Archivio per la categoria ‘2017 programmi’

BucciRinasco RISPONDE A SI o NO: cultura e sport

Proseguiamo negli argomenti di programma sottoposti da SIoNO a tutti i candidati sindaci. Dopo un iniziale tentativo di buttarla in “politica”, nel senso deteriore del termine: fare polemiche strumentali, fatte di slogan emotivi, allo scopo di prevalere sulla voce,  rispetto ai contenuti, cui è seguito l’indirizzo di considerare la serata inconcludente e squalificata, adesso segue il silenzio.

Delle elezioni e della scelta che devono compiere i Cittadini sembra che i candidati che fanno riferimento a sovrastanti strutture nazionali, non siano più intenzionati a parlare. Che si intenda puntare sul basso profilo, perché i Cittadini non siano interessati all’evento. Sperano i soliti noti che se non si va a votare prevale la categoria dei “politicizzati”, termine pessimo con il quale si suole definire i votanti ideologici, disinteressati alle cose, al FARE. Decritti simpaticamente da Ferrini con la frase: “non capisco ma mi adeguo”.

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Spese fuori controllo a ridosso di fine mandato: fino all’ultimo respiro

La situazione procede imperterrita quasi giorno per giorno, con determianzioni di spese al di fuori di ogni logica di gestione. La giunta ha approvato il 26 Aprile (il 25 ricordiamo la Liberazione da fatti tragici di 70anni fa, ma la festa non può liberarci da questo odierno modo di amministrare, che riteniamo indecente).

Questa volta siamo all’affidamento del sistema di illuminazione a un fornitore monopolista per la durata di nove anni (NOVE ANNI), con un importo di spesa che raggiunge i 3,6 milioni. Il contratto inizia il primo Giugno 2017 e finisce il 31 Maggio 2026!! Deliberano questa spesa pochi giorni prima di lasciare! C’è di che rimanere esterrefatti.

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Programma elettorale dei pro tempore che chiedono voti per rimanere

Non se ne sapeva fino a ieri. Non risulta finora pubblicato uno straccio di elenco delle cose da fare a Buccinasco. del come impiegare i prossimi 135 milioni che mettiamo a disposizione in corso di mandato. Fino a ieri dal PD non è spuntato nulla di significativo mentre Maiorano ancora recentemente ha ricordato che la coalizione che mette Pruiti quale candidato sindaco  dovrà concordare un programma che sia la prosecuzione di quello appena finito.

Quindi il programma è ancora da scrivere? Sembrerebbe. Anche se una coalizione che fa le primarie per candidare un sindaco, ci arriva perché il programma elettorale è condiviso e già definito. Dovrebbe essere così, o no? Sembra che a fare da collante sia l’aver partecipato alla coalizione uscente. Si sono dimenticati di stendere un programma condiviso, prima. Adesso cosa tireranno fuori dal cilindro?

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Scuola di musica: esplode quella della Comunità, quella vera

I nostri lettori sono a conoscenza dell’antefatto: entro pochi mesi dall’insediamento degli attuali pro tempore in uscita, dal 2013, la autogestione precedente (Maestra Fiorenza Ronchi) è  stata sostituita da un gestione che definiremo più “di casa”, alla quale è passato il titolo di “civica”.

Per impedire che la gestione andasse alla conduttrice storica e suoi maestri consolidati, nessuna informazione è stata data per tempo circa le intenzioni. Personalmente il sindaco Maiorano, il giorno di chiusura dell’anno 2016, il 06 Giugno, ha informato di un bando appena emesso entro il quale chi voleva poteva partecipare. Scadenza entro il mese per presentare le domande.

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Sindaco candidato. Idee confuse? No! mancano: è il nulla

Rimane improbabile che l’inopinato coniglio estratto dal cilindro nelle primarie del PD, riesca ad attraversare i perigliosi ponti di corda sospesi sul canyon per giungere al primo posto del Municipio. Non c’è empatia fra il personaggio e il PD: fin troppo evidente.  A quanto si sta vedendo, dovrà correre da solo con i “compagni” di cordata restano fermi in riva al fiume…

La speranza che gli rimane è che si arrivi a un ballottaggio fra lui e M5S con il centro destra che lui spera lo appoggi. Dovrà però arrivare al ballottaggio: ipotesi subordinata alla tenuta del PD asciugato da uscite diverse. Una quota non marginale di scontenti che andrà a rimpolpare M5S; un’altra che tirerà a sinistra verso la lista Benedetti, invogliata anche dalla candidatura indigesta emersa dalle primarie.

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Pruiti candidato PD: i fatti del suo mandato trascorso

L’elenco minuto porterebbe a un lungo articolo che poi stancherebbe i lettori. Scopo nostro è farsi leggere, per trasmettere i concetti di fondo e argomentare con ordine.  Quindi parecchie cosette poste in essere o sostenute dal candidato sindaco (oggi vicesindaco) verranno a galla dai lettori. Probabile che verranno loro in mente e  non ne mancheranno.

Lavori in casa senza il rispetto delle norme: 2012 il signorino è appena eletto che presenta un lavoro nella sua abitazione cui fanno seguito una serie di note dagli uffici e mancati controlli dalla P.L. finché la situazione esplode. Alla fine la questione si conclude con una SANZIONE  che sistema pagando una sanzione (senza iscrizione; così il certificato penale è lindo). Comportamento che per uno che si candida a sindaco rappresenta un serio handicap.

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Pruiti candidato sindaco PD si autocelebra con certificati: e i fatti?

Questo personaggio ha caratteristiche peculiari, che quasi mai lo distinguono nei lati positivi (ammesso che vi siano, il che non è certo). Sta uscendo da una amministrazione di cui è stato il vice, secondo responsabile. Non parla di ciò che ha fatto, di ciò che non ha fatto, di ciò che ha sbagliato, di ciò che è stato positivo nel suo agire.

No! Fa l’elenco delle carte: in un sistema nel quale una montagna, diciamo una collina di situazioni consentono la non iscrizione, oppure la prescrizione (da cui si esce immacolati) per lui importa il certificato penale. Mentre per un candidato sindaco dovrebbero valere e anzi escludere dalla possibilità di concorrere: precedenti (o perfino processi in essere ante sentenza), che riguardano corruzione, concussione, furto, malagestio (pubblica o privata),  ecc.

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M4, altro argomento elettorale fatto di fumo. Senza arrosto

Arrivano le elezioni e il sistema dei partiti si muove per ventilare aspettative da “paese dei balocchi”. Far sognare gli elettori, con ipotesi (IPOTESI!) su cui si dà comunicazione. L’obiettivo è la comunicazione, giocando sull’equivoco che si genera fra un incontro propedeutico in ipotesi e la percezione (sperata) di attribuire l’esito concreto dell’ipotesi l al candidato che ne parla.

Qualsiasi progetto che richieda milionate di euro resta un’ipotesi finché non vengono i soldi (le chiamano risorse). Per decenni i nostri pubblici amministratori hanno fatto da pompieri aspiratori di soldi dagli enti che stanno sopra: Provincia, Regione, Ministeri vari, da destinare a opere pubbliche che portano voti. Voti che vengono perché le opere pubbliche portano lavoro, portano strade, portano servizi, portano M4.

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Buccinasco più e le elezioni: proviamo a ragionare col buon senso

Argomento che sul piano elettorale è delicato: si tratta di 500 famiglie, un migliaio di elettori potenziali , almeno. Quindi finora i casi sono due; dell’argomento non si parla, ritenuto pericoloso, oppure si conferma la linea dei pro tempore uscenti: sono i Cittadini tutti che devono pagare lo sconcio.

I comportamenti del vicesindaco in uscita e dell’Assessore Baldassare sono palesi, da loro  confermati a ogni pie’ sospinto (l’Assessore oltre tutto in potenziale conflitto di interessi sulle decisioni che riguardano la materia, essendosi ufficialmente dichiarato loro condomino nell’ultima serata pubblica dei pro tempore con i Cittadini). La loro tesi: il Comune è obbligato a intervenire; l’unico responsabile è un’impresa fallita; quindi paga Pantalone (cioè noi).

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Il Comune di Milano o la Città Metropolitana trattano di casa nostra?

A fine anno 2016 la Giunta della Città di Milano ha approvato le linee di indirizzo del PGT e degli altri usuali documenti che ne fanno parte (delibera 2282 del 29 12 2016: VEDI). Riguarda la città di Milano e si potrebbe dire: legittimi affari loro, almeno per le questioni che non intervengono nei sistemi viari e nei piani di sviluppo delle linee pubbliche MM e di superficie che impattano con il  confine di Buccinasco.

Il documento è pubblicato “aggiornato” il 27 Marzo scorso e si da tempo fino al 14 Aprile perché Cittadini e le diverse componenti sociali ed economiche esprimano le loro osservazioni . Riguarda Milano e gli interessati devono essere milanesi, o così dovrebbe essere. Finora Buccinasco non è coinvolta e del resto siamo ai primi passi di un processo lungo, durante il quale gli argomenti di nostro interesse possano essere verificati, discussi ai tavoli appropriati, dalla nuova amministrazione, magari entro un paio d’anni o più..

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Ciclabile Gudo–Buccinasco: si determina il rifacimento, costoso e poco coerente

I lettori conosceranno la vicenda: un appalto che regge su un finanziamento regionale inferiore a 200mila euro, strutturato con sede propria e separata dal percorso stradale, modificato per disposizioni della Polizia Locale che ha deciso l’annullamento della sede propria, limitando la distinzione a catarifrangenti, in poco tempo scomparsi per un serie di successivi eventi lavorativi.

Il percorso ciclabile/pedonale è naturalmente stato progettato con un carico di fondo decisamente inferiore alla parte destinata a veicoli, anche di lavoro. L’assenza di una distinzione vincolante del traffico ha inevitabilmente causato il degrado della sede ciclabile. Non ci voleva molto a comprenderlo, ma volontariamente o no questo è poi successo.

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Il sindaco e il Parco Sud: forse c’è andato; che se ne parli lo irrita

Non ci interessano le piccole beghe personali, nelle quali ognuno da luogo a descrizioni e repliche emotive, senza entrare nel merito. Il nostro sindaco ha ritenuto di replicare in privato all’articolo che abbiamo pubblicato il 27 sulla materia del Parco Sud. Rendiamo noto, non tanto per le questioni che ci riguardano ma per il concreto agire del sindaco sulla materia.

Il sindaco a noi: Vedo che non perde occasione per riflessioni più serie ed una volta starsene in silenzio. Non ho bisogno né dei suoi consigli né della sua interessata interlocuzione. Sappia che esistono luoghi istituzionali dove esprimere le opinioni e far sentire la voce delle proprie comunità. A lei piacerà pure un clima da assemblea permanente. Io preferisco alzare la voce dove è necessairo farlo. Quel luogo è l’assemblea dei 61 sindaci.   Non concordavo prima con la proposta della Regione Lombardia. Non mi sento di condividerla ora. Mi ritrovo completamente nel documento predisposto dall’assemlea. Per natura ed aspetti giuridici i due parchi sono tra loro profondamente diversi: quello nord pubblico e di fruizione, quello Sud a vocazione agricola e con norme che ne vietano la speculazione. Non so se a Lei questo aspetto possa essere indifferente. A me certamente no e tutti gli atti della mia amministrazione sono lì a dimostrarlo. Comprensibile la sua fregola elettorale, ma un po’ di dignità non le guasterebbe. Giambattista Maiorano 27 Marzo 2017 09.43

Quindi il sindaco ci dice (implicitamente): UNO ha partecipato all’assemblea e ha espresso la decisione di Buccinasco. DUE si dichiara non concorde sulla proposta della Regione. TRE è d’accordo (quindi ha votato a favore) sul documento approvato dall’assemblea: ciò che l’associazione nel comunicato da noi richiamato ha denunciato come inaccettabile.

Per venire a sapere queste notizie i Cittadini devono ringraziarci (?), diversamente non saprebbero nulla. Circa la coerenza delle due affermazioni del sindaco: in disaccordo prima, in accordo completo poi, lasciamo ai lettori valutare. Documento approvato dall’assemblea che il sindaco ritiene di non far conoscere ai cittadini.

A completamento riportiamo la nostra risposta all’esimio primo Cittadino, non proprio disponibile e ancor meno educato. Ci sembra istruttiva di un modo di vivere (suo e della sua squadra, vicesindaco e neo candidato, compreso) e interpretare il ruolo. Così manifestamente espresso.

Noi al sindaco: …………..Prima di assumere posizioni NEI “LUOGHI ISTITUZIONALI” ove il suo incarico la pone nell’obbligo di sentire (prima e comunicare poi) i sentimenti (della Comunità, non  sue). Possono e devono, democraticamente, essere precedute da forme di ascolto e informazione che permettano alla Comunità di esprimersi.

Non le è invece consentito di “interpretare” ad libitum ciò che lei ritiene sia la volontà e l’interesse della Comunità.

Il documento predisposto dall’assemblea, che lei evidentemente conosce visto che lo cita, non è ancora adesso messo a conoscenza dei Cittadini.

La sua funzione le impone un compito di SERVIZIO, non le consente di appropriarsi dei poteri che lei esercita PER DELEGA

Questa è la profonda differenza fra la sua visione proprietaria della delega ricevuta dai Cittadini e un autentico processo democratico, come previsto costituzione e i principi generali internazionali. Una differenza non da poco…

Una lezione di democrazia: la concezione proprietaria della delega ottenuta dai Cittadini contro una espressione di servizio che vede i  Cittadini come effettivi detentori del potere. Democrazia infatti, ha il significato di il potere del popolo… ricordiamolo al sindaco e alla sua squadra esprimendo con il nostro voto  un’altra diversa concezione della funzione da esercitare in Municipio.

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PARCO SUD Milano: in silenzio il sindaco in uscita, non informa

Il mandato Maiorano è agli sgoccioli: sono indette le operazioni elettorali, previste il 28 Maggio. Dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione. Si vede che decidere il futuro del Parco Sud Milano rientra nel tran tran ordinario. Si è tenuta il 24 scorso un’Assemblea del Parco Sud Milano (che si compone di  61 sindaci di altrettanti comuni): qui il sindaco decide per noi Cittadini. Ordine del giorno: deliberare per l’avvio delle procedure che portano a integrare il Parco Sud e il Parco Nord Milano.

In silenzio, nostro sindaco: la questione lo interessa? Ha partecipato? E se ha partecipato, quale decisione ha preso? Ritiene di dovere informare i Cittadini che amministra? Evidentemente no! Che gli interessi o meno non sappiamo: di certo non si cura di informare i Cittadini  della questione.

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PGT pre elettorale in Consiglio: la differenza fra il dire e il fare

Sempre nel Consiglio del 6 Marzo uno dei punti all’odg riguardava qualche modifica ma è stata l’occasione per il sindaco, anziché entrare nel merito, di descrivere in senso lato il PGT, di difendere il nulla fatto, di spiegare: un’analisi conclusiva del PGT approvato. Quindi, autogiustificante, argomentando scuse a difesa del suo mandato.

Tutti coloro che in Consiglio sono in seguito intervenuti, da questa impostazione sono partiti. In sostanza è stato un dibattito sul PGT: le cause del suo fallimento (parola del sindaco), come motivarle (da parte della maggioranza), quale invece doveva essere l’approccio (Iocca per Forza Italia). Si tratta di una trentina di pagine,  trascritte con i piedi, se ci è permesso (ma questa amministrazione non se ne accorge e finora lascia andare), al punto che il senso delle parole dette si fa fatica a comprenderlo (VEDI, lettura comunque  interessante).

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Regolamento di Polizia Urbana: qualcosa di nuovo (che si deve fare)

Non è ancora posto nel sito istituzionale del comune (ove si trova il testo precedente del 2001), tuttavia già pubblicato e approvato all’unanimità dal Consiglio del 6 Marzo, pubblicato il 15 in Albo Pretorio  Un documento da tenere sottomano e leggere con attenzione, perché ci può riguardare tutti, nei comportamenti usuali di Cittadini.

Un Regolamento di Polizia Urbana espone gli aspetti essenziali che riportano alle leggi, dal codice della strada a ogni altro aspetto che riguarda la vita della Comunità all’esterno di casa propria (VEDI: in particolare art. 16). Rispetto al precedente i cambiamenti  apportati che hanno colpito la Commissione  prima, il Consiglio poi, vengono da una elencazione minuta dei singoli comportamenti che non rispettano quanto è pubblico. Dal buttare a terra carte o altro, imbrattare muri o arredo urbano, un elenco minuzioso, quasi pedante.

Tanto che qualcuno dei Consiglieri su questa elencazione analitica si è dichiarato non convinto (pur votandola). Implicitamente sostiene che non servono le elencazioni perché non perseguibili concretamente; il civismo va insegnato dalla scuola. Sulla scuola soprattutto, sulla famiglia, si sono espressi un poco tutti, raccontando ciascuno esempi di vita ove la maleducazione dei giovani, i comportamenti non civici, è patente. Da leggere le pagine (dalla 23 alla 41: VEDI) della trascrizione. Riportiamo le considerazioni di Benedetti:

Cioè all’interno di questo regolamento c’è tutta una serie di norme che sono francamente inapplicabili, cioè danno, almeno questo è un mio parere, nel senso che rientrano in un civismo sociale, ma che diventano inapplicabili quando la gente decide comunque di comportarsi in termini non civili. Nel senso che non è pensabile che si possano assumere mille Vigili Urbani che controllino ogni pezzettino del nostro territorio, quindi reprimere sul nascere queste forme di inciviltà che sono magari contenute all’interno di questo regolamento…… Chiaramente rientrano in un civismo da parte delle persone che deve essere una cosa inculcata fin dalle più teneri età, anche se è un termine un po’ così, però è reale

Pensieri, come dire, di comune buon senso. Invece ci si potrebbe aspettare, sarebbe dovuta, una maggiore capacità di approfondimento. L’inutilità dell’elencazione di piccoli comportamenti quotidiani entro la Comunità: dal rispetto delle cose, la pulizia delle strade, è derivata da un comune sentire di scarso civismo; in primis, sociologicamente, da chi lo sostiene.  Soprattutto rivestendo un compito di indirizzo operativo.

L’ovvia attenzione sul versante del sistema formativo delle scuole, per come è  presentato dal Consiglio,  ha il sapore di cosa che non li riguardi: la ripetizione di un luogo comune. Il compito della nostra istituzione è, partendo dalla criticità da tutti segnalata, come e cosa fare perché cresca il senso del vivere civile, il rispetto delle cose pubbliche, l’ordinato vivere di Comunità.

L’elencazione dei comportamenti poco civili rendendoli sanzionabili è un passo che può andare in questa direzione. Da solo non basta, ovviamente. Come proseguire? Facciamo un elenco delle cose fattibili da parte della comunità:

  • Un piano serio e concreto che sistemi le aree pubbliche: ottima manutenzione dei marciapiedi , delle aree giochi, di panchine e quanto altro. Una città ordinata fa crescere il senso di pulizia, di rispetto; intervenire tempestivamente per sistemare danni o guasti. Tenere puliti dai ciuffi d’erba i marciapiedi…
  • Esporre l’elenco in questione in ogni luogo pubblico: municipio e in ogni ufficio,  nelle scuole, negli spazi pubblici dedicati a eventi;
  • Definire nel piano di lavoro della Polizia Locale un tempo minimo indispensabile dedicato alla vivibilità nelle strade e nei luoghi degli agenti; pedonale, non solo auto;
  • Sanzionare in modo palese chi sporca o non rispetta le norme (che serva da esempio)
  • Integrare con presenze scolastiche di funzionari che intrattengono sul tema, sul rispetto del civiso, sull’appartenza a tutti delle cose comuni

Non sembra che amministratori (e Consiglio) siano arrivati preparati nel merito. Invece di auto approvarsi… Si dovrebbero portare avere le idee chiare. Le poche cose, eseguite in modo ordinato e coordinato, perché le preoccupazioni di inutilità vengano meno. La Comunità civile cresce e si integra con un percorso ordinato e sistematico. Il civismo si afferma. Con la soddisfazione di tutti, con un senso di appartenenza che cresce.

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