Archivio di ottobre 2017

Quattro cosette che un sindaco demerito dimentica (o forse no)

Antefatti: UNO in piena campagna elettorale il “demerito”, in un evento presso i sinti, se ne uscì accusando BucciRinasco come congrega di delinquenti , qualcuno lo ricorderà. DUE dopo l’evento sul viale alberato Di Vittorio, è stato sentito parlare con altri su simili espressioni, nei confronti di un esponente di BucciRinasco. Richiesto di spiegazioni, ha cambiato discorso. La notizia gira sui social e, evidentemente, ha ritenuto di “giustificare” i termini utilizzati nelle due occasioni.

Sempre il medesimo poco dopo esce con una sua  “considerazione” che di fatto ha il senso di  un attacco violento all’imprenditore, quasi a giustificare il suo comportamento poco civile. Un modo trasversale di “suonare la tromba” senza aprire la bocca. Qui riprenderemo la questione, senza fare nome, per raccontare le cose (i fatti, non le interpretazioni dei medesimi).

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Il livello che dimostra il demerito ex sindaco, merita di essere descritto

Un ex sindaco che, a quanto se ne sa, non è chiaro a che debba la attribuzione del titolo “sindaco emerito”, tanto che sembra esserselo dato da solo (di questo parleremo in seguito),sulla questione del viale alberato via Di Vittorio, ha davvero esorbitato dal suo “non ruolo” e dovrà risponderne nelle sedi appropriate.

Miserabile di Montecristo e entrato nel merito della sua performance (VEDI), mettendo alcuni non banali puntini sulle “i”. Noi abbiamo aggiunto qualcosina pure non banale, quando ci è sembrato utile chiarire. Abbiamo ritenuto utile porre a confronto le affermazioni del “sindaco emerito” con i punti che ha messo a fuoco Miserabile di Montecristo….  Ecco la ricostruzione che ce ne da il nostro commentatore (le frasi del “sindaco emerito” sono distinte in corsivo):

CI SONO DELLE QUESTIONI NON CHIARE, A MIO AVVISO

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Di Vittorio, ancora. Un già sindaco che ha demeritato, la butta in caciara

Il nostro tentativo di analisi pacata, il contributo fornito agli amministratori e ai Cittadini, deve essere venuto bene; crediamo sia stato utile. Si è aggiunto alle tante sacrosante proteste, prima reazione dai contenuti emotivi, cui noi abbiamo cercato di dare un respiro sistematico, una riflessione.  Una settimana di silenzio è seguita, poiché il sindaco d’oggi non ha fatto altro che riproporre quanto aveva già sentenziato, con la solita manfrina: “non si poteva fare altro”.

Ragionare sulle cose, consente a tutti di capire di più e meglio; le soluzioni possibili sono diverse, molte delle quali, fanno vedere ipotesi interessanti. Entrare nel merito, discutere sulle cose, sarebbe utile per tutti, per i Cittadini prima di tutto. Se dai contributi e dalle proposte (ce n’è una promossa da BucciRinasco, su cui stanno lavorando professionisti), emergono ipotesi utili, a vincere è la città, siamo tutti.

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Viale Di Vittorio, urbanistica stradale e le soluzioni possibili

Quando si interviene sul sistema viario diventa probabile mettere in campo cosa prevede il PGT. Che in questa analisi non andremo a vedere. Anche perché un’eventuale modifica  dell’esistente comporta un passaggio in Giunta e Consiglio che la devono recepire. Il PGT insomma non è un Vallo di Adriano, ma una collinetta da superare. Se la scelta si rivela valida e condivisa dai Cittadini si può fare; ci vuole un poo più tempo.

Quindi, ciò che prevede il PGT, in un ripensamento della via Di Vittorio non può essere di ostacolo; è una delle variabili di cui tenere conto. Quanto al viale alberato, oggi ha una struttura a doppio senso di marcia, dotata di marciapiedi e di doppio senso di “piste ciclabili” (le virgolette le andremo a spiegare). Oltre agli ingressi viari dalla rotonda San Biagio, ha una traversa a metà con via XXV Aprile (senso unico da via Marzabotto), doppio senso nel lato Sud di via Flli Cervi.

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Viale alberato Di Vittorio: cerchiamo di chiarire

Dalla serie di notizie che si sono succedute da parte dell’amministrazione vengono alla luce del sole alcuni parametri da rispettare. Cerchiamo di farne una analisi adesso, visto che queste conoscenze non sono state messe a disposizione.  Oggi intervengono con un secondo comunicato (conferma del precedente: (VEDI). Noi cercheremo di chiarire.  Obiettivo: comprendere le singole questioni per poi individuare le priorità nell’interesse della Comunità.

Nella via gli elementi in questione sono diversi. Non è  semplice individuare il mix ottimale e soprattutto la decisione al riguardo non può essere esclusiva dei tecnici o degli amministratori. I Cittadini, soprattutto coloro che vivono devono essere sentiti, partecipare alle scelte finali. Una panoramica fa emergere:

  • L’alberatura, lo stato, la conservazione, la sostituzione;
  • La natura del percorso auto: solo vetture; anche mezzi pesanti da lavoro; bus ATM;
  • Il percorso ciclabile: soluzione doppia per lato della via o singola; con interruzioni continue o ridotte, ecc.
  • il collegameto viario con le intersezioni e gli accessi a inizio e fine;
  • La soluzione da scegliere circa gli elementi di moderazione della velocità di transito;
  • I parcheggi: le auto in sosta: la quantità sostenibile,  come e dove posizionarle in funzione degli altri elementi

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Via Di Vittorio: pasticcioni allo sbaraglio. Tutti ne paghiamo le conseguenze

Mentre ieri sera si sgranava il rosario  dei funzionari a spiegare le ragioni “tecniche”… già prefigurando quanto sarebbe venuto poi, ci venne in mente in quella sala Robbiolo, la mostra di un piano urbanistico, un concorso presentato ai Cittadini con una decina di progetti esposti. Decine e decine di Cittadini a vedere, a chiedere spiegazioni, a capire.

Ci fu il vincitore, proclamato da una commissione d’esame. Poi non se ne fece nulla. Era il 2008. Non interessa qui l’esito, il giudizio sul risultato. Importante in questa ipotesi di una Buccinasco futura, è il metodo adottato: un concorso, diversi partecipanti, discussione allargata che ha coinvolto tutti i Cittadini. Senz’altro più approfondita fra i professionisti, gli esperti del settore, gli uomini di cultura, insieme a tutta la città

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Buccinasco e la ‘ndrangheta: sfortunati, incapaci o colpevoli? Di tutto un po’’

Questa faccenda del boss che torna a casa sta diventando un nodo gordiano… il sindaco ha definito grottesca la condizione in cui è stata a lui assegnata l’abitazione. Mentre la legge al riguardo è complicata, intrisa anche di norme regionali. Gli elementi certi sono pochi, e speriamo di non sbagliarci su quelli.

Uno di questi riguarda l’immobile sequestrato in via definitiva: dovrebbe ritenersi certo che il sequestro riguarda un’unità immobiliare intera e non una sua parte. Insomma viene confiscato tutto, anche se occupato dai soggetti che la subiscono, la confisca. A Buccinasco non è successo così. Una domanda cui devono rispondere coloro che amministrano: loro hanno l’onere di amministrarla.

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Lombardia e Veneto: VOTO per un domani migliore del Paese

L’articolo di Mingardi alla vigilia del voto è un contributo meditato e attento, che parte dalla storia per capire, dalla sua evoluzione rispetto agli altri paesi europei, cercando di individuare scogli e limiti. Uno è senz’altro condivisibile: la campagna eletorale in tono minore (probabile effetto della ben più grave crisi catalana che contrappone Barcelona e Madrid.

Non vi e cenno invece alla soluzione possibile dei trasferimenti fra le regioni più produttive e quelle che devono essere aiutate. La necessità di un supporto è fuori discussione: bisogna intervenire. Ciò che è altrettanto pacifico è l’inefficienza, gli sprechi, le distorsioni intervenute nell’Italia repubblicana da un flusso che, partito dalle regioni del Nord, è passato per Roma che si è incaricata di erogare le nostre tasse.

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Amministrazione discutibile: si trasforma una lunga via alberata in spianata di asfalto

Via Di Vittorio sappiamo tutti come si presenta a Buccinasco. Con viale Lombardia è l’unica strada quartierale (di uso locale per i residenti) che ha un’alberatura ben progettata, si potrebbe dire elegante.  Nella piantumazione, all’epoca, per Di Vittorio, quale alberatura si scelse la robinia, il che è anche gradevole, dalla chioma estesa. Porta con se alcuni limiti che in effetti si stanno manifestando.

La varietà che è stata messa a dimora dovrebbe essere Robinia pseudoacacia nella varietà bessoniana o umbraculifera. Adatta ai viali e ai parchi; in Italia si è acclimatata. Non è pianta di tipo perenne, “la relativamente modesta longevità della specie determina un deperimento relativamente precoce delle piante”.Ciò che sta succedendo, infatti, anche a causa di una manutenzione non proprio accurata.

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Evento musicale a Buccinasco apre la stagione teatrale: da ripetere!

Riceviamo una relazione che ben volentieri pubblichiamo. Un successo di pubblico quasi straordinario, considerato il programma. Evidentemente il bisogno della buona musica era ed è sentito. L’organizzazione registica ha dato i giusti spazi e contribuito non poco all’interesse, al successo della manifestazione.

Auguriamoci che questa bella riuscita sia da viatico a una maggiore considerazione per queste serate, che dia ai  docenti e profesionisti di casa nostra occasioni nuove che arricchisono la cultura musicale. Magari anche allargandola alla musica strumentale. Ai tanti giovani che si iscrivono ai corsi, devono essere date occasioni di farsi conoscere, per crescere, per affrontare i brividi del primo incontro con un pubblico di casa, che aiuti a rompere il ghiaccio.

Pubblico in visibilio sabato 14 ottobre in Auditorium Fagnana per il Gran Galà di apertura della stagione culturale 2017-2018 del nostro comune

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Abolita la divisione dei poteri in Italia, il sistema romano fa quadrato

Che l’Italia sia un paese democratico è sempre più dubbio. Nelle varie classifiche internazionali siamo nella parte bassa dei paesi, spesso superati anche da stati africani o terzomondisti. Il debito pubblico, la crescita economica, la disoccupazione, l’efficienza, la corruzione, l’istruzione, la trasparenza,  l’evasione delle tasse e via elencando.

Queste classifiche tendono a mettere in evidenza quanto ci sarebbe da fare come Paese, come insieme di pubblico e privato. Imprese, P.A. Cittadini ecc. Se si va a scavare, è quasi inevitabile che il fulcro e il motore rotto che blocca il Paese veda al centro il sistema politico, che semplifichiamo in “romano”. Aiuta a rendere l’idea, perché da stato centralista, la delega divenuta potere delle segreterie dei partiti è il cancro da cui ci si deve liberare, pena la sopravvivenza.

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Elemosine (o regali elettorali?): lo chiamano Bando Crisi Economica

Martedì si è tenuta la Commissione Servizi alla Persona, nella quale è stato presentato un piano di contributi personali a chi è in difficoltà cui erogare somme (nostre tasse)  fino a un massimo di 2.000 anno. La somma totale destinata a questo impiego è di 110mila euro.  Già in altre occasioni abbiamo definito questa una elemosina indecorosa. Dovremo precisare al riguardo.

Intanto i dati descritti: nella presentazione vi è stata una sorta di rendicontazione. Il “Bando Crisi Economica” (VEDI la bozza) è iniziativa del 2013 (mandato Maiorano); le cifre sono aumentate man mano fino all’attuale. Nel 2016 si sono avute 199 domande di cui 162 accolte, con una media 500 euro l’anno cadauno. Il massimo individuale previsto arriva a 2.000 euro in funzione della graduatoria.

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Modifiche al bilancio 2017: continuano le perdite

La commissione bilancio Lunedì scorso ha esaminato le modifiche proposte, su cui vari aspetti sono da rilevare. Prendremo in esame una questioncella che ha dell’assurdo. Oltettutto per le sue origini è da riferire al mandato Cereda. Col senno di poi un’operazione che, fra il bianco e il nero, è di un grigio pesante, di certo non trasparente.

Si tratta di un immobile sequestrato alla ‘ndrangheta, quello di via Odessa, una villa di discrete proporzioni. Questa viene assegnata a un’associazione che non nomineremo anche se è conosciuta. Lo facciamo sempre, perché il problema non è l’associazione, l’azienda, la persona, ma il metodo con cui gestire il nostro Municipio. In questo caso esempio di come non lo si deve gestire.

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‘ndrangheta: a Buccinasco chi ci comanda? Tutti stanno zitti

Un argomento che sembra diventato “delicato” per questa amministrazione, dopo che il sindaco ha ricevuto una lettera dal “boss”.  Ne abbiamo già parlato (VEDI). Con un tempismo sorprendente: il nostro articolo messo l’11, con evasione programmata il 15, è stato anticipato il 12 da un’uscita in Cronaca di Milano, del Corriere per dire…. ( VEDI andate a vedere, che adesso commentiamo).

Letto? Allora riepiloghiamo i fatti. Nel 2016 apprendiamo dal sindaco Maiorano, in Consiglio,  che il ministero ha in via definitiva assegnato l’immobile di via Nearco alla gestione del Comune alla fine di un procedimento lungo e tortuoso. Nella stessa occasione ci informa che l’immobile dovrà essere risistemato e che a ciò provvederà l’associazione Libera. Cosa che avviene. Sempre in quel torno di tempo il sindaco Maiorano stipula una convenzione che assegna la gestione dell’immobile alla Coop sociale Villa Amantea come luogo abitativo e formativo di sei siriani minori non accompagnati.

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‘Ndrangheta a Buccinasco: nel silenzio del sindaco dopo la lettera ricevuta, parla l’Assessore

Il 21 Settembre a Buccinasco si è svolto un evento preannunciato percommemorare un giornalista napoletano ucciso dalla camorrra nel 1985, 32 anni fa: Giancarlo Siani. In via Nearco, una villetta sequestrata alla ‘ndrangheta, una parte della quale un giudice ha accondisceso fosse assegnata al boss di cui si parla.

Un luogo inevitabilmente inadatto a folle oceaniche, propagandato prima, senza alcuna comunicazione dopo l’evento: fatto inon usuale per questa e per l’amministrazione precedente. Quella che, contraria all’inziativa dell’ANCI “100 comuni contro le mafie”, rifiutando lo slogan dell’associone comuni italiani, vi ha aderito due mesi dopo un silenzio imbarazzante, con un nuovo slogan, alternativo.

QUI LA MAFIA HA PERSO

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