Archivio per la categoria ‘Varie’

Cronache del Municipio di Buccinasco (che non funziona)

Quanto segue è un articolo, una riflessione di un cittadino di Buccinasco che descrive dell’illuminazione pubblica, questione di cui ha competenza e fors’anche per questo ha cura della materia. Il contenuto, semplice, piano e di facile comprensione, è davvero efficace. Per questo Buccinasco Città Ideale lo propone ai lettori.

RITORNANDO SULL’ARGOMENTO “ILLUMINAZIONE PUBBLICA”

- 3 PUNTATA

Primo appuntamento : la Commissione Lavori Pubblici (05/12/2017) a cui partecipiamo al fine di comunicare le nostre perplessità determinate dalla lettura del materiale esposto sul sito del Comune. Non otteniamo una risposta esauriente in quanto i tecnici presenti non sono in grado di valutare quanto da noi esposto, o così almeno sembra. Ci lasciamo con l’idea di fare presentare una interrogazione in Consiglio in modo tale che vi siano delle risposte esaurienti. Intanto “scendiamo in strada” e iniziamo noi a controllare.

Rileviamo subito delle anomalie. Ci concentriamo su due vie in particolare, Via Romagna e Via degli Alpini dove, a vista, riteniamo che la mera sostituzione delle lampade non porti al risultato sperato. Analizziamo per prima cosa il materiale disponibile sul sito e notiamo delle mancanze. L’assenza di alcune “piante” (allegato 4.1 e allegato 4.4) come anche il fatto che non vengano fornite in modo esauriente delle info precise sulle tipologie delle lampade che si vanno ad installare.
In Via degli Alpini, nel primo tratto compreso tra via Garibaldi e Via della Costituzione rileviamo un numero diverso di pali reali rispetto a quanto inserito sulle planimetrie. Rileviamo poi che l’altezza dei pali misurata si discosta da quella effettiva (su pianta vengono evidenziati 8 m e in realtà i pali sono alti 12 m). Non ci fermiamo ed eseguiamo una rilevazione della luminosità. I conti insomma non tornano
Interveniamo su Via Romagna ed effettuiamo anche in quel caso la rilevazione dei dati di altezza dei pali, distanza tra di essi e illuminamento. Anche in questo caso riscontriamo anomalie.
Accade poi che in Via Salieri, a distanza di un solo giorno dall’attivazione delle nuove lampade, la via rimane completamente al buio. Come sempre viene aperto un guasto verso la nuova società e mi avviso via PEC il Comune.
Intervengono e sostituiscono nuovamente tutte le lampade con quelle vecchie. Domanda. Chi credete che abbia pagato come intervento aggiuntivo questo intervento ? Una precisazione doverosa. Il Comune è sempre stato informato puntualmente di quanto accadeva sul territorio in quanto ad ogni apertura di un guasto, seguiva una PEC (Posta certificata).
Comunque prepariamo un’interrogazione che viene portata in consiglio il 21 febbraio 2018 assieme ad una sintesi dei dati che abbiamo rilevato. All’interrogazione, ove non viene citato nessun dato tecnico che abbiamo fornito, viene risposto che esistono delle regole Regionali a cui il Comune si è attenuto. Nessuno controbatte anzi la risposta viene ritenuta esauriente. E ci chiediamo perché visto che i dati rilevati dimostrano qualcosa di diverso. Alla prossima….. (Riccardo Galli – 24 Marzo 2019 Facebook)

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L’elenco piano di come funziona il municipio ha carattere esemplare. Sono dati di un anno addietro: tocchiamo ferro e speriamo che non proprio tutto sia così mal messo e mal gestito, ma questa descrizione ha del drammatico. Stiamo parlando di un appalto di nove anni dal costo complessivo enorme.  Sembra che non esista una catalogazione esatta dei pali della luce; che non ci sia l’indicazione, la caratteristica del corpo illuminante installato.

Chi amministra risponde a un’interrogazione senza indicare i dati richiesti; senza dare una spiegazione delle incongruità rilevate. Semplicemente si afferma che tutto è stato fatto secondo le leggi. La risposta al Cittadino, ai fatti rilevati, è infelice e ben poco credibile. Alle mancanze evidenti (perfino il n. dei pali,  la loro altezza, ecc) si risponde con la legge (che non c’entra proprio nulla).

I Consiglieri: di maggioranza o minoranza, non conta. Non sono messi nella condizione di comprendere la situazione. Alla fine, forse anche data l’ora, non chiedono spiegazioni e si giudica la risposta esauriente (?). Esistono anche carenze personali, ma la responsabilità primaria e sostanziale è tutta dei nostri amministratori (reduci da una riorganizzazione del personale ripetuta almeno 4 volte in cinque anni!). Un poco d’amor proprio dovrebbe portarli a nascondersi.

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Gestione partitocratica, lobby, e Governo del Cambiamento (che prosegue come prima)

La efficacia espositiva degli economisti Alesina e Giavazzi, nell’articolo di fondo su ilcorrieredellasera ci consiglia di riportare per intero il testo, che merita davvero essere conosciuto. Il nostro paese è gestito male, ha una struttura interna poco attendibile per cui è facile trovarsi vittime di volontà esterne. La scarsa cultura, della cosa pubblica come dell’economia,  genera una serie di decisioni di vecchio statalismo che fa male al Paese e ai Cittadini.

Manine interessate sulle leggi
(PERCHÉ NON SI CRESCE)

(Alberto Alesina e Francesco Giavazzi – 01 Marzo 2019corrieredellasera) Senza concorrenza non si proteggono i più deboli: si consente solo che i più forti impongano regole a loro vantaggiose. Il governo giallo-verde non ha scelto di aiutare i più deboli. Ha scelto di consentire che le lobby continuino a dettare regole a loro favore e a scapito della collettività

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La gestione dei migranti a Buccinasco? cosa sta decidendo Milano

Milano Città Metropolitana comprende anche Buccinasco. ciò che decide, che orienta la Giunta Sala a Palazzo Marino , sempre più frequentemente  tocca anche noi. Poi ne vengono adempimenti e procedure che ci obbligano, che finiscono col costarci soldi. Si perché la “Città Metropolitana” decide le regole per tutti ma poi i soldi ce li deve mettere ogni singolo comune. Una riforma rimasta a metà, che fa comodo così a chi si trova al comando. Noi a subire…

Apprendiamo dal corriere di questi giorni che:  “il 30 Aprile cambia il sistema dell’accoglienza in città”. I Centri di Prima Accoglienza (CAS) non servono più perché, dopo anni, vengono meno i nuovi arrivi  (grazie a Salvini, diciamo noi). Milano se n’era fatti carico e ha gestito nove CAS, adesso ridotti a sette. Non gestione municipale, s’intende. Affidati  a diversi soggetti del privato sociale: 800 richiedenti asilo, alcuni dei quali sistemati “in diversi appartamenti”.

La prima accoglienza passerà al Prefetto e se ne occuperà lo Stato. L’effetto Salvini sta portando i suoi risultati (ma sui media non bisogna dirlo. Adesso ci spiega l’Assessore milanese alla partita Pierfrncesco Maiorino (ovviamente PD), “vogliamo concentrarci sull’accoglienza diffusa e di qualità, sull’integrazione; sugli SPRAR”.

Milano però ha chiesto di poter raddoppiare i posti di “seconda accoglienza” passando dagli attuali 422 a mille. Dal ministero però nessuna risposta. Anzi una risposta sarebbe arrivata: depotenziare gli SPRAR , i quali potranno ospitare solo coloro che hanno già ottenuto l’asilo. Solo quindi gli identificati e regolari (finito il marasma precedente che prendeva tutti ).

Inoltre lo SPRAR avrebbe ridotto i costi individuali da 35 a meno di 25 euro al giorno, riducendo le persone retribuite e la presenza medica (prima 24h, adesso 36/48 ore settimanali). Si riducono gli assistibili, si riducono i compensi e gli enti e associazioni senza scopo di lucro piangono cassa. Il prefetto prevede una base di 3500 posti da distribuire… fra i quali, è da ritenere, non mancherà la nostra Buccinasco.

Questi enti e coop senza scopo di lucro intendono “farsi sentire” con una manifestazione pubblica il 2 Marzo. Naturalmente lo slogan non riguarda la richiesta di soldi, di risorse.  “Sarà una manifestazione per dire che vengono prima le persone, al di là del colore della loro pelle. Saremo in tanti contro la legge Salvini che crea nuovi senza tetto” (il virgolettato è del giornale, riferibile all’inefabbile Maiorino).

Questo Governo del Cambiamento proprio non ci entusiasma ed anzi ci genera preoccupazione l’assenza di un programma deciso e definito che meta in circolazione i 350miliardi di opere pubbliche già stanziate, che aiuti le imprese e faccia ripartire l’economia. Questo è il problema.

Sappiamo tutti però, dobbiamo sapere, che chi manovra per rientrare in gioco ha fra gli scopi, riportare la spesa pubblica ai livelli precedenti: per l’accoglienza dei migranti, per la crescita dell’assistenza. Più soldi per enti e associazioni senza scopo di lucro… Vedremo cosa cambia dal 30 aprile.

Gli effetti che ne cadono su Buccinasco possiamo immaginarli. La nostra amministrazione provvede a tagliare le spese future di manutenzione degli alberi di alto fusto riducendone il numero ed ogni occasione è buona. Mette però le mani avanti sui migranti… anche con provvedimenti quasi disperati, come l’assegnazione di appartamenti nello stabile comunale dedicato agli anziani soli e deboli, ad esempio. Come ha appena approvato il Consiglio, con il nuovo regolamento.

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Via Di Vittorio è un flop? allora il sindaco gira la frittata

Il sindaco è per definizione Primo Cittadino di Buccinasco. Ci rappresenta tutti: 28mila residenti nel nostro comune hanno questo signore quale primo rappresentante. Dovrebbe tenerne conto, il medesimo Cittadino “eletto”: ricordarsi che si trova in quel posto avendolo lui richiesto, essendosi lui proposto. Cosciente che deve risponderne in termini etici e morali innanzitutto, oltre che giuridici.

Cosa sia Di Vittorio non è il caso di parlarne. L’azzeramento del viale alberato, deciso affrettatamente per ragioni di “circolazione ATM” si è rivelata un’operazione sbagliata. Non tanto e solo perché le minoranze hanno subito denunciato le carenze e la scarsa logica, il danno serio all’ambiente, 120 alberi sulla via ne cambiano in modo deciso il microclima oltre all’estetica:  un valore  che ha connotati urbani e di qualità intrinseca delle costruzioni che danno sulla via; penalizzazione anche economica.

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L’Europa cos’è? Anche fra i politici le idee non sono chiare

Superata (si-fa-per-dire), la questione del bilancio italiano, nella politica Italia la questione che adesso è sul tavolo riguarda i migranti. I migranti in un’Europa che agisce in ordine sparso. Meglio, ciascun paese pensa al suo problema e degli altri paesi europei se ne disinteressa. Lo dicono tutti i politici, quelli del Governo del Cambiamento come quelli che sono ora in minoranza ma fino a ieri i rapporti con l’Europa, loro li hanno costruiti e gestiti.

Ci fa tornare sul tema un burocrate di lungo corso, un tecnico considerato di grandi qualità e capacità sul tema europeo: Moavero Milanesi.  In Europa ha compiuto lunga e approfondita formazione. Scoperto come politico da Monti, è poi proseguito nella qualifica di ministro agli esteri. Un tecnico, più che un politico. Tanto che ora si trova in quel ruolo entro il Governo del Cambiamento. Riportiamo due sue note di un’intervista a ilcorriere:

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Milano terra dei Fuochi: lo è da tempo, ma in tono “minore” Adesso è emergenza

Partiamo dalle zone incolte e campestri prossime a Buccinasco, che in questi giorni stanno ripetendo fuochi che rilasciano miasmi e intossicano. In incremento, nell’ordine di qualche decina in un paio di mesi.  Per arrivare in pianura padana da 100 roghi l’anno del 2017 a 100 al mese nel 2018! Lo dice Italiaoggi (VEDI). Un cambiamento che è impossibile considerare casuale, una normalità quasi, paglia e legna (come il sindaco a scritto rispondendo a un’interrogazione di BucciRinasco).

La questione è stata affrontata anche a livello regionale e, anche qui sembra di assistere a una sottovalutazione del problema. Lo fa direttamente il Governatore Fontana, il quale cita Roberto Pennisi. Un’autorità assoluta sui reati ambientali, che da anni sottolinea responsabilità di imprese deviate. Sono loro a condurre la danza e lucrare. Le mafie fungono da strumenti organizzati da sopra  (VEDI, e VEDI). Così descrive la situazione il Governatore della Lombardia:

Parlare di terra dei fuochi secondo lui “è una semplificazione giornalistica sbagliata. Non lo dico io, ma lo dice anche il dottor Pennisi del polo criminalità ambientale della Dia che si tratta di reati differenti” ha spiegato Fontana. “Guardiamo il problema nella sua gravità – ha aggiunto – qui non si tratta di malavita organizzata, ma di fatti singoli che sono anche più difficili da perseguire”.

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Governo del Cambiamento e globalizzazione

I cambiamenti  di natura, diciamo così ideologica, nel Governo del Cambiamento sembrano secondari rispetto alle urgenze elettorali del momento. Non se ne parla, mentre si affrontano le questioni più o meno contingenti. Uno degli elementi fra questi è la globalizzazione. Il processo divenuto impetuoso negli ultimi trent’anni, ha portato:

velocità delle comunicazioni e della circolazione di informazioni, l’opportunità di crescita economica per nazioni a lungo rimaste ai margini dello sviluppo economico mondiale, la riduzione dei costi per l’utente finale grazie all’incremento della concorrenza su scala planetaria

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Fare impresa: il valore nobile, in cui l’Italia primeggia, che può fare di più

Fare impresa, far conoscere il mondo e la vita di chi si assume l’onere di badare a se stesso, di farlo con le proprie forze.
Un mondo quasi sconosciuto, in un paese che ha almeno il 12% dei suoi cittadini che vivono in proprio.

Sul quale le istituzioni e la scuola nulla dicono e ancor meno fanno.
Su cui lo stato è interessato solo dal lato delle tasse, come fonte di risorse che spende… come vediamo.
Un mondo ove spesso, quasi sempre, delle imprese si parla come attività di dubbia serietà, ove regna l’evasione delle tasse, fatta di furbi che sfruttano e danneggiano gli altri e il paese.

Invece nel fare impresa, e solo con l’impresa  c’è la ricchezza autentica che ogni anno noi produciamo in Italia. Qui trovano modo di ricevere lo stipendio mensile vero, conseguenza di valore aggiunto prodotto. Quello che ancora oggi ci consente di essere il settimo paese più produttivo del pianeta.

Una realtà che è importante conoscere e far conoscere, da studenti e da giovani, da chi cerca la strada per la propria vita futura. Da chi ha magari intelligenza e doti per riuscire bene, addirittura per primeggiare….
che non lo sa perché è tenuto nella nebbia della non conoscenza, dell’ignoranza.

Proprio in questo momento di grave criticità, quanto bisogno abbiamo che
il nostro Paese come la nostra Buccinasco,
faccia crescere e emergere germogli di impresa: quanto meglio e quanto più ricchi (non solo all’esterno ma dentro di noi) saremmo tutti.

COME INDIVIDUI, COMUNITA’,  COME PAESE

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Democrazia a Buccinasco come a Roma… siamo all’epilogo

Ieri abbiamo ritenuto di sottolineare e mettere a nudo un far politica del “nuovo”, che dovrebbe rappresentare il “cambiamento”. Abbiamo descritto l’agire, il susseguirsi di proclami cercando di dare un senso  che si fatica a comprendere. Evidente che far politica, oggi più che mai, è lavorare per il consenso, far di tutto per accrescerlo ai danni del competitor.

Le conseguenze per i Cittadini e il Paese di proclami e frasi slogan proprio non considerano. Anzi, appare addirittura preminente disinteressarsi di quanto sua utile per il Paese ciò che si sostiene; conta il consenso che si raccoglie. Il consenso è il programma di fondo, la spina dorsale del far politica.

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M4 a Buccinasco? magari si, ma anche no. Intanto circolano notizie di impegni che preoccupano

Ne abbiamo parlato, riguardo all’argomento M4, visto come comunicazione che illustra i meriti dell’attuale Primo Cittadino; con cui conta di ottenere consensi perché… sarebbe lui che trasforma il deposito in costruzione in una stazione d’arrivo. Qui ogni cosa che tocchi, muovi milionate come fossero cerini. Su tutto ,ci vuole una decisione documentale che attesti l’equilibrio dei  costi. Se no, non si farà nulla.

Ne abbiamo già parlato ma dobbiamo tornarci perché, fra le altre cose emergono gli effeti collaterali del deposito M4. Sembra che il piano del traffico locale, con l’avvio di M4, generi  nel territorio di Buccinasco la realizzazione di un deposito di bus TPL (i mezzi della provincia che collegano con Milano).  Non solo ma sembra che, si stia pensando a un parcheggio per 1000 auto.

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Quando si dice parlar chiaro del Sindaco: dal verbale trascritto

Le parole scritte hanno un peso e un senso neutro: manca il tono, la gestualità, il muoversi del capo, lo sguardo. Per non parlare delle pause, quasi mai trascritte. Nonostante ciò il discorso trascritto mantiene un suo fascino, per così dire neutrale.

Le parole scritte in questo modo diventano stabili, neutre, a formare un senso letterale e preciso degli intenti dell’oratore. Non si tratta più di un suono che transita, parola dopo parola, e passa, lasciando nella memoria un’incisione per così dire “debole”, che poi perde smalto, gradualmente impallidisce. Ecco perché abbiamo atteso il testo trascritto del Consiglio Straordinario sulla mozione di sfiducia del sindaco.

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I Cittadini possono essere un’utile supporto al vivere civile?

La questione è nota: a Buccinasco viene fondata un’iniziativa di Cittadini (inizialmente non targabili da nessuna parte) che, utilizzando WhatsApp , danno vita a un tam tam in tempo reale su comportamenti e vicende che sul territorio hanno a che fare con la sicurezza. Siamo al Luglio 2016 chiamandola Controllo del Vicinato (CdV).

L’ipotesi di lavoro trova adesioni iniziali numerose e cresce, mentre viene vista con preoccupazione (giustificabile nella fase inziale) dalle forze dell’ordine. La crescita dell’attenzione nella Comunità da un lato fa emergere una vicinanza a M5S, dall’altro la conseguente contrarietà del duo Maiorano Pruiti.

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Il futuro di Buccinasco: siamo negli anni sessanta o nel terzo millennio?

Gli anni sessanta di Buccinasco è riconoscibile per le aree allora vicine a sant’Adele, chiamate “corea”, termine usato in Lombardia per le nuove costruzioni caotiche prima che nascesse la pianificazione generale obbligatoria. Un’altra area di questo periodo è la parte più prossima a Corsico di via Isonzo e delle laterali via Gorizia, via del Gelsi, il lato più a Nord di via Isonzo.

Casette autocostruite, o certificate da un geometra ex post. La crescita di Buccinasco negli anni del boom è venuta da lì, il lato Sud da Romano Banco capannoni e depositi. La situazione è cambiata dopo, con l’intervento di immobiliaristi di peso: Persichetti e Cabassi. Soprattutto il primo ha sviluppato un’ipotesi innovativa, che qualificava un territorio ancora vergine dandogli un percorso di residenza qualificata, da ceto medio insomma.

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Europa: lavorare per il suo sviluppo, contro il deperimento

Un’interessante conversazione sul Corriere d’oggi, che invitiamo i lettori a leggere, vede a confronto un docente di Milano per scienze politiche (Maurizio Ferrera) con un docente a Berlino di sociologia politica (Claus Offe). Il tema è la riforma per uscire dalle criticità in cui si trova l’Europa.

Premessa: non capiamo le ragioni per cui fra la totalità o quasi dei tedeschi convinti del rispetto degli obblighi (pacta sunt servanda), se ne vada a prendere uno che esprime dubbi e invita a guardare in modo diverso la situazione che è venuta a crearsi. Per farla breve sostiene che i paesi “vincitori” (dell’euro), che a suo giudizio beneficiano di questa situazione, devono cambiare metodo: “per evitare rotture, in certi casi è opportuno piegare o sospendere temporaneamente le regole”.

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Imprese e Lavoro: il governo del cambiamento… cicca la prima

Non siamo certo pregiudiziali verso il nuovo che fa prove di governo, convinti che il vecchio fermo e spendaccione, incapace del minimo cambiamento, abbia terminato da tempo il suo ciclo e potrebbe solo far male. Scontiamo una quota di incompetenza, da aprendisti stregoni, per il nuovo assetto, già complicato da una combinazione non proprio omogenea, tenuta insieme da un  “Contratto di Governo”, termine che puzza di compromesso.

La nostra critica non è scontata, vorremo davvero che la gstione effettuale, quella concreta, fosse meno condizionata dai programmi elettoali che economicamente sono insostenibili. I nuovi governanti devono fare un maggiore sforzo di realpolitik e percorrere strade nuove che portino l’Italia verso un percorso di uscita dalla grave situazione in cui è stata trovata.

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