Archivio per la categoria ‘Lavoro’

Statalismo e sindacalismo pubblico: le basi che orientano Di Maio fanno male al Paese

Vice premier e maggior esponente del gruppo politico più rappresentato in parlamento Luigi Di Maio, si esercita in duetti con il suo pari carica Matteo Salvini, in una serie quotidiana di dichiarazioni che dovrebbero chiamarsi “politiche”, che tali non sono. Sono messaggi di natura elettorale volte a consolidare, irrobustire il consenso.

Riprendendo e facendo il conto delle dichiarazioni effettuate da entrambi, o solo da Di Maio, sarebbe un florilegio di dichiarazioni superate, fuori luogo, sbagliate, perfino ridicole. La comunicazione oggi si mangia tutto in poche ore e continuamente, a ondate-cavalloni, continua e rinnova. Non c’è più il tempo per rileggere e rimeditare.

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CPI Centri per l’Impiego. Due miliardi per assumere ma i risultati?

Sulla perplessità che viene dalla gestione pubblica del collocamento già altre volte ne abbiamo accennato. Una delle spese previste dal Governo del Cambiamento è intesa a rafforzare i Centri per l’Impiego, mettendoci 2 miliardi (l’anno? Sembra probabile). Nel sottolineare la genericità della proposta, e soprattutto i dubbi di una sua realizzazione efficace, ci è di aiuto oggi ilsole24ore (VEDI).

Uno dei motivi di questa spesa riguarda il rendere efficiente il sistema di proposta di lavoro ai percettori del “reddito di cittadinanza”. Prima perplessità: i CPI nel 2017 hanno trovato lavoro al 3% dei nuovi occupati il 97% lo ottiene per altre vie. Personali ma in forma consistente attraverso le agenzie di somministrazione (lavoro interinale).

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CGIL: dopo sessant’anni si scopre che la socialdemocrazia tedesca aveva ragione?

Mercoledi 3 Ottobre, un’intervista al candidato segretario della CGIL che (molto probabilmente) sostituirà la Camusso, fa scoprire che finalmente nel fortino dei comunisti più di sinistra e fieri indefessi avversari dell’impresa privata (ma anche pubblica, quando nn sono dentro loro), con l’esclusione del sistema coop di cui sono entrambi ruote dentate una sull’altra, forse hanno ragione in Germania (VEDI). Molto interessante ma sfuggito ai media e ai social network. Guardate cosa dice (ma l’intervista è tutta da leggere):

Vincenzo Colla… potrebbe diventare il prossimo segretario della  è confederazione…. L’idea che ispira la sua azione.. è che il conflitto sindacale vada spostato a monte, che il lavoro oggi in un’epoca di velocissimi cambiamenti  non si possa difedere a valle quando tutte le decisioni sono già state prese. “Non dobbiamo avere pura dell’innovazione, dobbiamo avere l’ambizione di governarla stringendo un patto con le imprese. Se restiamo fermi ad aspettarla ci tocca solo gestire i processi di espulsione. Invece noi vogliamo discutere di politica industriale. Abbiamo le competenze per farlo.”

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Mercato, economia, lavoro e globalizzazione: qualche considerazione

M5S quale componente del Governo del Cambiamento, si sta distinguendo come una  riproposizione, adattata,  di princìpi socialisteggianti del secolo scorso. Lo stile è proprio dei tempi iniziali del secondo Ottocento: l’impresa (il padrone) che sfrutta, che fa le sue fortune sulla miseria di un lavoro senza diritti. Allora il movimento socialista ha avuto una funzione rilevante nello sviluppo delle relazioni sindacali, crescita del lavoro e delle imprese, riscatto degli umili con il suffragio universale, ecc.

Vedere con simpatia questi moti e idee è comprensibile; uniformare ai tempi nuovi questo modo di impostare e fare politica nel terzo millennio può anche andare. Non in modo piatto, però. Soprattutto aggiornando i presupposti, partendo dall’oggi  in cui ci si trova.  Siamo nel terzo millennio, con un mondo mai così sviluppato e in movimento, con crescita complessiva che richiede ogni tanto aggiustamenti.

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Caporalato nel meridione d’Italia: per cambiare bisogna fare la rivoluzione

Riteniamo indispensabile conoscere la storia, quando si devono affrontare problemi secolari del nostro paese, come l’anti-stato  o il caporalato. Per capire come funziona nei fatti bisogna esserci, averci lavorato, individuato le false maglie della catena che permettono di nuotare nel mercato del lavoro, controllando tutti i passaggi. Agire perché le regole siano disattese, inapplicate, salvo qualche straccio che ogni tanto bisogna far volare, giusto per la scena.

Caporalato: cos’è? Una mediazione fra impresa agricola e le stagioni di lavoro, che sono molto intnse e durano qualche settimana l’anno. Quand’è la stagione del raccolto l’impresa ha necessità d iavere centinaia di lavoranti che all’alba si rovino sul campo (distante anche km dagli abitati), che arrivino di sicuro, affidabili, che abbiano un costo certo.

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Lavoro e voucher: in Italia siamo bravissimi a guardarci l’ombellico

Sui voucher qui ne abbiamo parlato da tempo, la posizione di Città Ideale è positiva. Lo è stata in passato e lo resterà sempre. La legge alla fine passata ha poi subito modifiche che ne hanno esteso l’utiizzo in strutture ove non dovrebbe esserci usualmente necessità. Poi in Italia i Centri per l’Impiego (CPL) sono struture dal contenuto d’inefficienza quasi insuperabile.  Vediamo dove manca la dignità?

Non fanno controlli o si muovono solo su denunce i CPL. Chi controlla l’applicazione della legge di fatto non c’è,  non c’è mai stato, in modo efficiente. Vivono e prosperano in modo vergognoso finte coop (che dovrebbero per legge controllarsi da sole, attraverso le associazioni di categoria) e le denunce arrivano sempre a buoi scappati e stalla vuota. Dipendenti non pagati, mancati versamenti previdenziali, lavoro nero camuffato.

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Il governo che cambia, i concetti di lavoro e impresa siano chiari o si torna indietro

Città Ideale è abituata a non far sconti; a nessuno. Consideriamo l’attuale Ministro del lavoro un apprendista (come del resto tutti i precedenti, soprattutto DS ma non solo, di provenienza sindacale: quindi esperti nell’aggredire chi il lavoro lo genera, nel creargli difficoltà). È radicata “cultura” nel nostro paese che il Lavoro sia un diritto, con tutto ciò che segue (VEDI l’intervista su ilsole24ore)

Nel pubblico come nel privato, il dipendente una volta assunto stabilmente è titolare di un diritto sostanziale al “posto”. Ogni volta che questo viene toccato, anche solo sfiorato,  interviene la magistratura (saranno decine dimigliaia l’anno le cause per il solo demansionamento).  Fare impresa in queste condizioni è una scommessa che si deve affrontare ogni giorno.

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LAVORO e reddito di cittadinanza… in Italia c’è già

Ricordiamo nei primi anni duemila una normativa che nell’intento di ridurre i costi della cassa integrazione, aveva bonificato per 12 o 18 mesi i costi contributivi, favorendo così l’assunzione dei cassintegrati. Offrendo lavoro alle aziende, c’era ovviamente grande interesse nella ricerca di cassintegrati da assumere. Centinaia di migliaia erano, ma non se ne trovava.

La ricerca degli elenchi era impedita perché gli Uffici di Collocamento quasi sempre rifiutavano di mettere a disposizione gli elenchi, ma solo un nominativo alla volta. Avutili,  in qualche raro caso, cominciammo a inoltrare proposte di lavoro agli scritti cassintegrati. Risultato prossimo allo zero. Non se ne trovava disonibili al lavoro.

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Lavoro nero. Fatta la legge se ne fa pubblicità. Poi tutto procede come prima

Questa faccenda torna curiosa a Buccinasco Città Ideale, perché a sollevare la questione  siamo stati  noi  a metà Novembre (VEDI). un mese dopo veniva approvata in commissione una proposta giacente in parlamento  da anni, diventata legge sotto elezioni. Però, le norme applicative sono subordinate a un’intesa fra i soggetti  (sindacati,  Confindustria, banche e poste) sulle procedure da attuare.

Finora non se n’è fatto nulla e chissà ancora quanto tempo trascorrerà. Il sistema romano è fatto  così: organizzato perché le leggi scomode all’uno o l’altro dei  soggetti partitici , si fa in modo che non entrino in funzione.  Ce ne informa un articolo puntuale e ben descritto  (VEDI) che riteniamo opportuno riprendere. Terremo sotto controllo l’evoluzione e ne informeremo i lettori.

False buste paga, da luglio stop agli stipendi in contanti

Lo stipendio arriverà solo attraverso le banche, per avere tracciabilità dei flussi. Manca però la convenzione, che doveva esser scritta entro la fine di marzo, tra governo, banche, Confindustria e sindacati per pubblicizzare la normativa

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Welfare e Workfare: in Italia le idee non sono chiare. Per niente

Il termine abbinato viene da una tendenza crescente nell’Occidente sviluppato a spostare le risorse dal classico welfar state (di natura puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza) alle politiche work fare state, alternativo all’assistenza, finalizzato ad evitare gli effetti disincentivanti sull’offerta di lavoro che il welfare ha prodotto. In pratica collega il trattamento welfare allo svolgimento di un lavoro.

L’attenzione dal welfare state al workfare si propone di ottimizzare le risorse destinate alle fasce marginali che rifiutano o tendono a rifiutare il lavoro, spostando l’investimento pubblico verso un’attività lavorativa. Paesi in cui l’offerta di lavoro c’è ma fatica a trovare personale, paesi insomma che sono a un livello di disoccupazione residuale, alla piena occupazione  quasi. L’Italia ha il problema, perché fasce di popolazione vivono di attività assistenziale, incoraggiate anche da proposte politiche rivolte al futuro ed oggi sostanzialmente non praticabili.

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#Retelavoro e Sportello Lavoro del Municipio: incompatibilità?

L’iniziativa #Retelavoro promossa da Alberto Schiavone non ha avuto una buona accoglienza dalla maggioranza quando l’estate scorsa si sono svolte le elezioni comunali. Estranea  alla gestione Maiorano Pruiti, allora si pensava: fastidi di natura elettorale; cercare di mettere fumo su un’iniziativa di impatto sociale e comunicativo, che portava via voti.  La sinistra è da sempre gelosa delle iniziative “sociali”, convinti come sono che queste possono essere solo loro, sul lavoro poi…

L’iniziativa #Retelavoro è proseguita anche nel dopo elezioni: Pruiti vince, ma c’è questa proposta #Retelavoro che non è loro, che prosegue,  esterna alla maggioranza (Schiavone direbbe dell’opposizione). Il solo fatto che prosegue un’iniziativa che riguarda il lavoro, fuori da coloro che sono i depositari del lavoro, disturba. Disturba parecchio.

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Lavoro, economia, elezioni: niente trucchi, guardiamo alla realtà

Le notizie che riguardano il lavoro in questo mese pre elettorale segnalano qualche aspetto non negativo: aumentano gli occupati e si riduce in modo significativo la disoccupazione dei giovani. Andiamo meglio di prima, da ormai tre anni… lentamente, marginamente, ma il lavoro non diminuisce. Restiamo comunque il paese europeo che ha la minor occupazione, che cresce meno. Quindi?

Facciamo parte dell’Europa anche sul piano economico. Se l’Europa cresce ne abbiamo i riflessi. Andiamo al traino dato che nei dieci anni siamo il paese che è meno cresciuto. Il nostro paese investe meno, molto meno: nel pubblico perché buttiamo quasi tutto nelle spese correnti; nel privato a causa di un’esagerata tassazione. Questo il limite sul piano economico, della nostra crescita.

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Elezioni e problemi del paese. Il silenzio tombale sul fare impresa

Fare impresa è attività nobile. Vale per l’intendimento in sé di assumersi l’impegno di essere autore e responsabile della sua attività. Con l’obiettivo del successo, col suo impego e a suo rischio. In democrazia l’imprenditore è un Cittadino come gli altri, con un carico e una responsabilità maggiore.

Il suo successo genera benessere per la società oltre che per se medesimo. I benefici che ne trae, sono ulteriori e marginali rispetto al rischio. Affermazione che dovrebbe essere ovvia ma che fatica a passare, a far parte del sentire comune nella nostra società. Anche di questi tempi, quando più che mai lo stato e la società dovrebbe compiere ogni sforzo perché le attività benemerite del fare impresa dovrebbero essere riconosciute.

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Il Lavoro, lo Sportello, la Rete e tutto il resto

I Cittadini di Buccinasco spendono uno sproposito (oltre 100mila euro l’anno) per avere in comune l’equivalente di una filiale interinale, senza però la rete e le professionalità che in quelle aziende sono presenti.

Le imprese interinali compiono ricerche e selezioni a centinaia, ogni giorno, da anni, conoscendo ed essendo riconosciuti da un mare d’aziende, avendo un patrimonio di curricula classificati in modo professionale  per catogorie  professionali, età, residenza e altre caratteristiche specifiche.

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Buccinasco e “lavoro nero”: una buona azione, ma poi?

L’iniziativa delle forze dell’ordine è stata coordinata e ben gestita. Non si sono avute fughe di notizie (cosa che ogni tanto capita, sia per errori di qualcuno ma anche perché c’è chi trova il modo di far sapere, a chi può essere interessato). In questo caso non c’entrava la ‘ndrangheta, ma l’insediamento irregolare era grosso (VEDI).

Almeno 55. semi schiavi in un’azienda di “marketing” che svolgeva consegne di volantini pubblicitari. Oltre a ciò dentro la struttura era operante  anche un deposito smistamento di merci per minimarket, gestito da due pakistani. Presumibilmente prodotti destinati a piccolo commercio etnico nordafricano e mediorientale.

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