Archivio per la categoria ‘Istruzione’

L’Uomo sulla Luna: un’esperienza da Milano

Cinquant’anni sono una vita, una generazione. Adesso non sempre. Si può arrivare anche oltre, molto oltre. Nel 1969 la mia esperienza, ancora lavorativa (dopo un paio d’anni sarebbe iniziato il ciclo del lavoro autonomo: socio imprenditore). Quadro responsabile organizzazione d’una azienda di servizi alle imprese: 300 dipendenti.

Era il 1969 … : situazione da azienda leader, nel senso di più grande e moderna, nel suo settore. Disponeva già allora di un “centro elettronico”; sigla CE o CED Centro Elaborazione Dati (si chiamavano così, quei pochi che c’erano). Saloni, condizionati, pieni di macchine che elaboravano dati, facendo girare mega nastri di ciò che era contenuto nella singola unità.  Per una elaborazione, dalla “consolle” si ordinavano i parametri della ricerca.

Partito l’ordine dalla consolle, in sequenza, le singole unità individuavano ciascuna la propria porzione utile, dalla prima all’ultima unità. Terminata la ricerca, il risultato con i dati richiamati, arrivava alla consolle e poteva essere stampato. Il tempo necessario per l’elaborazione? Dipendeva dalla complessità della ricerca: comunque minuti a decine o anche più.

Cosa c’entra questa tranche de vie con l’arrivo dell’uomo sulla Luna? C’entra per l questione che mi ha sempre ruminato nel cervello. La NASA disponeva certamente di sistemi più aggiornati rispetto a quelli (che noi ritenevamo il top) in uso in azienda. Tuttavia l’hardware non poteva essere grandemente diverso. Con strumenti simili, come si poteva gestire e controllare, anticipare le risposte in caso di emergenze?

Certo: poteva attrezzarsi un mega CED, dalle dimensioni adeguate alle esigenze enormi che potevano richiedersi. Tuttavia i tempi delle elaborazioni quelli erano; forse con qualche risparmio. Certo non in realtime (come oggi fa qualsiasi PC, qualsiasi smartphone). Come è possibile, mi domandavo allora? La nostra testa è abituata a dare risposte basate su ciò che sarà in futuro. Il presente poi ci riporta con i piedi per terra.

Tuttavia le capacità organizzative complesse, proprie di una struttura enorme come il progetto Apollo, fatto di centinaia di migliaia di tecnici specialistici in materie diverse, soprattutto informatiche ma anche di pianificazione organizzativa, dovettero essere per mesi, forse per anni, impegnati nelle previsioni sulle scelte, ordini, sequenze, controlli, blocco degli errori umani eventuali.

Al momento, quando nella notte, come molti, seguii lo sbarco, cominciò la domanda che si trascinò non risolta per qualche tempo. Dopo, un poco la volta, cercando di farmene una ragione possibile, arrivai alla soluzione che ritengo logica, che a mio parere non ha alternative: l’organizzazione complessa pianificata, sostanzialmente basata in misura massiccia sull’intervento umano. Formato, predisposto, coordinato. Testato e ritestato.

Centinaia di comandi, di processi, da gestire in base a un piano programmato, basati sull’uomo. Forse la più grande mai tentata e riuscita dall’uomo, prima dell’era della microminiaturizzazione delle unità elementari. Questo risultato resta ancora oggi, l’eccezionalità dell’evento. Oggi non è pensabile allo stato di quelli che furono i primi passi del processo informatico: le schede perforate, ecc. Ma questa realtà era il passo graduale dell’avventura nella vita dell’azienda, delle fabbriche, degli uffici.

Un plauso riconoscente all’esercito di tecnici e programmatori NASA che, poco dopo il raggiunto scopo, smantellata la struttura Apollo, si trovarono a spasso, dovendo reinventarsi il mestiere, la vita, un futuro. Sono loro che hanno messo in piedi, certo sotto un guida sicura di dirigenti e coordinatori, tutta l’organizzazione del progetto Apollo: il grande passo reso possibile dalla capacità umana di sapersi organizzare, espresso al suo apice.

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LAVORO, ISTRUZIONE, FORMAZIONE CHE CAMBIA: FACCIAMO TROPPO POCO….

Mancavano ancora pezzi del paese, quando il ministro Francesco De Sanctis nel 1848, presentò al Parlamento piemontese  il primo sistema d’istruzione italiano, dalla elementare su su fino ai licei (uno per regione),poi  l’università. Aveva 31 anni!  Paese che allora era composto per il 90% d’analfabeti. In cui era indispensabile  far crscere le conoscenze di base che permettessero all’Italia nascente di dotarsi delle strutture minime per crescere, fare impresa. Insomma diventare un paese manifatturiero moderno.

Da lì è venuto il sistema d’istruzione italiano: che nel tempo ha subito trasformazioni. Come spesso accade quasi sempe inadeguate al tempi a venire di cui si percepivano cambiamenti, esigenze di rinnovamento. Sempre presente, col freno a mano tirato, di quello divenuto il sistema d’istruzione. Una classe docente  conservativa che in qualche modo l’ha avuta vinta, ogni volta. Raccontare i passaggi essenziali richiederebbe un saggio e questo articoletto è sicuramente inadeguato.

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Democrazia, Scienza, Diritti e Cultura e… i vaccini

Uno degli effetti negativi che porta con sé la comunicazione globale attraverso la rete lo si vede dalla fase confusa e affabulatoria che sta attraversando la Cultura; quella con la maiuscola che gli ultimi tre secoli hanno posto nella posizione apicale da cui tutto dipende e discende. Dopo l’Encyclopedie di Diderot e D’Alambert del settecento, conoscere è premessa di tutto: dal pensare al fare, alla definizione dei princìpi.

Tutto ciò che ha portato il secolo dei lumi si regge sul principio che il pensiero e l’azione ha il suo fondamento nella conoscenza. Conoscenza che comporta un individuale e collettivo impegno ad apprendere, approfondire, discutere, affinare, confrontarsi, per decidere e seguire poi nel tempo le decisioni perché nulla è naturalmente perfetto, nulla è definitivo, nulla certo di ciò che promana dall’Uomo: tutto è migliorabile in uno sforzo che deve essere incessante.

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BIBLIOTECA E LIBRI DISMESSI: sei ore per ritirarli gratis

Domenica 3 giugno

è il giorno dedicato,
l’unica occasione,
fra le molte attività ludiche, più o meno,
nel porticato cascina Fagnana

BANCHETTO LIBRI USATI

ORARIO

10-12 —- 14-18

Migliaia di libri da salvare dal macero…
Basta scegliere e ritirarli

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Piano allo studio a Buccinasco. Approvate le delibere: misero spettacolo

Lo sanno benissimo il vicesindaco e la sua maggioranza (sindaco compreso, anche se non  ha speso una parola per difenderlo), che con la richiesta di sospensione del Piano Diritto allo Studio, richiesta dal Consigliere Caterina Romanello si sono trovati spiazzati, proprio colti sul fatto in una decisione ingiusta che penalizza i Cittadini di Buccinasco che si servono delle scuole pubbliche parificate. Lo sanno tanto bene, così come hanno capito tutti i Cittadini (pochi) presenti direttamente alla sceneggiata che ne è seguita.

Hanno combinato un’ingiustizia  palese. Lo hanno fatto scientemente, pianificandola, come hanno fatto negli anni precedenti col mandato Maiorano. Possono ammetterlo? Potrebbero, così come potrebbero mettere riparo all’errore: sbagliare può succedere a tutti. E’ qui che le persone di giudizio si distinguono e ammettono, si correggono. Nella maggioranza sembra che di persone di giudizio non si trovi traccia. Il che sembrerebbe impossibile: forse qualcuno c’è, ma per paura o convenienza non si fa avanti (effetti del pensiero unico?).

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A tutta la maggioranza: BUTTATE NEL CESTINO L’IDEOLOGIA!

Nel Consiglio di Giovedì fra le diverse questioni emerse dalle posizioni di BucciRinasco così efficacemente presentate da Caterina Romanello, ve ne è stata una che ha suscitato un putiferio scomposto fra  i Consiglieri della maggioranza, proteste e urla che hanno costretto il Presidente del Consiglio a minacciare la sospensione del Consiglio. Vale la pena ripercorrerla, perché questo mondo fatto ancora di arcaico statalismo ideologico, si aggiorni e dimetta i preconcetti sbagliati fin qui percorsi.

L’argomento riguarda la Scuola d’Infanzia pubblica condotta da una coop parrocchiale, convenzionata. Raccontiamo l’antefatto. A estrarre dal cappello l’argomento è un Assessore (anche vicesindaco…), che replica alla richiesta di sospendere la delibera sul Diritto allo Studio, dai contenuti palesemente squilibrati, contrari ai principi di legge.

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Piano per il diritto allo studio: proviamo con un’analisi, per migliorare

Circa le condizioni che lo rendono al limite se non oltre la legittimità abbiamo già detto (VEDI). Per capire di che stiamo parlando, in due parole, si tratta di una parte dell’attività scolastica, interna al piano d’istruzione standard (riportiamo quanto dice il documento presentato):

la quale ha introdotto il regime di autonomia scolastica, attribuendo all’Amministrazione Comunale, funzioni e competenze, in precedenza affidate allo Stato, per interventi rivolti all’offerta formativa sul territorio, mentre alle scuole ha concesso autonomia in merito all’adozione del calendario scolastico nel rispetto di un monte ore annuo e di un programma didattico.

Quindi per legge, gli indirizzi circa l’offerta formativa sono compito dell’amministrazione comunale. Gli indirizzi… perché la concreta attuazione dei medesimi, di cui le scuole pubbliche vengono informate (magari avendoe con loro collettivamente discusse), competono poi alle singole scuole che propongono stipulando singole convenzioni.

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Scuola: Piano di diritto allo studio è fuori dalla legalità

Il piano di spese dell’anno scolastico in corso è stato presentato Martedì 14 ai Consiglieri, per la discussione in Commissione il giorno 16. Ventidue pagine con descrizioni interessanti. In particolare per le iniziative che aumentano contenuti e quantità di tempo che impiegano.

Manca un raffronto con gli anni precedenti, indicando e motivando le ripetizioni, le novità,  il costo unitario diretto (paga  il Comune) e quello che deriva da finanziamenti  sovraordinati (regione o ministero).  Manca l’indicazione se queste ore impegnate nelle attività ulteriori rientrano nell’orario scolastico normale o sono ulteriori (in totale oltre 1.700 ore). Dovrebbero essere  ore che vengono sottratte all’istruzione standard. Questi corsi scolastici autonomi che fanno parte del Piano per il diritto allo studio (VEDI).

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Evento musicale a Buccinasco apre la stagione teatrale: da ripetere!

Riceviamo una relazione che ben volentieri pubblichiamo. Un successo di pubblico quasi straordinario, considerato il programma. Evidentemente il bisogno della buona musica era ed è sentito. L’organizzazione registica ha dato i giusti spazi e contribuito non poco all’interesse, al successo della manifestazione.

Auguriamoci che questa bella riuscita sia da viatico a una maggiore considerazione per queste serate, che dia ai  docenti e profesionisti di casa nostra occasioni nuove che arricchisono la cultura musicale. Magari anche allargandola alla musica strumentale. Ai tanti giovani che si iscrivono ai corsi, devono essere date occasioni di farsi conoscere, per crescere, per affrontare i brividi del primo incontro con un pubblico di casa, che aiuti a rompere il ghiaccio.

Pubblico in visibilio sabato 14 ottobre in Auditorium Fagnana per il Gran Galà di apertura della stagione culturale 2017-2018 del nostro comune

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Buccinasco: la stagione teatrale apre con un gran gala di grande musica

Una novità musicale, un po’ venuta meno in questi anni a Buccinasco. La musica classica, operistica e strumentale ha per noi un valore unico, irripetibile. La musica per come è nata e cresciuta e si è sviluppata in tutto il mondo della chiesa cristiana dei primi secoli, mantenuta poi nei chiostri monacali. Sviluppatasi quindi nelle corti signorili con una crescita degli strumenti e delle vocalità, fino al pianoforte… dalle corti passata ai teatri pubblici dal Settecento, è tutta un’esperienza e costruzione avvenuta in Europa.

La cultura Occidentale della musica è tutta nostra: oggi riempie il mondo. Strumenti e canti classici, le opere, le arie, le canzoni sono il grande dono culturale che la cultura europea ha fatto nascere; dono che ha conquistato il mondo. Dobbiamo esserne coscienti e orgogliosi, anche perché in questo sviluppo continentale durato oltre mille anni, l’Italia occupa un posto grande, primario.

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Istruzione permanente a Buccinasco: iniziative e loro ottimizzazione possibile

Uno degli attuali ministri, che non gode di buon gradimento sulla stampa e sui social: Valeria Fedeli, lei,  il tema dell’istruzione permanente lo ha affrontato e lo sostiene.  Non gode di grande stima il ministro, cui si addebita una formazione inadeguata (scuola magistrale) ma soprattutto un curriculum sindacale entro la CGIL,  alla segreteria nazionale della P.A. per ben 35 anni (1982).

Che un sindacalista di mestiere specializzato nell’istruzione, ove ha trascorso una vita, faccia il ministro della struttura statale dal maggior numero di dipendenti pubblici, è una delle curiosità che dimostrano il minestrone nel quale i poteri dello Stato convivono nella medesima scodella. Formano un impasto che rende tutto grigio (quando va bene). Non è questo il tema però. Partiamo da una sensibilità che il ministro ha espresso recentemente, su cui non si fa nulla; a nostro parere perché viene agitata per richiedere nuove assunzioni pubbliche. Del resto qual’è il sindacalista-politico che non reciti, giornalmente, il rosario della carenza di personale, chiedendo assunzioni ? dobbiamo ancora trovarlo.

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Migranti e integrazione: lo jus soli ma anche la scuola

Non ricordiamo il politico di maggioranza, ma ieri in un TG ha, sorridendo, questi dichiarato che prima delle elezioni l’attribuzione della cittadinanza a chi ha avuto la ventura di nascere in Italia, sarà legge. Perché, ha sostenuto, è una questione di civiltà. Civiltà legata alle elezioni: cioè a far diventare elettori tutti i nati in Italia, indipendentemente dalle origini (questo viene chiamato jus soli).

Quanto la questione etica funzioni, uno straccio di piano di integrazione reale,  gli obiettivi indispensabili che i nuovi italiani devono raggiungere per essere italiani davvero, davvero eguali a noi, il politico fantarone che sbandiera l’etica non lo dice (e non viene mai detto, mai sostenuto).

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NEET, Buona Scuola e i problemi del nostro futuro: ne parla il Ministro a Rimini

Naturale che il Ministro dell’istruzione in carica sostenga la legge chiamata Buona Scuola a suo tempo. Ne difende gli indirizzi in un’intervista a ilsussidiario.net (VEDI), il giorno successivo nel convegno di CL a Rimini (VEDI ilfattoquotidiano). L’aspetto notabile, in positivo, è la considerazione sui “neet” (acronimo inglese che significa: giovani che non studiano, non lavorano e non lo cercano), di cui in Europa abbiamo il record per il maggior numero percentuale (VEDI ilsole24ore).

Insomma la Buona Scuola è finora bloccata da veti sindacali e dalla contrarietà della grandemaggioranza dei docenti. Un blocco sociale conservativo dell’esistente, che rifiuta maggiori poteri al dirigente scolastico e la possibilità di assumere. Il sistema per cui i concorsi sono nazionali, con l’assegnazione fatta a punteggi, su cui nessuno può farci niente. I premi ai docenti spalmati a pioggia su tutti.

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La scuola pubblica è pubblica è basta. I Cittadini hanno diritto al pari trattamento

Con le elezioni la faccenda c’entra di traverso. La serata promossa da Nova Terra (cui va il merito), ha certamente l’intento di sensibilizzare la Comunità sul tema del pari trattamento, in periodo dal carattere locale pre-elettorale, perché Cittadini, in particolare coloro impegnati nella vita della polis, del problema scuola tengano conto.

Quindi il motivo, in sé  immanente (valido sempre e sempre attuale) ha un che di funzionale alla propria causa, visto che Nova Terra è scuola pubblica paritaria che dal comune non riceve nulla, che deve pagarsi da sola, con le rette dei genitori. Perfino i contributi alle scuole i pro tempore in uscita li hanno erogati solo alla scuola statale (pubblica, nella quale i genitori hanno già il diritto all’istruzione gratuita).

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L’ECONOMIA A SCUOLA: UN AIUTO PER L’ITALIA

Città Ideale riceve questo invito: si tratta di un voto da esprimere in favore dell’Istituto Bruno Leoni che realizza, senza spese per scuole o studenti, corsi di formazione in economia. “700 studenti ne hanno già avuto beneficio. Città Ideale aderisce e invita tutti, a sostenere questa meritevole iniziativa (VEDI anche IBL economia nelle scuole).

VOTA E FAI VOTARE PER IBL SU ilmiodono.it

Anche nel 2016 è possibile sostenere le idee per il libero mercato

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