Archivio di marzo 2016

Comunicazione e politica: superato il limite della decenza?

Ci viene da FB questa bella riflessione di Barbara Massa. Desolata per l’eccesso di banalità spensierate mentre stiamo vivendo un periodo di grandissimi cambiamenti e turbamenti, dei quali la prima personalità impegnata a ricordarcelo è l’attuale Papa, che non perde occasione per richiamarceli all’attenzione.

Senza girarci tanto in giro, i contenuti sono di emanazione politica, dell’attuale partitocrazia che senza ritegno ci vuole Cittadini disinteressati, superifciali, ignoranti. Possibilmente assenti alle elezioni. Meno votato, più possono pilotare e perpetuare la loro riconferma. Non si chiami fuori la politica da questo stato di cose del sistema comunicazione, dei media. Può fare molto e molto di più. Leggi il resto di questo articolo »

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Avviso Pubblico e Protocollo della Legalità: che fine ha fatto? Che fine farà?

Eletto a fine Maggio 2012, il neo sindaco Maiorano fa la relazione programmatica della sua amministrazione. Siamo alla prima decade di Giugno; la prima dichiarazione del sindaco. Parla di tutto in una relazione che stanca.  Il 14 Giugno Città Ideale riprende l’evento con un articolo (VEDI). Adesso è lì a dimostrare l’assenza di qualsiasi pregiudizio nostro, il titolo:

Buccinasco e le Regole: nota molto positiva dal nuovo Sindaco Maiorano

Dichiara allora solennemente il sindaco che s’impegna ad adottare Avviso Pubblico (allora chiamato ancora Carta di Pisa); dichiara che questa carta sarà integrata entro lo Statuto comunale. Un impegno rilevante per Buccinasco; tale da segnare un distacco, un cambiamento di qualità nel bene amministrare. Riportiamole allora le dichiarazioni d’allora: Leggi il resto di questo articolo »

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Antistato e Protocollo della Legalità: dalla retorica passare alle regole

Non è vero che a Buccinasco, come sostiene un cartello pencolante all’ingresso del comune, proveniendo da Milano,  la ‘ndrangheta ha perso. L’affermazione è forte, quanto lontana dalla logica. L’auspicio va bene, ma dare la situazione per risolta no. Invece di declinare al passato, il problema deve affrontarsi nel concreto, alla Buccinasco d’oggi, a ciò che avviene da qualche anno e si sta tuttora verificando.

Il Protocollo della Legalità giustamente affronta nel capitolo UNO l’aspetto più importante di una presenza che si diffonde in termini che sembrano sotto traccia, che invece diventano pervasivi e danno ogni giorno maggiore peso al radicamento dell’antistato. Vogliamo continuare il discorso iniziato qualche giorno addietro sull’uso di finanza a fiumi per acquistare attività, immobili e quant’altro. Leggi il resto di questo articolo »

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Dall’antistato allo Stato: un passaggio su cui riflettere

I partiti, la politica, adottano criteri comunicativi, con un occhio prevalente sull’effetto consenso. Eventi, iniziative, giaculatorie; competizione fra chi è più paladino dello Stato, più feroce avversario dell’antistato: delle mafie, come più pudicamente si dice, evitando di dare concreta collocazione a una malavita organizzata che si prende fette crescenti di potere, che non è più solo malavita, ma antipotere rispetto allo Stato; basato sulla forza, sull’intimidazione. Viene meno, sostituisce lo Stato di Diritto. Leggi il resto di questo articolo »

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Gestione, eventi e trasparenza: Sinti e la polvere sotto il tappeto

Andando a vedere il sito istituzionale  oppure Buccinasco Informazioni, sembra di vivere nel “Paese dei Balocchi” di memoria scolastica. Un evento via l ‘altro, a illuminare le autoesaltazioni di iniziative che sono e restano un evento fine a se stesso. Riguardano la gestione solo per la componente del costo che si portano dietro. Il fare, il gestire, intervenire dove necessario (strade, scuole, illuminazione, marciapiedi, piste ciclabili, la sicurezza, il fare impresa, il lavoro, ecc.)  sono marginalizzate se non tenute fuori.

Poi emergono eventi che ci riguardano da vicino, su cui la Comunità è dovere che venga informata, con tutti i chiarimenti del caso. Purtroppo la selezione degli argomenti non la fa l’incaricata dell’Ufficio Stampa, ma sindaco e suo vice. Le questioni che possono dare un minimo di ombra, oppure che non generano ritorni di immagine e consenso, queste non devono passare. Leggi il resto di questo articolo »

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Gruppo di Lavoro; Commissione Speciale e Protocollo della Legalità

Nei giorni scorsi è pervenuta ai destinatari (sindaco, segretario, presidente del consiglio e capigruppo), il primo documento che segue un emendamento presentato dal capogruppo del PD (VEDI emendamento), approvato all’unanimità. La comunicazione costitutiva, la prima riunione che sul tema che porterà (o dovrebbe) all’adozione del Protocollo della Legalità. Leggi il resto di questo articolo »

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Trasparenza: adesione burocratica e obiettivi possibili

Trasparenza: perfino un decreto legge è arrivato a definire l’obiettivo più rilevante di una diffusione semplice e agevole di tutti  i dati della pubblica amministrazione (P.A.): maggiore è la conoscenza della casa comune, di ogni suo atto, di ogni suo passaggio, delle sue decisioni, più difficoltà incontra l’agire corruttivo o la concussione. Più sono i dati riservati,  maggiore è la possibilità di accordi riservati che recano danno all’amministrazione (le tasche dei cittadini).

La normativa in questione è il decreto legge 33/2013 (VEDI), definito appunto: decreto trasparenza. Poco pubblicizzato, quasi nessuna attenzione sui media. Le sue disposizioni sono state attuate anche dal Comune di Buccinasco. Con la prevalente attenzione  a rispettare  burocraticamente quanto il decreto obbliga (non su tutto, come vedremo). Dimenticandosi del principio ispiratore della legge: trasparenza come antidoto alla corruzione, alla cattiva amministrazione. Ecco la definizione:

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Libertà di stampa e informazione: vince la partitocrazia

Capitalismo italiano malridotto. Dal gruppo dei paesi guida che ha dato vita all’Europa; dal periodo del boom che ha generato l’esplosione delle grandi industrie: tessile, siderurgia, automobili, energia, chimica  e farmaceutica, gomma, telefonia, banche d’affari: tutto sta spegnendosi. Finiti  icapitani d’industria. Da un lato l’integrazione che fa parte della globalizzazione, dall’altro l’incapacità del capitalismo nazionale di fare politica, la rinuncia a incidere nella gestione del paese, anziché esercitare e far valere il proprio ruolo di guida.

Discorso complesso, che ha ricadute inevitabili. La principale è l’enorme, crescente peso dello stato nell’economia, con la logica ineludibile inefficienza che viene dalla gestione partitica, con il coacervo di interessi e sprechi. Effetto e causa della debolezza di una rappresentanza del mondo delle imprese. Lo stato padrone e monopolista è la nostra tragedia, nella quale saremo immersi per chissà quanto ancora. Leggi il resto di questo articolo »

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Acque torbide e discarica a cielo aperto: la colpa è del sindaco venuto dopo

Paolo Caimi ha inviato a Città Ideale questo commento, non proponibile come tale. Ritiene che il contenuto sia a suo giudizio risolutivo per sdoganare ogni responsabilità alla gestione Carbonera. Non è il nostro parere, ma soprattutto non riteniamo che l’argomento sia di primario interesse per la Comunità. Sulla nostra testa pendono 12 milioni di discarica a cielo aperto che l’amministrazione Maiorano Pruiti vuole far pagare a noi. Mentre Caimi si limita, con (forse) minori danni alla Comunità, “non vorrebbe mai avere Città Ideale e chi come noi la pensa, alla guida di Buccinasco” Questo si propone…. .

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Affare Pasin e Protocollo della Legalità: abbinamento incompatibile

“Non c’è pace tra gli ulivi”. Un film neorealista viene in mente: regista De Sanctis, 1950. Buccinasco ha un ulivo nella rotonda di via Costituzione; unico, almeno in terreno pubblico. Le questioni del titolo sono apertamente contrastanti perché i comportamenti che riguardano la questione, coinvolgono un Assessore che nel tentativo di giustificarsi dice cose lontane, molto lontane dal vero.

Riguardo alla condizione di conflitto d’interessi, di cui da due mesi ormai ne parliamo, la situazione è chiara e dobbiamo attendere le decisioni che assumeranno le autorità interessate. Questa faccenda, malauguratamente si incrocia con il Protocollo della Legalità discusso, guarda caso, nell’ultimo Consiglio. Leggi il resto di questo articolo »

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Acqua pubblica (statale): referendum e 65 miliardi di buchi

Il referendum per l’acqua pubblica, per escludere le società private che, non sia mai, puntano al profitto, l’acqua gestita dallo Stato senza fini di lucro è giunto al capolinea. Buttato nel cestino: lo Stato non è capace di una gestione efficiente, non può destinare 65 miliardi di investimenti per adeguare la rete alla normativa europea, su cui paga, e chissà per quanti anni pagherà una multa all’UE.

Città Ideale aveva avvertito: non esiste un servizio gratis, se per renderlo disponibile occorrono investimenti per realizzare e mantenere reti efficienti. Qualcuno questi capitali li deve tirar fuori: se la gestione è statale (pubblica è un sinonimo che attenua il termine statale) bisogna destinare danari dalle tasse dei Cittadini, in una coperta sempre corta, che deve reperirle tagliando altri servizi. Leggi il resto di questo articolo »

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PROTOCOLLO DELLA LEGALITA’: PARTIAMO DAL CONFLITTO D’INTERESSI

Questa è la prima delle uscite che riguardano i temi del Protocollo della Legalità. Considerazioni che hanno come sempre i lettori in senso generale quale interlocutore, ma in questo caso ci rivolgiamo alla Commissione Speciale se vorrà tenerne conto. Intanto andiamo a descrivere la nostra visione della gestione comunale, dei nostri amministratori. Liberi loro di cogliere, tutto o parzialmente, oppure cestinare. Quanto diremo in merito resta la nostra visione di una politica di servizio, che continueremo a sostenere.

Città Ideale non sta ferma a giocare di rimessa: vedere cosa si discute e cosa ne esce per poi mettere i puntini sulle i. Come nel caso dello Statuto  valutiamo e proponiamo, mettiamo a disposizione le nostre competenze, senz’altro perfettibili, cercando di agevolare e facilitare i compiti di chi in merito deve decidere. Buon lavoro alla Commissione Speciale e a tutti i componenti… Leggi il resto di questo articolo »

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Sindaco chiamato a chiarire: risposta infastidita e fuori luogo

Che le decisioni del sindaco, con una certa frequenza, presentino aspetti critici, succede spesso. Si potrebbe dire quasi sempre. Quando poi viene chiamato a chiarire, a risponderne, adotta tecniche e criteri poco istituzionali, irrituali. Fa uso di dichiarazioni improvvise, su cui i Consiglieri sono chiamati a esprimersi senza aver avuto modo di riflettere e prepararsi. Fa uso dell’effetto sorpresa e spesso gli va anche bene.

Città Ideale è però un luogo nel quale l’effetto sorpresa non funziona. Scripta manent: la cosa scritta resta nella sua concretezza, non interpretabile ma oggettiva; qui l’esame dello scritto finisce col dover assumere una sorta di analisi che mette a nudo le criticità, le incoerenze. Questa che andremo a descrivere è a suo modo esemplare. Leggi il resto di questo articolo »

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MAGISTRATURA E BUCCINASCO PIU’: ALCUNE SPIEGAZIONI UTILI

Carmela Mazzarelli si può definire un animo libero e diretto, perfino puntiglioso. Va diritta al sodo senza tanto girare intorno alle questioni. I Cittadini ricorderanno i suoi interventi quando eletta a Consigliere di minoranza (giunta Cereda). La questione Buccinasco più lei la approfondì proprio in corso di quell’incarico, individuando criticità e problematiche diverse, che con lucidità ha espresso.

Forse anche per questo è stata interpellata e ha fornito chiarimenti a Nando Dalla Chiesa e Martina Panzarasa in corso delle loro ricerche sul libro “Buccinasco la ‘ndrangheta al Nord”. Gli autori la citano fra le fonti degne di nota. Persona stimata da non pochi, a Buccinasco; invisa e contrastata entro il suo partito, il PD di Buccinasco, per ragioni che si possono intuire.

In questo commento l’interlocutore diretto è Paolo Caimi, ma il sostanziale destinatario è l’insieme della gestione Carbonera. Sindaco e vicesindaco attuali compresi. Notizie e chiarimenti comunque utili a capire, questa stagione disastrosa concretizzatasi in una discarica a cielo aperto con sopa 500 appartamenti. Buona lettura allora (titolo della redazione, ndr).

LA MAGISTRATURA E LE RESPONSABILITA’ DEL PUBBLICO AMMINISTRATORE

(Carmela Mazzarelli  15 Marzo 2016) Vede Caimi, l’azione giudiziaria è obbligatoria se l’autorità giudiziaria viene a conoscenza di “un’ipotesi di reato”. Ma le ipotesi di reato devono essere, dai magistrati, provate nei minimi dettagli per trasformarsi in reato ed in successiva condanna,  inoltre il procedimento non deve avere vizi di forma.

Ad esempio se una persona si autodenuncia di un grave delitto, il magistrato è obbligato a procedere, se pero’, non viene trovato il corpo  del reato e non vengono prodotte le prove e il movente, quel procedimento sarà chiuso senza condanne, pur in presenza di un’autodenuncia. Questo non vuol dire che il delitto non è stato commesso.

Altro esempio se io vado a pranzo con delinquenti, questo non è automaticamente un reato, anche se sono amministratore pubblico.  Se successivamente al pranzo l’amministratore pubblico si rende disponibile per collaborare col delinquente per sue attività imprenditoriali, trovando il modo per farlo lavorare, questo non è reato.

Questo, però, dal mio punto di vista, è in se abominevole sul piano etico e morale per un amministratore pubblico. Ovviamente sempre che il politico/amministratore sappia chi sta seduto  con lui al tavolo: in municipio, al ristorante o al bar.

Andiamo avanti: se l’amministratore ha concordato col delinquente una qualsiasi operazione al di là delle norme esistenti,  e questa viene messa in atto, e se qualcuno denuncia alle autorità giudiziarie il fatto come ipotesi di reato, il magistrato dovrà sempre trovare le azioni che provano il reato commesso.

Allora io mi chiedo e le chiedo, di leggere bene qualunque atto giudiziario, compreso le sentenze,  in un ottica “senza pregiudizi” e si accorgerà che ci sono elementi che non trovano successivamente  “prove di collegamento tangibili”.

Questo però, non significa che le azioni non siano state commesse, che siano “innocenti e trasparenti come l’acqua (quella senza bollicine)” e che non ci siano comportamenti immorali ed eticamente contrari alla buona condotta dei cittadini.  Se poi il soggetto è un politco/amministratore, faccia lei .

Per esempio, prenda la sentenza che condanna l’ex Sindaco Cereda su via Guido Rossa. Nella sentenza, se ricordo bene, si parla di collaudo senza che vi stata fatta bonifica, visto i giacimenti di schifezze lì presenti. Allora non essendo io  lobomitizzata mi chiedo e le chiedo di chiedersi e di provare a darsi una risposta:  la discarica chi l’ha creata?

Quali amministratori erano presenti durante l’operazione discarica? Cosa hanno fatto gli amministratori presenti per evitare che ciò avvenisse? Quel verbale che lei ha prodotto? Quella è la denuncia? Quelle sono le azioni che comprovano la lotta agli abusi? Quindi, lei mi vuol far credere che è sufficiente? E se la Polizia Forestale non fosse intervenuta, chiamando sul luogo la Polizia Municipale, come si evince dallo stesso verbale, cosa sarebbe accaduto? Non vedo, non sento, non parlo?

E dopo l’intervento della polizia forestale, cos’hanno (fatto, ndr) le autorità locali per far rimuovere i rifiuti, anche tossici, li depositati? Hanno verificato che tutto il materiale fosse stato portato via? Quante bolle di trasporto che indicano il prelievo, la quantità, il deposito in aree appositamente individuate per lo smaltimento dei rifiuti? Perché la responsabilità della rimozione dei rifiuti sul territorio comunale non spetta alla magistratura o ad altro ente pubblico sovracomunale. Lei Caimi, questo lo sa, vero?

Oppure, quali altre denunce sono state fatte? Siccome ritengo lei mediamente intelligente, come noi tutti esseri umani, non dovrebbe essere un esercizio complicato a cui dare delle risposte con trasparenza, quantomeno a se stessi. Poi se si ha onestà intellettuale e desiderio di socializzare le proprie riflessioni, si può condividere anche  con i poveri cittadini/e comuni.

E si possono esigere documenti, non chiacchiere, che provino le presunte auto celebrazioni. Poi le chiedo una precisazione, lei parla di una mia ricostruzione politica, inesatta, in cui lei non ha fiducia.  Siccome lei, spero sia una persona che parla documentandosi, mi dica dove ha recuperato questa informazione. A chi avrei fatto consulenza per il libro Buccinasco? A quale libro si riferisce? A quale casa editrice? A quale autore?

Le consulenze solitamente, quando le ho erogate, le ho fatte pagare. Mi dica a chi devo inviare la fattura o la notula per ricevere i diritti di questa ipotetica consulenza per questo ipotetico libro. In più mi procuri la sentenza che cita,  non saprei dove trovarla,. Mi piacerebbe leggerla  perché mi divertono le sentenze o documenti giudiziari in cui si parla di fatti avvenuti a Buccinasco o altri comuni del Sud Ovest. Sono  come i romanzi di De Cataldo. La differenza sta semplicemente nei personaggi, conosciuti direttamente, o per notorietà nel territorio.

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Familismo amorale. Conflitto d’interesse e la Buccinasco d’oggi

Una delle modalità di trasmissione dei capobanda dell’antistato è la comunicazione verbale. Mai ufficiale, basata sul passa parola, relativa sempre a descrizioni incisive della capacità di potere di chi l’antistato pratica e in ciò è identificato all’esterno. Comunicazione verbale data per certa, di assoluta attendibilità, sempre autorevole manifestazione di potere, economico e condizionante. Con l’avviso di non contrastare, di non parlarne ufficialmente; mantenendo e osservando quanto verbalmente si “suggerisce”.

Si tratta di ciò che sta succedendo in questo periodo a Città Ideale e non solo; il suggerimento, caldamente insistito, di non parlare della questione Pasin. Non staremo zitti. Non lo faremo; il condizionamento di cui fa uso l’antistato passa attraverso questi mezzi elementari che risalgono a una società contadina fatta di analfabeti. Magari Pasin non rientra nella partita, ma quel metodo si adotta. Si tratta di cose serie, serissime riteniamo. Che i Cittadini devono conoscere (e  anche le istituzioni, magari. Sappiamo che ci leggono).

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