Archivio del 16 luglio 2017

Prosegue la gestione simil stalinista a Buccinasco. adesso tocca agli orti

I comunisti (quelli di basso profilo che oggi sono la quasi totalità), che siano rivestiti in varie forme: da cattolici, ulivisti, querciaioli o di che altro arbusto verde, come l’attuale neosindaco, restano quelli che sono stati dalle origini. Il pensiero unico, presupposto della dittatura stalinista. Lo applicano tuttora in modo ferreo, senza se e senza ma: stai con me o sei contro di me. Soprattutto in casa propria.

Non esistono posizioni intermedie, non vi sono spazi per chi la pensa diversamente; basta   una volta e diventi  un nemico assoluto. Da allontanare alla prima occasione, da abbattere, da espellere. Magari con chi non è del PD si possono fare accordi, ma se sei un sottoposto oppure del PD o dell’area: un nemico da abbattere in modo clamoroso, che sia da esempio. Lezione stalinista esportata per ogni dove: se i comunisti comandano tutti devono sapere che uscire dal seminato merita il gulag.

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Linee generali del programma di maggioranza: il trasporto pubblico

Il neo sindaco è direttamente responsabile, nella qualità di Vicesindaco e Assessore alla partita, della sottoscrizione di un contatto con ATM, predisposto dal Comune di Milano (che ha la delega degli incassi di ATM, perché ogni anno sborsa 160 milioni a ATM, al netto degli incassi). Contratto proposto da ATM nel 2010, non firmato da Cereda; non firmato dal Commissario Iacontini.

Lui lo firmò senza neppure ottenere un centesimo di ristorno: un contratto di sette anni, che prevede un pagamento annuo di 300mila euro. Oltre 2 milioni nel totale, perché ha saldato a occhi chiusi i “debiti pregressi”. Non contento per ottenere qualche altra corsa ha sborsato altri 100mila euro (l’anno).

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