Archivio per la categoria ‘Amministrazione comune’

Buccinasco: problemi e interessi dei Cittadini? Vengono dopo (la pubblicità)….

Una delle curiosità, che vorremmo chiamare anomalie, della politica locale condotta dai partiti storici ma anche da gruppi più o meno filiazioni politiche in salsa civica, è quella di sfruttare ogni occasione per farsi uno spazio, darsi una visibilità, insomma farsi conoscere sperando di attrarre consenso.

Succede che in queste occasioni spuntano argomenti “politici” nazionali sui quali chiedere una decisione di appoggio o di contrasto, una mozione su cui il Consiglio  viene chiamato a dibattere e decidere. Assumendo, a seconda dei casi un voto “politico, nazionale,” riguardo all’oggetto da dibattere. In questo caso ecco che l’ineffabile Presidente del Consiglio Comunale, presenta  una mozione che chiama il Consiglio  a decidere; in aggiunta a quanto già in odg. Motivata la proposta  per ragioni di indifferibile urgenza:

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Palasport, i comuni che fanno investimenti: esempi da non seguire

I residui del socialismo statalista in Italia, ma anche in Europa , sono tuttora pervasivi e infettano l’economia di diversi paesi. In linea teorica non è detto che un ente pubblico non possa gestire un’attività economica, può perfino funzionare, in qualche caso particolare. Tuttavia la gestione social-comune di un’attività economica si porta un handicap da cui  non si può prescindere: per definizione un’attività pubblica non tollera la concorrenza, non si misura sul mercato (viene meno il confronto, prevale la decisione politica-sociale).

Il projet financing di un ventennio addietro sappiamo come spesso è finito, soprattutto su attività ludico sportive. Ne abbiamo un esempio proprio a Buccinasco con il nuoto. La manutenzione è meno che precaria e chi gestisce si trova in crisi serissima. Quando il comune dovesse riprendersi in mano le piscine, in municipio ci saranno da stanziare milioni.

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Buccinasco: sistema gestionale, se ci sei, batti un colpo (?)

L’ennesimo episodio di interventi e decisioni amministrative che lasciano basiti. Cosa che sanno di improvvisato, di rincorrere gli eventi man mano che capitano. Spesso hanno per luogo le scuole comunali. Una condizione a due teste. Una è la scuola, l’istruzione è gestione che compete al Ministero omonimo di Roma; da qui si dipana, attraverso una catena di comando, che passa per strutture statali locali, man mano più periferiche.

Tutto ciò che avviene all’interno della scuola comunale è struttura pubblica, statale, romana, ministeriale. Si confronta con il municipio per le sole questioni legate alla gestione dell’immobile.  Si, perché l’immobile in cui si fa scuola è di proprietà, responsabilità e gestione  comunale. Per definizione l’immobile e le sue condizioni  non ha a che vedere con l’istruzione, con la scuola. è una cosa che sta lì di cui il ministero dell’istruzione fa uso.

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Un esempio civico di come integrare i sinti: ci viene da Torino

I sinti a Buccinasco: il nostro sindaco li vuole integrare e per farlo ha meso in piedi una serie di iniziative che costano milioni (non allo stato ma tasse di noi Cittadini che vanno al comune (oppure a Roma che poi li ritorna al comune). Assistenza alla scolarizzazione, formazione per trovare loro un lavoro, sostegni e supporti economici diversi a singoi e famiglie, ecc. Per finire con il rifacimento integrale del campo sinti (che in comune si incaponiscono a chiamare Terradeo), sempre a nostre spese.

Pappa fatta e gratis, come è sempre stato, con gli aiuti diversi come sostegno al reddito, manutenzioni e rifacimenti di servizi, ecc. Le intenzioni dichiarate sono buone: far accettare le regole e il vivere civile a un’etnia nomade, cui a Buccinasco abbiamo regalato la residenza (come sia compatibile il nomadismo e la residenza stabile, non ce l’hanno ancora spiegato). In trent’anni la montagna di nostri soldi spesi in questa iniziativa che risultati ha dato? Neanche ce lo spiegano!

Presentiamo oggi al nostro esimio sindaco che si appresta a regalare 500mila euro per dare gratis la casetta ai sinti, un piano pluriennale che propone la città di Torino, come viene descritto su lastampa. Censimento, regole, controllo sui dati, sui redditi e la loro provenienza. Il patrimonio, ecc. Una base logica su coinvolgere e far ragionare l’etnia nomade che si compone di nostri concittadini. Chissà che magari si decida a cambiare strada…

Torino, scatta rivolta dei rom: “I soldi? Sono fatti nostri…”

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Buccinasco di domani: vogliamo un futuro degno dei Cittadini. Quello che si propone non lo è

I documenti del progetto di aggiornamento di un PGT le cui origini risalgono a Carbonera sindaco (2007): dodici anni fa) riteniamo si possano sintetizzare nei seguenti: (Linee Guida: VEDI, e Indirizzi politici VEDI). Il primo dato richiamato: l’origine del piano, divenuto operante nel 2013, dimostra l’inadeguatezza della scelta. Questo  il primo di altri diversi contributi sul tema.

Dal 2007, si può dire il giorno dopo, è successo un terremoto che ha cambiato l’economia e l’edilizia in particolare. Immaginiamo un PGT pensato allora che si “aggiorna” adesso, mantenendo le sue fondamenta in un periodo storico che sicuramente non tornerà. L’operazione si presenta quindi come una mano di vernice in un impianto vecchio e superato. Lo dicono perfino le linee guida messe giù negli indirizzi politici, che anzi aggiungono quali pecche all’origine “i vincoli ideologici e filosofici”… Se lo dicono loro…

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Buccinasco contro le mafie. A parole. E i fatti?

Una notizia di cronaca giunge oggi, quasi in contemporanea, a rompere le uova nel paniere sul programma di manifestazioni allargate che pubblicizzano l’impegno di questa amministrazione “contro le mafie”. Quanto ad eventi  Buccinasco non vuol essere seconda a nessuno; spende i nostri fondi (costituiti dalle tasse che versiamo).

Spese condivisibili quelle che  contrastano l’anti-stato. Importante però che queste risorse vengano impiegate in modo efficace e funzionale. Insomma che, come in ogni altra attività dell’amministrazione, i soldi siano spesi bene davvero, che diano il loro ritorno in risultati.

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Buccinasco e riqualificazione: PGT o ci limitiamo al recupero giardini degradati?

Lo stesso giorno la maggioranza che governa Buccinasco, su un tema appena deciso da far conoscere, sul quale viene convocata un’assemblea pubblica per discuterlo con la cittadinanza, esce con due comunicati, dal sapore non proprio identico, anzi diverso.

Il primo che troviamo è un rticolo de ilgiorno nel quale il sindaco si fa fotografare (lui non manca mai) con la Presidente del Consiglio Comunale (numero due della lista del sindaco), con l’Assessore all’urbanistica Guastamacchia (VEDI).

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I sinti: abbiamo dato la residenza a un centinaio. Continuiamo a mantenerli

Vorremmo che questa riflessione andasse a un’associazione di Buccinasco (Apertamente) che una buona volta ci rendesse conto  dei soldi pubblici che consuma (che vengono forse dal Comune, o dalla Regione o dalla Città Metropolitana. Di quanti soldi pubblici vive quest’associazione, come li spende?  Sono risorse pubbliche, tasse dei Cittadini, in particolare di Buccinasco. Etica e civismo li dovrebbe obbligare alla trasparenza. Non lo fanno (finora).

Poi c’è il Comune, che di suo impiega nostri soldi, nostre tasse per questi nostri “con-Cittadini” che le amministrazioni negli anni hanno fatto diventare tali. Il Comune in vent’anni ha destinato un patrimonio (nostro! Ripetiamolo) per la manutenzione di questo centinaio di Cittadini. Anche qui mai un rendiconto specifico.

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Laghetto Santa Maria: è Parco Sud o che altro ?

Il Parco Sud è un ente oggi metropolitano (PASM per quanto riguarda la nostra area). I suoi obiettivi di fondo sono la salvaguardia di un macro polmone verde, che preservi lo stato della destinazione territoriale, che sia liberata da progetti costruttivi che modifichino la millenaria area a verde agricolo che ha sempre circondato Milano (anche quando questa era ben più cittadina piuttosto che metropoli).

Buccinasco ha una parte rilevante dei suoi 12km quadrati nei quali il PASM la fa da padrone. Immersi nel Parco Sud si trovano una serie di laghetti, oltre  a quelli inseriti nel nostro tessuto urbano. Il laghetto più significativo per dimensioni e area agreste circostante.

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Cronache del Municipio di Buccinasco (che non funziona)

Quanto segue è un articolo, una riflessione di un cittadino di Buccinasco che descrive dell’illuminazione pubblica, questione di cui ha competenza e fors’anche per questo ha cura della materia. Il contenuto, semplice, piano e di facile comprensione, è davvero efficace. Per questo Buccinasco Città Ideale lo propone ai lettori.

RITORNANDO SULL’ARGOMENTO “ILLUMINAZIONE PUBBLICA”

- 3 PUNTATA

Primo appuntamento : la Commissione Lavori Pubblici (05/12/2017) a cui partecipiamo al fine di comunicare le nostre perplessità determinate dalla lettura del materiale esposto sul sito del Comune. Non otteniamo una risposta esauriente in quanto i tecnici presenti non sono in grado di valutare quanto da noi esposto, o così almeno sembra. Ci lasciamo con l’idea di fare presentare una interrogazione in Consiglio in modo tale che vi siano delle risposte esaurienti. Intanto “scendiamo in strada” e iniziamo noi a controllare.

Rileviamo subito delle anomalie. Ci concentriamo su due vie in particolare, Via Romagna e Via degli Alpini dove, a vista, riteniamo che la mera sostituzione delle lampade non porti al risultato sperato. Analizziamo per prima cosa il materiale disponibile sul sito e notiamo delle mancanze. L’assenza di alcune “piante” (allegato 4.1 e allegato 4.4) come anche il fatto che non vengano fornite in modo esauriente delle info precise sulle tipologie delle lampade che si vanno ad installare.
In Via degli Alpini, nel primo tratto compreso tra via Garibaldi e Via della Costituzione rileviamo un numero diverso di pali reali rispetto a quanto inserito sulle planimetrie. Rileviamo poi che l’altezza dei pali misurata si discosta da quella effettiva (su pianta vengono evidenziati 8 m e in realtà i pali sono alti 12 m). Non ci fermiamo ed eseguiamo una rilevazione della luminosità. I conti insomma non tornano
Interveniamo su Via Romagna ed effettuiamo anche in quel caso la rilevazione dei dati di altezza dei pali, distanza tra di essi e illuminamento. Anche in questo caso riscontriamo anomalie.
Accade poi che in Via Salieri, a distanza di un solo giorno dall’attivazione delle nuove lampade, la via rimane completamente al buio. Come sempre viene aperto un guasto verso la nuova società e mi avviso via PEC il Comune.
Intervengono e sostituiscono nuovamente tutte le lampade con quelle vecchie. Domanda. Chi credete che abbia pagato come intervento aggiuntivo questo intervento ? Una precisazione doverosa. Il Comune è sempre stato informato puntualmente di quanto accadeva sul territorio in quanto ad ogni apertura di un guasto, seguiva una PEC (Posta certificata).
Comunque prepariamo un’interrogazione che viene portata in consiglio il 21 febbraio 2018 assieme ad una sintesi dei dati che abbiamo rilevato. All’interrogazione, ove non viene citato nessun dato tecnico che abbiamo fornito, viene risposto che esistono delle regole Regionali a cui il Comune si è attenuto. Nessuno controbatte anzi la risposta viene ritenuta esauriente. E ci chiediamo perché visto che i dati rilevati dimostrano qualcosa di diverso. Alla prossima….. (Riccardo Galli – 24 Marzo 2019 Facebook)

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L’elenco piano di come funziona il municipio ha carattere esemplare. Sono dati di un anno addietro: tocchiamo ferro e speriamo che non proprio tutto sia così mal messo e mal gestito, ma questa descrizione ha del drammatico. Stiamo parlando di un appalto di nove anni dal costo complessivo enorme.  Sembra che non esista una catalogazione esatta dei pali della luce; che non ci sia l’indicazione, la caratteristica del corpo illuminante installato.

Chi amministra risponde a un’interrogazione senza indicare i dati richiesti; senza dare una spiegazione delle incongruità rilevate. Semplicemente si afferma che tutto è stato fatto secondo le leggi. La risposta al Cittadino, ai fatti rilevati, è infelice e ben poco credibile. Alle mancanze evidenti (perfino il n. dei pali,  la loro altezza, ecc) si risponde con la legge (che non c’entra proprio nulla).

I Consiglieri: di maggioranza o minoranza, non conta. Non sono messi nella condizione di comprendere la situazione. Alla fine, forse anche data l’ora, non chiedono spiegazioni e si giudica la risposta esauriente (?). Esistono anche carenze personali, ma la responsabilità primaria e sostanziale è tutta dei nostri amministratori (reduci da una riorganizzazione del personale ripetuta almeno 4 volte in cinque anni!). Un poco d’amor proprio dovrebbe portarli a nascondersi.

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Il futuro di Buccinasco nelle risposte della maggioranza

Sorprende per la sua linearità civica, questo commento di un Assessore della maggioranza. Salvo errore è la prima olta che capita, dopo due anni dalle elezioni. Non esiste solo Pruiti, o le truppe dei Consiglieri corifei del sindaco. Ciò detto, sul  contenuto:  ha un vago sapore burocratico, che puntualizza sui termini e non risponde alla sostanza dell’articolo (VEDI). facciamo qualche esempio:

Nell’ipotesi che tutto il costruito sia residenziale, un più 15% rispetto all’oggi porta a + 4.600 residenti (un calcolo potenziale, che serve a rendere l’idea), l’assessore fa la stima di 1500…quindi… Ci dice ora che vi sono 20 aree mappate nelle quali costruire, che però non si rilevano nell’allegato alla delibera. Circa le certificazioni, che l’Assessore chiama controlli, siamo al festival della carta e delle firme. I controlli sono altra cosa, la verifica reale va fatta nel tempo e deve prevedere la retrocessione ove nel tempo si manifesti la non pertinenza delle opere (che non c’è!).

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Buccinasco: manca un progetto urbanistico; la maggioranza fa ipotesi pasticciate

Abbiamo a Buccinasco una diffusa sensibilità sul verde pubblico, sul principio di non consumazione di nuovo suolo. Insomma a Buccinasco realizzare costruzioni ulteriori rispetto alle esistenti non dovrebbe essere praticabile, almeno in modo agevole, facile. Il senso comune diffuso dei Cittadini sarebbe contrario.

Questa Giunta, questo sindaco, questa maggioranza ha da sempre sostenuto principi “contrari al mattone”, accusando per tutta la campagna elettorale gli altri partiti e coalizioni, soprattutto incolpando BucciRinasco di rappresentare “il partito del mattone”.  Una frottola elettorale, mentre le iniziative che stanno promuovendo vanno in contro tendenza: facendolo malissimo.

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Sistema romano: è connaturato alla gestione pubblica, non solo a Roma

La vicenda che coinvolge il presidente dl Consiglio Comunale di Roma non è tragica. Si limita a fotografare un sistema romano che, promosso nella Roma da 150 anni capitale, ha avuto modo, generazione dopo generazione, di coltivare e far prosperare una classe collaterale alla politica ma formalmente “privata”, fatta d’imprese.

Già dallo scandalo della Banca Romana (Crispi e Giolitti a fine Ottocento), si manifestò l’esistenza di una “coppa olio motore” contenente tutto l’olio necessario a far muovere gli ingranaggi perché l’albero motore scorresse senza incepparti, con il minimo di rumore e visibilità. Vediamo di descrivere per grandi linee la sostanza di questo sistema romano (che solo romano non è ma qui è organico).

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Democrazia del terzo millennio, partitocrazia e social web: novità e problemi

I lettori ricorderanno le primavere dei gelsomini nei paesi arabi e Nord africani. Una richiesta di partecipazione, democrazia e apertura che dal 2010 (suicidio di un dimostrante a Tunisi, che si è dato fuoco), durata per due tre anni. Tutte “democrazie” arabe di tipo presidenziale, non proprio rispondenti alla democrazia intesa in senso occidentale.

Un sintomo serio, comunque, di uno stato di crisi della democrazia delegata, emerso qualche anno prima rispetto ai paesi occidentali, che man mano stanno venendo fuori. Anche da noi. Questioni globali: la globalizzazione con i problemi che si sta portando dietro; la fine della società affluente dalla crescita economica continua durata un secolo.

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Sindaco divisivo e aggressivo. Poi se deve correggersi ….

Uno schema già altre volte ripetuto, qui nel blog ne siamo custodi storici. Chi la pensa diversamente, chi propone cose diverse, chi pone questioni critiche sulle decisioni dell’amministrazione, deve essere dannato. Comportamento medievale: fossero ancora in uso gli auto da fé, insieme a molti altri, ne saremmo già da tempo vittime. Ma illustriamo lo schema che distingue questa amministrazione ma anche quella precedente di Maiorano.

Il sindaco infatti non è proprio l’unico, anche se certamente è il più convinto assertore della concezione divisiva, della spaccatura che deve essere il file rouge che caratterizza la gestione.  I punti fermi della gestione li andiamo a descrivere, cominciando dall’origine.

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