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Italia, il Lavoro e il Paese: lo stato dell’arte e il dovere di chi governa

“Sono un imprenditore e so che ci sono momenti in cui bisogna investire per poter crescere, altrimenti si viene spazzati via. Credo che l’Italia si trovi in questa situazione. È importante capire cosa succederà e implementare misure di prevenzione e sviluppo”

Parole di Davide Casaleggio che rimbalzano da un’intervista su ilcorrieredellasera. Hanno  del sorprendente se si va indietro di qualche anno e con la mente si torna alle prime elaborazioni del padre Gianroberto unito a  Beppe Grillo.  Erano gli anni in cui si teorizzava la “decrescita felice”, il rifiuto dell’economia competitiva e aggressiva, che corre verso un’infinita crescita.

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Ancora Europa: quanti problemi. Dove è possibile andare?

Viste le premesse storiche e del periodo in cui stiamo vivendo, che rendono non solo utile ma che ci obbligano a costruire una realtà comune continentale “Europa”, entro la quale preservare i valori originari di ogni stato precedente ma soprattutto in questa fase consentire al continente di esprimere verso il mondo globalizzato l’enorme potenziale apporto che porti a una Terra dalle minori disparità con il massimo dei vantaggi possibili per tutti.

Ci sembra giusto mettere a fuoco gli elementi che oggi l’Europa ancora non esprime o peggio, sembra restia a intraprendere. L’Europa è un’enorme costruzione tuttora non compiuta, un progetto molto grande che diversi degli stati aderenti preferiscono oggi in sosta. La crisi che viene dalla globalizzazione, che riguarda tutto l’Occidente genera incertezze e riduce le disponibilità a cambiamenti che possano tornare di danno al proprio stato. Insomma si tirano i remi in barca.

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ATM e Buccinasco 2019 : esultanza a Buccinasco ma come stanno le cose?

Comunicati su fb che vengono dalla maggioranza esprimono soddisfazione per la ormai definita nuova tariffazione ATM che dal 2019 porterà il biglietto ordinario da extraurbano a urbano, ad un costo di 2 euro (contro i 2,50 pagati finora).  Una riduzione dei costi viene vista sempre bene. è umano e normale. I ringraziamenti al sindaco di Milano, Sala sono dovuti, perché questo minor costo lo pagano i milanesi che da 1,50 vedono il costo del biglietto salire a 2,00.

Prima di descrivere la situazione ATM, parliamo della nostra Buccinasco. Noi diamo ogni anno a ATM un fisso di circa 400mila euro (qualcosa come 200mila biglietti ordinari 2019 pagati dal comune, a prescindere). Di questa situazione nella maggioranza non si parla; il che fa presumere che continueremo a pagare, non si sa fino a quando.

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Imbecilli a posti di responsabilità? Capita che siano utili perché descrivono realtà

Che un funzionario dello Stato di nomina politica, affermi diktat palesemente fuori da leggi e normative costituzionali, che lo faccia (in modo voluto o accidentale) così palesemente come una registrazione ufficiosa, anzi di fatto ufficiale, lo pone nella condizione di essere posto nella categoria degli imbecilli (termine d’origine latina, frequente l’uso nel francese imbecile) che ci piace nella definizione che ne dà il Devoto Oli:

Imbecille (agg. Sm e f): Persona dalla limitata capacità di discernimento e di buon senso o dal comportamento stolido.

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Rifiuti e raccolta differenziata: che il sindaco presenti il rendiconto, per cortesia

Prima i nostri amministratori hanno realizzato i contratti che rinnovano i costi della TARI (Tassa Rifiuti) su cui sono ripartiti fra i Cittadini i costi della gestione rifiuti (la raccolta vera e propria, oltre la piattaforma ecologica, cui i rifiuti vengono dai Cittadini conferiti e ripartiti ). Prima hanno predisposto il piano di progetto, hanno deciso di fare contratti quinquennali (senza motivare la maggiore durata); tutto senza coinvolgere i Cittadini, senza informare.

Sui due contratti Città Ideale ha compiuto due distinti esami la settimana scorsa mettendo in evidenza le questioni non chiare, gli aspetti contrattuali dubbi (a cominciare da una durata stabilita senza motivazioni, il che ci pare di dubbia trasparenza e fors’anche da migliorare sul piano normativo). Ecco che, trascorsa una settimana, se ne esce un comunicato dell’Ufficio Stampa che descrive…. nulla di ciò che ci interessava.

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Europa del terzo millennio: facciamo un poco di storia

Oggi l’Europa va nel mondo globalizzato come la culla dell’industrializzazione, l’Eden dove è nata la Scienza modernamente intesa, la chimica, la meccanica, lo sfruttamento sistematico delle miniere, la ferrovia, il telaio meccanico, la produzione industrialedi serie  con l’abbattimento dei costi, l’incremento fino ad allora impensabile di prodotti e macchine, l’istruzione sistematica richiesta dalla industrializzazione, la democrazia.

Tutto vero, sostanzialmente reale e ben poco contestabile. L’Europa è l’Eden del secolo scorso (e del precedente). L’Europa però è, è stata anche altro: l’inferno sulla Terra.  Di cui l’uomo è stato capace come mai prima.  55  milioni di morti fra civili e militari nella seconda guerra mondiale, cui sono da aggiungere altri 17 milioni nella prima guerra.

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Rifiuti, sempre il costo dei rifiuti: questa volta è la piattaforma ecologica

Contratto anche qui di cinque anni. La durata abnorme di questi  contratti dovrebbe essere sorretta da una motivazione stringente. Ricordiamo l’assurdo contratto di nove anni (NOVE) per la gestione dell’illuminazione pubblica. Un contratto di questa natura si porta dietro una serie di rischi: in nove anni l’appaltatore può cambire di gestione, di proprietà, può fondersi o cedere parte del proprio business, ecc.

Non ci è mai capitato di leggere una motivazione che motivi e descriva l’opportunità della durata. A lume di logica maggiore è la durata, minore dovrebbe essere il costo unitario del servizio.  Ma questo aspetto dovrebbe essere quantificato da chi il servizio offre, non prima, a spanna, da chi se ne serve. In questi casi la durata dovrebbe essere una variabile proposta dall’appaltatore: un anno di contratto a 100, tre anni a 80, ecc. In questo modo l’appaltante avrebbe la possibilità di arbitrare in modo aperto e logico la scelta valutando la convenienza e le componenti di rischio.

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Pubblica Amministrazione, tempo è efficienza… quanto ci costa in inefficienza!

Di questi giorni la notizia che gira sui media: sono già approvati e stanziati, messi a bilancio nazionale 150 miliardi di investimenti, circa 10 l’anno. Quindi soldi da spendere subito, immediatamente, che non sforano il bilancio perché sono già compresi. Non si usano e si ritarda, anzi si giustifica la non partenza dei lavori con problemi di procedura, di competenze stato-regioni-comuni-enti-contratto degli appalti: tutto lunghissimo e complicato, ecc.

Dietro questo aspetto ciò che viene alla mente è il “sistema romano” che quando si trova a fronteggiare norme che limitano “affari romani” genera meccanismi applicativi che rendono le norme insostenibili, allungando i tempi, complicando, chiedendo quesiti  alle singole istituzioni, rallentando nel decidere. Obiettivo arrivare al superamento degli “intoppi”, a semplificare per arrivare agli “affari romani”. Leggi il resto di questo articolo »

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INPS pensioni e Fornero: sembrerà paradossale ma i conti le danno ragione

Il sistema pensioni sviluppatosi in cent’anni in tutto l’Occidente è una realtà che si può dividere in due categorie (che poi sono ripartibili in altre sottospecie). Economicamente abbiamo fondi dei dipendenti gestiti dai medesimi o loro organizzazioni (per azienda o per categorie produttive omogenee). In alternativa fondi gestiti da un unico ente statale cui vengono conferiti  i versamenti dei dipendenti, ente pubblico, che amministra queste risorse in base a leggi dello stato.

Chiaro che nel secondo caso,  il controllo sfugge e il potere politico può far uso della montagna di risorse per redistribuzioni che favoriscono questa o quella categoria, che danno facilitazioni, anticipazioni di pensioni, e quanto altro, copertura di maggiori costi rispetto alle trattenute (dipendenti pubblici), ecc. Il totale di ciò che oggi spende l’INPS è di 350 miliardi a 18 milioni di pensionati.

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Lo Stato che controlla la Borsa ? al Paese non va bene

Il Governo del Cambiamento è un cantiere aperto: sei mesi sono pochi per realizzare il Cambiamento, ma arrivano segnali che non vanno nella direzione giusta. L’Italia è già un paese ove la presenza dello Stato nell’economia è molto  alta: il grosso delle grandi imprese è controllato dallo Stato.

Ci sono state “liberalizzazioni”, compiute  mettendo sul mercato quote ampie, anche la maggioranza, ma diffuse in modo da consentire di mantenere il controllo. Permangono quote ripartite in aziende pubbliche prossime al 40 o anche al 30%, aziende che sono finite nelle borse valori, compravendute in tutto il mondo.

Basta vedere le aziende a controllo pubblico che sono in pancia a CDP (Cassa Depositi e Prestiti, che significa Ministero Economia, cioè lo Stato): qualche nome ENI, Fintecna, Poste, Snam, Fincantieri, Saipem Finmeccanica, ENEL, ecc., mettiamoci anche TIM, l’elenco sarebbe lunghissimo.

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Fatti e comportamenti a Buccinasco: colpa delle minoranze?

L’ormai ricorrente riepilogo del Consigliere Schiavone ci perviene e volentieri pubblichiamo. Il tono non è serioso, vuol essere leggero. Anche perché l’elenco è lungo, e potrebbe esserlo di più. I singoli temi sono seri, farne l’elenco motivato sarebbe una sorta di epitaffio non facile da digerire. Oltretutto sono per la totalità affrontati uno per uno da Città Ideale e da BucciRinasco. Qui il letore potrà trovare gli approfondimenti.

Il riepilogo che ce ne presenta il Capogruppo del M5S Albero Schiavone ci aiuta a non dimenticare. Chiediamo che non ci si fermi solo alla piacevole lettura, che si ricordi l’insieme di questi infortuni, la criticità che ne viene, pesante, per Buccinasco. A tempo debito verrà l’occasione per dare la valutazione diquesto amministrare, di questo spendere nostre tasse (350milioni in cinqe anni). Buona lettura.

Antologia delle dichiarazioni estive di chi amministra la nostra città
(da leggere ,divertirsi e condividere)

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Buccinasco: gestione condivisa aperta a tutti, o burrone a separare maggioranza e minoranza?

Una riflessione che qui in Città Ideale è stata affrontata altre volte. La riprendiamo perché il tema ci sembra importante per Buccinasco e la nostra Comunità, come metodo che deve trovare la più larga adesione possibile. Dal dopoguerra il far politica si è caratterizzato per aspetti divisivi prevalenti, che adesso sono ampiamente superati e devono essere accantonati.

Uno, quasi naturale dopo la conclusione drammatica della guerra civile, è stato l’anti-fascismo assurto a ideologia propria e specifica, allo scopo di spaccare, di tener fuori la parte perdente della guerra civile. L’anti-fascismo è un non senso, a pensarci bene. Se il fascismo è l’ideologia dello statalismo accentratore, totalitario (il totalitarismo è termine italiano poi esteso a significare le ideologie che pongono lo Stato sopra ogni cosa pubblica o privata, cui tutto è soggetto). In sequenza il totalitarismo si è manifestato nel Comunismo, Fascismo e Nazismo (nazionalsocialismo).

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Buccinasco, case popolari e ALER: aggiorniamo la situazione?

Lo spunto viene da una notizia che riguarda l’immobile ALER di via due Giugno 4 (VEDI). Una situazione indecorosa per il vivere civile e in particolare per Buccinasco, ci si rimane male a leggere. Non sono questi i luoghi residenziali tipici di Buccinasco, si pensa che non ce ne sia. La prima domanda che viene è: si può fare qualcosa?

Il sindaco nella sua dichiarazione confessa una condizione di impotenza. Non ci si può far nulla, tranne le sollecitazioni (che lasciano le cose come stanno). Non solo ma dal 2018, ci dice il sindaco, le graduatorie per l’assegnazione degli alloggi diventa esclusiva dell’ALER “in quanto proprietaria degli immobili”. Quindi le assegnazioni le graduatorie sono fatte da ALER. Ma ALER che cos’è?

Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, questa l’estensione dell’acronimo ALER che, in passato si ricorderà come IACP (Istituto Autono case Popolari). Fondata nel 1908 come struttura comunale. Una storia infinita di crisi, commissariamenti, quantità industriali di affitti non pagati, o occupati abusivamente. Controllo sempre pubblico, sempre gestito da gestioni vicine ai partiti, con graduatorie e assegnazioni, anche illecite, in cui la motivazione elettorale sembra evidente.

ALER è oggi una struttura che fa capo alla Regione, quindi di gestione strettamente politica. Reduce da un cambiamento organizzativo importante, riguardo alle assegnazioni, entrato i nvigore nel 2018. In pratica la precedente gestione centralizzata unica, con assegnazioni e graduatorie definite in sede locale/comunale, si è passati a una gestione unica (tutta ALER) ma distribuita da uffici sul territorio (UOC unità operative gestionali).

200.000 gli inquilini. 70.000 unita abitative, non si capisce bene come 200mila inquilini stiano in 70mila unità immobiliari. Quanto a Buccinasco la situazione risulta la seguente:

Immobile via Bologna 10A           Immobile via Bologna 10B           Immobile via Don Minzoni 4
Immobile via Solferino 2              Immobile via Solferino 4             Immobile via Solferino 6

Il totale delle unità immobiliari viene indicato in 141 oltre a 53 Box/posti auto.  Quanti siano gli appartamenti non viene rintracciato sul sito ALER. L’ufficio unico (UOC) che gestisce gli immobili di Buccinasco si trova a Rozzano/MI via Garofani 11/13. Tutto quanto riguarda domande o questioni di interesse fa riferimento, dal 2018, a questo ufficio e non diversamente. Ufficio che gestisce anche le graduatorie, a detta del sindaco.

Il cambiamento organizzativo sarebbe per lo meno dubbio, in condizioni normali. Il Municipio del luogo dovrebbe essere la struttura del territorio, più informata e efficiente per gestire graduatorie e controlli su occupazioni più o meno abusive. Evidente che così non deve essere, se la volontà di finirla con le occupazioni abusive ha fatto decidere per questo cambiamento. Non è conosciuta la situazione per Buccinasco (appartamenti liberi, occupazioni irregolari, inquilini morosi, ecc.

Non si sa nulla e non si informa. L’unica questione che muove l’interesse sembra quella delle criticità che diventano insostenibili come quella di cui all’articolo citato, in via Due Giugno. Ripeto, che l’ente locale sia estromsso da ogni aspetto della gestione non ci sembra logico. Si tratta comunque, con tutta evidenza, di una gestione che appare fortemente condizionata da scelte politiche. Che siano di qui o di là, sono scelte di convenienza, meccanismi di consenso.

Dispiaciuti per le condizioni più che precarie in cui si trovano i nostri concittadini di via Due Giugno, speriamo di aver fornito una descrizione che consente di comprendere un poco meglio la situazione. Resta il fatto che situazioni di precarietà così estreme richiedono un pronto e deciso intervento  riparatore e messa a norma. Una vergogna per tutta Buccinasco, su cui ci si deve muovere.

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Mercato, economia, lavoro e globalizzazione: qualche considerazione

M5S quale componente del Governo del Cambiamento, si sta distinguendo come una  riproposizione, adattata,  di princìpi socialisteggianti del secolo scorso. Lo stile è proprio dei tempi iniziali del secondo Ottocento: l’impresa (il padrone) che sfrutta, che fa le sue fortune sulla miseria di un lavoro senza diritti. Allora il movimento socialista ha avuto una funzione rilevante nello sviluppo delle relazioni sindacali, crescita del lavoro e delle imprese, riscatto degli umili con il suffragio universale, ecc.

Vedere con simpatia questi moti e idee è comprensibile; uniformare ai tempi nuovi questo modo di impostare e fare politica nel terzo millennio può anche andare. Non in modo piatto, però. Soprattutto aggiornando i presupposti, partendo dall’oggi  in cui ci si trova.  Siamo nel terzo millennio, con un mondo mai così sviluppato e in movimento, con crescita complessiva che richiede ogni tanto aggiustamenti.

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Rifiuti urbani e gestione di Buccinasco: parte la gara e noi paghiamo

Sappiamo che questa partita del nostro municipio è coperta per intero, per legge, da una tassa di pari importo che comprende tutta la materia: Si chiama TARI. Per chi amministra si tratta in buona sostanza una partita di giro. Se la raccolta rifiuti costa 100, si applica la TARI al valore 100, che i Cittadini pro quota pagano, e si fa  pari e patta.

Insomma, a differenza dialtri costi e spese, chi amministra non è preoccupato dal problema, almeno sul piano delle entrate. In effetti finisce sempre così… a Buccinasco saranno forse dieci anni che la tassa rifiuti, comprese tutte le varie poste, gira sui tre milioni l’anno. In pratica non c’è interesse specifico sulla materia. Eppure entro il termine rifiuti vi sono partite degne di attenzione, a cominciare dalla raccolta differenziata che dovrebbe generare ritorni, riducendo il costo complessivo.

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