Archivio per la categoria ‘politica’

Basta delega ai partiti: un sistema on line per la consultazione sistematica dei Cittadini, oggi si può

La democrazia delegata sviluppatasi centocinquant’anni fa, è sostanzialmente rimasta invariata. I cambiamenti  sono dei primi decenni: il suffragio universale:  abolisce il voto per censo. Se non pagavi tasse non votavi. Principio logico e funzionale.

Visto che la delega riguarda chi amministra i denari delle tasse versate dai Cittadini. Se non partecipi economicamente alla vita dello stato, per quale ragione puoi eleggere chi amministra soldi non tuoi? L’unica ragione che ha portato al voto i nulla tenenti privi di reddito è la matrice sociale dei movimenti di allora. I rappresentanti dei derelitti è la sinistra (allora chiamata socialismo).

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Licata/AG: Nicolò Licata ne parla in uno sfogo

Le considerazioni del candidato Sindaco dei moderati, che comprende tutta l’area del centro destra (tranne piccole schegge che hanno remato contro), sono un’espressione personale e interessante che merita attenzione. Anche perché il contenuto è stato strumentalizzato in modo poco decente su fb, dove si sono infilati subito politici di mestiere, riuscendo perfino a adombrare questioni antimafia (VEDI; merita la lettura). Di questa deriva parleremo poi; adesso ci interessa il contenuto di Licata su Licata.

Uno sfogo (lo chiama così) a un giornalista da lui stimato, che può definirsi un grido d’amore alla sua terra: “amara terra mia – amara e bella” viene alla mente (Modugno Bonaccorti). Fa un elenco delle cose che non vanno, che non sono fatte, lasciate andare. Il bilancio del comune che descrive molto critico. Molto, quasi  il tutto che non va, mentre il rispetto del PGT nelle costruzioni è da sempre lettera morta, con migliaia di abitazioni non accatastate.

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Buccinasco e il referendum per l’autonomia: siamo alle solite

Cosa sia il referendum per l’autonomia  (non è neppure il caso di usare le maiuscole) lo sapranno in pochi; non c’è informazione. Cominciamo a descriverlo: il termine autonomia sta in un principio, potere fondante definito dalla Costituzione (articolo 119): l’autonomia impositiva, chiamata anche federalismo fiscale.  In pratica le Regioni (come i Comuni) non devono ricevere soldi dallo stato centrale, autonomia significa fare tasse locali: invece così non è (wikipedia):

Tuttavia l’autonomia finanziaria, il cosiddetto federalismo fiscale, pure prevista dall’art. 119 della Costituzione riformata, non è ancora operativa, per cui le regioni dipendono ancora dai trasferimenti dello stato centrale. Le regioni dispongono comunque dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), di un’addizionale regionale all’IRPEF, di una compartecipazione all’IVA e di altri tributi minori.

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Fascismo, antifascismo e Italia del terzo millennio

Premessa (indispensabile in questo paese che non riesce a liberarsi dai presupposti ideologici): il fascismo nella sua forma politica di potere statale totalizzante, è stato sconfitto dalla storia. Fascismo e suo duce: il Benito buonanima. Non vi sono altri colpevoli: il re e i politici antifascisti hanno cercato di attenuare la batosta della sconfitta. Con mediocre successo purtroppo.

Non staremo qui a fare la storia di origini, sviluppi e brutta fine. Il suicidio del sistema si è compiuto il 10 Giugno 1940 con la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna. Ricordiamoci questa data: lo stesso giorno in cui il presidente e il governo francese hanno lasciato Parigi, prossima a essere invasa dai carri armati tedeschi.

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Partiti e potere: Galli della Loggia questa volta non convince

Il professore di Bologna questa volta non ci convince. Il Corriere pubblica il suo fondo che esamina uno dei temi ricorrenti di questo blog: l’evanescenza dello Stato in Italia, il potere bloccato dai veti incrociati di coloro che il potere esercitano (VEDI).  Le riflessioni di Ernesto Galli della Loggia sono sempre stimolanti:

Perché da anni in Italia ogni tentativo di cambiare in meglio ha quasi sempre vita troppo breve o finisce in nulla? Perché ogni tentativo di rendere efficiente un settore dell’amministrazione, di assicurare servizi pubblici migliori, una giustizia più spedita, un Fisco meno complicato, una sanità più veloce ed economica, di rendere la vita quotidiana di tutti più sicura, più semplice, più umana, perché ognuna di queste cose in Italia si rivela da anni un’impresa destinata nove volte su dieci ad arenarsi o a fallire? Perché da anni in questo Paese la politica e lo Stato sembrano esistere sempre meno per il bene e l’utile collettivi? La risposta è innanzi tutto una: perché in Italia non esiste più il Potere.

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Pubblica Amministrazione italiana: ci distinguiamo nel mondo

Ilsole24ore pubblica una rubrica giornaliera chiamata “infodata”, nella quale sono proposti numeri e comparazioni che spesso, molto più di tanti discorsi e osservazioni,  danno l’idea più convincente che viene dalle cifre.  Quasi sempre si scoprono aspetti interessanti, resi più chiari, di fenomeni complessi. Un aiuto a capire, spesso utile.

Ciò che questa volta ci colpisce è la comparazione dell’efficienza della burocrazia di un paese, messa a confronto con gli altri. L’Italia ha una P.A. considerata inefficiente e sovradimensionata: detto così è però un giudizio generale, un’impressione che somma il ripetersi di esperienze personali diffuse;  fatti, comportamenti che raccontano i media.

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Democrazia e confronto con gli altri: tutti possono trarne vantaggio

Un paio di vicende che vedono comportamenti, usuali ma privi di logica, fanno da spunto alla riflessione di questo articolo. Quanto sia importante, basta il titolo per capirlo: c’è in ballo il vivere democratico. Vediamo le due vicende, per capire.

La prima è un giornalista al quale amabilmente contesto, scrivendo al suo direttore, un articolo non controllato che sposa nei fatti la tesi curiosa del neo sindaco: l’insieme che ha proposto sindaco Nicolò Licata ha trescato con la ‘ndrangheta, ricevendone i voti. La replica il giornalista non la fa sul punto, nel quale si limita a dichiarare che ciò che è scritto è virgolettato e responsabilità del sindaco (cosa ovvia sul piano formale; sostanzialmente un buco grande come una casa).

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Settantaquattro nuovi residenti a Buccinasco. Venuti in Italia con i gommoni

Il primo atto del nuovo sindaco è istruttivo del metodo. Il sindaco padrone decide lui, senza sentire il Consiglio, senza aprire un tavolo di discussione che coinvolga Cittadini e associazioni. Va in prefettura e firma l’accoglimento di 74 migranti a Buccinasco.  Si tratta del progetto ministeriale dal  quasi impronunciabile acronimo SPRAR (ne abbiamo parlato sotto elezioni: VEDI). Qui rimandiamo per i dettagli del problema.

Cominciamo col metodo: BucciRinasco ha sostenuto PRIMA delle elezioni e continua a sostenere adesso, che il sindaco non è un proconsole romano.  Le decisioni devono essere il risultato di una consultazione che riguarda la Comunità intera, a cominciare dai suoi rappresentanti: IL CONSIGLIO! Il luogo dove farle conoscere non è la pagina locale di un giornale dove si pubblica il già deciso. Questo è strapotere che di democratico ha ben poco, quasi nulla.

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Italia, elezioni e default dei partiti: non la scampiamo stavolta

Anche nei periodi peggiori l’Italia (almeno quella del dopoguerra) ha sempre avuto dalla sua la fortuna di scamparla. Poi venne un premier fiducioso di un’Italia di pochi (Ciampi) che l’ha ingabbiata nell’euro 17 anni fa: un sistema nel quale la svalutazione può essere solo la massima compatibile con la continuità del valore (2% l’anno).

Ciampi, cosciente di un sistema paese che lui (e l’élite economica) rifiutava: quello della svalutazione competitiva che scarica sui prezzi al consumo, che attribuisce ai sindacati un ruolo (finto) di difesa del potere d’acquisto. Che favorisce un fare impresa che ha la valvola di sfogo di bankitalia che stampa moneta, svalutando; insomma i nostri mali del secondo dopoguerra. Tutto questo modo di far girare l’economia sarebbe stato sconfitto dall’euro.

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Pre-giudizi e memoria che fa flop (capita che si accoppiano)

Un post per fatto personale….. Non è che sono passati molti anni dalle storie che per l’occasione Caimi, un Cittadino “preconfezionato PD”  racconta sulla mia persona. Cose alle quali non si può che rispondere con il sorriso sulle labbra, tanto sono distorte e strumentali.

A memoria mia, da “accusato”, questo tipo di racconti, usuali a Buccinasco, sono classificabili nel familismo amorale. Quel modo di trasmettere “storie” verbalmente facendo circolare fandonie o distorsioni che, insistite, determinano una realtà virtuale, non scritta ma conosciuta col passa parola, destinata a diventare concreta in assenza di una smentita forte.

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Elezioni a Buccinasco: il Papa Francesco ci indica una strada

Un dibattito che si svolge oggi 15 in Vaticano (casina Pio IV), verrà presentato anche un libro “Corrosione” scritto da un cardinale ghanese Turkson, cui Francesco ha ritenuto di scrivere una prefazione argomentata, tanto che il titolo dell’incontro è diventato: DIBATTITO INTERNAZIONALE SULLA CORRUZIONE (VEDI L’osservatore Romano).

I contenuti della prefazione Francesca sono utili a tutti e per tutti: Francesco è davvero un felice provocatore, anche su argomenti economici che forse non sempre padroneggia, ma su cui pone a noi tutti questioni che riguardano gli indirizzi, il che fare di noi uomini, cominciando dagli statisti. Come guardare ai problemi del presente e quali risposte dare.

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Liberazione – Quarantacinque di Pier Paolo Pasolini

Quaranta cinque

Trascinando i piedi nella polvere  -   ciechi di stanchezza,

vanno via i Tedeschi,                     -   pecore nella nebbia.

Vanno tra le macerie                      -   tra le acacie bagnate,

Trascinando i fucili nel fango,          -   per le strade più nascoste.

Sul borgo una campana               -   batte il Mattutino,

E i giorni ritornano                 -   com’era prima.

Sui borghi le campane       -   suonano a festa,

Per le corti ben spazzate,     -   per la fresca campagna,

Dove sciami di bambine,       -   con la treccia che gli luce,

Per gallerie di venchi,     -   vanno allegre alla messa.

E dietro i ragazzetti,       -   appena confessati,

Coi calzettoni bianchi,     -   e i biondi capi ben tosati.

Lunedì, Lunedì di Pasqua  !   -   quando corrono ridendo

I più bei giovincelli         -   sul ponte del Tagliamento,

Con le loro biciclette       -   e le magliette bianche,

Sotto i blusoni inglesi,     -   che sanno di arance!

Un poco ubriachi cantano,     -   alla mattina presto,

E sulle loro sciarpette       –   gli gela il fiato la bora,

Giù per Codroipo, Casale     -   per le praterie

Piene di posteggi         -   e di compagnie,

Di gente che gioca, grida,     -   tutt’intorno alla pianale,

Dentro i fiammanti spacci   -   del primo ballo dell’anno.

Il Signore ci ha vestiti     -   di allegria e di pietà,

una corona di amore       -   ha messo sul nostro capo.

Il Signore ha voluto       -   abbassare rupi e monti,

Colmare le vallate,         -   fare eguale tutto il mondo,

Perché il suo popolo       -   contento cammini

Per la quieta terra,     -   del suo quieto destino.

Il Signore lo sapeva       -   che nel nostro cuore,

Dietro il nostro scuro,                        -   c’era il Suo splendore.

VIVA LA LIBERAZIONE

VIVA L’ITALIA

nb: la visione distorta della Liberazione ci fa ritenere obbligato, cosa dovuta, riproporre questa poesia di Pier Paolo Pasolini. Nel 1945, con il fratello Guido da poco ucciso dai partigiani “rossi”. Illustra il senso di pieno recupero per tutti, perfino per i vinti tedeschi che se ne vanno, della vita civile e libera: parla di Liberazione, non di Resistenza….

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25 Aprile: ci siamo liberati dalle tante Malga Bala

Una vicenda tragica, una delle tante vicende tragiche che hanno colpito il paese nei due anni di guerra civile mischiata alla guerra mondiale in corso. Si tratta di un evento passato sotto silenzio perché non può iscriversi nella storiografia gloriosa dei partigiani liberatori (in questo caso titini). Vittime sono stati dodici carabinieri oggetto di un’agguato di partigiani Jugoslavi volti a fare pulizia etnica.

Carabinieri che sono poi stati condotti a Malga Bala e lì finiti uno a uno in modo orrendo. Bestiale, come si può leggere da questa memoria, dovuta a un Carabiniere testardo fino al riconoscimento ottenuto dal Comando dell’Arma dei Carabinieri. Ci sono voluti 65 anni perché si arrivasse, il 14 Luglio 2009 a conferire a tutti e dodici le Medaglie d’oro al Merito “civile”. Alla memoria…. dopo 65 anni.

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Sistema coop e suoi riflessi sul sociale: pesanti criticità. Si deve cambiare

340 licenziamenti di soci lavoratori alla Unieco, che si aggiungono a altri persi man mano. Normale vita di un’impresa, che di coop ha la forma ma non la sostanza. Si tratta di una delle decine e decine, centinaia di coop che fanno parte del sistema Lega coop, Unipol, banchette locali, ecc. avrebbe dovuto far parte del sistema anche una banca nazionale (l’obiettivo BNL è fallito, subentrava MPS, ma questa ha compiuto operazioni poco economiche e molto politiche che l’hanno portata al dissesto, da cui ancora non è fuori).

Un polmone finanziario importante resta Unipol, secondo gruppo assicurativo in Italia, ma non è sufficiente. Così come, sui livelli raggiunti dal sistema coop, si sta rivelando in tutta la sua inefficienza il connubio coop PD. La qualità dei manager è, dovrebbe essere. come quella richiesta al gatto: mangiare topi. Fare il suo mestiere senza condizionamenti; non essere gradito e carezzevole per la segreteria del partito.

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Comincia la democrazia diretta, finalmente! Grazie a M5S!

GianRoberto Casaleggio, scomparso un anno fa, nel 2012 venne invitato al Forum Ambrosetti a villa Olmo, sul lago di Como, per illustrare la sua visione della politica nell’epoca della rete globale. La rete globale è strumento che consente a tutti di conoscere e partecipare alle decisioni: concetto semplice anche se la sua applicazione pratica e funzionale richiede affinamenti e progressione.

I sistemi di democrazia delegata (o rappresentativa) finora hanno fatto finta che non ci fosse questa possibilità di contatto permanente e in tempo reale fra i Cittadini e gli amministratori. Che fosse possibile rendere a tutti conosciuto ciò che bolle in pentola e si decide in municipio. E’ evidente che una gestione politica nella quale le informazioni sono liberamente disponibili a tutti, comodamente sullo smartphone o nel terminale del computer di casa, riduce il potere decisionale della politica, lo condiziona in modo via via crescente.

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