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Bilancio 2018: approvato ma di cui forse qualcosa è sfuggito

Cominciamo con il riportare un contenuto dal Documento Unico di Programmazione (DUP), lo scritto che è parte integrale del bilancio di previsione 2018, quello che è stato approvato nel Consiglio Comunale del 20 Dicembre. Non sappiamo quanto i Consiglieri che hanno votato, conoscano (fra le altre cose) questo scritto  del DUP.

  1. … non si procederà alla approvazione del Regolamento per le emergenze abitative del comune di Buccinasco poiché si sperimenterà un processo di housing sociale, in cui rientrerà anche la gestione degli alloggi di emergenza. (pag 9)
  2. Il comune di Buccinasco predisporrà un progetto per partecipare al bando del Sstema di Protezione Richedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) per l’accogliena di secondo livello dei migranti al fine di assicurare una corretta gestione dei flussi migratori che investiranno il nostro comune. Sarà cura del gestore la ricerca di alloggi disponibili al libero mercato (pag 10).
  3. C) programma biennale degli acquisiti di beni e servizi … ANNO 2018 – Servizio SPRAR – Appalto 3 anni – Luglio 2018/Giugno 2021. Importo 1.080.000 (esclusa IVA) (pag 22)

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Sicurezza: MANCA progetto, metodiche, aree sensibili, costi. TUTTO!

Non è neppure il caso di descrivere: la sicurezza dei Cittadini a Buccinasco fa acqua da tutte le parti, un colabrodo. VEDI l’articolo de ilgiorno. Non consola il fatto che squadre di ladruncoli si divertano in incursioni notturne nelle scuole dei comuni circostanti. Mal comune non è mezzo gaudio.

Il disinteresse verso il tema delle amministrazioni Maiorano Pruiti ha del clamoroso. Sono trascorsi ormai sei anni e siamo andati di peggio in peggio. Se si va a ritroso riguardo al problema sicurezza, possiamo mettere in fila un elenco infinito di interventi, osservazioni, impegni, investimenti, promesse, aumenti di sistemi video, ecc. di cui non si è finora visto nulla di concreto.

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Fine anno in fibrillazione per il debito pubblico Europa: e finora nessuno ne parla!

Ieri 29 Dicembre è stato l’ultimo giorno 2017 per la Borsa italiana: oltre alla chiusura del fine settimana san Silvestro è Domenica. Si prevede la riapertura il 02 Gennaio del nuovo anno, è sarà davvero curioso vedere che succederà. Le quotazioni delle borse  in Europa non sono andate molto bene, però entro dinamiche non fuori misura.

I mercati stanno registrando in questo periodo l’inizio degli effetti della riduzione delle tasse negli USA, voluta fermamente da Trump. Nella buona sostanza l’effetto è una specie di svalutazione competitiva del dollaro sulle altre monete, soprattutto sull’euro.  Che infatti in pochi giorni è risalito del 4%, da 1,16 dollari alla chiusura odierna che supera i 1,20.

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Il Lavoro, lo Sportello, la Rete e tutto il resto

I Cittadini di Buccinasco spendono uno sproposito (oltre 100mila euro l’anno) per avere in comune l’equivalente di una filiale interinale, senza però la rete e le professionalità che in quelle aziende sono presenti.

Le imprese interinali compiono ricerche e selezioni a centinaia, ogni giorno, da anni, conoscendo ed essendo riconosciuti da un mare d’aziende, avendo un patrimonio di curricula classificati in modo professionale  per catogorie  professionali, età, residenza e altre caratteristiche specifiche.

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Ancora il bilancio: ciò che è bene ricordare: nel 2018 purtroppo

Bilancio: in un ente pubblico come il nostro comune, è lo strumento che compone un identikit in un certo momento della situazione. In primo luogo economica e finanziaria. In questo caso si tratta di beni e risorse (tasse)  che gli amministratori gestiscono in nome e per conto dei Cittadini, che ne sono i detentori, i proprietari. Ne hanno ricevuto delega (ad amministrare), non è “cosa loro”, come troppo spesso appare.

Il bilancio annuale che viene approvato a fine di ogni anno ha carattere di previsione tecnica, poiché descrive le spese, minutamente, che nel 2018 noi Cittadini dovremo sostenere (pagando le tasse). Lo scopo del bilancio (il fine)  in un ente come il nostro non è fare reddito, ma ottimizzare gli impieghi delle tasse.

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Lo Stato, le Tasse, le Imprese, la Globalizzazione e casa nostra

Il tema a casa nostra, in Italia, non fa parte della campagna elettorale: il debito pubblico e come affrontarlo è un tabù. A chiunque metta gli occhi sui numeri  viene avanti la cifra spaventosa di 2,300 miliardi contro n il che nel 2017 fatica a raggiungere  1.600 l’anno. La spesa pubblica continua a superare le entrate, sempre nel 2017 si lotta per rispettare i limiti richiesti dall’Europa. non sforare oltre 2,4miliardi.

Qualcuno che ne parla c’è: qualche imbecille (la gravità della situazione non ci fa venire un sinonimo che possa attenuare l’attributo) che straparla di battere i pugni a Bruxelles, ritiene così di “farsi rispettare”, mentre Bakitalia spende 70 miiardi l’anno di interessi. Pretendono il rispetto dall’Europa, gli imbecilli. Questo è il loro unico argomento in merito al problemone dell’Italia. Questa descrizione non è nuova, in queste pagine; giova ripeterla.

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Sprechi e efficienza: sanità e programmi elettorali

Un giorno sì e l’altro pure non manca il politico candidato che illustra l’efficienza del sistema sanità all’italiana, ripetendo il ritornello che, in rapporto al totale della spesa pubblica, l’Italia è il paese che investe una quota  percentuale minore, mentre viene considerato il più generoso nel coprire i servizi sanitari; il cosiddetto SSN (servizio sanitario nazionale).

per l’Italia sale al 7%, dice il rapporto. Il Ssn è un “datore di lavoro” di massimo peso nella Penisola, tanto che nel 2015 gli occupati nel comparto sono stati 1.796.000. Ma a questo dato ufficiale i ricercatori stimano di dover aggiungere 3-400mila lavoratorori “‘neri o grigi’ che si annidano soprattutto nell’area della cura alla persona”. Tutto compreso, dunque, nel settore lavora quasi un occupato su dieci nel Paese.

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Sindaco e compagnia: sono insofferenti ai Consigli…

I Consiglieri del giorno 20, sull’approvazione del bilancio, hanno assistito a una recita preordinata del sindaco e dell’Assessore antimafia:  si sono profusi in una serie di valutazioni totalmente inventate, ma eguali, una di seguito all’altra, per dare credibilità a ciò che hanno sostenuto. Lo hanno fatto in modo preordinato perché si sono pronunciati entrambi dopo l’esaurito dibattito, non lasciando modo a nessuno di poter precisare, spiegare,  dati alla mano.

Un uso sostanzialmente estraneo alla democrazia, che sfrutta in modo capzioso le regole.  Un’azione di cui non possono andare orgogliosi. La proposta del Consigliere Romanello di BucciRinasco riguarda uno stanziamento iniziale di 100mila euro destinato a sostenere le nuove nascite. La proposta indica come prelievi possibili, fra gli altri, il rientro della gestione biblioteca (che costa 135mila euro) o il prelievo parziale  dalle destinazioni associative e ludiche.

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Il Sindaco rivendica serietà e coerenza? Provi ad applicarla davvero, prima

La questione del NON CONSUMO DI NUOVO SUOLO, stando al sindaco, in Consiglio Comunale, non è argomento lessicale, ma viene definito da una legge, non abbiamo capito bene ma sembra regionale. L’italiano è una lingua celebrata da tutti gli esperti universitari del mondo per la sua chiarezza.

Se il nostro comune ha in proprietà terreni a verde e ne delibera la vendita a privati perché costruiscano (ovviamente) in italiano, nella nostra lingua come si dice? dove c’è il suolo a terreno verde, si faranno costruzioni: SI CONSUMA SUOLO NUOVO. Il Consigliere che lo decrive viene giudicato poco meno di un mentecatto, perché, dice il sindaco in Consiglio, non conosce le leggi sul consumo di nuovo suolo.

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BucciRinasco: unica alternativa alla politica locale? Oggi sembra così!

Nell’Aula del Consiglio Comunale ieri sera abbiamo assistito a un attacco concentrico, velenoso, offensivo, non decoroso, sostanzialmente antidemocratico verso BucciRinasco e il suo Consigliere Ingegner Caterina Romanello. Si vadano a sentire in streaming le contumelie del sindaco, condite con interpretazioni fantasiose delle nostre posizioni per giustificarle, le contumelie: la pubblicazione documentale arriverà a Natale, quale segno di pace).

Dietro questo comportamento, allineati e compatti tutti i rappresentanti della maggioranza. Viene da chiedersi allora: vi sono ragioni per questa animosità poco civile e ancor meno educata, verso un rappresentante che, ricordiamolo,  si trova in Consiglio a rappresentare 1.300 Cittadini elettori (contro i 900 che hanno scelto il sindaco) ? Ricapitoliamo allora: cosa è successo, perché succedessero queste reazioni:

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Boschi, Commissione parlamentare, sistema romano, banche, fondazioni

Francamente sono stufo: non ne posso più di tutta questa pantomima della Commissione Casini sulle banche. Credo di non essere il solo, proprio non se ne può più. Una colossale presa in giro pre elettorale che deve essere chiarita. Il sistema dei media che sta al gioco e partecipa al teatrino delle marionette, seguendo i fili che tira il sistema romano.

Non si scopre solo ora che le Commissioni parlamentari sono una sorta di camera caritatis nella quale i partiti, le segreterie, i politici, reciprocamente si condizionano, perché tutti qualche scheletro nell’armadio lo hanno.  Quando lasciare le cose alla magistratura comporta qualche rischio, la soluzione sono le commissioni parlamentari. Che storicamente, sono servite a soffocare la ricerca della verità: non ce n’è una che in settant’anni abbia portato a qualcosa.

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Di Maio: un apprendista rispetto al ruolo. Ci prova

Stiamo parlando di un potenziale Presidente del Consiglio, candidato al ruolo per M5S che affronta una prova forse al di sopra delle sue possibilità attuali. Certamente anche partendo da fondamenta politiche economiche del suo movimento, che sono generiche e migliorabili, parecchio purtroppo. Qualora ne fossero forniti, per l’Italia sarebbe un Nuovo Rinascimento, e Dio solo sa quanto bisogno ne avremmo.

Devono correre, ma anche riuscire a selezionare un gruppo dirigente robusto, fatto di centinaia di persone, oltre che di ministri, soprattutto quelli di peso (Esteri, Interni, Economia, e diversi altri). l’esperienza di Roma, ma anche quella di Torino dovrebbe loro insegnare qualcosa. Preparare una squadra competente, nutrita, credibile è fondamentale per lariuscita, ma anche per la credibilità personale.

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GLI ORTI COMUNALI E LE BUFALE DI CHI CI AMMINISTRA

Un tema che a questa amministrazione non viene bene. Appena su hanno cominciato a cacciare l’Associazione Orti Ecologici da via degli Alpini. Questa dopo decenni di positiva attività e iniziative, a costo zero per la Comunità, sia verso gli ortisti che giovni studenti e andicappati, è stata costetta a chiudere e andarsene. Sono passati tre mesi: dell’urgenza vantata dal comune per uno sgombero immediato non c’è traccia.

Si potrebbe pensare che sono intervenute difficotà impreviste, ma nulla dicono. Sugli orti poi hanno ricamato una storia fantasiosa. Gli orti costano una fortuna, quanto chiediamo agli assegnatari è ben poca cosa rispetto ai costi di cui dobbiamo farci carico. L’Assessore antimafia che si vanta di sostenere i poveri ortisti con contributi fantasmagoorici, che continuerà a farlo perché gli ortisti vanno sostenuti.

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M5S, Di Maio e il Governo: non ci si può proporre così

Vediamo, dalle notizie “internazionali” del candidato M5S Di Maio, il resoconto di un incontro avvenuto a Roma, Ambasciata di Norvegia, presenti anche i pari grado di Danimarca, Svezia, Finlandia e a rappresentanti di paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania). Se è veritiero quanto resoconta Huffingtonpost (VEDI), per il futuro dell’Italia c’è da preoccuparsi. Seriamente.

Si legga l’articolo, che è illuminante riguardo a ciò che sostiene il probabile primo incaricato di formare il nuovo governo dopo le elezioni. L’interesse dei paesi rappresentanti nell’incontro è legittimo: cosa si propone di fare M5S qualora fosse al governo? Il riassunto di Huffingtonpost, essenziale, dice tutto:

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Wasting review elettorale: responsabili i media e la scuola

Una riflessione dell’ottimo Carlo Lettieri  ci viene proposta su IBL. Stimolante, per una verità che denuda le parti meno nobili, le vergogne del far democrazia di questo periodo non glorioso. La lucida disanima delle ragioni di coloro che “vivono di politica” e puntano alla rielezione, per modifiche al bilancio che si propongono spese, per categorie o territori.

Dice Lettieri: sono i Cittadini che le vogliono queste cose; non si può dargli torto. Un metodo del rito elettorale fatto di spese nuove che si è protratto per troppo tempo e ha generato la montagna di debito pubblico. Che prosegue tuttora come un secolo fa, ininterrotto. Una tragica e sbagliata politica che ripete un rito oggi dannoso, che danneggia le nuove generazioni e rischia di mandarci a fondo.

La responsabilità è quindi dei Cittadini? Non ci sentiamo di condividere del tutto, c’è dell’altro. Il “popolo sovrano” come lo chiamano gli imbonitori, è stato tenuto sistematicamente analfabeta di economia e di democrazia: portato a badare al ritono immediato nella propria tasca. Settant’anni fa la scarpa destra, la sinistra dopo l’elezione di Lauro, adesso i 20, quindici, dieci, perfino i cinque euro per ogni voto; il piccolo beneficio che viene da una modifica di legge, ecc.

Colpevoli, volutamente colpevoli i nostri governanti che così hanno gestito l’istruzione, che così sostanzialmente impongono l’agire dei media. Giornalisti e direttori ridotti a esecutori, scribacchini, missirizzi (quegli omettini di legno che si piegano secondo il pollice di chi li regge in mano), megafoni di dichiarazioni insulse e interessate. Dei lacchè, sostanzialmente. Una democrazia che, se non avviene un ribaltone, sta avviandosi al viale del tramonto.

MANOVRA SPENDING REVIEW AL CONTRARIO

Il dietrofront politico, in vista delle elezioni

(Carlo lettieri 12 Dicembre 2017) Circa seimila emendamenti: è questa la massa di correzioni alla manovra che è stata presentata dai parlamentari. Per fortuna, nei prossimi giorni vi sarà una scrematura e poi dal 19 dicembre s’inizierà a esaminare il testo in aula. Tra le proposte volte a correggere la legge di bilancio vi è davvero di tutto e di più: dalla proroga degli studi di settori all’anticipo della web tax, alla riduzione dei contratti a termine.
A prevalere, a ogni modo, sono soprattutto le misure volte a favorire questo o quel territorio e questa o quella categoria. Le elezioni sono alle porte e quanti vivono “di politica” cercano di rafforzare i propri legami con elettori e gruppi di pressione.

Purtroppo, il calcolo particolare di breve termine (la rielezione) si trova in palese conflitto con l’interesse generale di lungo termine. Mentre bisognerebbe ingegnarsi a ridurre le spese, limitare l’area d’intervento dello Stato e – insomma – realizzare in Parlamento quello che il governo avrebbe dovuto fare se avesse seguito le indicazioni dei vari consulenti che avevano immaginato tagli al bilancio pubblico (da Carlo Cottarelli a Roberto Perotti, solo per fare due nomi).

In questi giorni deputati e senatori si sono lanciati in una sorta di spending review al contrario: suggerendo ogni genere di nuovo intervento e ulteriore regalia. Tra gli emendamenti si rinviene ogni genere di proposta: il prolungamento del bonus bebè fino al terzo anno di vita così come l’ampliamento della lista dei lavori usuranti, fino a una serie di misure specifiche per tanti piccoli centri. Non manca neppure la domanda di introdurre la detraibilità delle spese sostenute per pannolini e omogeneizzati. E anche indennità peri pescatori quando l’attività è sospesa, proposte per ripristinare nella precedente versione le province e molto altro.

Di fronte a queste richieste clientelari, è normale puntare il dito contro gli uomini di partito, ma in verità la situazione è ben peggiore. Questi politici assai inquieti (timorosi di non essere rieletti) si comportano in tal modo perché sanno che i loro elettori vogliono questo. I calcoli elettorali dei parlamentari di maggioranza e di opposizione pesano, senza dubbio, ma egualmente è necessario capire che larga parte della società chiede agli eletti di agire in tale maniera.


Non è del tutto vero che ogni società ha la classe politica che si merita. Chi entra in un seggio con una scheda ha in mano ben poco: le decisioni più rilevanti sono state già assunte prima e il cittadino viene quasi chiamato a ratificare un ordine di potere predefinito. Come disse un grande politologo siciliano più di un secolo fa, Gaetano Mosca, non siamo noi che eleggiamo i politici, ma sono loro che si fanno eleggere. Spesso i votanti scelgono il meno peggio e turandosi il naso.
Eppure bisogna ammettere che la maggior parte delle richieste indirizzate dai cittadini ai rappresentanti ignora che questo Stato elefantiaco ha prodotto un debito fuori controllo e una tassazione elevatissima, causando in tal modo bassi redditi, disoccupazione, servizi spesso scadenti e un generale clima di rassegnazione. In definitiva, davvero pochi sono senza colpe (Da La Provincia, 11 dicembre 2017)

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