Archivio per la categoria ‘Economia’

Ricchi, ceto medio e flat tax: spieghiamo di che si tratta al Governo del Cambiamento

Chissà se qualcuno avrà spiegato a Di Maio cosa s’intente per flat tax (ma senz’altro si). Si tratta di una tassa fissa sul reddito annuale prodotto. Reddito che può essere molto alto o magari nullo in un determinato  anno.  Il termine “ricchi”, invece, non è strettamente economico: definisce una situazione patrimoniale fatta di beni diversi, mobili o immobili, che può essere anche dal valore molto alto. Non necessariamente genera reddito (con flat tax ha relazione potenziale, ma anche nulla) .

Un esempio classico è un immobile destinato a luogo di culto: valore a volte perfino inestimabile, ma redditi generati pochissimi o zero addirittura. Nel termine “ricchi”, tanto apprezzato da Di Maio che lo ripete a colazione e a pranzo, comprende chi fa impresa, magari con migliaia di dipendenti e con reddito conseguente. Se tasso oltremisura questo reddito posso generare un danno non tanto all’impresa e ai suoi azionisti, provoco la riduzione della capacità di rinnovamento e investimento, cala la possibilità di crescere, competere, assumere, generare ricchezza.

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Debito pubblico: come si possono ridurre gli effetti?

La situazione del nostro debito è drammatica. Da almeno dieci anni i governi del paese dovevano affrontarla. Vi fu la forzatura Monti, fortemente voluta dai tedeschi. Mandato a casa dai Cittadini e dal sistema dei partiti; l’operazione Monti venne fermata a metà dalle elezioni. Da allora il debito è ripreso a salire fin li attuali 2.378miliardi (2017).

Ne parlano su ilsole24ore due articoli stringati e densi di dati non facilmente reperibili (Davide Colombo 14 Marzo: VEDI)  che, fatta un’analisi delle posizioni su estero dell’Italia, la bilancia commerciale, totalizza 463 miliardi di export. Mentre dobbiamo emettere nel 2019 600miliardi fra nuove emissioni e rinnovi. Davide Colombo in sostanza sostiene:

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Truffati (dalle banche): le parole che uccidono

L’insopportabile, ripetuto uso della parola truffati, ha fatto montare l’indignazione degl’italiani che hanno un minimo di base culturale in materia di diritto, di economia e di storia. Categoria di nostri connazionali non numerosa purtroppo; soprattutto quasi assente fra gli scribacchini che firmano articoli, abituati a ripetere a pappagallo gli slogan acchiappa voti dei politici di turno.

Abbiamo perso il conto, forse; non ricordiamo uno fra la decina dei giornali che vediamo, on line o cartacei, che non abbia fatto proprio, almeno una volta, il termine “truffati”. Ormai lo sanno anche i sassi che ogni slogan che viene dai politici ha fatto proprio il principio comunicativo di Lenin: lo slogan ripetuto e diffuso in modo sistematico che finisce per diventare realtà condivisa, carburante della rivoluzione.

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Logistica globalizzata e via della seta. Stanno sbagliando in molti

La globalizzazione prosegue, a ritmi altalenanti perché il passaggio è fra i più complessi mai affrontati dall’Uomo nei suoi due milioni di anni da che calca il pianeta. Globalizzazione: inesorabile come l’acqua che scende: può solo scendere perché non si è mai vista l’acqua tornare indietro. Fra le infrastrutture globali necessarie per rendere il nostro minuscolo pianeta un tutt’uno organico, si rende necessaria una logistica adeguata agli scambi intensi che il globo integrato di sicuro porterà.

Del sistema logistico globale chi sembra essersene accorto prima di altri è la Cina.  Sarebbe molto meglio che della logistica globle si occupasse un ente generale (ONU, o qualcosa del genere). Questo però è vero anche per i programmi generalisti di PC, per il web, per 5G, per i sistemi integrati di finanza. Finora le soluzioni appropriate al mondo che sta cambiando non hanno trovato strumenti  di gestione globali..; chi è arrivato prima ha vinto tutto il piatto.

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Autonomia delle regioni disposizioni premianti per tutti o rendita assicurata per chi è inefficiente?

In questi giorni sta esplodendo la situazione incancrenita alla ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Reggio Calabria. Una situazione fuori da ogni controllo: 200 milioni di debiti;  contabilità disordinata; fatture pagate due o tre volte; condannati per ‘ndrangheta assunti e retribuiti; concorsi di fornitura prorogati di continuo ecc.  600mila calabresi costretti a farsi curare in ospedali fuori regione (VEDI).

Finora non si ha notizia di indagati specifici. Nominato l’ennesimo commissario che dovrebbe rimettere ordine. Siamo in Italia ma nella regione Calabria. Che non è l’unica mal messa nel settore sanità del Sud. Sempre nei primi mesi del 2019 è stato nominato un nuovo commissario per l’ASL 1 di Napoli, mentre tutta la Campania versa in condizioni disorganizzate diffuse (VEDI).

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Energia pulita: la Puglia la fornisce gratis a chi non paga le bollette!

Le regioni possono deliberare spese. Possono farlo richiamando poi lo Stato (le altre regioni italiane) a finanziare le spese che nelle altre regioni non sono coperte? La risposta è si, possono farlo e anzi fa parte del sistema regionale come gestito con la Conferenza delle Regioni (luogo nel quale si trovano accordi con soliti meccanismi di scambio: il Governo ha bisogno di qualcosa nella regione? Potrà averla se cede a una richiesta regionale).

Qui sta succedendo una rivoluzione: installare gratis pannelli fotovoltaici, per ridurre le bollette elettriche ai Cittadini elettori. Qualcosa è stato anticipato in Sardegna, a Porto Torres. Il comune ha costituito un fondo di 500mila euro da spendere in due anni (piovuto dal ministero); la metà già spesi. Utilizzati per realizzare impianti fotovoltaici privati, per ora destinati alle famiglie in difficoltà nel pagare le bollette.

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Terzo settore, sistema coop, cadute e rinascite come l’araba fenice

Ogni anno il terzo settore (associazioni, coop sociali, fondazioni e altro) comprende oltre 20mila realtà, che danno lavoro a 812mila persone in Italia. Queste strutture costano allo Stato (ai Cittadini) circa 7 miliardi l’anno, oltre l’introito di 1,7 miliardi dal 5permille (dati Corrieredellasera anno 2016). Beninteso non è solo un costo, ma un supporto che può rivelarsi indispensabile per la tenuta sociale dl paese. Si deve tenerlo presente, pur considerando ciò che scriveremo dopo.

Oltre a questi introiti vi sono poi raccolte diverse compiute da ciascuna azienda; vi sono ancora tipi di servizi per i quali viene conseguito un introito più o meno parziale. Tutte attività senza fini di lucro (almeno ufficialmente). Un mondo che gira con cifre variabili; consistenti. Attività benemerite accanto a un numero crescente di iniziative para politiche che hanno come scopo complementare la raccolta di consenso locale (gli stra-benedetti o maledetti voti elettorali).

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Il reddito di cittadinanza; quello della dignità. Ecco un esempio serio

Proprio ieri è stata approvata, insieme al bilancio Italia dei prossimi tre anni, la provvidenza per coloro che sono senza lavoro denominata reddito di Cittadinanza. Un’ipotesi che da molti anni è stata ventilata e sostenuta dal M5S. proposta che nelle intenzioni è stata pensata come soluzione generalizzata valida per tutti.  Parte costitutiva di un’ipotesi (viene difficile attribuirle contenuti ideologici) del contesto anti globalizzante e de-industrializzazione, ch passa sotto la denominazione di decrescita felice.

Decrescita Felice è per la verità un movimento torinese che ha compiuto dieci anni, fondato da Maurizio Pallante, ex tecnico nell’energetica. Fatto proprio sul piano politico da Grillo nel 2013, allora promotore di ciò che avrebbe diventato M5S. sembra ieri ma è cambiato un mondo. Decrescita felice che fa sempre parte del programma M5S, ovviamente anche per la componente di consenso che si porta dietro.

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Il meglio dell’Italia nel mondo. Proviamo a tirarci su (almeno un po’’)

Fra le numerose, esiste in Italia una che si chiama Symbola. Fondazione Symbola, nata nel 2005 per iniziativa di Ermete Realacci: ambientalista del PD. Non più deputato dal 2018. Symbola ha per scopo la cura e lo  sviluppo dell’ambiente (VEDI). Una delle numerose fondazioni collaterali alla politica, che hanno quale scopo, pure questo collaterale, di mantenere politici ex o che della politica fanno parte del sottobosco (a proposito di ambiente).

Scopriamo Symbola per un articolo che pubblica ilsole24ore, che ci fa piacere e invitiamo a leggere (VEDI). Symbola si propone in dieci punti, di segnalarci e ricordarci quali sono le qualità che ci distinguono: noi italiani e il Paese. Il decalogo delle qualità primato, non solo europee è davvero interessante, ricco di dati e percentuali. Ne riportiamo qualcuna delle meno note, ma invitiamo a riprenderle per intero dal quotidiano di Confindustria. Siamo il paese che nel mondo è la quinto posto per saldo (entrate/uscite) di prodotti manifatturieri esportati. sopra i 100 miliardi di saldo nel 2017!

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Economia globale o economia dell’Occidente? Dobbiamo scegliere l’Uomo

La globalizzazione sta affrontando una fase di crisi, piuttosto seria. Dopo mezzo secolo di sviluppo nei traffici internazionali, esploso con il coinvolgimento del continente cinese, si sta verificando una crisi di crescita, che forse imporrà uno stop o un rallentamento (che è da augurarsi non prolungato, da non protrarre). La crisi del mercato globale coinvolge principalmente l’Occidente; ne ripetiamo i meccanismi.

La Globalizzazione in due parole è lo sviluppo e integrazione del pianeta. La liberalizzazione dei mercati ha generato un miglioramento globale dello sviluppo. Un dato essenziale: il pil pro capite (in $) è passato da 3.800 del 1960 a 11.000 nel 2018 (VEDI), con una tendenza di lungo termine a crescere (in calando verso l’1%) del 2% per almeno 25 anni.

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L’Europa che non funziona e su cui l’Italia non agisce

Il cambiamento lo stanno incastrando nelle beghe di casa nostra i governanti che lo dovrebbero  praticare. Pensano alle prossime elezioni, e l’Europa è argomento elettorale facile. Intanto in Europa chi è interessato al proprio paese si fa gli affari propri. Colpa dell’Europa o dei paesi fondatori messi fuori e inchiodati sul debito pubblico?

L’Europa è fatta di 28 Paesi, alcuni in qualche modo condizionabili dai due big Germania (reale) e Francia (molto meno), ma altri, e non sono pochi, certamente disponibili a un discorso di crescita condivisa, dalla politica unitaria che punti alla crescita continentale. Ma l’Italia una strategia per l’Europa ce l’ha? Senza temere smentite, si può dire no.

Italiaoggi (VEDI) ci fa conoscere un problema potenzialmente rilevante, che l’Europa spazza sotto il tappeto, riguardante soprattutto Deutsche bank: 26mila miliardi il fatturato, poco meno di 100mila dipendenti è una banca globale, ancorché non pubblica. Passato da 40 euro nel 2015 il titolo è ora di poco superiore a 7 euro. La valutazione Standard & Poor è BBB+.

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Governo del Cambiamento: M5S si accorge delle imprese, siamo alle promesse

Il convegno degli imprenditori, i produttori di PIL reale, a Torino: l’insieme delle associazioni di chi fa impresa deve aver colpito. La Lega con Salvini ha reagito immediatamente, andando subito al sodo. Far partire le grandi opere bloccate, agevolare investimenti, ridurre il peso fiscale. Il suo elettorato ha una radice storica nel Nord e il rischio di perdere consenso ha allarme maggiore, si sente subito.

Trascorsa una settimana qualcosa deve essere maturato anche nel pensatoio dei Cinque Stelle e una prima reazione che supera le battute da titoli di giornale, nel tentativo di sminuire un’iniziativa nuova, quasi senza precedenti, può vedersi in questa lettera che ha del formale per i modi e il destinatario, compiuta direttamente dal vicepremier.

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INPS: il bilancio “sociale” 2017… quante cose s’imparano!

Su questa relazione nei media di ieri (compresi radio e tv, per quelle che abbiamo ascoltato) non è apparso nulla, al bar sport si direbbe “una bella fava”. L’unica eccezione trovata è un succoso rendiconto in un articoletto di Italiaoggi (VEDI). giornale dedicato a professionisti, non certo conosciuto dal grande pubblico.

Eppure questi dati (alcuni ne riporteremo) meriterebbero di essere conosciuti da tutti, diffusi e stampati nella mente. Di chi lavora e versa, ma anche di funzionari e dipendenti INPS, delle imprese (ma queste anche se non precisa, la situazione l’hanno ben presente). I politici lo sanno già, ma loro sono interessati al consenso, ai voti.

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La crisi dell’Occidente e il momento della verità: un paragone fra Italia e Francia

In questi giorni le manifestazioni che stanno avvenendo in Francia spiegano molte cose, che cercheremo di spiegare. Intanto, cosa che passa sotto traccia sui media, la motivazione di fondo delle proteste deriva dalla manovra finanziaria sul bilancio 2019. Una di queste riguarda l’incremento sui carburanti che per il settore agricolo è rilevante; il che certamente ha mobilitato gli agricoltori, ma ciò è una delle cause, neanche la più rilevante.

Se si confrontano le linee d’azione di Italia e Francia, dei due governi, si possono individuare condizioni di partenza situazioni simili, parallele. Su tutto il costo della macchina pubblica: lo Stato, la spesa pubblica, pesa troppo rispetto alle entrate e il deficit è strutturale, da decenni. La Francia ha affrontato la crisi del 2007 con un debito pubblico molto inferiore rispetto all’Italia: ha potuto sostenere l’economia facendo debito in misura maggiore dell’Italia. Questo vantaggio ormai è finito, con il debito ormai prossimo al 1005 del PIL.

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Savona deve sbottare tirando le orecchie ai suoi colleghi di governo

Paolo Savona non è quel che si dice “bamba” (si diceva, più frequentemente in Lombardia), sinonimo di stupido. Scopro adesso che la parola ha antecedenti nobili, addirittura Boccaccio: nella versione maschile: bambo, lo cita nel Decameron. Ultraottantenne di vaglia Savona, con studi rilevanti  in Italia, al MIT collaboratore di Modigliani, con specializzazione di natura monetaristica (banche centrali, come Bankitalia). Ministro dell’Industria con Ciampi.

Sui media le sottili svalutazioni  delle sue posizioni, sottotraccia ma non tanto, proprio non le merita. Ha la grande colpa di aver previsto non poco delle problematiche proprie dell’impostazione data all’Europa e poi alla moneta unica. Avere quote di ragione su sviluppi politici continentali non è faccenda che passa inosservata.

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