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Il sindaco in uscita scrive a Socrate Lusacca….

Si tratta della medesima persona che ha qualificato BucciRinasco “associazione di mascalzoni”. In pubblico, nel contesto di un incontro con la comunità sinti, non più tardi di Sabato scorso (20 Maggio), associando a questa definizione lo scrivente e altri componenti.  Evidentemente le riflessioni dell’articolo di ieri sulla storia e sulla situazione che riguarda Buccinasco quale Piazza Affari della ‘Ndrangheta, qualche peso e efficacia devono averlo se lo portano a  scriverci per spiegare (e accusare, noi! di cattiva creanza e altro).

Senza trovare modo di scusarsi o precisare, permettendosi di contattare il nostro candidato sindaco (dall’”associazione di mascalzoni”), come nulla fosse.  Poi qui scrive e ci propone una “lezione di civismo e legalità”: a noi!  La comunicazione che ci invia,  di un pubblico ufficiale che straparla nella foga elettorale, nell’esercizio delle sue funzioni, non meriterebbe accoglienza

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Buccinasco e antimafia davvero: BucciRinasco c’è, gli altri meno

Bene che se ne parli in questa data, del 23 Maggio, memoria di un quasi coetaneo ucciso a Capaci 25 anni fa. Ci sono le elezioni a Buccinasco, quel paese periferico con 7mila abitanti allora, quando qui vennero condotti a “soggiorno obbligato” personaggi provenienti dalla ‘ndrangheta calabrese, che qui, a quanto pare , pur senza incidere nel tessuto sociale, avrebbero fatto fortuna.

Meglio detto, hanno  cominciato a fare fortuna, sempre estranei al territorio e ai nuovi insediati, con l’epopea dei sequestri. Qualche appoggio locale lo trovarono? È possibile. Qualche aggancio con politici locali, è sempre possibile. Condizionarono imprese edili e immobiliari durante  la cresita vertiginosa che porta Buccinasco prossima ai 30mila abitanti? Questo ancor più possibile.

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Partiti locali generano distanza e condizionamenti esterni. Facciamo loro un favore lasciandoli a terra

E’ cosa evidente che ai movimenti locali, di una cittadina come Buccinasco, la veste di un nome e colore nazionale, non faccia bene, che generi più problemi che opportunità, che a subirne le conseguenze sono i Cittadini e la Comunità nel suo complesso. Diremmo pacifico: qui più volte trattato l’argomento.

La declinazione in sede locale delle divisioni ideologiche nazionali si rivela poi un intralcio nell’agire con la necessaria efficacia nell’interesse primo della Comunità. La divisione ideologica a livello locale è un assurdo funzionale. Lo aveva già capito Guareschi negli anni Cinquanta.

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La provocazione della sussidiarietà: la politica non se ne accorge (o quasi)

Si è tenuta il 19 Maggio la prevista pubblica assemblea promossa da Il Circolino di Buccinasco, associazione cittadina proposta da Cittadini vicini alla Parrocchia Romano Banco. Oggetto della pubblica riunione è stato consentire ai candidati sindaci di esporre il loro programma, o meglio dare risposte di programma sui temi di interesse per le attività che il Circolino di Buccinasco in qualche modo ha vicino e formano il cuore delle attività cui è interessato.

Una sala gremita; tutti i candidati sindaci con i loro sostenitori rispettivi. Dopo la breve introduzione del conduttore, ci si aspettava l’inizio del giro di domande ai candidati sindaci, già predisposte, che qui riportiamo:

  • Una valutazione a caldo di quanto abbiamo sentito dal relatore e una valutazione sul metodo e sull’approccio scelto per questa serata.
  • Come vedete queste tre urgenze: l’emergenza sociale, la questione dei giovani, la cultura e l’educazione?
  • Come si può favorire il dialogo e come si possono rafforzare e sviluppare i nessi che già ci sono tra le diverse componenti della realtà di Buccinasco?

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Municipio e sviluppo: cambiamenti e crescita per la nuova Buccinasco

I comuni fino a ieri e per un secolo almeno, hanno avuto la missione di gestire le spese correnti della Comunità: le scuole elementari (poi anche le medie), le strade, l’illuminazione, l’acqua potabile, la gestione dei rifiuti, l’anagrafe,  le forze della Polizia Locale, i trasporti locali. Un tran  tran ordinario. Leggi il resto di questo articolo »

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Accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa, richiedenti la protezione internazionale

Che sequenza di aggettivi, nel titolo, per descrivere dove si devono mettere i richiedenti asilo, nel nostro caso concreto 74 persone giunte nel nostro paese chiedendo di rimanervi. Definire questo stato “richiesta di protezione internazionale” forse vuol richiamare il fatto che la richiesta d’asilo non riguarda l’Italia ma qualsiasi fra i paesi europei (e non solo) disposti ad accoglierli.

Naturalmente la definizione non è nostra ma presumibilmente del Ministero dell’Interno, oggi retto da Marco Minniti (PD). Inoltrata al sindaco, oggi 17 mentre scriviamo; in una comunicazione della Prefettura di Milano ai sindaci della Città Metropolitana . Una comunicazione curiosa, perché indica una procedura inusuale.

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La Prefettura decide che a Buccinasco dobbiamo prenderci 74 migranti

Tecnicamente si tratta di “richiedenti asilo”, Cittadini che si trovano in Italia, che hanno inoltrato una richiesta di asilo, su cui è in corso la procedura di verifica dello status, che può anche chiudersi con l’espulsione. Purtroppo dalla richiesta d’asilo alla “definizione” della pratica trascorre tempo, anche oltre un anno. Cosi definiti dal ministero dell’interno:

I richiedenti asilo sono coloro che lasciano il proprio paese d’origine e avendo inoltrato una richiesta di asilo sono in attesa di una decisione da parte della Commissione riguardo al riconoscimento di una forma di protezione.

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BucciRInasco si presenta: è un successo. Cominciano le cortine di fumo

Cittadini impegnati nella loro vita professionale che si uniscono su un progetto di città che guarda avanti, sono una novità che pesa: interviene come una marea nel mare calmo dei soli noti.  Guardano al futuro prossimo, si impegnano,  senza interessi personali, senza preclusioni politiche o ideologiche e propongono al mondo politico locale un cambio di marcia e una direzione da condividere.

Ha precedenti, la presenza di liste civiche a Buccinasco. Anche legate a una personalità forte, che ha avuto successo e è arrivata alla gestione del comune: la Lista Lanati. BucciRinasco ne è sostanzialmente il progetto rinnovato di proporre una gestione dei Cittadini, CIVICA, che agisce nell’interesse della Comunità intera.

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Elezioni e il gioco delle tre carte: candidato sindaco PD si distingue

Ne abbiamo parlato da poco, sulla fase critica dei partiti al tramonto, sul rifiuto dei colori e simboli più o meno storici; aumenta ogni giorno, sembra una palla di neve che scende dalla montagna… può diventare una valanga. Quando le criticità di un sistema giungono alla prossimità del punto di rottura la situazione deve preoccupare.

Sul piano nazionale francamente non sappiamo cosa mai potrà succedere fra un anno scarso nel nostro paese. Sempre che non vi sia un anticipo nel tardo autunno, dopo le elezioni in Germania, nella speranza di invertire la tendenza, rallentare la corsa del M5S, o il declino dell’ex premier di Toscana.  Questi sono problemi grossi, ma adesso noi stiamo pensando a Buccinasco, la nostra Buccinasco.

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Elezioni e solite banalità: BucciRInasco scompagina e non sanno come fare

Manca ancora un mese ma la campagna elettorale è già partita. I soliti noti e stranoti, compresi gli uscenti che si ripresentano, sono partiti con gli usuali e frusti  strumenti tirati fuori per l’occasione, come cosa nuova. Niente di nuovo,ripresi quasi fotocopia. Intento unico è proprio dei partiti: dividere e dividersi, parlando dei massimi sistemi o rincorrendosi nei programmi sociali  a fare su chi promette di più.

Anche per merito di BucciRInasco che da parecchi mesi ha posto le questioni serie di una gestione degna di questo nome, gli argomenti non prendono quota; come si dice: non mordono. I Cittadini sono stanchi di sentirseli ripetere e, anche più avvertiti da BucciRInasco,  girano la testa. Contribuisce la men che modesta rappresentanza nazionale dei partiti, fatto sta che la casacca e il nome di un partito (che dovrebbe aiutare la riconoscibilità) sembra avere un portato negativo.

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“la ‘ndrangheta ha perso a Buccinasco”: tranne che in campagna elettorale

Il mandato Maiorano-Pruiti  conclude il suo nulla gestionale in questi giorni. In cinque hanno ha fatto una rotonda (forse) e lasciato andare tutta la città, intervenendo solo con rattoppi alla bell’e meglio, sotto urgenza, scuole  senza risaldamento  (o condizionamento), strade sconnesse, e via così. Per l’ordinaria amministrazione che ha gestito, ha impiegato tutti i 135milioni dei suoi cinque bilanci ma è anche andata più in là, stipulando in questo ultimo trimestre contratti che hanno ricadute future per 10 o forse 15 milioni.

Siccome intende ripresentarsi, trova difficile giustificare il nulla e cerca di diversificare. Compito di un partito ideologico è innanzitutto dividere: fra i Cittadini buoni e i cattivi. Naturalmente i buoni sono loro. L’argomento non riguarda la gestione del comune, cosa si può far meglio, cosa si vuole, cosa si progetta. Un asso nella manica perenne di questi signori è l’antimafia.

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Buccinasco e il bilancio in Municipio: due cosette per capire

Noi italiani fra le molte cose per cui ci distinguiamo, non positivamente, una in particolare viene subito all’occhio, parlando di bilancio, quanto è grande l’incultura, diciamo pure l’ignoranza dell’economia. Le scuole e l’economia sembrano due mondi che non si parlano. Il bilancio di un Comune è poi anomalo e poco comprensibile anche a chi di contabilità ne sa, per le sue astruse regole e caratteristiche.

Rendere le cose di difficile comprensione per i Cittadini, è sempre stato una forma di dominio da parte del potere, mirabilmente ce lo ricorda Renzo nei Promessi Sposi, a don Abbondio che gli spiega in latino le ragioni per cui non può sposarlo: “si piglia gioco di me? Che vuole che faccia io del suo latinorum”? Ecco: noi Cittadini sul bilancio che ci presenta il comune dovremmo tutti dire la stessa cosa.

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La scuola pubblica è pubblica è basta. I Cittadini hanno diritto al pari trattamento

Con le elezioni la faccenda c’entra di traverso. La serata promossa da Nova Terra (cui va il merito), ha certamente l’intento di sensibilizzare la Comunità sul tema del pari trattamento, in periodo dal carattere locale pre-elettorale, perché Cittadini, in particolare coloro impegnati nella vita della polis, del problema scuola tengano conto.

Quindi il motivo, in sé  immanente (valido sempre e sempre attuale) ha un che di funzionale alla propria causa, visto che Nova Terra è scuola pubblica paritaria che dal comune non riceve nulla, che deve pagarsi da sola, con le rette dei genitori. Perfino i contributi alle scuole i pro tempore in uscita li hanno erogati solo alla scuola statale (pubblica, nella quale i genitori hanno già il diritto all’istruzione gratuita).

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Partiti al tramonto: prosegue la discesa, la luce sta spegnendosi

Far uso di un avvenimento qualsiasi, in Italia o all’estero, per giocarlo in casa a proprio vantaggio è cosa quasi sempre strumentale, penosa per chi la fa. In Italia è quasi uno sport nazionale, per il sistema romano e dintorni. Ciò non vuol dire però che, nel mondo globalizzato in cui ci troviamo, le vicende degli altri non possano essere oggetto di riflessione, e considerazione di tendenza.

Utili per capire dove si sta andando, la direzione che piglia il mondo e  anche cosa ci si può aspettare domani. Che la funzione storica dei partiti, nella struttura delegata impostata ormai 200 anni fa, stia scricchiolando e cosa che da almeno mezzo scolo filosofi, sociologi, storici e saggisti vari, discutono e illustrano.

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Il voto a Buccinasco e la libertà dai partiti

In generale: il sistema democratico della delega si è storicamente strutturato in movimenti d’opinione omogenei chiamati “partiti” perché il livello di delega “lontano” ha comportato un trasferimento omogeneo basato su principio generali nel quale, con il suffragio universale (il diritto di voto a tutti) permettesse l’espressione di un orientamento entro il quale riconoscersi. Il partito come guida per la decisione del voto ha avuto la sua funzionalità.

Ecco che l’elezione dei deputati in parlamento ha portato a una delega non più alla persona (il rappresentante del territorio) ma all’ente partito. Senza approfondire aspetti che sarebbero complicati, è nata e si è strutturata l’era delle ideologie. Tanto più forti quanto più vicini sono stati i venti di possibile guerra (calda o fredda che fosse).

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