Archivio del 4 giugno 2017

Decisioni stataliste, burocratiche e costose: bisogna smetterla. Si può fare

Descriviamo una situazione: i servizi parascolastici. Costi suppletivi della scuola statale (ma non delle scuole parificate, che in materia se la cavano da sole o quasi). Questi riguardano una serie di interventi per ragazzi che necessitano di supporti didattici, oppure che presenziano il pre e post scuola, e cose del genere. Per questi servizi il comune si rivolge a una coop (di Busto Arsizio da quest’anno, di San Giuliano prima) pagando 1 milione l’anno.

Come funziona? La scuola che ha necessità di questo genere si rivolge all’Ufficio Tecnico, che si interfaccia con la coop, la quale provvede. Presumibilmente la coop avrà preso contatto con i responsabili scolastici per i dettagli del caso. La persona arriva e interviene nelle modalità opportune. Gli operatori interessati al problema del ragazzo  (dirigente scolastico, docenti, insegnante di sostegno) si relazionano? Non conosciamo, fatto sta che si instaura un rapporto con due o tre intermediazioni fra l’esigenza e il destinatario,  che burocratizza il processo.

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