Archivio per la categoria ‘politica’

Elezioni e le cose da fare: dal FMI il PRO-MEMORIA PER PARTITI E CANDIDATI

La campagna elettorale per le nuove elezioni è partita e si sta sviluppando. Non a Buccinasco però, almeno entro la maggioranza non sembra esserci il problema; o meglio, si ritiene per ora stare alla finestra, non sapendo bene cosa scegliere fra le ipotesi di “sinistra progressista”, per ora due.  Si preferisce il basso profilo sperando che alla fine qualcuno trovi un tema “elettorale”.

Tema elettorale: la traduzione della locuzione in buona sostanza si può chiarire così: un argomento che accalappi il consenso di elettori idealmente vicini… ovvero metta in difficoltà i competitors (meglio, se ciò avviene con un unico tema). Un agire comune a tutti in Italia, senza che il sistema dei media riesca a farli parlare, sui temi veri per il paese. I media sembrano abituati a fare da diffusori di temi e argomenti che sono i candidati a porre. Un mondo alla rovescia.

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Antiriciclaggio, Europa, Governo, Buccinasco e… DIA

Da Luglio si sono susseguite una serie di decisioni aventi effetto di legge che riguardano corruzione e  riciclaggio. Tutte che anno ricadute sull’amministrazione del nostro comune (da cui finora non è emersa alcuna decisione al riguardo, nonostante l’Assessore antimafia). Cominciamo con la prima, che riguarda l’applicazione di una normativa europea sulle obbligazioni e controlli cui sono tenuti banche e una serie di soggetti, fra cui i sono stati inseriti i comuni che superano i 15mila abitanti (VEDI) il comunicato del Consiglio dei Ministri).

…  è stata ampliata la platea dei soggetti qualificati come ‘persone politicamente esposte’ nei confronti delle quali devono essere effettuati controlli più approfonditi:……….. rientrano nella nozione anche i sindaci dei comuni con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti e i vertici delle società da questi partecipate.

Buccinasco soggetto sensibile quindi. In concreto però cosa cambia e di che si tratta? Una spiegazione dettagliata la fornisce un sito specialistico per professionisti (VEDI). la questione in termini sostanziali la descrive anche ilfattoquotidiano.  Riepiloghiamola: il Italia è operante una norma che ha obbligato alla fornitura di tutti i dati sensibili per operazioni finanziarie in una banca dati nazionale: Archivio Unico Informatico.

Questa struttura fortemente voluta dalle strutture antimafia, consente agli addetti al controllo, di avere un esito immediato a ricerche su persone sotto indagine avendo tutte le operazioni in linea (banche, intermediari e professionisti vari). Ci siamo così dotati di un sistema dati unico e centrale, con evidenti vantaggi in tempestività e completezza delle ricerche, dagli effetti dissuasivi evidenti.

Con la norma europea gli obblighi di raccolta dati sono rimasti invariati; le sanzioni sono addirittura aumentate. Tuttavia l’obbligo del conferimento al big data è venuto meno, diventa facoltativo. L’effetto sostanziale è il venir meno di un’efficienza e tempestività investigativa, che adesso dovrà svolgersi presso centinaia di migliaia di professionisti… con l’efficienza che va a farsi benedire.

Che iL’archivio unico sia un effetto facilitante per transazioni a rischio riciclaggio e corruzione, è evidente.  Adottare una legge europea, unificante, su un tema così delicato e caldissimo, ma venendo meno  l’uso certo d’un sistema dati totale è un danno.  Riduce i trasferimenti di danaro entro i vari paesi dell’Unione ma è un vantaggio per chi ricicla, chi delinque; la corruzione. Se ne rende conto anche il governo che nello spiegare gli effetti della legge così si giustifica:

gli atti di recepimento di direttive dell’Unione europea non possono prevedere l’introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse (…)

Qualcosa di simile a: “siamo costretti ad applicarla così”. Il che è argomento ben povero: la condizione di un big data totale non sarà oggi possibile in tutti e 29 gli stati europei, ma è solo una questione di tempo.  Qualche anno, e potremmo essere tutti alla pari. Perché la norma europea allora non ha previsto l’obbligazione accordando tempi tecnici compatibili per tutti? Perché l’Italia non si è avvalsa della sua efficienza sostenendone l’utilità?

Domande che fanno male: abbiamo in Italia strutture composte di professionisti e magistrati di tutto valore, che portano risultati importanti. Togliere loro lo strumento così faticosamente, testardamente ottenuto, genera sconforto.

Anziché premiare e insistere su un percorso virtuoso, si genera un senso di sfiducia: i rapporti “multi tasking” fra politica, pubblici funzionari e anti-stato  è pervasivo….  I professionisti dell’antimafia di mestiere di casa nostra  vadano qui a rovistare e protestare pubblicamente, anziché limitarsi alle manifestazioni pubbliche che hanno l’effetto di un “fare ammuina”.

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Democrazia del Novecento in crisi: il mondo sta cambiando. Deve farlo anche la politica

La comunicazione partitica del mondo occidentale sono ormai dieci anni che è ridotta a ripetere argomenti storici, che in altri tempi sono stati essenziali, di cui non si puiò disconoscere il valore: la democrazia parlamentare, il ricambio di partiti attraverso il suffragio universale, la libertà di stampa, d’opinione e di pensiero. Argomenti che stanno diventando frusti, inutili se non controproducenti; forse si sta cominciando a capire qualcosa.

Il nocciolo a nostro parere sta nella fine della secolare crescita economica dell’Occidente, praticamente  ininterrotta. Adesso la globalizzazione ha spostato i centri di sviluppo economico. Il globo sta ancora crecendo nell’idustria, nell’economia, nel benessere. Sta avvenendo però in modo diverso, nei  paesi nuovi. Ne beneficiano tutti, ma meno, molto meno, il vecchio Occidente.

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Antimafia di parata; operatività concreta e qualche scheletro

Presentata da Alberto Schiavone per M5S  la proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Antonino Di Matteo.  Magistrato a Palermo con processi di peso di cui è stato giudice e PM (Falcone Borsellino e altri). in particolare, uno dei processi riguarda la trattativa Stato-mafia, nei quali si è scontrato con politici di grande peso, fra cui perfino Giorgio Napolitano.

Magistrato bandiera della associazione Agende Rosse (Cittadini palermitani e non solo, che sostengono la quasi provata trattativa Stato-mafia: l’agenda rossa è quella scomparsa dall’auto di Borsellino). Ecco una recente intervista a Di Matteo (VEDI). In Consiglio eravamo attenti sull’atteggiamento del PD e della maggioranza.

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Sicilia: vincono i moderati. Quello che non va

Vincono i moderati in Sicilia. Maggioranza assoluta nel Consiglio regionale. Nell’inconcludente succedersi delle amministrazioni cui abbiamo assistito, è difficile stabilire se sperare o rassegnarsi. La lunga tradizione di autonomia spreca risorse: si fa davvero fatica a individuare l’avvio di un percorso virtuoso, che consenta di risalire la china.

Più probabile che abbia ragione qualche siciliano doc, che auspica lo scioglimento della gestione regionale portando i libri in tribunale. Forse questo dovrebbe fare un Presidente, un Consiglio regionale, che si trovi fra le mani una situazione indebitata a miliardate di euro; l’incomprimibilità di spese di mantenimento perché vi sarebbe il crollo sociale dell’isola; quindi l’esigenza di fare un punto e a capo, ripartendo da zero.

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Lombardia e Veneto: VOTO per un domani migliore del Paese

L’articolo di Mingardi alla vigilia del voto è un contributo meditato e attento, che parte dalla storia per capire, dalla sua evoluzione rispetto agli altri paesi europei, cercando di individuare scogli e limiti. Uno è senz’altro condivisibile: la campagna eletorale in tono minore (probabile effetto della ben più grave crisi catalana che contrappone Barcelona e Madrid.

Non vi e cenno invece alla soluzione possibile dei trasferimenti fra le regioni più produttive e quelle che devono essere aiutate. La necessità di un supporto è fuori discussione: bisogna intervenire. Ciò che è altrettanto pacifico è l’inefficienza, gli sprechi, le distorsioni intervenute nell’Italia repubblicana da un flusso che, partito dalle regioni del Nord, è passato per Roma che si è incaricata di erogare le nostre tasse.

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Abolita la divisione dei poteri in Italia, il sistema romano fa quadrato

Che l’Italia sia un paese democratico è sempre più dubbio. Nelle varie classifiche internazionali siamo nella parte bassa dei paesi, spesso superati anche da stati africani o terzomondisti. Il debito pubblico, la crescita economica, la disoccupazione, l’efficienza, la corruzione, l’istruzione, la trasparenza,  l’evasione delle tasse e via elencando.

Queste classifiche tendono a mettere in evidenza quanto ci sarebbe da fare come Paese, come insieme di pubblico e privato. Imprese, P.A. Cittadini ecc. Se si va a scavare, è quasi inevitabile che il fulcro e il motore rotto che blocca il Paese veda al centro il sistema politico, che semplifichiamo in “romano”. Aiuta a rendere l’idea, perché da stato centralista, la delega divenuta potere delle segreterie dei partiti è il cancro da cui ci si deve liberare, pena la sopravvivenza.

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Farà crollare il paese, il familismo amorale diffuso che permea tutto l’apparato pubblico

Nei giorni scorsi i media si sono occupati di concorsi alle università, taroccati, com’è abitudine. Candidati vincenti predefiniti la cui “qualità” e l’appartenenza a una cordata baronal;  presidi che si spartiscono i posti. Inquisiti a decine… La cosa che non viene detta ma è da dare per scontata, è il ritorno.

Ognuno di costoro ha il suo orto, riconosciuto dal “sistema interno” per cui al conduttore dell’orto ci si rivolge per ottenere la nomina. Quale sia il corrispettivo, come si dice: l’utilità, possiamo solo immaginarla. Tuttavia è da dare per certo: diversamente, con un sistema nel quale è prevalente l’etica e il valore sociale della propria funzione, i meccanismi sarebbero meritocratici. Andrebbero a insegnare i migliori.

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‘ndrangheta: colletti bianchi, politici, professionisti e reggimoccolo

Continueremo a parlarne, di questa attività della ‘ndrangheta al Nord che ci riguarda, a noi di Buccinasco, perché le manifestazioni dell’attività, dell’occupazione del potere dell’anti-stato sono del tipo che oggi vengono descritte puntualmente dall’ottimo Roberto Galullo su (VEDI e VEDI).

La vicenda riguarda Seregno, e continua una penetrazione sistematica nell’economia e nella politica locale partita qualche anno fa a Desio. Motore politico dell’inchiesta a Desio, ma adesso anche a Seregno, Lucrezia Ricchiuti. Già vicesindaco PD, ora trasferitasi a Articolo1/MPD. I coinvolti d’oggi sono dell’area centro destra ma, dai fatti si può pensare che i rapporti con politica e affari riguardano anche frange diverse.

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Il giornalista che offende e non replica, ci da lezione di giornalismo?

Un cronista di cui non citeremo il nome, ci ha fatto la lezione sulla ‘ndrangheta a Buccinasco. Ne abbiamo parlato, abbiamo qui pubblicato i suoi “argomenti” da lui posti in modo poco leggibile su fb (VEDI, ma anche gli articoli correlati del periodo).  Cronista che ha dedicato una pagina del Corriere al neo sindaco, dal titolo  

Buccinasco è ancora la Platì del Nord. In giunta un’Assessore antimafia

A parte il pessimo servizio per la sua città fatto dal sindaco, questi ha anche indicato la coalizione Nicolò Licata come destinataria dei voti della ‘ndrangheta. Al cronista abbiamo contestato un comportamento non professionale, servizievole, nel suo riportare le affermazioni del sindaco senza la minima precisazione, senza il dovuto chiarimento ai lettori, riguardo alle gravi insinuazioni del sindaco.

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Assoluzione di amministratori = onestà e probità? Falso

Lo sappiamo e ne siamo convinti tutti in questo blog. La procedura giudiziaria può avere esiti sorprendenti:  in questa fase succede spesso che a scagionare sia il tempo (prescrizione); oppure comportamento border line imbarazzanti non siano considerate sufficienti per una sicura colpa, un reato penale. Per giungere a questo risultato poi la giustizia è capace di metterci otto, dieci anni e più.

Un sistema e un procedere che certamente è gravemente ingiusto, che dovrebbe essere ripensato totalmente o quasi. Chi dovrebeb farlo questo ripensamento? La Costituzione attribuisce questo potere esclusivo al Parlamento: Camera e Senato dovrebbero intervenire e se non viene fatto sono loro i responsabili.

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Globalizzazione e l’Europa … siamo fermi e perdiamo terreno

Il mondo, la globalizzazione prosegue e le geografie dei mercati ne sono profondamente coinvolte. Ma anche le grandi aziende cambiano, anche settori economici e sistemi legati alle reti, oltre alla finanza, cambiano: si vedono proiettate su basi davvero globali. Non absta, perché la situazione non è solo economia e dei mercati (che pure sono rilevanti), anche la geopolitica e il peso militare tendono a diventare globali.

Pensiamo alla Cina, ad esempio: oggi il secondo centro per importanza economica, politica e militare. Cresciuta ininterrottamente ha assunto un peso e una veste di rilievo sopravvanzando la Russia. Il peso economico e l’avanzata scientifica, la collocano in condizioni impensabili. Il mondo è diventato trilaterale: USA, Cina, Russia. Le due ultime fra loro più consonanti.

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Accoglienza, coop “sociali”, costi e ….. risultati (un caso istruttivo anche per Buccinasco)

La vicenda di Rimini è nota; non è il caso di spiegare ancora. Ciò che interessa di questo fatto di cronaca, sul piano sociale è l’accoglienza, come intesa finora dal sistema SPRAR: soldi che il ministero assegna a coop e ONLUS perché diano un tetto e un piatto a stranieri disperati che vengono da noi. Abbiamo già più volte motivato un giudizio negativo per l’assenza di un progetto di integrazione: così non faremo italiani ma solo disperati  estranei al nostro paese e alla nostra cultura.

Conosciamo la SPRAR perché il comune di Trezzano ha preso 300mila euro che eroga a una coop sociale Villa Amantea la quale ha chiesto e ottenuto accoglienza a Buccinasco per sei “minori non accompagnati”, a costo zero, a beneficio della coop sociale Villa Amantea. Si, fanno corsi di italiano, forse riescono a trovare loro un’occupzione temporanea basic. Poi, finito lo SPRAR, sono liberi di vivere nel nostro paese.

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CNEL: è vivo e vegeto. E spende insieme a loro…

Una delle conseguenze non positive del No al referendum costituzionale, insieme alle Province che non sono abolite e si dovranno rifinanziare, c’è anche i CNEL (Consiglio Nazionale  dell’Economia e del Lavoro): ente previsto dalla Cotituzione per esprimere pareri, consigli e proposte di legge sulle materie che riguardano economia e lavoro. Un doppione delle analoghe commissioni in parlamento.

Legge istitutiva del 195. Ha quindi sessant’anni di vita. Non sappiamo quanti consigli gli siano stati chiesti dai governi. Certo è che in tutto questo periodo ha sfornato 14 (quattordici, non è un errore) proposte di legge, nessuna delle quali votata in Parlamento. Si vada a vederne la storia su wikipedia, con tanto di presidenti che si sono succeduti.

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Islam integralista e terrorismo: il problema è loro e loro devono risolverlo

Un articolo de ilfoglio (ripreso anche dall’Istituto Bruno Leoni), stimolante sulla materia islam e terrorismo. La questione non viene trattata e meriterebbe molta più attenzione sui media ma anche fra esperti, anche di politica internazionale.  Non può cavarsela stando a guardare il sistema religioso islamico, limitandosi a qualche presa di distanza individuale o comunque molto frammentata.

L’articolo parte da una affermazione presa dal Corano da un politico sudanese di prestigio: al Tourabi. Deciso assertore dello stato islamico ma sostenitore di una sua evoluzione per il rispetto dei diversi in chiave simil occidentale: perché si affermasse in Occidente abbiamo dovuto passare per tragedie durate secoli… il percorso sembra lontano ma una terza strada oggi non si vede.

Al mondo musulmano serve un Concilio di Trento
E’ l’unica strada per fermare il fanatismo

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