Archivio per la categoria ‘Lavoro’

Supporto al lavoro, formazione, avviamento: è richiesto buon senso

Prima di tutto, va ricordato il principio base di economia in un paese: il lavoro, le occasioni di impiego, a termine o senza termine, sono generate dall’andamento dell’economia di quel periodo. Se il sistema delle imprese è competitivo, la domanda interna (in Italia soprattutto estera) in aumento, le imprese assumono e i posti di lavoro si trovano. L’unico modo per incrementare il lavoro è far marciare le imprese.

Come? Creando un ambiente favorevole per le imprese, agevolando le esportazioni, finanziando progetti di infrastrutture (in Italia ma anche all’estero), semplificando normative e burocrazie varie, riducendo tempi e  sovraccosti di adempimenti diversi. Promuovendo i prodotti nazionali, e tutelandoli, smontando servizi e attività pubbliche (qualcuna anche privata) che frenano il mercato e lo sviluppo. Insomma portando avanti una politica industriale che venga incontro al mercato.

Leggi il resto di questo articolo »

Nessun Commento


Il reddito da non lavoro è questione dirimente entro i Governo del Cambiamento?

Ieri è venuta fuori, su ilsole24ore, una presa di posizione di Salvini, che praticando, con sorpresa e conoscenze giuslavoriste e d’economia, suggerisce una scelta di buon senso  (VEDI).  ecco come viene sintetizzata la proposta della lega sul reddito di Cittadinanza:

Spostare il baricentro del reddito di cittadinanza dai centri per l’impiego alle imprese. Nella trattativa ancora aperta all’interno della maggioranza per la messa a punto del nuovo strumento di politica attiva e di lotta alla povertà, la Lega rilancia: «Dobbiamo coinvolgere di più il mondo produttivo ed evitare che il sussidio si possa tramutare in una misura assistenziale», incalza il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, consigliere economico del vice premier, Matteo Salvini. La proposta, spiega Siri, «è di erogare il reddito di cittadinanza direttamente all’azienda che si occuperà di formare e riqualificare il disoccupato. Sostanzialmente, l’impresa agirà da “sostituto d’imposta”, versando l’equivalente all’interessato. Che, al termine del periodo di formazione-lavoro, potrà essere assunto dalla stessa impresa, oppure mettersi sul mercato con un bagaglio di competenze aggiornato».

Leggi il resto di questo articolo »

3 Commenti


Il Governo del Cambiamento? Scelte dirigistiche che frenano lo sviluppo

Secondo un sistema di cui questo Governo del Cambiamento sta abusando, la legge sul lavoro è stata chiamata Legge Dignità. Ha inteso in questo modo dare alla normativa del lavoro regole che diano serenità al contratto. Il lavoro a termine è visto in questo contesto come una ridotta dignità contrattuale, secondo un principio che assegna sicurezza e continuità al rapporto.

Certo: il lavoro indeterminato dà maggiore serenità. Se poi l’azienda deve ridurre il personale (cosa che fa sempre e solo per non morire, la sopravvivenza degli altri rapporti di lavoro), la norma pone limiti (cause da lavoro) e sovracosti (sei mesi di stipendio), la scelta del lavoro indeterminato sarà prudente. In questo modo il lavoro indeterminato tende a ridursi oltre ciò che il l’impresa oggi già deve praticare.

Leggi il resto di questo articolo »

2 Commenti


CPI (Centri per l’Impiego). Siamo ancora in mezzo al guado

La vicenda dei Centri per l’Impiego è sempre su scenari vicini all’incomprensibile. Ne abbiamo sentite di tutti i colori sui CPI: di certo c’è nel DEF l’investimento per un miliardo. Che Di Maio ha detto che intende utilizzare per assumere personale (oggi 8.000). Poi, aggiustamento dopo aggiustamento si è arrivati a caricare il CPI di compiti collegati alle procedure e ai controlli per erogare il “reddito di cittadinanza”.

Questioni di una complessità unica, su cui sono state emanate norme (di cui i media non parlano, probabilmente perché nel guazzabuglio ricostruire in termini descrittivi le norme è quasi impossibile). VEDI l’analitica descrizione che ne fa un sito tecnico. Naturalmente come i CPI in tempo reale diventino tecnici capaci di appkicare queste norme non lo spiega nessuno: assumeranno 30 o 40mila nuovi impiegati?

Leggi il resto di questo articolo »

Tag:

Nessun Commento


Statalismo e sindacalismo pubblico: le basi che orientano Di Maio fanno male al Paese

Vice premier e maggior esponente del gruppo politico più rappresentato in parlamento Luigi Di Maio, si esercita in duetti con il suo pari carica Matteo Salvini, in una serie quotidiana di dichiarazioni che dovrebbero chiamarsi “politiche”, che tali non sono. Sono messaggi di natura elettorale volte a consolidare, irrobustire il consenso.

Riprendendo e facendo il conto delle dichiarazioni effettuate da entrambi, o solo da Di Maio, sarebbe un florilegio di dichiarazioni superate, fuori luogo, sbagliate, perfino ridicole. La comunicazione oggi si mangia tutto in poche ore e continuamente, a ondate-cavalloni, continua e rinnova. Non c’è più il tempo per rileggere e rimeditare.

Leggi il resto di questo articolo »

Nessun Commento


CPI Centri per l’Impiego. Due miliardi per assumere ma i risultati?

Sulla perplessità che viene dalla gestione pubblica del collocamento già altre volte ne abbiamo accennato. Una delle spese previste dal Governo del Cambiamento è intesa a rafforzare i Centri per l’Impiego, mettendoci 2 miliardi (l’anno? Sembra probabile). Nel sottolineare la genericità della proposta, e soprattutto i dubbi di una sua realizzazione efficace, ci è di aiuto oggi ilsole24ore (VEDI).

Uno dei motivi di questa spesa riguarda il rendere efficiente il sistema di proposta di lavoro ai percettori del “reddito di cittadinanza”. Prima perplessità: i CPI nel 2017 hanno trovato lavoro al 3% dei nuovi occupati il 97% lo ottiene per altre vie. Personali ma in forma consistente attraverso le agenzie di somministrazione (lavoro interinale).

Leggi il resto di questo articolo »

2 Commenti


CGIL: dopo sessant’anni si scopre che la socialdemocrazia tedesca aveva ragione?

Mercoledi 3 Ottobre, un’intervista al candidato segretario della CGIL che (molto probabilmente) sostituirà la Camusso, fa scoprire che finalmente nel fortino dei comunisti più di sinistra e fieri indefessi avversari dell’impresa privata (ma anche pubblica, quando nn sono dentro loro), con l’esclusione del sistema coop di cui sono entrambi ruote dentate una sull’altra, forse hanno ragione in Germania (VEDI). Molto interessante ma sfuggito ai media e ai social network. Guardate cosa dice (ma l’intervista è tutta da leggere):

Vincenzo Colla… potrebbe diventare il prossimo segretario della  è confederazione…. L’idea che ispira la sua azione.. è che il conflitto sindacale vada spostato a monte, che il lavoro oggi in un’epoca di velocissimi cambiamenti  non si possa difedere a valle quando tutte le decisioni sono già state prese. “Non dobbiamo avere pura dell’innovazione, dobbiamo avere l’ambizione di governarla stringendo un patto con le imprese. Se restiamo fermi ad aspettarla ci tocca solo gestire i processi di espulsione. Invece noi vogliamo discutere di politica industriale. Abbiamo le competenze per farlo.”

Leggi il resto di questo articolo »

Tag: , , ,

1 Commento


Mercato, economia, lavoro e globalizzazione: qualche considerazione

M5S quale componente del Governo del Cambiamento, si sta distinguendo come una  riproposizione, adattata,  di princìpi socialisteggianti del secolo scorso. Lo stile è proprio dei tempi iniziali del secondo Ottocento: l’impresa (il padrone) che sfrutta, che fa le sue fortune sulla miseria di un lavoro senza diritti. Allora il movimento socialista ha avuto una funzione rilevante nello sviluppo delle relazioni sindacali, crescita del lavoro e delle imprese, riscatto degli umili con il suffragio universale, ecc.

Vedere con simpatia questi moti e idee è comprensibile; uniformare ai tempi nuovi questo modo di impostare e fare politica nel terzo millennio può anche andare. Non in modo piatto, però. Soprattutto aggiornando i presupposti, partendo dall’oggi  in cui ci si trova.  Siamo nel terzo millennio, con un mondo mai così sviluppato e in movimento, con crescita complessiva che richiede ogni tanto aggiustamenti.

Leggi il resto di questo articolo »

2 Commenti


Caporalato nel meridione d’Italia: per cambiare bisogna fare la rivoluzione

Riteniamo indispensabile conoscere la storia, quando si devono affrontare problemi secolari del nostro paese, come l’anti-stato  o il caporalato. Per capire come funziona nei fatti bisogna esserci, averci lavorato, individuato le false maglie della catena che permettono di nuotare nel mercato del lavoro, controllando tutti i passaggi. Agire perché le regole siano disattese, inapplicate, salvo qualche straccio che ogni tanto bisogna far volare, giusto per la scena.

Caporalato: cos’è? Una mediazione fra impresa agricola e le stagioni di lavoro, che sono molto intnse e durano qualche settimana l’anno. Quand’è la stagione del raccolto l’impresa ha necessità d iavere centinaia di lavoranti che all’alba si rovino sul campo (distante anche km dagli abitati), che arrivino di sicuro, affidabili, che abbiano un costo certo.

Leggi il resto di questo articolo »

2 Commenti


Lavoro e voucher: in Italia siamo bravissimi a guardarci l’ombellico

Sui voucher qui ne abbiamo parlato da tempo, la posizione di Città Ideale è positiva. Lo è stata in passato e lo resterà sempre. La legge alla fine passata ha poi subito modifiche che ne hanno esteso l’utiizzo in strutture ove non dovrebbe esserci usualmente necessità. Poi in Italia i Centri per l’Impiego (CPL) sono struture dal contenuto d’inefficienza quasi insuperabile.  Vediamo dove manca la dignità?

Non fanno controlli o si muovono solo su denunce i CPL. Chi controlla l’applicazione della legge di fatto non c’è,  non c’è mai stato, in modo efficiente. Vivono e prosperano in modo vergognoso finte coop (che dovrebbero per legge controllarsi da sole, attraverso le associazioni di categoria) e le denunce arrivano sempre a buoi scappati e stalla vuota. Dipendenti non pagati, mancati versamenti previdenziali, lavoro nero camuffato.

Leggi il resto di questo articolo »

2 Commenti


Il governo che cambia, i concetti di lavoro e impresa siano chiari o si torna indietro

Città Ideale è abituata a non far sconti; a nessuno. Consideriamo l’attuale Ministro del lavoro un apprendista (come del resto tutti i precedenti, soprattutto DS ma non solo, di provenienza sindacale: quindi esperti nell’aggredire chi il lavoro lo genera, nel creargli difficoltà). È radicata “cultura” nel nostro paese che il Lavoro sia un diritto, con tutto ciò che segue (VEDI l’intervista su ilsole24ore)

Nel pubblico come nel privato, il dipendente una volta assunto stabilmente è titolare di un diritto sostanziale al “posto”. Ogni volta che questo viene toccato, anche solo sfiorato,  interviene la magistratura (saranno decine dimigliaia l’anno le cause per il solo demansionamento).  Fare impresa in queste condizioni è una scommessa che si deve affrontare ogni giorno.

Leggi il resto di questo articolo »

2 Commenti


LAVORO e reddito di cittadinanza… in Italia c’è già

Ricordiamo nei primi anni duemila una normativa che nell’intento di ridurre i costi della cassa integrazione, aveva bonificato per 12 o 18 mesi i costi contributivi, favorendo così l’assunzione dei cassintegrati. Offrendo lavoro alle aziende, c’era ovviamente grande interesse nella ricerca di cassintegrati da assumere. Centinaia di migliaia erano, ma non se ne trovava.

La ricerca degli elenchi era impedita perché gli Uffici di Collocamento quasi sempre rifiutavano di mettere a disposizione gli elenchi, ma solo un nominativo alla volta. Avutili,  in qualche raro caso, cominciammo a inoltrare proposte di lavoro agli scritti cassintegrati. Risultato prossimo allo zero. Non se ne trovava disonibili al lavoro.

Leggi il resto di questo articolo »

Tag:

Nessun Commento


Lavoro nero. Fatta la legge se ne fa pubblicità. Poi tutto procede come prima

Questa faccenda torna curiosa a Buccinasco Città Ideale, perché a sollevare la questione  siamo stati  noi  a metà Novembre (VEDI). un mese dopo veniva approvata in commissione una proposta giacente in parlamento  da anni, diventata legge sotto elezioni. Però, le norme applicative sono subordinate a un’intesa fra i soggetti  (sindacati,  Confindustria, banche e poste) sulle procedure da attuare.

Finora non se n’è fatto nulla e chissà ancora quanto tempo trascorrerà. Il sistema romano è fatto  così: organizzato perché le leggi scomode all’uno o l’altro dei  soggetti partitici , si fa in modo che non entrino in funzione.  Ce ne informa un articolo puntuale e ben descritto  (VEDI) che riteniamo opportuno riprendere. Terremo sotto controllo l’evoluzione e ne informeremo i lettori.

False buste paga, da luglio stop agli stipendi in contanti

Lo stipendio arriverà solo attraverso le banche, per avere tracciabilità dei flussi. Manca però la convenzione, che doveva esser scritta entro la fine di marzo, tra governo, banche, Confindustria e sindacati per pubblicizzare la normativa

Leggi il resto di questo articolo »

Tag:

Nessun Commento


Welfare e Workfare: in Italia le idee non sono chiare. Per niente

Il termine abbinato viene da una tendenza crescente nell’Occidente sviluppato a spostare le risorse dal classico welfar state (di natura puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza) alle politiche work fare state, alternativo all’assistenza, finalizzato ad evitare gli effetti disincentivanti sull’offerta di lavoro che il welfare ha prodotto. In pratica collega il trattamento welfare allo svolgimento di un lavoro.

L’attenzione dal welfare state al workfare si propone di ottimizzare le risorse destinate alle fasce marginali che rifiutano o tendono a rifiutare il lavoro, spostando l’investimento pubblico verso un’attività lavorativa. Paesi in cui l’offerta di lavoro c’è ma fatica a trovare personale, paesi insomma che sono a un livello di disoccupazione residuale, alla piena occupazione  quasi. L’Italia ha il problema, perché fasce di popolazione vivono di attività assistenziale, incoraggiate anche da proposte politiche rivolte al futuro ed oggi sostanzialmente non praticabili.

Leggi il resto di questo articolo »

1 Commento


#Retelavoro e Sportello Lavoro del Municipio: incompatibilità?

L’iniziativa #Retelavoro promossa da Alberto Schiavone non ha avuto una buona accoglienza dalla maggioranza quando l’estate scorsa si sono svolte le elezioni comunali. Estranea  alla gestione Maiorano Pruiti, allora si pensava: fastidi di natura elettorale; cercare di mettere fumo su un’iniziativa di impatto sociale e comunicativo, che portava via voti.  La sinistra è da sempre gelosa delle iniziative “sociali”, convinti come sono che queste possono essere solo loro, sul lavoro poi…

L’iniziativa #Retelavoro è proseguita anche nel dopo elezioni: Pruiti vince, ma c’è questa proposta #Retelavoro che non è loro, che prosegue,  esterna alla maggioranza (Schiavone direbbe dell’opposizione). Il solo fatto che prosegue un’iniziativa che riguarda il lavoro, fuori da coloro che sono i depositari del lavoro, disturba. Disturba parecchio.

Leggi il resto di questo articolo »

Tag:

Nessun Commento



SetPageWidth