Archivio del 20 settembre 2015

Economia e paese: tornare alle origini per la crescita di lavoro e benessere

In mezzo agli infiniti articoli e talk show nei quali si incolpa di tutto la libera iniziativa chiedendo che sia ridotta, contratta, condizionata, diventa essenziale tornare alle origini. L’Italia riguardo all’economia è popolo di ignoranti che si distingue in Europa. In tutti i paesi cresce l’esigenza e lo spazio dedicato all’insegnamento dell’economia; noi siamo ancora praticamente a zero mentre lo stato partitocratico fa il padrone.

Diventa utile, quasi indispensabile riprendere qualche poco frequente riflessione sul tema della nostra situazione, lo stringato scorrere di cosa siamo e da dove siamo venuti . La liberà dell’ottocento è certamente realtiva al pensiero, alla sua manifestazione privata e pubblica, alla dignità dell’Uomo. La prima dignità però è stata la possibilità del Cittadino di lasciare la terra, cambiare padrone,  accumulare risorse, diventare protagonista della sua fortuna ostruendo in tal modo la strepitosa ricchezza di tutti, di interi popoli.

Ricordarcelo, capire quanto sia fondamentale incentivare l’intrapresa individuale, l’iniziativa libera con la quale ci si mettere in gioco, si rischia ogni giorno e ogni giorno si trova una soluzione. Oppure se può andar male si paga in proprio e si chiude. Aver ben presente quanto dobbiamo tutti agli infiniti impegi e sacrifici di chi, senza chiedere una lira pubblica ha rischiato ed è riuscito: questo il motore del lavoro e della crescita ininterrotta. Questa la chiave per poter recuperare e pagare l’immenso debito che ci stanno lasciando i partiti assurti a padroni delle nostre fortune. Leggi il resto di questo articolo »

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