Archivio per la categoria ‘politica’

Antimafia davvero, non le parate… quanto la trattativa Stato/anti-stato pesa ancora sulla politica ?

Parliamo della proposta di cittadinanza onoraria al PM Di Matteo, quello che più di altri ha pervicacemente voluto, quasi imposto, la prosecuzione delle indagini, il rinvio a giudizio e ora la sentenza. A quanto ci viene ventilato, il magistrato avrebbe declinato l’offerta. La cittadinanza onoraria di Buccinasco non la ritiene gradita (sembrerebbe). Auguriamoci che la notizia poi venga smentita, ma il tempo sta passando e ciò non depone a favore.

Sarebbe uno dei tanti infortuni in cui incappa questa amministrazione: non è possibile raccogliere una proposta e farla diventare operante senza aver prima condiviso con il Cittadino onorario il suo consenso. Oltre al fatto che, non è certo per pavidità che il magistrato non accoglierebbe l’invito, non è il tipo.  Probabilmente dipende da cronache relative alle ammintrazioni susseguite che non sono proprio convincenti. Vi è anche la componente “politica”, che targa il magistrato dando al suo operato un carattere partitico (di parte).

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Macro-politica nell’Occidente: capire la crisi, soprattutto le necessità di cambiamento

Un’altra riflessione da massimi sistemi, che può sembrare distante dai nostri interessi. Fin dal nome questo blog riguarda Buccinasco, ne siamo coscienti. Quando però su temi di fondo si avvertono distacco o silenzi, crediamo utile, viene da dire doveroso intervenire. La crisi della democrazia nell’Occidente: parliamone.

Tutti i commenti su media e dai politici sono focalizzati sulla crisi della Democrazia, sui partiti storici, i governi, le maggioranze: stanno perdendo appeal, credibilità. I Cittadini allora vanno alla ricerca di nuove formazioni. L’Europa in particolare come istituzione si trova, ed è facile bersaglio per le colpe di ciò che non va, particolarmente debole e poco credibile rispetto a spinte nazionalistiche e euroscettiche che crescono.

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Casaleggio, Rousseau, e M5S… e la Democrazia: qualcosa ancora non torna

Che la Casaleggio Associati sia il motore, il perno su cui si è sviluppato M5S è palese e nelle cose. Farne una distinzione chiamandosi fuori dalla politica M5S come ha fatto Davide Casaleggio in una intervita su ilsole24ore (VEDI, la lettura vale la pena), è troppo facile definirlo una boutade: ecco cosa ha detto

Sia la Casaleggio Associati che l’associazione Gianroberto Casaleggio non hanno nulla a che fare con la politica. Sono entità, come ribadito più volte, totalmente estranee al M5S. Il mio impegno nell’associazione Rousseau è gratuito e non ha nulla a che vedere né con l’azienda che presiedo né con l’associazione in nome di mio padre, che ha uno scopo preciso: trovare spunti di dibattito e idee per capire il futuro. Una cosa che accomuna l’associazione Gianroberto Casaleggio e l’associazione Rousseau è che non hanno fini di lucro.

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Globalizzazione in crisi? Certo, in Occidente ma non solo

Da qualche mese, diciamo pure dalla gestione Trump, per semplificare: giornalisti specializzati, economisti diversi , insomma il mondo dei media, sta suonando un piffero: la globalizzazione è in crisi e bisogna correggere. O addirittura tornare indietro. Un movimento così rivoluzionario come la globalizzazione, in mezzo secolo sviluppatosi al galoppo, diciamo dopo la caduta del muro di Berlino, è un miracolo senza precedenti che sia avvenuto senza guerre.

Un evento che riguarda tutto il globo, tutti i paesi in tutti i continenti, è impossibile senza che nel suo percorso non richieda aggiustamenti. Che nel procedere si presentino esigenze di correzione è inevitabile; obbligato. Quindi ben venga un ripensamento circa una serie di aspetti, ma anche, in particolare,  circa  i tempi  di avanzamento.

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M5S e l’economia pubblica: si comincia ed è bene prestare attenzione

Succede che il candidato in pectore (come un cardinale, dato il ruolo atteso) per il MEF, ministero economia e finanza per il M5S. professor Andrea Roventini, docente alla normale di Pisa, pubblica sul blog (VEDI) un piano d’azione chiarissimo e determinato su un tema economico di grande, enorme rilievo. L’aspetto relativo ai nominati nelle aziende pubbliche.

Si tratta di 60 aziende che cubano 120miliardi di fatturato; come dice l’economista (di area Keynesiana viene qualificato, il che non entusiasma, nel terzo millennio). Chissà se l’economista si rende conto di star trattando del nocciolo (le noyau dur, in francese) dell’intrico di potere reale che sta sopra, di fianco, e tutto comprende del potere reale: l’occupazione dello Stato divenuto cosa loro.

Non si dovrà avere paura di riconfermare i manager che hanno ben operato e di congedare quelli che hanno deluso. Tutto ciò dovrà avvenire nella massima trasparenza, evitando logiche politiche spartitorie che possano promuovere manager appartenenti a circoli di potere, che affondano le radici nella Prima e Seconda Repubblica, e cercano di riciclarsi anche oggi, o fornire una comoda poltrona agli amici degli amici, o un buen retiro per i soggetti (es. capi di gabinetto, consiglieri di stato, direttori generali, etc.) non più graditi e privi delle competenze necessarie.

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Democrazia del terzo millennio: l’esempio svizzero di democrazia diretta

Sembra un paradosso il titolo di una riflessione di Carlo Lottieri su iltempo, ripresa da IBL (VEDI). La riflessione invece porta a considerare in modo critico, nel terzo millennio, lo stato nazionale centralistico. In particolare riguardo al concetto del vivere democratico, a tutte le criticità, gl’intoppi l’incapacità di rappresentare e fare da stanza di compensazione fra le categorie (o le classi, come si può dire).

Fatto sta che, il trascorrere dei secoli, sta portando in auge una centralità del localismo in una struttura statuale leggera, che molto corrisponde al consenso e alla tenuta sociale anche in una fase come quella che sta attrversando l’Occidente. Siamo ai primi passi di un’analisi sulla Democrazia del terzo millennio, ma il pensiero di Carlo Lettieri sembra cogliere nel segno, indica un percorso.

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L’analisi sintetica del Circolo PD, genera un richiamo alla ragione, invita a riflettere

Andrea Dalseno è animo libero, una testa che mette a confronto le sue convinzioni (basate sugli studi e la logica quotidiana). Questa disposizione comporta una reazione di metodo, viene quasi automatica la reazione a modi di vedere l’economia antitetici.  Non ci sono pregiudizi nelle sue affermazioni,  sostenute con richiamo alle leggi economiche e alle cose.

Osiamo applicare il termine “esemplare” a questo sintetico commento e lo pubblichiamo a beneficio di tutti, a futura  memoria. Personalmente resto convinto che questi principi facciano parte del comune sentire dei non molti Cittadini che un poco d’economia masticano e a questa s’interessano. Troppo poco diffuse queste fondamenta di uno stato ideale che persegua davvero il Bene Comune (il titolo è della redazione, ndr).

COMPETIZIONE E MERITOCRAZIA
HANNO REALIZZATO IN DUECENTO ANNI
LA PIÙ GRANDE RIVOLUZIONE DELL’UMANITÀ

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Un’analisi elezioni da Buccinasco. Interessante sasso nello stagno

Riceviamo l’analisi del voto appena concluso da un Cittadino di Buccinasco il quale non ce ne chiede la pubblicazione. La invia come riflessione personale per confrontarci sui contenuti o meno. Un’onesta intellettuale e una disponibilità al confronto da apprezzare, che a nostro parere  dimostra il peso, soprattutto entro l’area nella quale si sente partecipe : Loris Cereda.

Non si tratta di un Cittadino qualsiasi: comunque si vogliano giudicare la sua avventura di sindaco, all’ormai conclusa vicenda che lo ha coinvolto, rimane persona che vale. La sua esperienza può dare un contributo utile a Buccinasco. Non solo nell’area centro destra, sostanzialmente afono, privo di voci se non quando si avvicinano le elezioni.  Rimandiamo i commenti e invitiamo i lettori a una lettura. Abbiamo diviso in due le sue riflessioni.

Dopo il voto – primo tempo: il Centro Destra

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PD Buccinasco: dalle elezioni hanno capito poco, quasi niente

Il PD a Buccinasco ha avuto un esito asciutto. Non si vede molto guardando i voti, perché sono stati 4.000 in più gli elettori che hanno votato. Onestamente, dato che hanno anche la gestione del Municipio con gli oneri del fare ma nessuna ricaduta mediatica (oltre al Buccinasco Informazioni), poteva andare peggio.

Ciononostante dopo un silenzio durato quasi tutta la campagna elettorale, il “Circolo” quello che una volta era chiamata “sezione” ha svolto la riunione di partito che ha partorito una lettera alla Direzione Nazionale. Invece di pensare ad un’analisi dei voti, sezione per sezione, capire l’esito e le tendenze,  trasferisce il problema a Roma? (VEDI).

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Confindustria e M5S: una dichiarazione di logica presa d’atto

Sostanzialmente assente dal dibattito sulle cose da chiedere alla politica, per tutto il periodo elettorale, continuando in un agire poco interessato ai problemi del paese, Confindustria adesso esce con un comunicato di concreta disponibilità.

Da qui un endorsement al M5S, accreditato come “partito democratico”. Quando i partiti sono tutti dalla gestione proprietaria (le segreterie), tutti fuori dalla Costituzione. Oltretutto i Cinque Stelle non si considerano partito. Prendano questo incoraggiamento come riterranno opportuno e considerino la seria preoccupazione delle reazioni sui mercati internazionali.

Se ne rendano conto: finiti i festeggiamenti, adesso arrivano i problemi. Che non sono loro, anche se è normale che ne abbiano, privi d’esperienza come sono. Si rendano conto che questi sono problemi del paese. Loro scelte o dichiarazioni possono davvero far male: non è prudenza ma aver coscienza della situazione interconnessa globale.

Gli industriali si fidano dei Cinque Stelle

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia tende una mano ai pentastellati: “M5S non fa paura, è un partito democratico”

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Berlusconi e il suo programma: qualche riflessione di fondo

Abbiamo compiuto una descrizione e analisi sui contenuti economici dei programmi di PD e M5S. Riteniamo opportuno,  ci sentiamo quasi obbligati, a esprimere ora analoghe considerazioni sul programma dell’area centro destra, che dovrebbe rappresentare i moderati. Capofila dei quali non può che essere Berlusconi. Per la sua storia personale e il suo peso, la funzione e la responsabilità che gli deriva dal ricoprire la punta di diamante di quelli che, nel Regno Unito, avrebbero il nome di Conservatori.

Siamo andati a cercare documenti approfonditi dal carattere sistematico, non trovandoli; un nostro limite forse.  Mancando di questa proposta complessa e articolata abbiamo qui riuniti articoli da quotidiani di spessore economico (VEDI ilsole24ore,VEDI Italiaoggi, VEDI money.it). Il contenuto trovato ha il carattere, efficace e accattivante, che mette in risalto un cambiamento di passo nell’economia. Che guarda al futuro, che crea aspettative, speranze, ottimismo. E di ottimismo sappiamo quanto bisogno abbiamo.

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Elezioni, confusione, scelte masochiste; oppure usuale politica ?

Riceviamo un notizia di cui sentiamo il dovere di parlarne ai nostri lettori. Ci si riferisce alle manovre che, una sull’altra, comprendono tutti gli schieramenti, con particolare riguardo a piccole liste e movimenti<,  quasi promossi da una persona sola. Hanno il problema di come mettersi: con chi e in qual modo, per “arrivare”.

Ci troviamo in una condizione particolare questa volta, con la nuova legge elettorale gli schieramenti sono ondivaghi, dal colore cangiante. Non perché cambiano le recite; soprattutto il cambiamento possibile ha affetto  personaggi che aspirano comunque a restare in sella. Uno degli effetti di questa legge elettorale.

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Fascismo e Antifascismo in Italia: insieme a stupidaggini (interessate)

Cominciamo con un poco di storia. Uno Stato debole, una classe politica altrettanto tale, portò alla confusa gestione del  primo dopoguerra: un radicalizzarsi degli schieramenti. La domanda di ordine e giustizia si rafforzò e venne espressa da Mussolini e dal fascismo. Una quota maggioritaria dei votanti (solo maschi), in assenza di alternative, portò Mussolini al governo.

Espressioni di condivisione vennero in questo primo periodo da personalità di peso come Benedetto Croce e perfino Don Sturzo, che in preve presero poi le distanze dal Partito Fascista. In un contesto dalle criticità diverse cui la classe politica del tempo non riusciva a dare una credibile prospettiva di soluzione, fu così che un partito prima inesistente arrivò ad essere il primo.

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Ndrangheta e le professioni: un nervo scoperto, ma anche altro

La Commissione parlamentare antimafia, quella presieduta da Rosy Bindi, qui a Cittaideale è stata citata per un episodio semiserio a Corsico (la Sagra dello Stocco), divenuto notizia nazionale con tanto di convocazione del sindaco Errante in una seduta tenutasi a Milano, per chiedergli spiegazioni.  Come molte commissioni e organismi partitici non la riteniamo il massimo della credibilità ed equilibrio.

Il 21 Febbraio (sotto elezioni, ma è una coincidenza) uscirà la relazione annuale della Commissione, di cui circolano già riepiloghi e anticipazioni. Un aspetto di grande importanza riguarda la presa di coscienza del diffuso coinvolgimento della ndrangheta dai colletti bianchi, di cui si può leggere un interessante articolo dell’ottimo Roberto Galullo su ilsole24ore già il 13 Febbraio (VEDI). Anche un’altra descrizione che ne fa pocketnews focalizzata sulla Lombardia  (VEDI).

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Elezioni regionali candidatura di una professionista: Rita Amabile

Non è usuale trovare personaggi di spicco entro la P.A. che si fanno notare per la caratura nello svolgere ruoli di peso, che decidono lasciando il segno, che non sono disponibili a scambi di favori, che tirano dritto. Quando ci sono, succede raramente, ecco che diventano dei pezzi da novanta , tanto da divenire il punto di riferimento che superano le potestà del sindaco intelligente.

Perché qui, quando si arriva a incarichi politici di peso, succede qualcos’altro nella politica usuale della nostra politica di potere. Spesso, troppo spesso, il far politica è questione estranea all’amministrare, al gestire. In politica si impara a decidere in funzione del potere, soprattutto personale, o di partito. Ciò che conta è la fortuna personale, la scalata del potere. Il resto, l’esito della scelta, i suoi effetti sulla gestione di un ente o una società, vengono dopo, non interessano.

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