più) di capitribù libici. Incontri senza comunicati ufficiali sostanziali; di cui non si capisce l’utilità, se non per l’interesse delle aree petrolifere (che però non sono le tribù a controllare, ma i militari). Ecco che, trascorsa una settimana, dopo la stasi elettorale, dalla Libia partono i “migranti” a migliaia. Forse c’è chi spera che poi il nuovo governo italiano digerirà, (e Parigi avrà ottenuto un punto di vantaggio?). Ipotesi, solo ipotesi che mettono in fila tempi e reazioni.

Se a Parigi qualcuno deve aver rilasciato assicurazioni di via libera al traffico di “migranti”, dopo lo stop di Salvini si trova in imbarazzo e deve in qualche modo far vedere che non è un millantatore. . Se questo è lo scenario (e grosso modo ci siamo, non siamo lontani), ecco che chi si è impegnato deve far vedere che conta, che c’è. Sarà un caso ma ecco che arriva la dichiarazione sproloquiante dell’Eliseo, del portavoce di Macron.

Allora ci siamo… possiamo venire al punto. Posto che Macron non può rimangiarsi le promesse che deve aver lasciato intendere in modo forse eccessivo, ricevendo ufficialmente all’Eliseo “personalità” libiche extra statuali, al di fuori e al di sotto del decente. La concezione della Francia come stato assoluto che risale a Louis XIV: lo stato sono io, nel terzo millennio fa ridere. Sta facendo male a se stesso (poco male), alla Francia (questo è già più rilevante), ma anche all’Europa (ciò è gravissimo).

C’è una lezione che si può derivare da questa faccenduola da apprendista stregone fuori posto: noi italiani dobbiamo in Europa rifiutare qualsiasi accordo spartitorio sull’accoglienza. L’Europa deve dotarsi di un sistema diffuso e efficiente di formazione e selezione dei nuovi europei di domani: in Africa. Fare in modo che arrivino preparati per lavori e competenze, per cultura e conoscenze linguistiche, tali da dar loro concrete possibilità di inserimento futuro.

Bisogna investire, magari anche di più rispetto all’oggi, ma utilmente si può farlo solo così. Non siamo più nel colonialismo delle cannoniere, dello sfruttamento schiavistico similare, di poveri ultimi della terra che magari sono sfruttabili economicamente, ma non potranno mai essere inseriti e far parte dell’Europa di domani. I francesi stanno vivendo adesso il problema degli ex tunisini e algerini emarginati e resi estranei, tenuti fuori dall’Europa entro la quale lavorano.

Che proprio loro, con i problemi che hanno in casa, proseguano con questi metodi sbagliati, che tanti danni stanno lasciando, è sorprendente. Ma al peggio non c’è limite… non ce n’è mai. Ci sbaglieremo, ma Macron con l’uscita di ieri, ha giocato molto del suo status, in Europa ma anche in Francia. Gli resta finora il vantaggio di non avere alternative. Che l’Europa (e i nostri nuovi) imparino la lezione.

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Buccinasco: il Consiglio Comunale decide dei Diritti dell’Uomo

Succede, può succedere a Buccinasco. Due Consiglieri, uno dei quali Presidente del Consiglio, l’altro non riconoscibile dalla firma scarabocchiata e non indicata in altro modo, presentano al sindaco e al medesimo Presidente del Consiglio un odg (VEDI) perché il Consiglio voti che:

    Tutti i Consiglieri si dissocino dalle dichiarazioni dei ministri Salvini e Fontana

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Buccinasco, dopo una settimana nuovo Consiglio…. a maggioranza divisa

Intanto viene da sottolineare la convenzione fra i sei comuni compreso Buccinasco, che si mettono insieme per andare come prima, senza risparmiare,  nessuna positività realizzata. Una legge regionale sugli interventi della persona, che viene applicata in maniera che tutto prosegua come prima, con un costo maggiore. Qui scritto due giorni fa (VEDI), tutto confermato. Viene discusso e sarà approvato dal Consiglio il giorno 14.

Ciò che interessa questo Consiglio, che merita una riflessione, è però altro. I punti all’odg vedono una presenza accresciuta di interventi formali delle minoranze, le quali fanno anche uso della possibilità di presentare odg su cui il Consiglio è chiamato a decidere, a esprimere con una votazione l’approvazione o il respingimento. Con il premio di maggioranza la coalizione PD-Pruiti può fare ciò che le torna comodo.

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Lavoro in Italia: indeterminato obbligato o prendere quello che arriva?

La notizia è di quelle che la stampa racconta copiano pezzi di una disposizione dell’ispettorato del lavoro, senza spiegare la sostanza della situazione. VEDI ilgiornale, VEDI Repubblica. Amazon ha impiegato più interinali di quelli previsti dal contratto di categoria (commercio). Proviamo a spiegare noi, in base all’esperienza.

In Italia esistono qualcosa come 1600 contratti di lavoro diversi, per categoria. Ciascuno raggruppa situazioni fra loro molto diverse: nel caso specificio ad esempio, il lattaio a gestione familiare, Esselunga, Amazon, Unes; non Lega coop, perché questa è una coop e ha condizioni contrattuali diverse (il socio cooperatore può essere lasciato a casa quando non c’è lavoro, senza retribuzione).

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Pubblica Aministrazione: esempi di ordinario spreco di risorse

L’esempio viene dall’applicazione in forma associata di Buccinasco, Assago, Cesano Boscone, Corsico, Cusago e Trezzano, dei servizi che si riassumono in servizi verso le criticità sociali: prestazioni economiche o di supporto verso soggetti in difficoltà; gestione di strutture residenziali e emergenza abitativa; sevizi di prima infanzia; insomma servizi sociali alle persone.

Attività  che fino a pochi anni orsono ciascun comune svolgeva e risolveva in casa propria, con proprie procedure e metodi. Senz’altro più rispondendi ai bisogni locali, di più immediata reazione, ma pure su numeri che in un comune sono piccoli, in cui la razionalizzazione delle procedure, metodi, concorsi, accessi, ecc. lascia  a desiderare e costa di più.

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Italia Germania: ragioni e torti. Ma anche una lezione per casa nostra

Passati dieci giorni dal Contratto di Governo, si può cominciare a compiere una riflessione su quanto succeduto e sulle reazioni internazionali che ne sono venute. Come nostra capacità, abilità, o  se si vuole deduzioni logiche ma prive di riscontri, cercheremo di darne una nostra lettura.

Partiamo dalla stesura del Contratto, che avrà coinvolto un insieme limitato di persone, ma pur sempre consistente (facciamo un centinaio) fra protagonisti, suggeritori, fino a trascrittori e passacarte. L’Italia non è un paese secondario. La sua importanza globale è riconosciuta dal PIL e dal debito pubblico. La guerra fredda è finita ma i servizi segreti sono sempre indispensabili.

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P.A. e impresa privata: le regole sono diverse

Ci è capitata una storiella di questo periodo, accaduta a Buccinasco. La storiella ha per tema il verde, le piante… in particolare le piante di alto fusto, magari di pregio e comunque piante dl carattere cittadino, ornamentale. I Cittadini interessati  all’ambiente, in particolare, sono attenti e notano quando questo tipo di piante viene  abbattuto.

La perdita è sentita come una ferita; un vulnus personale e collettivo. Normale che si sia risentiti di fatti che si sentono comuni, parte della Comunità.  Che ci si trova ad assisere senza alcna informazione. E’ giusto, bello, che queste reazioni si manifestino.  Interventi che testimoniano una società civile, attenta all’ambiente.

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BIBLIOTECA E LIBRI DISMESSI: sei ore per ritirarli gratis

Domenica 3 giugno

è il giorno dedicato,
l’unica occasione,
fra le molte attività ludiche, più o meno,
nel porticato cascina Fagnana

BANCHETTO LIBRI USATI

ORARIO

10-12 —- 14-18

Migliaia di libri da salvare dal macero…
Basta scegliere e ritirarli

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Primo Giugno 2018: il nuovo al potere? Un po’ e un po’

Un refrain che si ripete senza interruzione: “i populisti”, “il primo governo dei populisti in Europa”. Sembra ci sia del vero a guardare l’elenco dei personaggi al Governo. Ma anche per i due partiti che compongono la maggioranza: M5S e Lega (non più Lega Nord): per uno è la prima volta davvero.

Ma anche per la Lega è una prima volta, a suo modo. Ha partecipato nella maggioranza quasi sempre entro la sfera di Forza Italia. Qualche ministro, qualche delega, maggiori spazi in regioni del Nord: dividere e condividere il potere con la partitocrazia che adesso viene messa fuori. Con il 17% ha quasi metà degli incarichi, in una condizione complessiva che è paritetica (con M5S), almeno quale visibilità politica.

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USA e chiusura dei mercati: la globalizzazione rallenta. Il Governo ha problemi nuovi

Le scelte di dazi all’import che la amministrazione americana ha appena approvato, sono una cosa da vedere con l’attenzione che merita.  Non si tratta di qualcosa di poco conto. Un cambiamento epocale che vede ciò che da sempre è stata la locomotiva dell’economia globale, invertire la marcia ponendosi alla guida del ritorno ai mercati nazionali, alle chiusure, alla difesa della produzione nazionale.

Lo fa perché sotto un certo profilo non ce la fa più: l’indebitamento del sistema USA ha superato il 100% dell’enorme PIL mentre la bilancia commerciale continua in un trend negativo che cresce. Il concetto nazionalistico “America first” ha una sua ragion d’essere: qualcosa bisogna pure che facciano a Washington per trovare un rimedio.

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