Archivio per la categoria ‘Economia’

Auspicare l’eguaglianza: progressisti o pasticcioni?

Argomento che ci fa tornare ab ovo, alle origini. Il far politica progressista, da quando la democrazia moderna  è ri-nata nel Settecento in Inghilterra, ha avuto come faro acchiappa falene il proposito della società di eguali, la riduzione delle disuguaglianze, ininterrotta  fino all’obiettivo finale sintetizzato da slogan immortale di Karl Marx:

DA CIASCUNO SECONDO LE SUE POSSIBILITÀ
A CIASCUNO SECONDO I SUOI BISOGNI

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Globalizzazione in crisi? Certo, in Occidente ma non solo

Da qualche mese, diciamo pure dalla gestione Trump, per semplificare: giornalisti specializzati, economisti diversi , insomma il mondo dei media, sta suonando un piffero: la globalizzazione è in crisi e bisogna correggere. O addirittura tornare indietro. Un movimento così rivoluzionario come la globalizzazione, in mezzo secolo sviluppatosi al galoppo, diciamo dopo la caduta del muro di Berlino, è un miracolo senza precedenti che sia avvenuto senza guerre.

Un evento che riguarda tutto il globo, tutti i paesi in tutti i continenti, è impossibile senza che nel suo percorso non richieda aggiustamenti. Che nel procedere si presentino esigenze di correzione è inevitabile; obbligato. Quindi ben venga un ripensamento circa una serie di aspetti, ma anche, in particolare,  circa  i tempi  di avanzamento.

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M5S e l’economia pubblica: si comincia ed è bene prestare attenzione

Succede che il candidato in pectore (come un cardinale, dato il ruolo atteso) per il MEF, ministero economia e finanza per il M5S. professor Andrea Roventini, docente alla normale di Pisa, pubblica sul blog (VEDI) un piano d’azione chiarissimo e determinato su un tema economico di grande, enorme rilievo. L’aspetto relativo ai nominati nelle aziende pubbliche.

Si tratta di 60 aziende che cubano 120miliardi di fatturato; come dice l’economista (di area Keynesiana viene qualificato, il che non entusiasma, nel terzo millennio). Chissà se l’economista si rende conto di star trattando del nocciolo (le noyau dur, in francese) dell’intrico di potere reale che sta sopra, di fianco, e tutto comprende del potere reale: l’occupazione dello Stato divenuto cosa loro.

Non si dovrà avere paura di riconfermare i manager che hanno ben operato e di congedare quelli che hanno deluso. Tutto ciò dovrà avvenire nella massima trasparenza, evitando logiche politiche spartitorie che possano promuovere manager appartenenti a circoli di potere, che affondano le radici nella Prima e Seconda Repubblica, e cercano di riciclarsi anche oggi, o fornire una comoda poltrona agli amici degli amici, o un buen retiro per i soggetti (es. capi di gabinetto, consiglieri di stato, direttori generali, etc.) non più graditi e privi delle competenze necessarie.

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Finanza UE, Banche italiane e ciò che ci aspetta

Riceviamo da un funzionario addentro nel sistema banche, possiamo definirlo un amico della nostra Buccinasco, che pensa di compiere cosa utile illustrare il tema, vista la situzione in cui ci troviamo. L’analisi viene da un’esperienza da chi sta in casa, diciamo italiana, quindi. Comunque interessante  per quanto noi si ritenga che questi movimenti oggi è più opportuno siano inquadrati su scala globale.

Il tema NPL (i crediti non pagati, in sofferenza), il nostro paese lo ha preso sottogamba, è ciò sta aggravando un problema che poteva avere una gestione migliore. Può scoppiare, ma è questione globale, perché il ricorso all’intermediazione bancaria sta attraversando fasi di movimento.

Ciò è dovuto alla presenza di nuove forme e nuovi soggetti per il finanziamento alle imprese, ma anche altro (non escludendo il peso rilevante che sul territorio ha il capitale sporco). Abbiamo attribuito un alias alla persona, perchè riteniamo ragionevole, dato il caso, salvaguardare la privacy dell’autore, che ringraziamo per il contributo (titolo della redazione, ndr)

BANCHE ITALIANE – IL PROSSIMO ARMAGEDDON?

(la talpa nel caveau – 12 Marzo 2018) e…se… nell’ottobre 2019 Mario Draghi non potra’ piu’ presiedere BCE e in pectore il prossimo presidente della bce sara’ inevitabilmente un crucco…voluto dalla merkel tale err Jens Weidmann e …sicuramente non sara’ indulgente con l’Italia …    ad oggi la politica della bce firmata da Draghi ha, nel bene e nel male, tutelato o difeso le banche italiane in difficolta’ varando misure come la bail in, “siringando” capitali verso le banche italiane, capitali percepiti dalla massa come soldi destinati al mondo imprenditoriale e privato con il fine di rilanciare l’economia…

Ma cosi’ non era e non e’…… sono soldi che NON possono essere destinati alla concessione di nuovi crediti nella piu’ parte dei casi, son soldi che servono a ricostituire quelle riserve creditizie utili a ricapitalizzare le stesse banche come da direttiva comunitaria…al fine di evitare di richiamare i fidi concessi ……     quindi con la destra te li danno e con la sinistra te li tolgono ….quindi ,

Sentire che le banche ricevono soldi a tassi negativi dalla BCE e sentirsi tacciati di non concedere credito al fine di lucrare su tali fondi e’ esattamente quello che vorrebbero sentirsi dire…  non cascateci…   i soldi della bce arrivano ma non possono essere spesi per disposizioni della stessa comunita’ UE.

Ma il pericolo si cela su un’altra bomba prossima a scoppiare,       una disposizione comunitaria che portera’ a scaricare ulteriormente quelli che vengono tecnicamente definiti NPL…crediti deteriorati in pancia a TUTTE le banche … ma, cosa sono gli NPL?  non performing loan…sono tutte quelle posizioni creditizie che presentano insolvenze (quindi potenzialmente anche i ritardi reiterati, si…perche’

Con una norma del 2016 passata in sordina, dopo 18 rate in ritardo anche NON CONSECUTIVE…   la banca… il creditore… puo’ escutere la garanzia…”si piglia la casa” e la mette all’asta…   la vende cioe’ … ma , normalmente le banche, per fare cassa, i mutui li cartolarizzano, ossia cedono il credito a societa’ terze ad un prezzo di realizzo e , se nell’arco del piano di ammortamento il mutuatario ha pagato ,

Magari anche solo con ritardo anche non consecutivamente per 18 rate…la casa garanzia puo’ essere escussa…  tutte queste belle piccole norme non favoriscono neanche le banche…questo e’ il bello… ma favoriscono coloro che…acquisteranno questi crediti per pochi euro trovandosi poi grande ricchezza a discapito di noi italiani…     parliamo di banche di affari e di societa’ spalleggiate da lobbies… sono tutte imposizioni dei poteri che , ben al disopra delle banche di credito ordinarie, si trovano ad operare sui nostri mercati. qualche esempio????

Tutta la grande industria italiana e’ stata di fatto ceduta a gruppi esteri…avete presente DUCATI…LAMBORGHINI…REX…STAR… le misure di embargo imposte dalla UE (Mogherini quota pd…per intenderci…) nei confronti della Russia di Putin quale ritorsione alla guerra ancora in corso in Ucraina,   la stiamo pagando con un blocco delle esportazioni di prodotti italiani come il Grana, Vino ect… con un particolare…

Le aziende produttrici pongono a garanzia dei fidi bancari le forme di grana, per esempio, il Vino…ect.ect… quei fidi non sono eterni e puo’ capitare , ed e’ capitato che taluni istituti di credito siano stati costretti a mettere a rientro tali esposizioni…con in gravissimo pericolo di indurre le aziende a …chiudere… con i magazzini gonfi di prodotto che non possono vendere al mercato dei riferimento….e poi diventa un bel NPL , arriva qualcuno e lo compra a tre soldi… e’ successo per olio Carapelli, diventata cinese, la gloriosa STAR passata agli spagnoli … ect.ect….ora ITALO che diventa di proprieta’ di un fondo d’investimento americano…

Poi non c’e’ alcuno che si scandalizza per un certo Erdogan e della sua Turchia che bombarda abitualmente i curdi anche con gas nervino, non c’e’ nessuno che osi parlare di un certo Xi Pin Jin da oggi premier a vita con una votazione palesemente viziata da brogli…ma  questa unione europea …non e’ la mia idea di futuro per il mio paese…

L’opzione Italexit senz’altro non sara’ la soluzione meno indolore ma sbagliare e’ un palese errore dovuto ad incompetenza (c’erano un certo Prodi e Ciampi) una brama di passare alla storia per qualcosa… o per compiacere poteri “oscuri” logge massoniche o banche d’affari internazionali…   qualcuno diceva segui il flusso del danaro per capire chi fa’ cosa e perche’… certo e’ che acclarato di aver compiuto un errore, non porvi rimedio e’ anche peggio…

Quindi ben venga un profondo ripensamento al progetto della follia UE che di fatto ci impone regole che hanno penalizzato il popolo italiano, che hanno penalizzato il prodotto italiano e …il portafoglio italiano…  grazie all’euro abbiamo tassi d’interesse bassi….dira’ qualcuno il punto e’ che le banche non fanno piu’ tanti mutui quanti ne facevano quando i tassi erano a doppia cifra…l’economia girava e con essa il danaro, il lavoro…il paese…

Ora facciamo parte di una oligarchia che di fatto, su progetto di Monti …altro fenomeno bocconiano, ha sostanzialmente progettato di trasferire le ricchezze degli italiani allo stato di fatto impoverendoli…    tranquilli si presento’ all’incarico di presidente del consiglio spedito dal sig Napolitano ( massone) rinunciando alla sua paga…tanto gia’ prendeva la paga da senatore a vita dallo stesso massone Napolitano… chissa’ come mai???

Quindi cosa spero io?    una Italia libera dai legacci della UE libera di riprendere i suoi affari con la Russia di PUTIN e gli stati uniti di TRUMP  uscendo dal dumping commerciale imposto dai cosiddetti paesi emergenti e dalla CINA…imponendo dazi dove serve…  poi se i tedeschi e i francesi volessero il nostro prodotto…se lo pagano a prezzo …pieno… ma sopratutto la finiremo di pagare l’iscrizione ad un club esclusivo di squash….

Noi non possiamo giocare in quanto paraplegici…ma ogni volta che altri iscritti organizzano un campionato…  noi siamo tenuti a pagare l’iscrizione anche non giocando…  sarei stufo di mangiare arance marocchine, zucchine e fagiolini egiziani…olio tunisino…imposte dalla UE… . eccovi le mie riflessioni in tema UE

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L’analisi sintetica del Circolo PD, genera un richiamo alla ragione, invita a riflettere

Andrea Dalseno è animo libero, una testa che mette a confronto le sue convinzioni (basate sugli studi e la logica quotidiana). Questa disposizione comporta una reazione di metodo, viene quasi automatica la reazione a modi di vedere l’economia antitetici.  Non ci sono pregiudizi nelle sue affermazioni,  sostenute con richiamo alle leggi economiche e alle cose.

Osiamo applicare il termine “esemplare” a questo sintetico commento e lo pubblichiamo a beneficio di tutti, a futura  memoria. Personalmente resto convinto che questi principi facciano parte del comune sentire dei non molti Cittadini che un poco d’economia masticano e a questa s’interessano. Troppo poco diffuse queste fondamenta di uno stato ideale che persegua davvero il Bene Comune (il titolo è della redazione, ndr).

COMPETIZIONE E MERITOCRAZIA
HANNO REALIZZATO IN DUECENTO ANNI
LA PIÙ GRANDE RIVOLUZIONE DELL’UMANITÀ

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Elezioni, Il Giornale: Nicola Rossi e flat tax

Nicola Rossi ha presentato il suo progetto sulla modifica strutturale del sistema fiscale italiano nel Giugno 2017, entro l’Istituto Bruno Leoni  IBL, di cui fra l’altro è presidente. Un progetto articolato che parte dall’aspetto mediaticamente di maggiore presa, ma che ribalta il sistema. Abolite le tax espenditures (le 400 leggine che ritoccano al ribasso le tasse ora a l’una o l’altra categoria).

Ha fatto convegni, scritto libri, presentazioni, discussioni fra economisti su ilsole24ore (fra le altre). Il tema, o meglio lo slogan, è stato ripreso dai nostri politici (categoria attribuita dai voti, non dalle qualità proprie, quindi sostanzialmente propalatori di immagini, demagogia a buon mercato). Lo ha fatto nei giorni scorsi ilgiornale (VEDI)con una simil intervista.

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PD e il debito pubblico: cosa dobbiamo aspettarci

Un’intervista che riguarda il debito pubblico fatta da ilsole24ore ai segretari dei partiti in corsa l’abbiamo trovata relativa a Renzi, pubblicata il giorno 10. Ci piacerebbe avere altrettanto dagli altri; che finora non l’hanno affrontata come argomento specifico. Vedremo di compiere, con tutti i nostri limiti, un’analisi di quanto ci sia da aspettarsi da un eventuale governo PD.

L’intervista ha un respiro non localistico (VEDI), affronta temi come la gestione dell’Europa, ma anche quello che lui definisce “austerità”, termine evocativo di sacrifici, che viene bene archiviare prima delle elezioni. Lasciamo le terminologie che sanno di strumentale e demagogico e veniamo alla questione che più interessa e coinvolge. Anche noi ma soprattutto l’Italia: il debito pubblico.

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Movimento Cinque Stelle: il programma e la sfida da cogliere

Riceviamo osservazioni da un lettore, e amico, carissimo. Ci sottopone aspetti del programma M5S. “Qualche spunto (e non mi sembra necessario aggiungere altro)”. Si tratta degli aspetti che, per chi ce li sottopone, sono visti come problematici. In parte la stesura sarà anche forzata da esigenze di sintesi; dobbiamo per onestà verso noi stessi e i nostri lettori presentarli e coglierne i limiti; ciò che consideriamo errori. Anche seri.

Non che siano solo questi gli aspetti su cui verrebbe da discutere; praticamente su tutto ci sarebbe da limare, puntualizzare e precisare. Correggere o espungere (mettere fuori). Questi tuttavia bastano per una prima analisi, che non ha intento elettorale, a favore o contro. Ci muove ciò che riteniamo l’interesse del Paese.

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Concorrenza, liberalizzazione e crescita del mercato

L’Europa è in facimento: in parte opera un percorso di avvicinamento delle regole e delle economie; solo in parte però. Gli stati nazionali pesano ancora, e parecchio. Pesano soprattutto i due centrali Francia e Germania: le rispettive economie sono fortemente condizionate dallo stato, da uno stato che ha una efficiena rispettabile, anche quando è monopolista.

Questione e conseguenza di storia: di stati nazionali ben strutturati  e autorevoli, su cui la politica elettiva incide con misura e spesso è subordinata. Questa riflessione viene dalla vicenda Italo. L’Europa nei suoi principi di Stato Unito d’Europa, ha proceduto a emanare una serie di liberalizzazioni, dellestrutture nazionali. Fra queste le ferrovie: separando la gestione delle infrastrutture dai mezzi di trasporto.

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Elezioni: ancora sulle tasse. Le bufale sui “ricchi” e i pericoli che corre il lavoro in Italia

Parleremo di una questione che, come è solito nel nostro modo di operare, consideriamo rilevante ma passa sotto silenzio o quasi nel sistema dei media, soprattutto nel bailamme dei ludi cartacei e televisivi di questa fase elettorale. La questione è relativa alla legge fallimentare, che in Italia ancora oggi è quella del 1942… Sì, proprio la guerra che stavamo drammaticamente perdendo, pochi mesi prima dell’uscita di Mussolini.

Questa legge, dopo svariati tentativi mai giunti a termine, è stata totalmente rifatta, rivista in modo profondo, dal parlamento. Approvata l’11 Ottobre 2017 ma, come i lettori sapranno, perché la legge entri in vigore sono necessari i regolamenti attuativi emanati dal Governo; nel caso dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando. VEDI su ilsole24ore una descrizione della nuova legge e dei suoi contenuti.

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Elezioni: i regali, la flat tax, polemica che mette a nudo progressisti del gambero

Istruttivo questo periodo elettorale, dove la questione delle tasse come fardello che frena imprese, investimenti, lavoro, sviluppo, comincia a trovare ascolti crescenti, entra a far parte dei problemi da affrontare. Non si tratta della riduzione delle tasse in senso stretto, bensì il collegamento di questa con il taglio alla spesa pubblica: qui cominciano i problemi peri  nostri venditori di salsicce demogagiche.

Nicola Rossi, un economista cresciuto in ambiente “progressista” (ha fatto parte del pensatoio governativo D’Alema), da cui si è presto distaccato per approfondire i temi propri dell’economia e dell’esigenze del paese. Divenut o espressione di peso del Istituto Bruno Leoni, ha coordinato, con esperti e docenti, il gruppo che ha esposto nel Giugno 2017 la proposta di flat tax.

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Ecomomia e elezioni. Questioni di peso nel valutare la scelta da fare

LA FLAT TAX, ovvero la proposta IBL (Istituto Bruno Leoni) di Nicola Rossi. Al centro di una serie di integrazioni, proposte, critiche e repliche: un think tank economico di serietà e competenza indiscutibile, è riuscita a porre la questione della riduzione del peso fiscale e del debito  al centro del dibattito elettorale, nonostante la difficoltà propria del tema. Nonostante la semplificazione dei politici a vendere la sola riduzione delle imposte, rimanendo sul generico o addirittura evitando di affrontare la conseguenza in riduzione di spesa.

A sostenere l’immaginario affascinante della proposta è intervenuto  Trump con un taglio secco delle imposte che ha generato in tempo reale un rovescio dei comportamenti di aziende e investitori: la crescita di produzione, occupazione e stipendi. Questa può essere la strada giusta, applicabile in Italia? In questo modo è troppo semplice, forse anche negli USA. In Italia sarebbe impraticabile a causa di un debito pubblico che andrebbe alle stelle.

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Flat tax e campagna elettorale: nodi che vengono al pettine

Trump viene descritto dai media in termini non certo propri a uno statista di spessore (a essere diplomatici). Però è un imprenditore e ha naso per cogliere il nocciolo delle questioni. In modo semplicistico anche, ma coglie gli elementi essenziali che un imprenditore ha sotto gli occhi da sempre, tutti i giorni. I costi che colpiscono l’impresa: in questo periodo le tasse.

Il tema delle tasse è sempre stato al cuore di ogni analisi di economisti e analisti del fare impresa. Sopportato da sempre in un secolo che ha visto la società affluente, l’economia crescere ininterrotta (nel mondo occidendale soprattutto). In questo contesto le tasse viste dai governanti come una variabile resa sopportabile da una domanda in crescita.

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Le imprese si confrontano e si incontrano a Buccinasco: per il Bene Comune

Qualcosa che ormai non è più marginale, che comincia a contare, a fare gruppo, finalmente si intravede nel rapporto fra imprese e politica. Quando si parla dell’Italia e del dopoguerra,  si sente il bisogno di una storia nel rapporto imprese/politica. Una storia che si deve conoscere e far conoscere di più, ma non è questa l’occasione per parlarne.

Il Circolo delle Imprese è iniziativa che viene dalla provincia lombarda. Il tessuto intenso di piccole e medie imprese, si muove con la dinamicità e la voglia di fare che le contraddisingue. La coscienza del proprio ruolo, la voglia di far conoscere in positivo la funzione dell’impresa come struttura autonoma (VEDI).

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Elezioni e problemi del paese. Il silenzio tombale sul fare impresa

Fare impresa è attività nobile. Vale per l’intendimento in sé di assumersi l’impegno di essere autore e responsabile della sua attività. Con l’obiettivo del successo, col suo impego e a suo rischio. In democrazia l’imprenditore è un Cittadino come gli altri, con un carico e una responsabilità maggiore.

Il suo successo genera benessere per la società oltre che per se medesimo. I benefici che ne trae, sono ulteriori e marginali rispetto al rischio. Affermazione che dovrebbe essere ovvia ma che fatica a passare, a far parte del sentire comune nella nostra società. Anche di questi tempi, quando più che mai lo stato e la società dovrebbe compiere ogni sforzo perché le attività benemerite del fare impresa dovrebbero essere riconosciute.

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