Archivio del 2 maggio 2018

M5S o partitocrazia? Non serve parteggiare … smettiamola di spendere sopra le nostre possibilità

Andrea Dalseno con un suo commento, come al solito diretto e ficcante, sul tema di come fare oggi nella politica nazionale, cerca di trovare le ragioni dei vari “protagonisti”. A noi le varie posizioni del momento proprio non interessano. Stando a questi pedestri livelli, il Paese non ne verrà fuori. Continuerà a spendere più di quanto produce, e rischia di andare a fondo.

Qualsiasi coalizione che veda M5S con il vecchio sistema è destinata a non cambiare niente. Continuerà  il contrasto d’interessi partitici, Quelli del Paese (gli interessi) vengono messi da parte.  M5S è un tentativo di alternativa che ha molti limiti, anche pesanti. Ma finora è fuori dal potere di Governo. Resti  fuori e  vada a governare quando i Cittadini gli avranno accordato la maggioranza. Se si omologa è un suicidio (con chiunque vada).

Da solo farà bene o male? Probabili errori, turbolenze sui mercati, montagne russe peggiori di oggi. Ma saranno costretti a misurarsi con i problemi del Paese: ridurre il costo annuale d’interessi del debito pubblico trasferendo i costi minori in investimenti. Oggi da questo tema non sono vicini (non  ne colgono l’urgenza estrema). Non è il caso di illudersi, per ora.

L’alternativa di un Governo dei partiti che non ne inglobi la grande maggioranza  la trovo incapace di affrontare il problema: devono esserci tutti o quasi. Possono farlo? Possono modificare i percorsi finora perseguiti di  spesa  per costruire futuro consenso? Un terno al lotto; ma è l’unica via. Anche qui con rischi di turbolenza non trascurabili. Ce la faranno? sarà un bene per il Paese. Se falliscono toccherà agli altri: è democrazia.

Per inciso, l’ipotesi di un ballottaggio che dia a una parte la maggioranza, non risolve il problema. Con l’altra metà in minoranza, una risistemazione comporta nel breve termine scelte che penalizzano il consenso. La minoranza va a nozze e raccoglie le proteste; quindi non si farà niente. Il Paese andrà avanti nel pantano, ogni giorno lentamente sprofondando.

Non vedo altre vie utili, altre ipotesi praticabili. Se arrivassimo al disastro, poi chissà cosa potrà succedere. Entrare in una contesa fra questi  protagonisti d’oggi proprio non interessa. Pensiamo al Paese e alle ipotesi praticabili (altre e diverse possono esserci; io non ne vedo).

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