Archivio del 30 aprile 2018

Il tempo e le decisioni del far politica

Premessa doverosa: il far democrazia ha i suoi limiti, anche seri. In questa fase non regge perfino la frase assolutoria: “per quanto malato e distorto nell’applicazione,  il metodo democratico della delega agli eletti è il meno peggio.” Siamo in un lungo periodo di stagnazione che, con le sue modeste variazioni, dovremo digerire ancora e conviverci. Soprattutto le nuove generazioni pagheranno gli eccessi di spesa da noi compiuti. Nostro dovere d’oggi è ridurre il debito, destinare ciò che oggi versiamo in interessi agli investimenti, per crescere nell’economia, nel lavoro.

La democrazia delegata ha finito l’elisir della crescita ininterrotta: dell’economia, dei consumi, del lavoro. Le promesse che i vari aspiranti e mestieranti partitici da sempre fanno, diventano sempre più demagogiche. Non possono dire agli elettori: per tre anni faccio tirare la cinghia a tutti,  lacrime e sangue perché dobbiamo smetterla di consumare il futuro di figli e nipoti. Nessuno lo fa, ma è logico: chi lo facesse verrebbe visto come un Savonarola, dalla credibilità zero, dopo le decennali promesse di salsicce.

Leggi il resto di questo articolo »

1 Commento



SetPageWidth