Archivio di settembre 2017

Azienda davvero pubblica?… dare le azioni ai Cittadini

Un’analisi e un consiglio al sindaco di Roma, dal carattere provocatorio, ma neanche poi tanto. Agire come si fece nelle economie post sovietiche privatizzando le aziende statali, con distribuzione di azioni ai Cittadini. In pochi anni diventate private (e purtroppo rimaste monopoli). Il discorso fila, se si facesse lo spezzatino mettendole in competizione fra loro.

Perdita di economie di scala? Forse, ma compensato da una gestione nella quale ci si deve misurare fra i diversi attori (controllando severamente perché non si formino i cartelli). Condizione in cui Roma non sarebbe la più indicata per un primo test, ma il rischio vale la candela. Una rivoluzione che bloccherebbe per mesi i trasporti pubblici; come la Thatcher all’epoca. Basta tenere duro e sarà una bella ripartenza.

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Acqua statale, disastro pubblico. Qual’è la situazione? Pagheremo noi

Sta piovendo e subito la notizia della scarsità d’acqua sparisce dai media. Tutto risolto? Macché! Tutto rimane fermo e gravemente precario, con sanzioni UE pesanti per i ritardi, gli avvisi lasciati perdere, le fognature da sistemare, le perdite d’acqua, metà paese con l’acqua razionata per tutta l’estate e via così… Conseguenza dell’infausto referendum di cui hanno la responsabilità i sindacati e i partiti che l’hanno promosso.

Ricordiamoli i partiti dell’abrogazione, perché non sia dimenticato il loro errore, il danno arrecato al sistema idrico del paese. Facile sostenere l’acqua gratis pubblica (che nel significato dei promotori non vuol dire di tutti ma intende dello Stato, delle società pubbliche gestite dai partiti). Sostenere la gestione pubblica significa promettere agli elettori costi bassi essendo le tariffe amministrate, lasciando deperire gli impianti, sempre più un colabrodo invece di mandare l’acqua ai rubinetti. Eccoli i responsabili del 2011:

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Istruzione permanente a Buccinasco: iniziative e loro ottimizzazione possibile

Uno degli attuali ministri, che non gode di buon gradimento sulla stampa e sui social: Valeria Fedeli, lei,  il tema dell’istruzione permanente lo ha affrontato e lo sostiene.  Non gode di grande stima il ministro, cui si addebita una formazione inadeguata (scuola magistrale) ma soprattutto un curriculum sindacale entro la CGIL,  alla segreteria nazionale della P.A. per ben 35 anni (1982).

Che un sindacalista di mestiere specializzato nell’istruzione, ove ha trascorso una vita, faccia il ministro della struttura statale dal maggior numero di dipendenti pubblici, è una delle curiosità che dimostrano il minestrone nel quale i poteri dello Stato convivono nella medesima scodella. Formano un impasto che rende tutto grigio (quando va bene). Non è questo il tema però. Partiamo da una sensibilità che il ministro ha espresso recentemente, su cui non si fa nulla; a nostro parere perché viene agitata per richiedere nuove assunzioni pubbliche. Del resto qual’è il sindacalista-politico che non reciti, giornalmente, il rosario della carenza di personale, chiedendo assunzioni ? dobbiamo ancora trovarlo.

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‘ndrangheta dei colletti bianchi e P.A. :il contrasto si può fare!

Naturale che la soluzione in tasca non c’è bella e confezionata. Nonostante il problema della malavita organizzata basata sull’uso spregiudicato della finanza (fuori legge, naturalmente) possa farsi risalire agli anni ottanta.  Affari e finanza anche internazionale, posta in essere senza un diretto impegno personale, valendosi di professionisti, parenti o amici più o meno prossimi, imprese acquistate o pilotate; di imprenditori  condizionati, sottoposti. Su tutti e sempre o quasi, il supporto di pezzi dello stato e della politica. Locale e non.

Investigatori e giudici si sono trovati spesso davanti a regole poco logiche, a buchi normativi per cui anche davanti a vicende esplicite, sono stati costretti a fermarsi, a ritirarsi in buon ordine, a non condannare. Le normative avanzate nella gestione d’impresa in Italia sono arrivate con grande ritardo e spesso depotenziate: facciamo l’esempio della 231, la legge che introduce la responsabilità penale delle società, emanata nel 2001, non poco illanguidita.

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Globalizzazione e l’Europa … siamo fermi e perdiamo terreno

Il mondo, la globalizzazione prosegue e le geografie dei mercati ne sono profondamente coinvolte. Ma anche le grandi aziende cambiano, anche settori economici e sistemi legati alle reti, oltre alla finanza, cambiano: si vedono proiettate su basi davvero globali. Non absta, perché la situazione non è solo economia e dei mercati (che pure sono rilevanti), anche la geopolitica e il peso militare tendono a diventare globali.

Pensiamo alla Cina, ad esempio: oggi il secondo centro per importanza economica, politica e militare. Cresciuta ininterrottamente ha assunto un peso e una veste di rilievo sopravvanzando la Russia. Il peso economico e l’avanzata scientifica, la collocano in condizioni impensabili. Il mondo è diventato trilaterale: USA, Cina, Russia. Le due ultime fra loro più consonanti.

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Monopoli e inefficienza. Atac, esempio eclatante

Ne abbiamo parlato e lo ribadiamo frequentemente che la condizione di monopolio è generatrice di sprechi. Sempre: che sia pubblica o privata, globale o locale. O anche del territorio di una metropoli come Roma. In questo caso è l’Atac, equavelente romano di ATM. Che, in dieci anni ha consumato sette miliardi di nostre tasse! Sette miliardi.

L’editoriale di IBL (VEDI) ci trova concordi nella denuncia. Osservando che il settore del trasporto pubblico locale è settore difficile. Un conto però è perdere il 3% come avviene in Germania, un altro il pozzo senza fondo di ATM e Atac. La soluzione è certamente delegare la gestione a privati. Vogliamo però osservare che i gestori devono essere plurimi, come in Germani appunto sta avvenendo, da almeno dieci anni.

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Accoglienza, coop “sociali”, costi e ….. risultati (un caso istruttivo anche per Buccinasco)

La vicenda di Rimini è nota; non è il caso di spiegare ancora. Ciò che interessa di questo fatto di cronaca, sul piano sociale è l’accoglienza, come intesa finora dal sistema SPRAR: soldi che il ministero assegna a coop e ONLUS perché diano un tetto e un piatto a stranieri disperati che vengono da noi. Abbiamo già più volte motivato un giudizio negativo per l’assenza di un progetto di integrazione: così non faremo italiani ma solo disperati  estranei al nostro paese e alla nostra cultura.

Conosciamo la SPRAR perché il comune di Trezzano ha preso 300mila euro che eroga a una coop sociale Villa Amantea la quale ha chiesto e ottenuto accoglienza a Buccinasco per sei “minori non accompagnati”, a costo zero, a beneficio della coop sociale Villa Amantea. Si, fanno corsi di italiano, forse riescono a trovare loro un’occupzione temporanea basic. Poi, finito lo SPRAR, sono liberi di vivere nel nostro paese.

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La ‘ndrangheta degli affari: vediamo come funziona

Il tema che affrontiamo è certamente relativo a Buccinasco, perché questo è il nostro luogo, quindi l’interesse è acceso dall’attenzione che merita, la vicinanza e gli effetti che ciò può avere con la gestione della cosa pubblica. L’obiettivo che ci proponiamo è il mettere a punto un insieme di azioni che possano contrastare, ridurre, possibilmente eliminare  i problemi che andremo a descrivere.

La ‘ndrangheta al Nord, ormai da anni ha lasciato le attività storiche del Sud. Nel Sud, occupare il paese condizionando i Cittadini con varie vessazioni e avvertimenti che intimoriscono, ha una funzione consolidata: trattare con la politica per lo scambio voti-affari (pubblici in questo caso) o favori economici che generano reddito. Abbiamo raccolto tre descrizioni recenti, che rendono l’idea: VEDI1, VEDI2, VEDI3) Leggi il resto di questo articolo »

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Globalizzazione e monopolio: rischi che si stanno facendo seri

Torniamo sul monopolio: pubblico o privato, ripetiamo la stessa valenza negativa, nell’uno come nell’altro,  genera problemi seri che portano invitabilmente a stasi e inefficienza poiché viene a mancare la meritocrazia insista in un mercato ove agiscono dei competitor.  Il tema vale per qualsiasi dimensione: a Buccinasco se l’appalto del verde come quello dei rifiuti viene assegnato a un unico operatore, così pure a livello globale. Le dimensioni generano danni diversi, ma gli effetti sono identici: inefficienza.

Prendiamo in considerazione una vicenda di questi giorni, venuta a maturare in Europa: una proposta di fusione Monsanto- Bayer (acquirente l’azienda tedesca per un importo di 66 miliardi di euro o dollari (non cambia di molto). Il settore è la cosiddetta agro-chimica: la chimica dedicata all’agricoltura (sebbene Bayer  abbia posizioni di peso praticamente in tutta la chimica fine a cominciare dal farmaceutico).

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CNEL: è vivo e vegeto. E spende insieme a loro…

Una delle conseguenze non positive del No al referendum costituzionale, insieme alle Province che non sono abolite e si dovranno rifinanziare, c’è anche i CNEL (Consiglio Nazionale  dell’Economia e del Lavoro): ente previsto dalla Cotituzione per esprimere pareri, consigli e proposte di legge sulle materie che riguardano economia e lavoro. Un doppione delle analoghe commissioni in parlamento.

Legge istitutiva del 195. Ha quindi sessant’anni di vita. Non sappiamo quanti consigli gli siano stati chiesti dai governi. Certo è che in tutto questo periodo ha sfornato 14 (quattordici, non è un errore) proposte di legge, nessuna delle quali votata in Parlamento. Si vada a vederne la storia su wikipedia, con tanto di presidenti che si sono succeduti.

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Islam integralista e terrorismo: il problema è loro e loro devono risolverlo

Un articolo de ilfoglio (ripreso anche dall’Istituto Bruno Leoni), stimolante sulla materia islam e terrorismo. La questione non viene trattata e meriterebbe molta più attenzione sui media ma anche fra esperti, anche di politica internazionale.  Non può cavarsela stando a guardare il sistema religioso islamico, limitandosi a qualche presa di distanza individuale o comunque molto frammentata.

L’articolo parte da una affermazione presa dal Corano da un politico sudanese di prestigio: al Tourabi. Deciso assertore dello stato islamico ma sostenitore di una sua evoluzione per il rispetto dei diversi in chiave simil occidentale: perché si affermasse in Occidente abbiamo dovuto passare per tragedie durate secoli… il percorso sembra lontano ma una terza strada oggi non si vede.

Al mondo musulmano serve un Concilio di Trento
E’ l’unica strada per fermare il fanatismo

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