Archivio per la categoria ‘Parlo di me’

Parlo di me 12: la fine della mia belle époque francese; un epilogo senza ritorni

In casa si leggeva la stampa, francese ma anche italiana, in genere la Domenica del Corriere (un settimanale che oggi non c’è più ma allora aveva una copertina leggerissima di colore verdognolo per coprire la pagina disegnata a colori che molti ricorderanno). Le notizie  giravano a fatica; la radio era di pochi allora. Non so neppure bene se quando si sentì la notizia dell’entrata in guerra Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 11. il 10 Giugno 1940 la vergogna del mio Paese; la fine delle mie origini francesi, la tragedia dei familiari

 Il dieci Giugno 1940 in Italia,  a Roma: sentite le notizie del fronte francese, un tronfio leader alla guida d’Italia, pugni piantati sui fianchi, mento all’aria e labbra prominenti a voler disegnare la volontà irriducibile dei milioni di baionette (di latta) Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 10. La seconda guerra e la tragedia in casa

Veniamo ai prodromi della guerra, come quei tempi furono vissuti in Francia. Comincio da una lettera fortunosamente conservata e salvata dai numerosi trasferimenti e separazioni della famiglia; una lettera che mia madre scrive alla sua di madre: mia nonna.

Manca di data la lettera di mia madre, Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 9. Italiano in incognito, francese per i francesi

Mio padre e la famiglia non erano permanentemente lì a Choisy; capitava che cantieri prolungati e impegnativi richiedessero il trasferimento per periodi  più o meno lunghi. 

A volte di un mese o poco più, altre volte la distanza era tale da consentire il rientro nel fine settimana. Più raramente capitava Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 8. la vita in Francia

L’attività impegnava non poco mio padre; non fu sollecito nel riunire la famiglia. Forse voleva costruire una posizione stabile prima di farli venire i familiari, o forse sperava che i tempi cambiassero e fosse lui potesse tornà tal friùl.  O che magari vi fosse costretto per eventi imprevedibili ma da non escludersi: non era facile né liscia la vita dell’emigrante: Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 7. l’espatrio. Il ritorno in Francia

Era il 1924 e mio padre aveva messo su famiglia da due anni; ed ecco i due figli. Un maschio e una femmina, i miei fratelli (io sarei venuto dopo, molto dopo).

Fatto sta che nel volger di breve tempo, quasi un fulmine a ciel sereno per la famiglia Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me. 6 il dopoguerra e la vita “borghese”

Fra le sue occupazioni nel paese, a mio padre viene assegnato l’incarico di condurre la cooperativa di consumo; minuscola, rigorosamente “bianca”, dalla matrice cattolica propria della zona.

Non che fosse cosa da impegnarlo esageratamente. Nella piazzetta antistante si dette da fare per realizzare il monumento ai caduti: una quindicina in Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 5. la Grande Guerra in Francia

La guerra in Francia lasciò i suoi segni nella nostra famiglia: mio padre fu ferito ad un braccio e qualificato come mutilato: il braccio sinistro ebbe una mobilità quasi completa ma con limitate possibilità di forza fisica. Molto probabilmente portò con sé nella sua vita anche le conseguenze dell’iprite: Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 4. mio padre e la Grande Guerra

Finito il quadretto che descrive la famiglia, raccontiamo di mio padre. Aveva 23 anni nel 1914 quando scoppiò la prima guerra mondiale. Viveva in un Friuli asburgico, “imperialregio”, guidato da Francesco Giuseppe; Friuli non ancora italiano quindi, ma che sentiva e viveva con sofferenza lo stato di “separazione” Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 3. il Friuli di quei tempi

Mio padre, falegname ebanista e capo cantiere per lavori di edilizia civile (allora erano frequenti attività non proprio contigue, da condursi  secondo ciò che capitava al momento), nasce nel 1891 in un paesello del Friuli una dozzina di chilometri a Nord di Udine, zona del Collio, rinomata già allora per i suoi vini, bianchi soprattutto. Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 2. la famiglia patriarcale

Mio padre, falegname ebanista e capo cantiere per lavori di edilizia civile (allora erano frequenti attività non proprio contigue, da condursi  secondo ciò che capitava al momento), nasce nel 1891 in un paesello del Friuli una dozzina di chilometri a Nord di Leggi il resto di questo articolo »

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Parlo di me 1. l’antefatto motivante

Il motivo di questa area di riflessione sulle mie origini, un ripensare e descrivere le mie origini,la mia vita, è incidentale. Casualmente mi trovo in mano l’11 Giugno sul Resto del Carlino, giornale che raramente ho occasione di leggere, una recensione di un libro sull’entrata in guerra dell’Italia Leggi il resto di questo articolo »

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