Archivio del 22 giugno 2015

Scuola pubblica e riforma: indispensabile muoversi. Il no è perdente

Compito di chi governa è gestire le criticità per superarle. Sarebbe ben più comodo lasciare le cose come stanno, se ciò non genera criticità nel consenso, ma diventa inettitudine. Se un sistema intero della pubblica spesa è “migliorabile”, chi governa deve intervenire. Nel nostro sistema le scelte sono sempre state condizionate  da un patto non scritto con gli elettori.

Chi governa non tocca interessi di fasce di Cittadini con un occhio al consenso. Mai nel dopoguerra abbiamo avuto un governo, un premier, che avesse la forza di dire no a pretese fuori misura, di correggere sistemi di spesa disastrosi se ciò andava ad intaccare interessi di larghe fasce sociali. Si è anzi andati a rovescio, vellicando dipendenti pubblici con scivolamenti e premi pensionistici, anticipazioni, trasferimenti in luoghi già colmi, e peggio: caricando annualmente sulle nostre tasse e sul debito pubblico lo sbilancio provocato da ridotti versamenti contributivi. Leggi il resto di questo articolo »

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