Archivio di novembre 2017

Mercato e salario minimo. In Svizzera si informa!

La Svizzera non è in Europa; un peccato, perché non avrebbe poco da insegnare in termini di democrazia applicata, cominciando dai referendum. Il Canton Ticino ha votato un anno fa è passato un referendum che si propone un salario minimo al di sotto del quale le aziende non possono andare. Motivo di questo referendum sono i frontalieri che vengono retribuiti meno degli svizzeri e “portano via il lavoro” ai ticinesi.

Il lavoro sta riducendosi in tutti i paesi occidentali. La motivazione è comprensibile: Confindustria chiede che non sia possibile alle aziende di trasporto italiane di trasferirsi in Polonia o Romania per poi assumere autisti al costo molto minore, previsto in queti paesi, con effetti pesanti anche sul piano delle entrate fiscali, facendo concorrenza alle società di trasporto italiane.

Ciò che ci colpisce di questo articolo che IBL ci fa conoscere, riguarda la cultura economica e la chiarezza con cui gli effetti del salario minimo sono descritti sul più diffuso quotidiano del Ticino. In modo trasparente viene descritta ogni conseguenza che può derivare dalla sua applicazione. Considerando con equilibrio i pro e i contro. Una lezione di giornalismo, di cultura economica diffusa. Lontano anni luce dalle beghe potici o sociali che appaiono sulla nostra stampa… Buona lettura.

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Municipio: reato di dipendente sanzionato in cassazione. Si continua?

Una vicenda che risale al 2008 (ormai dieci anni fa), ha interessato il Municipio di Buccinasco, di cui qui si è già più volte parlato (VEDI ad esempio questo del 12 Novembre 2014, con ben 60 commenti).   Detto in due parole si tratta di stalking. Allora il comune si era appellato affiancandosi al colpevole (allora presunto).

Si ritorna sul tema perché la vertenza cui la vittima è stata costretta a rivolgersi è la cassazione. Che ha confermato le responsabilità penali al colpevole. Ma anche le responsabilità civili in solido per il nostro comune. Un articolo di questo settembre che riguardava altro dipendente (sospeso dal servizio), la domanda della giornalista: su questa faccenda dello stalking  il comune che fa? Risposta: aspettiamo le motivazioni della cassazione.

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Sindacato statalista che fa danni al paese e a chi lavora

IBL, l’Istituto Bruno Leoni è una fondazione che ha per scopo la diffusione e conoscenza dell’economia basata sul merito e sulla competizione. Ciò che una sintesi politica definisce come liberalismo, parola che dovrebbe avere un valore positivo, ma spesso nei media italiani interpretata come potere sfrenato a chi fa impresa, implicitamente a danno e sfruttamento di chi vive di lavoro dipendente.

Ovvio che così non è, che il mercato non monopolistico, competitivo, gestito con poche regole ma queste ferre per tutti, che premia chi meglio riesce, chi merita,  genera una maggiore capacità di produrre ricchezza, la crescita dell’economia, delle occasioni di lavoro. Le riflessioni che vengono da IBL sono un distillato di buon senso, che merita la lettura.

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Sicilia: vincono i moderati. Quello che non va

Vincono i moderati in Sicilia. Maggioranza assoluta nel Consiglio regionale. Nell’inconcludente succedersi delle amministrazioni cui abbiamo assistito, è difficile stabilire se sperare o rassegnarsi. La lunga tradizione di autonomia spreca risorse: si fa davvero fatica a individuare l’avvio di un percorso virtuoso, che consenta di risalire la china.

Più probabile che abbia ragione qualche siciliano doc, che auspica lo scioglimento della gestione regionale portando i libri in tribunale. Forse questo dovrebbe fare un Presidente, un Consiglio regionale, che si trovi fra le mani una situazione indebitata a miliardate di euro; l’incomprimibilità di spese di mantenimento perché vi sarebbe il crollo sociale dell’isola; quindi l’esigenza di fare un punto e a capo, ripartendo da zero.

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Nel silenzio del Municipio, la storia la racconta Nando Dalla Chiesa

Parliamo di via Nearco: la villetta confiscata al boss, confisca che è a mezzo servizio. Un piano rimane alla proprietà, il resto assegnato al comune, che la concede gratis alla Coop sociale Villa Amantea. Fino a ieri anche l’Assessore antimafia  e tutti, a cominciare dall’ex sindaco, ci dicevano che si trattava di sei profughi siriani, minori non accompagnati.

Sul perché di questa confisca a metà nessuno ci ha mai spiegato bene chi l’avesse deliberata, chi l’avesse decisa. Fino a ieri: adesso ce ne racconta la vicenda, in un articolo stile libro Cuore, il professor Nando Dalla Chiesa, su ilfattoquotidiano (VEDI). da leggere, perché interessante, anche per le novità contenute.

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Via Di Vittorio. Respinte le proposte dei Cittadini (….diventano opposizione)

Dopo la parziale retromarcia di venerdì nel comunicato di Assessore e sindaco (ringraziamento a Cittadini e Consiglieri che si sono interessati: VEDI sul blog istituzionale) arriva la rettifica della casta. Del far politica litigando fra maggioranza e minoranza. I Cittadini sono messi fuori: devono stare dentro i partiti, se no,  contano meno di un cavolo. La maledetta delega inserita nel voto, vista come appropriazione della gestione, tenendo fuori tutti.

Il lungo resoconto ricostruito dall’Assessore (VEDI), tanto lungo da respingere la lettura, lo fa sul sito del PD (!). Una  diversa valutazione rispetto al precedente, una correzione del tiro. I lettori che ne hanno la pazienza lo leggano. Noi riassumiamo in due parole: il progetto originale è stato fatto bene. Quello presentato dall’opposizione (i Cittadini sono diventati opposizione,…. costa il triplo).

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Antimafia a Buccinasco: qui la ‘ndrangheta la facciamo vincere?

L’affermazione avrà del paradossale, ma poi mica tanto. L’argomento che affrontiamo è la gestione dei beni confiscati nel nostro comune. Ve ne sono diversi: ogni tanto viene organizzato il giro per far conoscere i beni confiscati. La situazione però ha aspetti problematici non trascurabili, di cui si parla troppo poco.

Il silenzio mentre l’amministrazione combina cose, oppure mentre non ne fa, mentre su questo tema si lascia che fra i Cittadini girino voci incontrollate,  forma la base degli elementi che porta al familismo amorale: alla pratica di un agire fattuale,  fuori del controllo diffuso della Comunità.  Il silenzio diventa un alleato dell’anti-stato. Leggi il resto di questo articolo »

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Quattro Novembre: la memoria e la storia

Una data che per l’Italia (e tutta Europa), fece tirare un sospiro di sollievo dopo una carneficina che in Italia si ferma a 600mila morti e un milione di mutilati e invalidi; complessivamente siamo a almeno 16 milioni di morti, oltre 20 milioni tra mutilati e invalidi. Oltre i 35 milioni dei decessi civili per la spagnola, epidemia che ha seguito alle carestie da guerra.

Esperienza che all’Europa non è bastata evidentemente, se dopo vent’anni si ricomincia da capo. Il nuovorisultato per l’Italia è poco inferiore a 500mila morti. Per l’Europa invece siamo sui 20milioni (soprattutto Germania e Polonia; altri 20 in URSS). Cui sono da aggiungere il disastro completo del sistema produttivo industriale. Arrivati nudi alla meta, si dovette ripartire.

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Via Di Vittorio, facciamo chiarezza

Andrea Dalseno ci fa avere le sue riflessioni, la sua analisi dall’isola di Malta, dove vive e lavora. La essenziale ma puntuale analisi dimostra che la distanza non reca alcun limite. Le domande e le carenze descritte, gli interrogativi sono tutti condivisibili. Il comunicato dell’assessore e del sindaco sembrano una timida apertura al confronto, il che va apprezzato.

Staremo a vedere i passi concreti, ufficiali, che seguiranno al comunicato. I cittadini, attenti e vigili, seguiranno senz’altro i passi successivi che l’amministrazione seguirà. la questione relativa agli alberi, che a nostro pare necessita di un chiarimento, è il piano di sostituzione. Riteniamo senz’altro proponibile un piano progressivo di alcuni anni che consenta di evitare l’abbattimento immediato e totale come sembra finora da quanto descritto. altro aspetto che deve essere approfondito.

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Una Buccinasco che vogliamo migliorare: insieme, nel rispetto dei ruoli

Il contributo che ci ha mandato Uno che sa, un alias dietro cui si vela un buccinaschese doc, che Buccinasco conosce benissimo. La sua valutazione lusingihera sul progetto che ha presentato BucciRinasco sulla risistemazione urbana ci fa piacere, ci emoziona perfino.

Ciò che però riteniamo importante di questo scritto è la storia… il racconto di come, in altri tempi, fra Cittadini e amministrazioni (dell’una e dell’altra parte) si sono sviluppati, anche allora positivamente. Con vantaggio reciproco. Per la città e il suo sistema viario. Un precedente utile del quale ancora oggi possono andare fieri Carbonera, Lanati e  Cereda.

Un precedente che in questi dettagli non ricordavamo, che è utile porlo in evidenza. Un rapporto positivo e partecipe si può. Nel rispetto ciascuno dei rispettivi ruoli.  Un precedente che fa ben sperare. Un grazie e .. una buona lettura. Si assecondi l’invito a vedere la pianta di via Di Vittorio che qui riproponiamo (VEDI)

DI VITTORIO RESTI IL BIGLIETTO DA VISITA DI BUCCINASCO

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Via Di Vittorio: un evento nuovo che fa crescere Buccinasco

Non succede frequentemente che i Cittadini riescano a confrontarsi con chi ha il compito di amministrare la Comunità. In genere le amministrazioni che si succedono agiscono per scelte già fatte, illustrando e cercando di far passare ciò che è stato deciso. Deciso come? Sequendo quali suggerimenti o interessi ?

Già, perché il difetto delle decisioni assunte senza dibattito è che il potere è apicale. Il potere apicale e incontrollato è storicamente soggetto a indirizzi più o meno interessati, non solo economicamente, ma anche.

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