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Statalismo e monopolio stanno inchiodando l’Italia

La notizia è di quelle che non bucano la parete di gomma virtuale per andare sui media: andando contro una direttiva europea riguardo ai diritti d’autore, è stato confermato il monopolio SIAE.  Monopolio è sinonimo d’inefficienza, di maggiori costi, di servizio burocratico, spesso pessimo. Questo caso ne è una conferma.

Riportiamo quindi l’esempio che ce ne dà, ormai quotidianamente purtroppo, l’Istituto Bruno Leoni  di cui riportiamo l’editoriale. Liberalismo significa poche regole ma di valore assoluto. Monopolio e coalizioni dei pochi per condizionare il mercato, portano al contrario dell’efficienza, a rendite di posizione. L’opposto del liberalismo. Affermazione di una concezione dirigista, statalista del paese.

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Lavoro nel terzo millennio e le elezioni a Buccinasco

Chi legge Città Ideale con sufficiente continuità avrà chiara l’immagine che ha per tema il lavoro in questi anni (e nei prossimi a venire). Una serie di temi, purtroppo poco trattati nei media, genera scarsa informazione e per conseguenza sviluppa tematiche esterne al nocciolo delle questioni. Diffusione di cui a Buccinasco si ha prova da come questo inizio di campagna elettorale li affronta.

Il lavoro lo fa la crescita dell’economia, delle attività complessive nel paese, che generano sviluppo, occcupazione e sviluppo. L’art.1 della costituzione che lo pone come diritto, non può generare lavoro di per sé. Quindi la politica, anche la politica locale: deve preoccuparsi e avere come obiettivo agire perché il lavoro aumenti a Buccinasco perché si riducano le condizioni di criticità che invece sono aumentate e aumentato ancora.

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Buccinasco e il suo futuro: BucciRInasco è un progetto vero

Fino ad ora fra i diversi movimenti e partiti che si stanno interessando per la prossima tornata amministrativa non vi è stato nessuno che, nel descrivere le proposte di ciò che farebbe se fosse eletto, si sia provato a descrivere cosa si propone, come vede il futuro di Buccinasco, verso quale percorso intende muoversi. Neppure un accenno.

Il verde, le piante, l’asilo nido di notte, il tema della sicurezza, le strade, le scuole: insomma tutto quanto è oggi migliorabile se non mal ridotto è naturale che sia accennato per interessare i Cittadini. Quasi  una strategia quella di lasciar andare le cose da sistemare per poi proporsi di farle. Discorso semplice, troppo semplice che non esce dalla banalità, vista la situazione di Buccinasco.

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Elezioni a Buccinasco: quali le variabili in campo? M5S

Abbiamo assistito alla presentazione del Movimento Cinque Stelle  di Buccinasco. Occasione importante la presentazione della lista elettorale, con in testa quella del candidato sindaco. Prevedibile Alberto Schiavone, anima del movimento, persona più conosciuta e diffusore di iniziative venute dalla società civile, in modi dei quali deve riconoscersi l’efficacia.

I candidati  in lista sono tutti Cittadini di Buccinasco: persone estranee alla politica di mestiere. Tutti, candidato sindaco compreso, alla prima esperienza pubblica. Stimiamo 160 presenti complessivi compresi alcuni palesemente non d’area, interessati a capire. Una novità per Buccinasco rispetto alle precedenti elezioni amministrative, in grado di scompaginare l’usuale rappresentanza locale delle liste nazionali.

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Orti della mafia vengono chiamati: ci vuole l’esercito per controllare il territorio?

Una decina d’anni fa, sempre con amministratori “progressisti” del tipo Maiorano e Pruiti (chi più progressisti di loro?), per scoprire cosa c’era a Sud dell’ambiente sinti, è stato necessario far intervenire magistrati, forze dell’ordine ecc. Allora trovarono perfino armi. Passano gli anni, finiti i controlli, abbattuti capanne e costruzioni più o meno solide (più meno, che più), nessuno sembra aver più fatto controlli dell’ambiente, di cosa lì fosse presente, ecc. Intanto trovarono il tempo per inserire l’area sinti entro il “quartiere Terradeo”.

Subito a Nord oggi esiste ancora l’ambiente sinti, con le costruzioni illegali (rispetto al Parco Sud), costruite a servizio del campo sinti. Non si sa con quale utilità per la Comunità, realizzate a spese dei Cittadini, parimenti illecite delle casette che, trascorso i decennio, altri lì vicino hanno in qualche modo e nel tempo costruito. Si arriva sotto elezioni e prima di liberare le sedie, i pro tempore devono dimostrare che fanno qualcosa.

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Buccinasco più: storia infinita: i pro tempore in uscita dovranno pagare

Quando sono andati su era il 2012: cinque anni fa. Ancora da collocare diversi appartamenti, ancora esistente la direzione lavori nominata dall’impresa capofila poi fallita, unitamente alle cooperative che un documento dell’epoca indica come aventi titolo sulla convenzione. Fin da subito hanno individuato il “colpevole” nell’unica del mazzo che è poi fallita.

D’altra parte, in quel quartiere i pro tempore poi eletti hanno lavorato in campagna elettorale, promettendo l’impossibile: far pagare tutto e solo al comune, a tutti i Cittadini, lo sconcio della discarica a cielo aperto realizzata grazie a una modifica del progetto (P.I.I.) che copriva tutto il terreno innalzandolo a “piano campagna”. Il presupposto per poi realizzarvi la discarica a cielo aperto. Senza questo P.I.I. non sarebbe stato possibile, non ci sarebbe stata discarica.

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Programmi elettorali e bufale diffuse a man bassa

Le elezioni sono una cartina di tornasole della serietà personale dei candidati. In questo caso ci viene fatta pervenire una lettera circolare recapitata a domicilio nella quale l’autore si presenta e chiede il voto per le primarie del Centro Sinistra (sostanzialmente la maggioranza uscente) previste il prossimo 13 Marzo.

Chiedere un voto entro le primarie è operazione che ha i suoi aspetti delicati. In particolare se si intende ripresentarsi a conclusione di un mandato, tanto più dopo il nulla fatto. Non si può parlar bene, ma neppure condannare la compagine nella quale si è stati protagonisti. Quindi il nostro tipo  dichiara “… di aver fatto il possibile, ma anche la consapevolezza che non è abbastanza”…. se la cava così.

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Elezioni a Buccinasco: quali le variabili in campo? PD

Cominciamo con chi ha il peso maggiore entro la composizione dei pro tempore in uscita. Le questioni legate alla campagna elettorale prossima sono diverse. La principale è legata  ai tempi, la data influenza in modo diverso le diverse liste partecipanti, in positivo o negativo. Le elezioni locali sono determinate da una decisione del Ministero degli Interni; questa è inevitabilmente condizionata da valutazioni politiche nazionali.

Facciamo qualche ipotesi? Sarebbe logico che le elezioni locali e nazionali, quando prossime, fossero unificate in un’unica data. Diverse volte lo si è fatto, anche per una ragione di “trascinamento” della valenza nazionale del logo e di appartenenza. L’elettore che vota per i suoi rappresentanti a Roma e, nello stesso momento, sceglie il proprio sindaco, è portato a unificare la scelta.

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Elezioni e antimafia come mestiere acchiappa consenso. Sarà vero?

L’attività antimafia è strumento d’uso politico. Brandita come arma che santifica, qualcosa di simile alle immaginette (una volta si chiamavo santini) che celebrano san Giorgio che sconfigge il drago con la spada o la lancia, a seconda dell’interpretazione dell’artista (l’immagine ne illustra una quattrocentesca)Viene utilizzata, l’antimafia, allo scopo prevalente di farne un parallelo immaginario fra il Santo e il politico che l’antimafia brandisce.

Questo in prevalenza è l’utilizzo del tema a Buccinasco: manifestazioni a vario titolo e costo, purché asettiche, che non coinvolgono specifiche situazioni “intoccabili”. Quando succede sono iniziative che vengono da altri, da fuori (il bar ritual, su denuncia dei carabinieri, come descrive in una recente intervista il comandante dell’area Sud Ovest; il sindaco si è accodato dopo, nel segnalare al prefetto).

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Spese future: i pro tempore in uscita insistono

Il tema in questione riguarda il municipio. Più precisamente l’impianto di condizionamento e riscaldamento che, forse dall’origine ha avuto una realizzazione non completa per ragioni di budget, trasferita a esercizi futuri e mai portata a termine. Ciò a quanto ci è sembrato di cogliere  un annetto fa, da dichiarazioni tecniche in sede di commissione.

Un impianto incompleto, con un utilizzo probabilmente stressato, deve dar  luogo a sempre più frequenti interruzioni e interventi manutentivi, e spese conseguenti. Come sempre se si trascina negli anni un impiego non funzionale, con tamponamenti volti a dare continuità sufficiente. Succede poi che l’assenza sostanziale di una organica manutenzione ordinaria porta a interventi straordinari pesanti.

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L’America nouvelle vague; la direzione è tutt’altro che chiara

Occorre innanzitutto stabilire la legittimità dell’attuale presidenza USA. La Democrazia ha un limite intrinseco: chi viene eletto non necessariamente possiede gli strumenti e le conoscenze per svolgere il suo ruolo. Forse questo limite può essere una forza. Forse; se i candidati fossero sottoposti a esami preventivi, il rischio del conservatorismo può emergere. Potrebbe derivarne l’incapacità nell’affrontare i cambiamenti.

Resta comunque un limite, l’”homo novus” al potere: non sempre si può rivelare capace, non sempre i tempi richiesti dalla crisi, che ha generato l’ascesa, possono essere compatibili con l’urgenza del decidere, del prendere il percorso giusto. Proviamo a vedere qualcosa di questo periodo, che dal Pantheon di Washington fa emergere problemi da risolvere e conseguenze da rettificare.

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Pro tempore in uscita che si rimescolano (sviluppi da seguire)

Ciò che, si fa per dire, passerà alla storia come mandato Maiorano, si può dire archiviato: con gli ultimi contratti continuano a spendere, impegnando la futura amministrazione a subire scelte e costi da questa compagine decisi, relativi agli anni 2017, 2018, 2019. Non gli è bastato il consumo integrale delle nostre tasse senza nulla fare oltre l’ordinario (quello fatto, perché ce n’è parecchio rimasto indietro)…

Archiviato non solo il sindaco, che non si ripresenta (lui dice per ragioni d’età), ma anche l’intera compagine si sta archiviando. Si sta assistendo ad un sorta di “liberi tutti”, sciolti i legami e ciascuno se ne va per conto proprio. Questo aspetto ci sembra passato quasi sotto silenzio e crediamo sia bene renderne edotti i lettori, per una riflessione sulle ragioni e sul dopo.

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Il mondo corre. In Italia c’è chi vuole che resti fermo o arretri

Cominciamo col far riflettere la nostra classe politica che tutto controlla quale sostanziale monopolista,anche l’informazione, sui sistemi che adottano il real time diffuso (la conoscenza in tempo reale delle domande e delle offerte, superando distanze e strumenti vari). Sistemi che stanno cambiando il mondo. Il mondo ma non l’Italia, che al riguardo è chiusa peggio di una medievale cintura di castità.

Le origini possono vedersi già con il sistema di posta elettronica: tutti possono inviare contenuti scritti a tutti o a ciascuno che ha interesse, superando il monopolio postale. Uno sconvolgimento iniziale che ha richiesto adattamenti. Ha avuto assestamenti e ulteriori sviluppi con gli smart phone che veicolano immagini, film ecc. Abbiamo personalmente assistito nei giorni scorsi a una videotelefonata da Spagna in  Australia, mediante WhatsApp: a costo zero.

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Le conseguenze del no all’euro: ripetiamolo a beneficio di noi cittadini

Città Ideale è convinta sostenitrice dell’Istituto Bruno Leoni, fondazione benemerita che informa di economia e mercato. Di tendenza liberale, diremmo del tipo Luigi Einaudi (a Torino opera altra fondazione dai medesimi intenti). Nel nostro sistema dei media ottengono ascolto così tenue, che possono considerarsi iscritte in una sorta di Indice delle Idee Proibite.

Riteniamo giusto, doveroso, riprendere l’editoriale del 7 Febbraio, che porta quale titolo la prima parte del nostro. Quante delle fesserie qui puntualmente elencate vengono vomitate dai media, espressioni di esponenti politici, demagoghi che raccontano panzane senza senso. Senza che direttori, esperti, economisti, riportino la questione ai corretti fondamenti dell’economia.

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Le divisioni di parte sono nel nostro DNA: dobbiamo cambiare. Anche a Buccinasco

Sono ormai dieci giorni che impazza la scissione nel PD: fra il sorpreso e frastornato di tutti giornalisti, politici e Cittadini. Nulla è eterno e anche il percorso dell’ex Partito Comunista d’Italia fondato nel 1921, passato per successivi adeguamenti, per non morire, per adattarsi al mutare della realtà, sempre più divergente dall’ideale marxismo leninismo.

Adattarsi per finta, allo scopo di mantenere le cose come stanno: cambiare perché tutto resti come prima. E’ un percorso dei reggenti di tutti i tipi, praticato in Italia, mantenuto con una coerenza che potrebbe definirsi ferrea. La realtà, l’evolversi dei tempi si incarica poi di forzare cambiamenti fino allo strappo, a volte violento come una rivoluzione. Il PD sta arrivando a questa fase; forse non si dividerà adesso ma è questione di tempo. Non molto, il tempo che resta.

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