Archivio del 2 giugno 2015

Shoah e razzismo dopo settant’anni: il passato per una lezione nel presente

I nostri amministratori hanno accompagnato scolaresche di Buccinasco ad uno dei campi di sterminio diffusi in Germania e nei paesi occupati dai nazisti. Nel caso la visita ha riguardato un campo famigerato sito in Austria. Per colui che questa esperienza ha avuto,  che si è preparato leggendone le memorie e i documenti, che si è sforzato di capire, di farsi una ragione, l’esperienza è indimenticabile.

La questione che rimane di questi centri scientifici di sterminio pianificato è: perché?  Cui segue subito, inevitabile, l’azione: come agire perché non si debba ripetere la scientifica eliminazione dell’uomo. Il titolo del primo libro di Primo Levi ne da un segno: “Se questo è un uomo” che narra la sua esperienza in Polonia: Auschwitz li finito con la colpa di essere ebreo.

Dai commenti che si possono leggere su Buccinasco Informazioni, del Sindaco e dell’assessore alla cultura,  si ricava l’orrore. Termine più volte ripetuto. Cui fa seguito il compianto per chi è finito nell’ingranaggio; la colpa ai nazifascisti. La vittoria degli alleati: i buoni e i cattivi. Dopo settant’anni un po’ poco, con un pericolo concreto di fermarsi all’emozione.

Città Ideale ha altre sensibilità. Non si tratta di un tema qualsiasi, uno fra gli altri, fra i tanti. Qui il problema è l’Uomo e la sua infinita capacità di abiezione, se si realizzano le condizioni che lì portano. Perché questi comportamenti sono dell’Uomo fin dal tempi più lontani dell’Umanità.  Avvenuti in Europa settant’anni fa  in modalità più efficiente e traumatica: hanno visto coinvolto nel ruolo di carnefice un popolo fra i più colti e civili del globo. Leggi il resto di questo articolo »

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