Archivio del 3 marzo 2015

CONSIGLIO FRA MEZZ’ORA IL CONFLITTO DI INTERESSI: vademecum per Consiglieri e amministratori

Nel consiglio di stasera sono diversi i personaggi che possono trovarsi in una condizione di criticità fra i propri interessi e le decisioni che devono prendere in funzione del loro ruolo. Si chiama “conflitto di interessi”

Può allora essere loro utile ricordare le questioni giuridiche, che li possono riguardare. Ricordino che potranno trovarsi sotto pressione da parte di chi ritiene di non essere coinvolto, perché “siano fedeli alla maggioranza”, al “partito” o che altra situazione. Potranno avere garanzie verbali che si sarà sostenuti, difesi e salvaguardati.

Riteniamo di dover loro ricordare che, nell’esecuzione dei loro compiti e obblighi ufficiali, non devono rispondere ad altri che a se stessi e alla legge. Noi aggiungeremmo all’interesse collettivo della Comunità (ma questa è già una questione interpretativa personale). Ecco allora cosa dicono le norme.

IL CONFLITTO DI INTERESSI

Art. 78 comma 2 del TUEL (legge 267/2000) 2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.

Oppure (VEDI) la giurisprudenza:  Pubblico amministratore, conflitto di interessi, delibera, astensione, obbligo TAR, Lombardia-Milano, sez. IV, sentenza 03.05.2013 n° 1137

L’amministratore pubblico deve astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi suoi o di parenti o affini fino al quarto grado; tale obbligo di allontanamento dalla seduta, in quanto dettato al fine di garantire la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa, sorge per il solo fatto che l’amministratore rivesta una posizione suscettibile di determinare, anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine privato sia stato o meno realizzato e che si sia prodotto o meno un concreto pregiudizio per la p.a.

Inoltre, sul consigliere in conflitto di interessi grava, oltre all’obbligo di astenersi dal votare, anche quello di allontanarsi dall’aula perché la sola presenza dello stesso può potenzialmente influire sulla libera manifestazione di volontà degli altri membri.

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Buccinasco più a carico della Comunità: per ora non passa

Finisce a mezzanotte un Consiglio Comunale che sarà da ricordare. Aver infilato la delibera su Buccinasco più entro le note illustrative del bilancio senza averne mai prima parlato, come faccenduola  priva di significato, non gli è servito. Le informazioni di Città Ideale prima, la diffida di Coalizione Civica poi, hanno imposto il tema alla discussione. Se ne sono sentite di tutti i colori, si è cercato di buttarla in caciara, ma non ce l’hanno fatta.

Lo spessore della questione è emerso in tutta la sua consistenza. La presidente in forte imbarazzo all’inizio, ha poi perso la trebisonda, non riuscendo a controllare l’aula. Molto forte e coerente, rispetto del luogo e del ruolo il comportamento della minoranza. Che ha battuto sul punto, con chiarezza. Iocca in particolare non ha avuto difficoltà nel dichiarare che la situazione odierna di quel quartiere è il risultato di errori che si sono cumulati da due maggioranze diverse. Leggi il resto di questo articolo »

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