Archivio per la categoria ‘Istruzione’

Biblioteca: siamo al termine del pecorso: 300mila euro e passa

Esisteva a Buccinasco una biblioteca, che il comune ha gestito in autonomia, con un costo di struttura propria implementato negli anni. Per fermarci al mandato Maiorano, la biblioteca ci è costata 145mila euro nel 2015 (27mila libri; 25mila iniziative; 35mila fondazione Perleggere; 56mila personale).  Con il 2016 si cambia: il personale viene giudicato impreparato, trasferito al municipio. Doveva avvenire da Gennaio ma succederà da Luglio (salvo ulteriori ritardi).

Il piano di rinnovamento della biblioteca, non si sa ancora quanto è costato. Certamente parecchio: attrezzature e arredi diversi, rifacimenti d’impianti e locali, facciamo spese straordinarie per 150mila euro? Si è poi parlato di un investimento in strutture informatiche straordinarie che ci fornisce sempre la Fondazione Perleggere. Leggi il resto di questo articolo »

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Scuola pubblica d’infanzia: il parere dei destinatari del contributo

Riporteremo quanto trascritto nell’ultima ora, circa le affermazioni in Consiglio, dei nostri Cittadini in assembla degli eletti. Dichiarazioni che dopo parecchie riunioni a due con Assessore e Sindaco ci si attende siano ben pesate. Il Consiglio è sede istituzionale: non siamo in una riunione di partito, in un convegno qualsiasi.

Il sindaco: si è svolta una trattativa seria, nella quale non sono mancati momenti di tensione, ma si è giunti a un punto di condivisioen ampio, praticamente sul 97% del contenuto. Queste reazioni di stasera non si comprendono, il dissenso lo giudichiamo marginale. Se no devo pensare che oppure sono venuti qui degli interlocutori inetti. Leggi il resto di questo articolo »

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Istruzione pubblica, la materna e le spese. Facciamo le cose seriamente

Tirare la corda perché non si riconosca legittimità alla SCUOLA PUBBLICA PARITARIA, considerando ciò che il comune eroga un “sostegno economico”, cui si da il significato di una spesa anomala che si potrebbe anche eliminare e tutto sarebbe regolare. Non si tratta di carità, non si tratta di benevolenza, o accondiscendenza, come hanno fatto i rappresentanti della maggioranza in Consiglio, sventolando 430mila euro “che vi diamo”, il primo comune in Italia come supporto alle scuole private.

La visione è distorta parecchio, e si adottano tutti i trucchetti della recita politica, ora in chiave elettorale, propri del mestiere del far politica. il problema è molto semplice e sulla questione di fondo si deve rispondere: la Scuola Materna Parrocchiale Romano Banco fa parte del SISTEMA PUBBLICO d’ISTRUZIONE? La legge dice si, e dice anche che, proprio per questo, stabilisce che ai genitori deve essere accordata la pari opportunità di scelta. Leggi il resto di questo articolo »

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Buccinasco. biblioteca, cultura e servizi comunali

Fra cinque giorni il Consiglio è chiamato a pronunciarsi su una proposta dell’assessore alla Cultura Arboit, proposta firmata il giorno 23 Novembre, di cui nessuno viene fino ad ora informato, non fra i Consiglieri. Non ai Cittadini o sui media del Comune. Dopo venti giorni viene resa pubblica, perché si deve discutere in Consiglio (VEDI).

Sulla biblioteca l’assessore si è dato da fare: ha ottenuto investimenti robusti per l’integrale rifacimento della biblioteca (rimarrà chiusa per due mesi o più) rinnovato arredi e strutture informatiche, a disposizione dei Cittadini. Ne ha parlato anche lui, evidentemente soddisfatto  di quanto sta realizzando adesso: una pagina sui social network per rendere più funzionale il rapporto con i Cittadini (VEDI). Leggi il resto di questo articolo »

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Gender e la scuola… il perché di un segnale che deve venire dai Cittadini, dai Genitori, dalle Famiglie

Oggi non parliamo di Buccinasco. Intendiamo porre attenzione a un fenomeno che nel sistema dei media è trascurato, che passa sotto traccia. Non riguarda solo l’Italia, anzi. In Europa sta prendendo piede con maggiore spinta, su una pretesa continuità del pensiero “laico” (che poi di laico ha molto poco, se non il suo significato di non credente, non religioso).

Domani 4 Dicembre è indetta una manifestazione nazionale (VEDI) promossa da associazioni di genitori molto preoccupati per il diffondersi nelle scuole l’ideologia gender (termine inglese dal significato poco conosciuto) che sostanzialmente è traducibile come ideologia di genere il cui contenuto è:

l’idea che l’identità sessuale della persona non sia radicata nel suo essere maschio o femmina e non si sviluppi intorno a questa fondamentale realtà biologica, ma che consista nella momentanea e assolutamente autonoma autopercezione di sé, che permetterebbe a ciascuno di “sentirsi” (e dunque essere ed essere riconosciuto dalla società in quanto) uomo, donna o appartenente ad una serie sterminata di altre “identità di genere”… Leggi il resto di questo articolo »

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Natale, la Croce, canti, dialetti, rappresentazioni: sono ciò di cui siamo fatti

Magari i dialetti possiamo metterli in archivio, visto che l’italiano televisivo è oggi imperante, compresi neologismi (spesso improbabili), inglesismi diffusi, anche efficaci ma spesso inutili avendo nel nostro italiano l’equivalente di almeno pari efficacia.  Lentamente stiamo andando verso una sorta di esperanto comprensibile a tutti, lingua basic di qualche migliaio di parole, patrimonio globale.

Globalizzazione significa però che il progressivo convivere entro cornici condivise non ci riduce a un unico e indifferenziato essere umano tipo che pensa e vive in modo eguale. La storia di ciascuno dimenticata, annullata dal processo che riduce il pianeta a un cortile di casa ove si sa tutto di tutti e tutti sono eguali. Leggi il resto di questo articolo »

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Formazione permanente per il terzo millennio: Italia all’ultimo posto

Sarà un pallino, questa attenzione di Città Ideale sulla istruzione, la competenza e l’aggiornamento continuo che già oggi e richiesto, più ancora lo sarà domani. L’istruzione comincia in famiglia (già a scuola si avvertono differenze serie di livello, in funzione dell’ambiente familiare, con tendenza a permanere), poi c’è il periodo scolastico, poi….? sembra il vuoto. Dovremmo essere immersi in un ambiente esterno che centellina e trasmette formazione permanente in modo lieve ma continuo e costante, che accresce, che incentiva l’uso e l’abitudine all’approfondimento delle nostre conoscenze, Invece…

“con il suo 40 per cento di adulti succubi di maghi e guaritori (noi aggiungeremmo anche programmi di intrattenimento solleticanti emozioni basic, ndr); e una scuola media superiore gravemente deficitaria, non sorprende che l’Italia abbia il 70% di incompetenti e occupi l’ultimo posto nella graduatoria internazionale” (parole di italiano, ex ministro dell’istruzione).  Di che si sta parlando ? Leggi il resto di questo articolo »

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Scuola, libri scolastici e tablet: la scuola paritetica è avanti

Quando si andava a scuola cinquant’anni fa, e ancora prima, perfino ai tempi del libro Cuore di De Amicis, gli scolari portavano un elastico (o una cordicella per i meno fortunati) con i libri delle lezioni del giorno. Altri, dalle famiglie più formali, una cartellina di cartone pressato, colore finta pelle; borchie brunite agli angoli.   I più abbienti, quelli del ceto medio (o che a questo aspiravano), oltre al grembiulino brillante (setoso anziché di cotone) si distinguevano per una cartella di vera pelle, spesso nera. Ma le quantità erano quelle: a malapena un chilo.

Il problema delle famiglie oggi, quando i loro bimbi arrivano al primo giorno di scuola, è l’enorme quantità di libri e altro materiale che devono comperare, ma non solo: quanto è voluminoso e pesante portarsi a scuola.    Inevitabile l’introduzione dello zaino, sempre più voluminoso, con scolari ad un tempo dall’atteggiamento fiero per nozioni e cultura che si portano sulle spalle ma anche dalla postura distorta in avanti per compensare lo squilibrio che ne risulta. Leggi il resto di questo articolo »

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Istruzione, giovani e computer: quanto manca al cambiamento? quale la strada?

Riflessione che viene da una nota di Tullio De Mauro (esimio linguista, è stato anche ministro dell’istruzione, famiglia di area sinistra) competente comunque. Settimanalmente tiene una rubrica su Internazionale che quale direttore ha il figlio, rubrica che ha quale fulcro la scuola e l’istruzione, non limitata all’Italia. La questione affrontata in questo caso riguarda lo strumento per apprendere: oggi il personal computer.

Ricordiamo a sei anni il banco con a destra il buco ove era inserita la tazzina di vetro contenente inchiostro. La penna difficile da tenere (per il mancino poi, costretto all’uso della destra), mani e foglio subito macchiati, la carta assorbente presto zuppa, inservibile.  Lo strumento per apprendere era questo; l’impegno manuale e lo sforzo per il percorso dell’apprendere a leggere, scrivere e far di conto. Non è così oggi.

Si usano ancora carta e biro; ancora si passa dalle tabelline mandate a memoria; la scrittura in stampatello (anziché il corsivo)  ove ripetere lo scritto e impararne il suono. Siamo però in una fase di passaggio verso la sostituzione con il computer: lo strumento che, è certo, diventerà il supporto dell’apprendere.  Quanto abbiamo coscienza di questo cambiamento?  Quanto il sistema docente padroneggia l’insegnamento mediante il computer?

Questo ci propone la breve riflessione. Anche con le conseguenze sociali che si porta dietro. Più si ritarda l’integrazione del computer come strumento dell’apprendere primario, maggiore diventa l’handicap per gli “allievi culturalmente deboli”, come li definisce l’autore. Le famiglie che più sono dotate di cultura e sensibilità, sono in grado di tamponare le carenze della scuola, evitando gli eccessi. Il soggetto debole viene di fatto emarginato con perdite di potenzialità; esclusione sociale molto più probabile.

Non sappiamo quale sia oggi la situazione nella scuola primaria (ma anche secondaria); l’impressione però è che molto ci sia da fare, a cominciare da applicativi dedicati al primo insegnamento, alla formazione esperta e compiuta dei docenti, alla informazione aggiornata alle famiglie. Una riflessione che riguarda l’oggi. A cominciare dalle famiglie, per i loro figli.

TRE ERRE PER UN PC

(09 Ottobre 2015 – Tullio De Mauro) C’è relazione tra un uso del computer e sviluppo delle competenze linguistiche e matematiche?  L’OCSE ha cercato una risposta raccogliendo dati in 31 paesi. Il computer in sé non è un apriti sesamo. Nel metterne a frutto  l’utilizzo pesano fattori culturali e sociali di partenza.

La Frankfurter Allgemaine  Zeitung e altri giornali tedeschi sottolineano un dato: allievi culturalmente deboli usano il computer essenzialmente per giocare e l’uso prolungato non solo non si traduce in passi avanti nelle conoscenze e competenze ma è sospettabile di effetti negativi evitabili solo se chi insegna è capace di fare intendere agli alunni come sfruttare in modo intelligente le risorse tecnologiche a disposizione.

In Francia gli esperti traggono una conclusione: invece di investire per far crescere il numero di computer nelle scuole, i governi farebbero meglio a investire per far crescere la capacità di insegnare e apprendere competenze di base; insomma leggere, scrivere e far di conto. Le tre “r” dell’inglese: reading, writing, arithmetics, necessarie per sfruttare il pc.

Nei paesi dell’OCSE  96 alunni su cento hanno un pc, ma solo il 70 per cento lo usano per studiare. Chi fa uso del pc con moderazione tende ad avere risultati un po’ migliori di chi non l’usa mai. Pessimi i risultati di chi l’usa troppo (anche a parità di condizioni sociali).

Combattere le disparità familiari e innalzare la qualità degli insegnanti restano condizioni non eludibili di una scuola davvero buona.

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Mondo che cambia e di cui non si parla: studi umanistici

Città Ideale cerca di far conoscere e trasferire ai lettori alcuni dei temi che non sono locali ma da cui siamo colpiti; temi che trovano entro i media un’attenzione modesta, a volte nulla. ne parliamo e cerchiamo di farli conoscere ai nostri lettori ritenendo che possa essere una tematica di interesse, anche entro la Comunità di Buccinasco.

Per esempio, il tema degli studi umanistici e della loro evoluzione tocca da vicino i nostri figli, gli studenti d’oggi che fra qualche anno dovranno scegliere l’area di interesse verso cui proporsi, indirizzarsi. Un processo che investe le medie superiori in modo rilevante: gli iscritti alle materie umanistiche sono intorno al 30% al loro interno con due fenomeni: lo spostamento rilevante dal classico alle lingue e scienze sociali e l’incremento,  divenuto dominante, della componente femminile (70%). Leggi il resto di questo articolo »

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Famiglia, Uomo, Donna, Figli, Nipoti: e scuola

Impera il silenzio, imbarazzante a Buccinasco. Fra qualche giorno inizia l’anno scolastico e diventa operativo il pacchetto Buona Scuola, con una serie di cambiamenti importanti che riguardano il sistema di istruzione, il rapporto con le famiglie, i sistemi educativi, l’educazione sessuale e quanto altro. Quanto sia rilevante un tema dl genere, è evidente a tutti.

I media al riguardo, anziché svolgere la loro funzione di orientamento e informazione ai Cittadini, spargono polemiche insulse e ben poco utili, adottando criteri da Bild (pochi argomenti, molte immagini, polemiche estremizzate su beghe politiche). Sulla Buona Scuola si limitano agli aspetti sindacali degli insegnanti e su notizie pruriginose relative al Gender (parola inglese traducibile in “genere”, che da noi sta diventando neologismo a significare indifferenza fra i generi). Leggi il resto di questo articolo »

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Un modello di scuola publica e statale: la Cina

In Italia l’ambiente istruzione sta discutendo su un piano di riforma che si chiama Buona Scuola. Quanto ci sia di valido e quanto di dubbio è complesso da dividere.    In termini semplificati, si può dire che abbiamo un tentativo di decentrare la gestione, creare strutture locali che hanno un responsabile, che seleziona, progetta e assume in base al percorso  educativo scelto.

Gli assunti non sono più solo dello Stato con concorsi nazionali, ma dipendono dal luogo ove hanno vinto il concorso e da li dipendono.    Possono essere trasferiti entro un raggio di 50 km.    Un rapporto di lavoro normale per tutti i dipendenti non pubblici, della aziende private.   Comprensibile che il cambiamento del genere non venga accolto con entusiasmo dai dipendenti.     Il discusso concetto statalista fa proporre a politici di spicco l’erogazione di compensi per disagio, dal costo stratosferico; indice del ritardo culturale che ci attanaglia, che si propone di non muoversi.   Tutto depone di ostacolo al cambiamento. Leggi il resto di questo articolo »

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La scuola: libera fa scandalo. Lasciata sospesa sul filo

L’articolo sulla sentenza di cassazione che ha dato luogo alla riflessione di Città Ideale (VEDI), ha dato motivo perché un nostro lettore Giovanni, abbia ritenuto doveroso dire la sua, da esperto in materia. Giusta e motivata l’esasperazione. Essere partecipe di una scuola paritaria comporta lo stato di un’attività sopportata, giudicata border line da una cultura statalista e monopolista.

Vorrebbero chiuderla, cancellare lo scaldalo di una scuola più efficiente e meritevole, molto meno costosa per lo Stato. Una scuola che rispetta i principi dell’istruzione definiti dal ministero adottandoli entro un progetto deciso da ciascuna. Su questa base selezionando docenti e coinvolgendo le famiglie entro il progetto educativo. Leggi il resto di questo articolo »

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IMU (o ciò che verrà a sostituirla) anche per le scuole paritarie

Su richiesta del Sindaco di Livorno (Movimento Cinque Stelle) alla Corte di Cassazione, questa ha stabilito che l’esenzione IMU per le scuole paritarie (asili compresi), non corrisponde alla legge e deve essere pagata. Una notizia importante, molto importante.

In un paese come il nostro, ove si è portati a risolvere tutto alla “romana”, viviamo in mezzo a normative rabberciate che hanno lo scopo di mettere una pezza, non potendo, per ragioni di convenienza politica, affrontare la situazione con modalità coerenti, proprie di uno stato di diritto. No! Da noi si cerca il compromesso pasticciato e si tira avanti. Leggi il resto di questo articolo »

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Educazione e differenze di genere: a Buccinasco argomento tabù ?

Una serie di decisioni e scelte europee, diciamolo subito: di cui non si sente urgenza e dalla utilità almeno dubbia, sembra stiano entrando nell’insieme degli  argomenti  educativi fin dalle elementari. Alcune scuole, alcuni presidi hanno già proceduto in questo senso. Indicando comportamenti e illustrazioni di genere, spiegando ai bambini il sesso, illustrandolo, esemplificando rapporti e tendenze omosessuali. Un insieme che coinvolge nell’educazione e differenze di genere. Cominciando anche dall’asilo!

Non staremo a descrivere e ripetere ciò che appare ed è illustrato su manuali, stampati in Europa anche in italiano e circolati entro alcune scuole (si sta diffondendo in Italia). La questione è altra è diversa. L’educazione e le tendenze di genere sono questione quanto mai delicata, sulla quale la famiglia ha non solo il diritto ma anche il dovere di essere aggiornata e informata, di esprimersi, di essere formata anche.

L’unica cosa sbagliata, impossibile, pessima, è star zitti e tentare un percorso strisciante di indirizzi che qualcuno ritiene “moderni” o addirittura “superiori”, ancorché non naturali. No!  Forse si può capire l’imbarazzo di alcuni educatori e soprattutto dei nostri amministratori. Il tema è delicatissimo e si preferisce adottare lo schema del “quieta non movere et mota quietare”:  passare sotto traccia lasciando percorrere forme educative che tengono disinformate le famiglie, salvo esprimere spiegazioni dopo, quando le reazioni esploderanno. Leggi il resto di questo articolo »

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