Archivio del 1 settembre 2015

Un modello di scuola publica e statale: la Cina

In Italia l’ambiente istruzione sta discutendo su un piano di riforma che si chiama Buona Scuola. Quanto ci sia di valido e quanto di dubbio è complesso da dividere.    In termini semplificati, si può dire che abbiamo un tentativo di decentrare la gestione, creare strutture locali che hanno un responsabile, che seleziona, progetta e assume in base al percorso  educativo scelto.

Gli assunti non sono più solo dello Stato con concorsi nazionali, ma dipendono dal luogo ove hanno vinto il concorso e da li dipendono.    Possono essere trasferiti entro un raggio di 50 km.    Un rapporto di lavoro normale per tutti i dipendenti non pubblici, della aziende private.   Comprensibile che il cambiamento del genere non venga accolto con entusiasmo dai dipendenti.     Il discusso concetto statalista fa proporre a politici di spicco l’erogazione di compensi per disagio, dal costo stratosferico; indice del ritardo culturale che ci attanaglia, che si propone di non muoversi.   Tutto depone di ostacolo al cambiamento. Leggi il resto di questo articolo »

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