Archivio per la categoria ‘Istruzione’

La scuola pubblica è pubblica è basta. I Cittadini hanno diritto al pari trattamento

Con le elezioni la faccenda c’entra di traverso. La serata promossa da Nova Terra (cui va il merito), ha certamente l’intento di sensibilizzare la Comunità sul tema del pari trattamento, in periodo dal carattere locale pre-elettorale, perché Cittadini, in particolare coloro impegnati nella vita della polis, del problema scuola tengano conto.

Quindi il motivo, in sé  immanente (valido sempre e sempre attuale) ha un che di funzionale alla propria causa, visto che Nova Terra è scuola pubblica paritaria che dal comune non riceve nulla, che deve pagarsi da sola, con le rette dei genitori. Perfino i contributi alle scuole i pro tempore in uscita li hanno erogati solo alla scuola statale (pubblica, nella quale i genitori hanno già il diritto all’istruzione gratuita).

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L’ECONOMIA A SCUOLA: UN AIUTO PER L’ITALIA

Città Ideale riceve questo invito: si tratta di un voto da esprimere in favore dell’Istituto Bruno Leoni che realizza, senza spese per scuole o studenti, corsi di formazione in economia. “700 studenti ne hanno già avuto beneficio. Città Ideale aderisce e invita tutti, a sostenere questa meritevole iniziativa (VEDI anche IBL economia nelle scuole).

VOTA E FAI VOTARE PER IBL SU ilmiodono.it

Anche nel 2016 è possibile sostenere le idee per il libero mercato

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Istruzione del terzo millennio: l’economia e un’iniziativa davvero utile

Ieri 06 Ottobre è uscito il primo numero di venti dispense che si propone di informare i Cittadini sul tema dell’economia, facendone una materia di istruzione che purtroppo è spesso tralasciata se non del tutto mancante dal nostro sistema di istruzione. Il merito della iniziativa va tutto a ilsole24ore che la vende con il quotidiano, praticamente senza costo. Un’uscita settimanale, ogni Giovedì, fino al 16 Febbraio 2017.

L’economia alla portata di tutti

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Società civile nei nostri comportamenti quotidiani

Ricevo da un amico caro la descrizione di un’esperienza personale di questi giorni, che con la sua trasparenza e onestà personale, riflettere e fa riflettere su aspetti della vita di Comunità che con crescente frequenza ci capitano davanti e lasciano l’amaro in bocca. Tanto da far dire a noi stessi:  ma è davvero questo il modo di vivere e comportarsi a Buccinasco?

Uno sfogo che ci sembra contenere componenti riservate. Per questa ragione, pur essendone autorizzati, preferiamo velare nomi e aspetti personali (VEDI). Fatto sta che i temi che sono proposti li crediamo tutt’altro che banali o di poco conto, anzi. Una riflessione crediamo sia opportuna per i nostri lettori, anche utile.

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Unioni civili e demografia: cultura laica che si riduce agl’insulti

Sarà forse conseguenza di talk show nei quali i partecipanti vengono solleticati perché facciano sfoggio di maleducazione greve; oppure i social network ove l’obbligo a risolverla a battute porta a comportamenti analogamente incivili e pesanti; mah! Chissà da dove viene la diffusione sempre più esplosiva fatta di insulti che si leggono di questi tempi (forse a mancanza d’idee, a testa che denuncia spazi vuoti).

Cominciamo con una nostra (di Città Ideale e dei lettori) vecchia conoscenza anonima sifaperdire, che così commenta l’articolo che descrive il civile comportamento del sindaco Errante, forse prendendosi cura di difendere l’insostenibile posizione di una Presidente del Consiglio Comunale che non c’entra nulla ma garantisce per il sindaco, parlando di tutta Buccinasco (VEDI):

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Biblioteca: siamo al termine del pecorso: 300mila euro e passa

Esisteva a Buccinasco una biblioteca, che il comune ha gestito in autonomia, con un costo di struttura propria implementato negli anni. Per fermarci al mandato Maiorano, la biblioteca ci è costata 145mila euro nel 2015 (27mila libri; 25mila iniziative; 35mila fondazione Perleggere; 56mila personale).  Con il 2016 si cambia: il personale viene giudicato impreparato, trasferito al municipio. Doveva avvenire da Gennaio ma succederà da Luglio (salvo ulteriori ritardi).

Il piano di rinnovamento della biblioteca, non si sa ancora quanto è costato. Certamente parecchio: attrezzature e arredi diversi, rifacimenti d’impianti e locali, facciamo spese straordinarie per 150mila euro? Si è poi parlato di un investimento in strutture informatiche straordinarie che ci fornisce sempre la Fondazione Perleggere. Leggi il resto di questo articolo »

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Scuola pubblica d’infanzia: il parere dei destinatari del contributo

Riporteremo quanto trascritto nell’ultima ora, circa le affermazioni in Consiglio, dei nostri Cittadini in assembla degli eletti. Dichiarazioni che dopo parecchie riunioni a due con Assessore e Sindaco ci si attende siano ben pesate. Il Consiglio è sede istituzionale: non siamo in una riunione di partito, in un convegno qualsiasi.

Il sindaco: si è svolta una trattativa seria, nella quale non sono mancati momenti di tensione, ma si è giunti a un punto di condivisioen ampio, praticamente sul 97% del contenuto. Queste reazioni di stasera non si comprendono, il dissenso lo giudichiamo marginale. Se no devo pensare che oppure sono venuti qui degli interlocutori inetti. Leggi il resto di questo articolo »

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Istruzione pubblica, la materna e le spese. Facciamo le cose seriamente

Tirare la corda perché non si riconosca legittimità alla SCUOLA PUBBLICA PARITARIA, considerando ciò che il comune eroga un “sostegno economico”, cui si da il significato di una spesa anomala che si potrebbe anche eliminare e tutto sarebbe regolare. Non si tratta di carità, non si tratta di benevolenza, o accondiscendenza, come hanno fatto i rappresentanti della maggioranza in Consiglio, sventolando 430mila euro “che vi diamo”, il primo comune in Italia come supporto alle scuole private.

La visione è distorta parecchio, e si adottano tutti i trucchetti della recita politica, ora in chiave elettorale, propri del mestiere del far politica. il problema è molto semplice e sulla questione di fondo si deve rispondere: la Scuola Materna Parrocchiale Romano Banco fa parte del SISTEMA PUBBLICO d’ISTRUZIONE? La legge dice si, e dice anche che, proprio per questo, stabilisce che ai genitori deve essere accordata la pari opportunità di scelta. Leggi il resto di questo articolo »

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Buccinasco. biblioteca, cultura e servizi comunali

Fra cinque giorni il Consiglio è chiamato a pronunciarsi su una proposta dell’assessore alla Cultura Arboit, proposta firmata il giorno 23 Novembre, di cui nessuno viene fino ad ora informato, non fra i Consiglieri. Non ai Cittadini o sui media del Comune. Dopo venti giorni viene resa pubblica, perché si deve discutere in Consiglio (VEDI).

Sulla biblioteca l’assessore si è dato da fare: ha ottenuto investimenti robusti per l’integrale rifacimento della biblioteca (rimarrà chiusa per due mesi o più) rinnovato arredi e strutture informatiche, a disposizione dei Cittadini. Ne ha parlato anche lui, evidentemente soddisfatto  di quanto sta realizzando adesso: una pagina sui social network per rendere più funzionale il rapporto con i Cittadini (VEDI). Leggi il resto di questo articolo »

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Gender e la scuola… il perché di un segnale che deve venire dai Cittadini, dai Genitori, dalle Famiglie

Oggi non parliamo di Buccinasco. Intendiamo porre attenzione a un fenomeno che nel sistema dei media è trascurato, che passa sotto traccia. Non riguarda solo l’Italia, anzi. In Europa sta prendendo piede con maggiore spinta, su una pretesa continuità del pensiero “laico” (che poi di laico ha molto poco, se non il suo significato di non credente, non religioso).

Domani 4 Dicembre è indetta una manifestazione nazionale (VEDI) promossa da associazioni di genitori molto preoccupati per il diffondersi nelle scuole l’ideologia gender (termine inglese dal significato poco conosciuto) che sostanzialmente è traducibile come ideologia di genere il cui contenuto è:

l’idea che l’identità sessuale della persona non sia radicata nel suo essere maschio o femmina e non si sviluppi intorno a questa fondamentale realtà biologica, ma che consista nella momentanea e assolutamente autonoma autopercezione di sé, che permetterebbe a ciascuno di “sentirsi” (e dunque essere ed essere riconosciuto dalla società in quanto) uomo, donna o appartenente ad una serie sterminata di altre “identità di genere”… Leggi il resto di questo articolo »

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Natale, la Croce, canti, dialetti, rappresentazioni: sono ciò di cui siamo fatti

Magari i dialetti possiamo metterli in archivio, visto che l’italiano televisivo è oggi imperante, compresi neologismi (spesso improbabili), inglesismi diffusi, anche efficaci ma spesso inutili avendo nel nostro italiano l’equivalente di almeno pari efficacia.  Lentamente stiamo andando verso una sorta di esperanto comprensibile a tutti, lingua basic di qualche migliaio di parole, patrimonio globale.

Globalizzazione significa però che il progressivo convivere entro cornici condivise non ci riduce a un unico e indifferenziato essere umano tipo che pensa e vive in modo eguale. La storia di ciascuno dimenticata, annullata dal processo che riduce il pianeta a un cortile di casa ove si sa tutto di tutti e tutti sono eguali. Leggi il resto di questo articolo »

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Formazione permanente per il terzo millennio: Italia all’ultimo posto

Sarà un pallino, questa attenzione di Città Ideale sulla istruzione, la competenza e l’aggiornamento continuo che già oggi e richiesto, più ancora lo sarà domani. L’istruzione comincia in famiglia (già a scuola si avvertono differenze serie di livello, in funzione dell’ambiente familiare, con tendenza a permanere), poi c’è il periodo scolastico, poi….? sembra il vuoto. Dovremmo essere immersi in un ambiente esterno che centellina e trasmette formazione permanente in modo lieve ma continuo e costante, che accresce, che incentiva l’uso e l’abitudine all’approfondimento delle nostre conoscenze, Invece…

“con il suo 40 per cento di adulti succubi di maghi e guaritori (noi aggiungeremmo anche programmi di intrattenimento solleticanti emozioni basic, ndr); e una scuola media superiore gravemente deficitaria, non sorprende che l’Italia abbia il 70% di incompetenti e occupi l’ultimo posto nella graduatoria internazionale” (parole di italiano, ex ministro dell’istruzione).  Di che si sta parlando ? Leggi il resto di questo articolo »

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Scuola, libri scolastici e tablet: la scuola paritetica è avanti

Quando si andava a scuola cinquant’anni fa, e ancora prima, perfino ai tempi del libro Cuore di De Amicis, gli scolari portavano un elastico (o una cordicella per i meno fortunati) con i libri delle lezioni del giorno. Altri, dalle famiglie più formali, una cartellina di cartone pressato, colore finta pelle; borchie brunite agli angoli.   I più abbienti, quelli del ceto medio (o che a questo aspiravano), oltre al grembiulino brillante (setoso anziché di cotone) si distinguevano per una cartella di vera pelle, spesso nera. Ma le quantità erano quelle: a malapena un chilo.

Il problema delle famiglie oggi, quando i loro bimbi arrivano al primo giorno di scuola, è l’enorme quantità di libri e altro materiale che devono comperare, ma non solo: quanto è voluminoso e pesante portarsi a scuola.    Inevitabile l’introduzione dello zaino, sempre più voluminoso, con scolari ad un tempo dall’atteggiamento fiero per nozioni e cultura che si portano sulle spalle ma anche dalla postura distorta in avanti per compensare lo squilibrio che ne risulta. Leggi il resto di questo articolo »

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Istruzione, giovani e computer: quanto manca al cambiamento? quale la strada?

Riflessione che viene da una nota di Tullio De Mauro (esimio linguista, è stato anche ministro dell’istruzione, famiglia di area sinistra) competente comunque. Settimanalmente tiene una rubrica su Internazionale che quale direttore ha il figlio, rubrica che ha quale fulcro la scuola e l’istruzione, non limitata all’Italia. La questione affrontata in questo caso riguarda lo strumento per apprendere: oggi il personal computer.

Ricordiamo a sei anni il banco con a destra il buco ove era inserita la tazzina di vetro contenente inchiostro. La penna difficile da tenere (per il mancino poi, costretto all’uso della destra), mani e foglio subito macchiati, la carta assorbente presto zuppa, inservibile.  Lo strumento per apprendere era questo; l’impegno manuale e lo sforzo per il percorso dell’apprendere a leggere, scrivere e far di conto. Non è così oggi.

Si usano ancora carta e biro; ancora si passa dalle tabelline mandate a memoria; la scrittura in stampatello (anziché il corsivo)  ove ripetere lo scritto e impararne il suono. Siamo però in una fase di passaggio verso la sostituzione con il computer: lo strumento che, è certo, diventerà il supporto dell’apprendere.  Quanto abbiamo coscienza di questo cambiamento?  Quanto il sistema docente padroneggia l’insegnamento mediante il computer?

Questo ci propone la breve riflessione. Anche con le conseguenze sociali che si porta dietro. Più si ritarda l’integrazione del computer come strumento dell’apprendere primario, maggiore diventa l’handicap per gli “allievi culturalmente deboli”, come li definisce l’autore. Le famiglie che più sono dotate di cultura e sensibilità, sono in grado di tamponare le carenze della scuola, evitando gli eccessi. Il soggetto debole viene di fatto emarginato con perdite di potenzialità; esclusione sociale molto più probabile.

Non sappiamo quale sia oggi la situazione nella scuola primaria (ma anche secondaria); l’impressione però è che molto ci sia da fare, a cominciare da applicativi dedicati al primo insegnamento, alla formazione esperta e compiuta dei docenti, alla informazione aggiornata alle famiglie. Una riflessione che riguarda l’oggi. A cominciare dalle famiglie, per i loro figli.

TRE ERRE PER UN PC

(09 Ottobre 2015 – Tullio De Mauro) C’è relazione tra un uso del computer e sviluppo delle competenze linguistiche e matematiche?  L’OCSE ha cercato una risposta raccogliendo dati in 31 paesi. Il computer in sé non è un apriti sesamo. Nel metterne a frutto  l’utilizzo pesano fattori culturali e sociali di partenza.

La Frankfurter Allgemaine  Zeitung e altri giornali tedeschi sottolineano un dato: allievi culturalmente deboli usano il computer essenzialmente per giocare e l’uso prolungato non solo non si traduce in passi avanti nelle conoscenze e competenze ma è sospettabile di effetti negativi evitabili solo se chi insegna è capace di fare intendere agli alunni come sfruttare in modo intelligente le risorse tecnologiche a disposizione.

In Francia gli esperti traggono una conclusione: invece di investire per far crescere il numero di computer nelle scuole, i governi farebbero meglio a investire per far crescere la capacità di insegnare e apprendere competenze di base; insomma leggere, scrivere e far di conto. Le tre “r” dell’inglese: reading, writing, arithmetics, necessarie per sfruttare il pc.

Nei paesi dell’OCSE  96 alunni su cento hanno un pc, ma solo il 70 per cento lo usano per studiare. Chi fa uso del pc con moderazione tende ad avere risultati un po’ migliori di chi non l’usa mai. Pessimi i risultati di chi l’usa troppo (anche a parità di condizioni sociali).

Combattere le disparità familiari e innalzare la qualità degli insegnanti restano condizioni non eludibili di una scuola davvero buona.

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Mondo che cambia e di cui non si parla: studi umanistici

Città Ideale cerca di far conoscere e trasferire ai lettori alcuni dei temi che non sono locali ma da cui siamo colpiti; temi che trovano entro i media un’attenzione modesta, a volte nulla. ne parliamo e cerchiamo di farli conoscere ai nostri lettori ritenendo che possa essere una tematica di interesse, anche entro la Comunità di Buccinasco.

Per esempio, il tema degli studi umanistici e della loro evoluzione tocca da vicino i nostri figli, gli studenti d’oggi che fra qualche anno dovranno scegliere l’area di interesse verso cui proporsi, indirizzarsi. Un processo che investe le medie superiori in modo rilevante: gli iscritti alle materie umanistiche sono intorno al 30% al loro interno con due fenomeni: lo spostamento rilevante dal classico alle lingue e scienze sociali e l’incremento,  divenuto dominante, della componente femminile (70%). Leggi il resto di questo articolo »

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