Archivio per la categoria ‘Economia’

Marx dall’Ideologia all’analisi economica: dimenticato dai sinistri, ricordato dai liberali

Sono passati duecento anni  da quando nacque (Treviri 5 Maggio 1818). Anniversario passato inosservato ai politici. Sorprende in particolare il silenzio di coloro (dai socialdemocratici europei ai comunisti di Est ed Ovest e olltre) che ne conservano la figura barbuta nei quadri e nelle bandiere (oppure che l’hanno prudentemente e forse provvisoriamente tolta, in attesa di tempi migliori).

Pure Marx ha segnato questi duecento anni: si dovrebbe parlarne, se non altro per sintetizzare ciò che è stato applicato del suo pensiero come “analisi di un fallimento”. La sua filosofia il mondo lo ha per lo più peggiorato. Tuttavia, nonostante tutte le sue sviste, Marx rimane una figura monumentale” (lo scrive l’Economist, la principale rivista globale di economia, casualmente oggi controllata dalla famiglia Agnelli).

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Italia Germania: ragioni e torti. Ma anche una lezione per casa nostra

Passati dieci giorni dal Contratto di Governo, si può cominciare a compiere una riflessione su quanto succeduto e sulle reazioni internazionali che ne sono venute. Come nostra capacità, abilità, o  se si vuole deduzioni logiche ma prive di riscontri, cercheremo di darne una nostra lettura.

Partiamo dalla stesura del Contratto, che avrà coinvolto un insieme limitato di persone, ma pur sempre consistente (facciamo un centinaio) fra protagonisti, suggeritori, fino a trascrittori e passacarte. L’Italia non è un paese secondario. La sua importanza globale è riconosciuta dal PIL e dal debito pubblico. La guerra fredda è finita ma i servizi segreti sono sempre indispensabili.

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Primo Giugno 2018: il nuovo al potere? Un po’ e un po’

Un refrain che si ripete senza interruzione: “i populisti”, “il primo governo dei populisti in Europa”. Sembra ci sia del vero a guardare l’elenco dei personaggi al Governo. Ma anche per i due partiti che compongono la maggioranza: M5S e Lega (non più Lega Nord): per uno è la prima volta davvero.

Ma anche per la Lega è una prima volta, a suo modo. Ha partecipato nella maggioranza quasi sempre entro la sfera di Forza Italia. Qualche ministro, qualche delega, maggiori spazi in regioni del Nord: dividere e condividere il potere con la partitocrazia che adesso viene messa fuori. Con il 17% ha quasi metà degli incarichi, in una condizione complessiva che è paritetica (con M5S), almeno quale visibilità politica.

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USA e chiusura dei mercati: la globalizzazione rallenta. Il Governo ha problemi nuovi

Le scelte di dazi all’import che la amministrazione americana ha appena approvato, sono una cosa da vedere con l’attenzione che merita.  Non si tratta di qualcosa di poco conto. Un cambiamento epocale che vede ciò che da sempre è stata la locomotiva dell’economia globale, invertire la marcia ponendosi alla guida del ritorno ai mercati nazionali, alle chiusure, alla difesa della produzione nazionale.

Lo fa perché sotto un certo profilo non ce la fa più: l’indebitamento del sistema USA ha superato il 100% dell’enorme PIL mentre la bilancia commerciale continua in un trend negativo che cresce. Il concetto nazionalistico “America first” ha una sua ragion d’essere: qualcosa bisogna pure che facciano a Washington per trovare un rimedio.

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Italia: l’argomento su cui parlare davvero, con il quale misurarsi

Un’ efficace e sintetica lezione di Andrea Dalseno, che invitiamo a leggere, si dovrebbe dire  studiare e studiare bene. a ficcarcelo in testa. In economia non esistono scorciatoie, i debiti si pagano e non c’è niente da fare: i fallimenti li fanno anche gli Stati. Si: anche gli Stati falliscono. L’Italia è un grande paese e tutto il mondo ha interesse a che non avvenga il tracollo.

Solo degl istupidi insipenti possono però pensare che l’attenzione dei mercati a proteggere l’Italia oltre che aiutare a superare lo scoglio in questa fase tempestosa, possa tradursi in un botto: “azzeriamo il debito” e ricominciamo. Non può essere e non sarà così, chi lo lascia intendere oltre che un fanfarone è anche un delinquente. Di più se è pure un politico e propone cose del genere (o le lascia intendere).

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Cambiare l’euro: da Europa stabile a svalutazione più ampia

Si può riprendere la dichiarazione di Savona pubblicata ieri in un commento, ma non è neppure necessario. Per spiegare cosa c’è in ballo basta tornare ai fondamentali. Investire facendo debito oggi non è compatibile con le norme su cui l’euro è nato. Regola che il nostro Parlamento ha messo nella Costituzione.

URRO: Una moneta stabile, che programma come svalutazione annua un 2,5% massimo. Oltre tutto sono anni che la svalutazione euro non riesce a raggiungere il 2,5%, il che ha effetti su una condizione che vede criticità e recessione in paesi periferici, i quali non riescono a controllare i propri bilanci, dovrebbero mantenerli entro i termini, oppure rientrare gradualmente se sono troppo indebitati (come l’Italia).

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Il nuovo che avanza: uomini nuovi che devono fare esperienza e l’Italia malata, seriamente

Europa, Euro, Germania, Italia: si sentono e leggono pareri che nulla hanno a che vedere con la realtà. Succede perché questi pareri vengono definiti “politici” dando così al termine la più sonora patente di  castroneria economica. Parole in libertà, con argomenti parzialissimi e ipotesi di soluzione prossime all’imbecillità (i minibond emessi solo dall’Italia per pagare i suoi debiti verso imprese e altri creditori nazionali,  di un “economista” della Lega, possibile ministro, ne è un esempio di questi giorni).

Detta in termini semplici: l’Italia dal dopoguerra ha fatto uso sistematico della svalutazione competitiva e la sua economia si è continuata a reggere sullo stampare moneta per poi ridurre il cambio con i paesi importatori dei prodotti italiani. Le imprese hanno imparato a gestire il sistema, la politica a considerare la spesa pubblica un pozzo senza fondo, che poi la svalutazione riduceva. Così fino alla nascita dell’Euro.

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Come si impiegano le nostre tasse: la carità come sistema pubblico?

Un refrain la nostra attenzione sulle spese e la loro natura, che la nostra amministrazione inanella giorno dopo giorno. In questa occasione prendiamo in considerazione un’area di peso come impegno complessivo, distribuita in rivoletti, contributini, supporti economici, contrasti individuali alle criticità, agli anziani e quanto altro.

A propiziarci l’occasione un paio d’iniziative-eventi: una che troverà la sua manifestazione in Consiglio, l’altra per la quale ieri sera si è tenuno un incontro informativo e per la racoclta di contributi. Si tratta del Piano di Zona  triennale relativo al settore servizi alla persona. La Zona è composta, oltre Buccinasco, dei comuni Assago, Cesano Boscone, Corsico, Cusago, Trezzano (un totale di 120mila residenti).

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Contratto di Governo per il Cambiamento: l’Italia è la prima

Lunedì un passaggio cruciale: il mandato del Presidente Mattarella a un Presidente del Consiglio incaricato. Può essere un nome proposto dai sottoscrittori del Contratto; se ne parla meno, ma può anche essere un nome diverso con un incarico limitato a un percorso elettorale entro pochi mesi. Quale che sia la scelta, gli effetti sulla politica europea (e non solo) saranno molto forti.

L’eventuale nuovo passaggio elettorale è probabile che generi un risultato ancora più forte delle forze anti-sistema (la Lega con il percorso compiuto si pone come alternativa, anche lei, al far politica delegata) che da un decennio almeno, in tutto l’Occidente e non solo, si è incapaci di affrontare. Sta mostrando la corda il far politica del secolo scorso. Le analisi di questa situazione si sprecano; poche lucide, a noi pare.

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Auspicare l’eguaglianza: progressisti o pasticcioni?

Argomento che ci fa tornare ab ovo, alle origini. Il far politica progressista, da quando la democrazia moderna  è ri-nata nel Settecento in Inghilterra, ha avuto come faro acchiappa falene il proposito della società di eguali, la riduzione delle disuguaglianze, ininterrotta  fino all’obiettivo finale sintetizzato da slogan immortale di Karl Marx:

DA CIASCUNO SECONDO LE SUE POSSIBILITÀ
A CIASCUNO SECONDO I SUOI BISOGNI

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Globalizzazione in crisi? Certo, in Occidente ma non solo

Da qualche mese, diciamo pure dalla gestione Trump, per semplificare: giornalisti specializzati, economisti diversi , insomma il mondo dei media, sta suonando un piffero: la globalizzazione è in crisi e bisogna correggere. O addirittura tornare indietro. Un movimento così rivoluzionario come la globalizzazione, in mezzo secolo sviluppatosi al galoppo, diciamo dopo la caduta del muro di Berlino, è un miracolo senza precedenti che sia avvenuto senza guerre.

Un evento che riguarda tutto il globo, tutti i paesi in tutti i continenti, è impossibile senza che nel suo percorso non richieda aggiustamenti. Che nel procedere si presentino esigenze di correzione è inevitabile; obbligato. Quindi ben venga un ripensamento circa una serie di aspetti, ma anche, in particolare,  circa  i tempi  di avanzamento.

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M5S e l’economia pubblica: si comincia ed è bene prestare attenzione

Succede che il candidato in pectore (come un cardinale, dato il ruolo atteso) per il MEF, ministero economia e finanza per il M5S. professor Andrea Roventini, docente alla normale di Pisa, pubblica sul blog (VEDI) un piano d’azione chiarissimo e determinato su un tema economico di grande, enorme rilievo. L’aspetto relativo ai nominati nelle aziende pubbliche.

Si tratta di 60 aziende che cubano 120miliardi di fatturato; come dice l’economista (di area Keynesiana viene qualificato, il che non entusiasma, nel terzo millennio). Chissà se l’economista si rende conto di star trattando del nocciolo (le noyau dur, in francese) dell’intrico di potere reale che sta sopra, di fianco, e tutto comprende del potere reale: l’occupazione dello Stato divenuto cosa loro.

Non si dovrà avere paura di riconfermare i manager che hanno ben operato e di congedare quelli che hanno deluso. Tutto ciò dovrà avvenire nella massima trasparenza, evitando logiche politiche spartitorie che possano promuovere manager appartenenti a circoli di potere, che affondano le radici nella Prima e Seconda Repubblica, e cercano di riciclarsi anche oggi, o fornire una comoda poltrona agli amici degli amici, o un buen retiro per i soggetti (es. capi di gabinetto, consiglieri di stato, direttori generali, etc.) non più graditi e privi delle competenze necessarie.

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Finanza UE, Banche italiane e ciò che ci aspetta

Riceviamo da un funzionario addentro nel sistema banche, possiamo definirlo un amico della nostra Buccinasco, che pensa di compiere cosa utile illustrare il tema, vista la situzione in cui ci troviamo. L’analisi viene da un’esperienza da chi sta in casa, diciamo italiana, quindi. Comunque interessante  per quanto noi si ritenga che questi movimenti oggi è più opportuno siano inquadrati su scala globale.

Il tema NPL (i crediti non pagati, in sofferenza), il nostro paese lo ha preso sottogamba, è ciò sta aggravando un problema che poteva avere una gestione migliore. Può scoppiare, ma è questione globale, perché il ricorso all’intermediazione bancaria sta attraversando fasi di movimento.

Ciò è dovuto alla presenza di nuove forme e nuovi soggetti per il finanziamento alle imprese, ma anche altro (non escludendo il peso rilevante che sul territorio ha il capitale sporco). Abbiamo attribuito un alias alla persona, perchè riteniamo ragionevole, dato il caso, salvaguardare la privacy dell’autore, che ringraziamo per il contributo (titolo della redazione, ndr)

BANCHE ITALIANE – IL PROSSIMO ARMAGEDDON?

(la talpa nel caveau – 12 Marzo 2018) e…se… nell’ottobre 2019 Mario Draghi non potra’ piu’ presiedere BCE e in pectore il prossimo presidente della bce sara’ inevitabilmente un crucco…voluto dalla merkel tale err Jens Weidmann e …sicuramente non sara’ indulgente con l’Italia …    ad oggi la politica della bce firmata da Draghi ha, nel bene e nel male, tutelato o difeso le banche italiane in difficolta’ varando misure come la bail in, “siringando” capitali verso le banche italiane, capitali percepiti dalla massa come soldi destinati al mondo imprenditoriale e privato con il fine di rilanciare l’economia…

Ma cosi’ non era e non e’…… sono soldi che NON possono essere destinati alla concessione di nuovi crediti nella piu’ parte dei casi, son soldi che servono a ricostituire quelle riserve creditizie utili a ricapitalizzare le stesse banche come da direttiva comunitaria…al fine di evitare di richiamare i fidi concessi ……     quindi con la destra te li danno e con la sinistra te li tolgono ….quindi ,

Sentire che le banche ricevono soldi a tassi negativi dalla BCE e sentirsi tacciati di non concedere credito al fine di lucrare su tali fondi e’ esattamente quello che vorrebbero sentirsi dire…  non cascateci…   i soldi della bce arrivano ma non possono essere spesi per disposizioni della stessa comunita’ UE.

Ma il pericolo si cela su un’altra bomba prossima a scoppiare,       una disposizione comunitaria che portera’ a scaricare ulteriormente quelli che vengono tecnicamente definiti NPL…crediti deteriorati in pancia a TUTTE le banche … ma, cosa sono gli NPL?  non performing loan…sono tutte quelle posizioni creditizie che presentano insolvenze (quindi potenzialmente anche i ritardi reiterati, si…perche’

Con una norma del 2016 passata in sordina, dopo 18 rate in ritardo anche NON CONSECUTIVE…   la banca… il creditore… puo’ escutere la garanzia…”si piglia la casa” e la mette all’asta…   la vende cioe’ … ma , normalmente le banche, per fare cassa, i mutui li cartolarizzano, ossia cedono il credito a societa’ terze ad un prezzo di realizzo e , se nell’arco del piano di ammortamento il mutuatario ha pagato ,

Magari anche solo con ritardo anche non consecutivamente per 18 rate…la casa garanzia puo’ essere escussa…  tutte queste belle piccole norme non favoriscono neanche le banche…questo e’ il bello… ma favoriscono coloro che…acquisteranno questi crediti per pochi euro trovandosi poi grande ricchezza a discapito di noi italiani…     parliamo di banche di affari e di societa’ spalleggiate da lobbies… sono tutte imposizioni dei poteri che , ben al disopra delle banche di credito ordinarie, si trovano ad operare sui nostri mercati. qualche esempio????

Tutta la grande industria italiana e’ stata di fatto ceduta a gruppi esteri…avete presente DUCATI…LAMBORGHINI…REX…STAR… le misure di embargo imposte dalla UE (Mogherini quota pd…per intenderci…) nei confronti della Russia di Putin quale ritorsione alla guerra ancora in corso in Ucraina,   la stiamo pagando con un blocco delle esportazioni di prodotti italiani come il Grana, Vino ect… con un particolare…

Le aziende produttrici pongono a garanzia dei fidi bancari le forme di grana, per esempio, il Vino…ect.ect… quei fidi non sono eterni e puo’ capitare , ed e’ capitato che taluni istituti di credito siano stati costretti a mettere a rientro tali esposizioni…con in gravissimo pericolo di indurre le aziende a …chiudere… con i magazzini gonfi di prodotto che non possono vendere al mercato dei riferimento….e poi diventa un bel NPL , arriva qualcuno e lo compra a tre soldi… e’ successo per olio Carapelli, diventata cinese, la gloriosa STAR passata agli spagnoli … ect.ect….ora ITALO che diventa di proprieta’ di un fondo d’investimento americano…

Poi non c’e’ alcuno che si scandalizza per un certo Erdogan e della sua Turchia che bombarda abitualmente i curdi anche con gas nervino, non c’e’ nessuno che osi parlare di un certo Xi Pin Jin da oggi premier a vita con una votazione palesemente viziata da brogli…ma  questa unione europea …non e’ la mia idea di futuro per il mio paese…

L’opzione Italexit senz’altro non sara’ la soluzione meno indolore ma sbagliare e’ un palese errore dovuto ad incompetenza (c’erano un certo Prodi e Ciampi) una brama di passare alla storia per qualcosa… o per compiacere poteri “oscuri” logge massoniche o banche d’affari internazionali…   qualcuno diceva segui il flusso del danaro per capire chi fa’ cosa e perche’… certo e’ che acclarato di aver compiuto un errore, non porvi rimedio e’ anche peggio…

Quindi ben venga un profondo ripensamento al progetto della follia UE che di fatto ci impone regole che hanno penalizzato il popolo italiano, che hanno penalizzato il prodotto italiano e …il portafoglio italiano…  grazie all’euro abbiamo tassi d’interesse bassi….dira’ qualcuno il punto e’ che le banche non fanno piu’ tanti mutui quanti ne facevano quando i tassi erano a doppia cifra…l’economia girava e con essa il danaro, il lavoro…il paese…

Ora facciamo parte di una oligarchia che di fatto, su progetto di Monti …altro fenomeno bocconiano, ha sostanzialmente progettato di trasferire le ricchezze degli italiani allo stato di fatto impoverendoli…    tranquilli si presento’ all’incarico di presidente del consiglio spedito dal sig Napolitano ( massone) rinunciando alla sua paga…tanto gia’ prendeva la paga da senatore a vita dallo stesso massone Napolitano… chissa’ come mai???

Quindi cosa spero io?    una Italia libera dai legacci della UE libera di riprendere i suoi affari con la Russia di PUTIN e gli stati uniti di TRUMP  uscendo dal dumping commerciale imposto dai cosiddetti paesi emergenti e dalla CINA…imponendo dazi dove serve…  poi se i tedeschi e i francesi volessero il nostro prodotto…se lo pagano a prezzo …pieno… ma sopratutto la finiremo di pagare l’iscrizione ad un club esclusivo di squash….

Noi non possiamo giocare in quanto paraplegici…ma ogni volta che altri iscritti organizzano un campionato…  noi siamo tenuti a pagare l’iscrizione anche non giocando…  sarei stufo di mangiare arance marocchine, zucchine e fagiolini egiziani…olio tunisino…imposte dalla UE… . eccovi le mie riflessioni in tema UE

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L’analisi sintetica del Circolo PD, genera un richiamo alla ragione, invita a riflettere

Andrea Dalseno è animo libero, una testa che mette a confronto le sue convinzioni (basate sugli studi e la logica quotidiana). Questa disposizione comporta una reazione di metodo, viene quasi automatica la reazione a modi di vedere l’economia antitetici.  Non ci sono pregiudizi nelle sue affermazioni,  sostenute con richiamo alle leggi economiche e alle cose.

Osiamo applicare il termine “esemplare” a questo sintetico commento e lo pubblichiamo a beneficio di tutti, a futura  memoria. Personalmente resto convinto che questi principi facciano parte del comune sentire dei non molti Cittadini che un poco d’economia masticano e a questa s’interessano. Troppo poco diffuse queste fondamenta di uno stato ideale che persegua davvero il Bene Comune (il titolo è della redazione, ndr).

COMPETIZIONE E MERITOCRAZIA
HANNO REALIZZATO IN DUECENTO ANNI
LA PIÙ GRANDE RIVOLUZIONE DELL’UMANITÀ

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Elezioni, Il Giornale: Nicola Rossi e flat tax

Nicola Rossi ha presentato il suo progetto sulla modifica strutturale del sistema fiscale italiano nel Giugno 2017, entro l’Istituto Bruno Leoni  IBL, di cui fra l’altro è presidente. Un progetto articolato che parte dall’aspetto mediaticamente di maggiore presa, ma che ribalta il sistema. Abolite le tax espenditures (le 400 leggine che ritoccano al ribasso le tasse ora a l’una o l’altra categoria).

Ha fatto convegni, scritto libri, presentazioni, discussioni fra economisti su ilsole24ore (fra le altre). Il tema, o meglio lo slogan, è stato ripreso dai nostri politici (categoria attribuita dai voti, non dalle qualità proprie, quindi sostanzialmente propalatori di immagini, demagogia a buon mercato). Lo ha fatto nei giorni scorsi ilgiornale (VEDI)con una simil intervista.

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