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PARCO SUD Milano: in silenzio il sindaco in uscita, non informa

Il mandato Maiorano è agli sgoccioli: sono indette le operazioni elettorali, previste il 28 Maggio. Dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione. Si vede che decidere il futuro del Parco Sud Milano rientra nel tran tran ordinario. Si è tenuta il 24 scorso un’Assemblea del Parco Sud Milano (che si compone di  61 sindaci di altrettanti comuni): qui il sindaco decide per noi Cittadini. Ordine del giorno: deliberare per l’avvio delle procedure che portano a integrare il Parco Sud e il Parco Nord Milano.

In silenzio, nostro sindaco: la questione lo interessa? Ha partecipato? E se ha partecipato, quale decisione ha preso? Ritiene di dovere informare i Cittadini che amministra? Evidentemente no! Che gli interessi o meno non sappiamo: di certo non si cura di informare i Cittadini  della questione.

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Il cambiamento è fatica: la nuova vita viene da un parto

Se si torna all’epoca della Roma repubblicana , due secoli prima di Cesare, con la guerra di movimento dei Cartaginesi, i latini dovettero subire una serie clamorosa di sconfitte che attraversarono tutta l’Italia, per concludersi con una disfatta a Canne. Da lì il Senato (consesso composto dalle  gens, le famiglie storiche latine) ebbe l’umiltà di apprendere la lezione, rimodulare forma e strutture dello stato, dell’organizzazione militare, della selezione dei comandanti. Si rischiò il tracollo. Ma superato,  generò cinque secoli di invincibilità in tutto il mondo antico.

Buccinasco ha in essere un’evoluzione semplice, lineare per chi ci sta lavorando e la sta vivendo. La Comunità civile ancorata al Bene Comune che propone una ricombinazione nella quale tutti sono Cittadini, nessuno è escluso. Dopo decenni nei quali i partiti hanno vissuto  sulla divisione, giocando l’appartenenza di parte come lo scopo della scelta, arriva la proposta che pone in secondo piano le divisioni. Fatta sulle cose, sul programma, sullo sviluppo, sui risultati. Con chi ci sta, nessuno è fuori.

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Gara del verde: siamo al colmo, oltre ogni limite

I lettori ricorderanno che l’esimio vicesindaco, illustrando il bilancio preventivo 2017 illustrava l’orientamento di questa amministrazione di rinnovare l’appalto del verde suddividendolo in tre lotti. A motivazione illustrava proposte in materia del sindaco, illustrate anche su Buccinasco Informazioni.

Abbiamo controllato: ci sarà sfuggito ma non risulterebbe. Mente risulta in tempi antecedenti non sospetti che un articolo di Città Ideale d’allora, venne integralmente ripreso e riportato sul blog personale de vicesindaco (senza commenti, se non ricordiamo male, ma implicitamente assertivo sulla proposta): sarebbe stato imbarazzante per il vicesindaco ammettere che l’origine era una delle proposte di Città Ideale.

Con una non banale differenza: i lotti sono disomogenei. Se tutti i compiti di un determinato lotto sono assegnati a un’impresa, e così per gli altri, c’è una oggettiva situazione d icomparazione sulla qualità dell’opera. Sotto gli occhi di tutti i Cittadini. Se invece uno fa i parchi, l’altro le rotonde, il terzo gli alberi, ecc. si genera una ripartizione che non reca benefici significativi, mentre si ha la perdita di un’economia di scala essendo le dimensioni singole inferiori. Una scelta non logica, che genera maggiori costi.

Questa congrega di pro tempore in uscita anzi, già sulla porta per andarsene a casa, con la campagna elettorale già aperta, non ha senso del limite. Stabilisce la proroga dell’appalto in essere per tre mesi, quindi fino al 30 Giugno. Contestualmente viene deliberata l’approvazione del nuovo progetto della durata di 4 anni e mezzo… fino al 31 12 2021!!

Situazione che merita la citazione dei responsabili, entrambi per la medesima area:  AMBIENTE E CONTROLLO DEL TERRITORIO.  Il primo con la funzione di RESPONSABILE DI SETTORE: Diego Carlino. Il secondo con quella di RESPONSABILE DI SERVIZIO: Rossana Gnasso che, è scritto, ha curato la stesura della determinazione. Non chiedeteci quale differenza possa esserci, misteri dell’oscurità amministrativa (VEDI).

Il progetto, redatto il 23 (ben dopo la apertura del periodo elettorale), riguarda la stesura in quattro lotti (di cui l’ultimo è cumulabile con uno degli altri tre). Il dettaglio è descritto nel documento e meglio precisato nel capitolato(si vada all’allegato 1 della determina 183). Ciò che fa compiere un balzo dalla sedia è l’importo complessivo: la spesa che mettono in conto i progettisti (naturalmente unici responsabili, i pro tempore in uscita non c’entrano, dicono loro):

di dare atto che per l’esecuzione del servizio in oggetto, l’Amministrazione comunale dovrà mettere a disposizione, mediante ricorso a fondi propri di Bilancio, la somma complessiva di € 4.394.208,40 risultante dal Quadro Economico di appalto:  Importo servizio €  3.572.938,03 Oneri per la Sicurezza  € 22.950,00 Totale servizio €  3.595.888,03  Somme a disposizione dell’A.C. Spese tecniche, commissioni, compresa IVA e oneri  € € 7.225,00 I.V.A. 22% di totale servizio € 791.095,37 Totale appalto €    4.394.208,40

Questa naturalmente non può essere classificata come spesa per affari correnti, quindi dovrebbe trattarsi di una pura ipotesi di studio (si fa per dire) con la quale gli amministratori pro tempore in uscita impegnano la cifra di 4,4milioni di pertinenza della futura gestione. La renderanno operativa? Non lo sappiamo, ma non ci sorprenderemmo. Non siamo in una normale azienda privata ove mai un dirigente in uscita si permetterebbe si invadere decisioni e responsabilità di chi subentra.

Quanto all’importo complessivo a base d’asta: corrisponde a un valore mensile di 81.385 euro, contro una spesa attuale di 31.854; un aumento del 155%…. deciso dal progetto, naturalmente non dai pro tempore in uscita. Che adesso se lo ritengono potranno deliberare come spendere le nostre tasse per i futuri 4 anni e mezzo, nella manutenzione del verde.

I commenti di questo modo di procedere li lasciamo ai lettori. Ognuno avrà il suo giudizio. Il nostro parere di Cittadini è un agire assurdo, fuori da ogni responsabilità e misura. Il buon senso e la prudenza del buon padre di famiglia, che dovrebbe ispirare l’azione di ogni persona chiamata a gestire beni non propri, dove è andata a finire? Dio ce ne liberi… prendano il cappello e non si facciano più vedere in Municipio.

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Europa: europei confederati o nemici in casa?

Oggi è una ricorrenza dell’Europa “Stati Uniti”, come pensata dai fondatori. Occasione per vedere il terreno percorso, gli avanzamenti avvenuti nel processo di questi primi sessant’anni (speriamo che lo siano, primi). Il positivo di un percorso che, nonostante tutto, ci fa sentire più di casa noi europei. In casa ciascuno nel nostro paese, entro una compagine più allargata  nell’Unione.

In questo periodo quanto abbiamo messo in cascina del processo d’unione non è fra le cose che si apprezzano, si tende a dare per scontato (se ne sta accorgendo il Regno Unito quanto è complesso e costoso tornare indietro).  Prevale nelle riflessioni l’analisi del molto non fatto, che resta da fare: il che è cosa buona, guardare avanti ha il significato di credere nell’istituzione.

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PGT pre elettorale in Consiglio: la differenza fra il dire e il fare

Sempre nel Consiglio del 6 Marzo uno dei punti all’odg riguardava qualche modifica ma è stata l’occasione per il sindaco, anziché entrare nel merito, di descrivere in senso lato il PGT, di difendere il nulla fatto, di spiegare: un’analisi conclusiva del PGT approvato. Quindi, autogiustificante, argomentando scuse a difesa del suo mandato.

Tutti coloro che in Consiglio sono in seguito intervenuti, da questa impostazione sono partiti. In sostanza è stato un dibattito sul PGT: le cause del suo fallimento (parola del sindaco), come motivarle (da parte della maggioranza), quale invece doveva essere l’approccio (Iocca per Forza Italia). Si tratta di una trentina di pagine,  trascritte con i piedi, se ci è permesso (ma questa amministrazione non se ne accorge e finora lascia andare), al punto che il senso delle parole dette si fa fatica a comprenderlo (VEDI, lettura comunque  interessante).

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Regolamento di Polizia Urbana: qualcosa di nuovo (che si deve fare)

Non è ancora posto nel sito istituzionale del comune (ove si trova il testo precedente del 2001), tuttavia già pubblicato e approvato all’unanimità dal Consiglio del 6 Marzo, pubblicato il 15 in Albo Pretorio  Un documento da tenere sottomano e leggere con attenzione, perché ci può riguardare tutti, nei comportamenti usuali di Cittadini.

Un Regolamento di Polizia Urbana espone gli aspetti essenziali che riportano alle leggi, dal codice della strada a ogni altro aspetto che riguarda la vita della Comunità all’esterno di casa propria (VEDI: in particolare art. 16). Rispetto al precedente i cambiamenti  apportati che hanno colpito la Commissione  prima, il Consiglio poi, vengono da una elencazione minuta dei singoli comportamenti che non rispettano quanto è pubblico. Dal buttare a terra carte o altro, imbrattare muri o arredo urbano, un elenco minuzioso, quasi pedante.

Tanto che qualcuno dei Consiglieri su questa elencazione analitica si è dichiarato non convinto (pur votandola). Implicitamente sostiene che non servono le elencazioni perché non perseguibili concretamente; il civismo va insegnato dalla scuola. Sulla scuola soprattutto, sulla famiglia, si sono espressi un poco tutti, raccontando ciascuno esempi di vita ove la maleducazione dei giovani, i comportamenti non civici, è patente. Da leggere le pagine (dalla 23 alla 41: VEDI) della trascrizione. Riportiamo le considerazioni di Benedetti:

Cioè all’interno di questo regolamento c’è tutta una serie di norme che sono francamente inapplicabili, cioè danno, almeno questo è un mio parere, nel senso che rientrano in un civismo sociale, ma che diventano inapplicabili quando la gente decide comunque di comportarsi in termini non civili. Nel senso che non è pensabile che si possano assumere mille Vigili Urbani che controllino ogni pezzettino del nostro territorio, quindi reprimere sul nascere queste forme di inciviltà che sono magari contenute all’interno di questo regolamento…… Chiaramente rientrano in un civismo da parte delle persone che deve essere una cosa inculcata fin dalle più teneri età, anche se è un termine un po’ così, però è reale

Pensieri, come dire, di comune buon senso. Invece ci si potrebbe aspettare, sarebbe dovuta, una maggiore capacità di approfondimento. L’inutilità dell’elencazione di piccoli comportamenti quotidiani entro la Comunità: dal rispetto delle cose, la pulizia delle strade, è derivata da un comune sentire di scarso civismo; in primis, sociologicamente, da chi lo sostiene.  Soprattutto rivestendo un compito di indirizzo operativo.

L’ovvia attenzione sul versante del sistema formativo delle scuole, per come è  presentato dal Consiglio,  ha il sapore di cosa che non li riguardi: la ripetizione di un luogo comune. Il compito della nostra istituzione è, partendo dalla criticità da tutti segnalata, come e cosa fare perché cresca il senso del vivere civile, il rispetto delle cose pubbliche, l’ordinato vivere di Comunità.

L’elencazione dei comportamenti poco civili rendendoli sanzionabili è un passo che può andare in questa direzione. Da solo non basta, ovviamente. Come proseguire? Facciamo un elenco delle cose fattibili da parte della comunità:

  • Un piano serio e concreto che sistemi le aree pubbliche: ottima manutenzione dei marciapiedi , delle aree giochi, di panchine e quanto altro. Una città ordinata fa crescere il senso di pulizia, di rispetto; intervenire tempestivamente per sistemare danni o guasti. Tenere puliti dai ciuffi d’erba i marciapiedi…
  • Esporre l’elenco in questione in ogni luogo pubblico: municipio e in ogni ufficio,  nelle scuole, negli spazi pubblici dedicati a eventi;
  • Definire nel piano di lavoro della Polizia Locale un tempo minimo indispensabile dedicato alla vivibilità nelle strade e nei luoghi degli agenti; pedonale, non solo auto;
  • Sanzionare in modo palese chi sporca o non rispetta le norme (che serva da esempio)
  • Integrare con presenze scolastiche di funzionari che intrattengono sul tema, sul rispetto del civiso, sull’appartenza a tutti delle cose comuni

Non sembra che amministratori (e Consiglio) siano arrivati preparati nel merito. Invece di auto approvarsi… Si dovrebbero portare avere le idee chiare. Le poche cose, eseguite in modo ordinato e coordinato, perché le preoccupazioni di inutilità vengano meno. La Comunità civile cresce e si integra con un percorso ordinato e sistematico. Il civismo si afferma. Con la soddisfazione di tutti, con un senso di appartenenza che cresce.

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Democrazia partecipata che non c’è: non è stata voluta

La chiamano, nel titolo, DISCIPLINA DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE. Di fatto regolamenta i modi con cui i Cittadini (quelli che pagano, gli azionisti) possono e sono autorizzati a chiedere informazioni, a formulare proposte, a interloquire con la P.A. (con i nostri concittadini eletti, che hanno l’onere di gestire le nostre risorse). Già il termine è indicativo del metodo.

Si tratta soprattutto di contenere, limitare, subordinare le modalità con cui ci si può avvicinare alla gestione della nostra Comunità. Noi dobbiamo pagare, loro sono “il potere”; al massimo, nel rigoroso rispetto del Regolamento che hanno appena approvato (all’unanimità del Consiglio) concedono che si suggerisca e siano loro a decidere cosa fare.

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PGT, modifiche attuative e comunicazioni al Consiglio: non va bene

Questi pro tempore in uscita, ogni volta riescono a definire comportamenti improbabili.  Che ingenerano domande, cui non rispondono, che ingenerano perplessità. Cominciamo dalla descrizione che ne fa direttamente il sindaco, di una modalità di agire quando si è di fronte a modifiche urbanistiche. Lo prendiamo dal punto 2 del Consiglio ultimo del sei Marzo:

Comunicazioni del Sindaco  riguardanti “Piano di recupero immobile via Emilia 24 – angolo via resistenza” Ricorderete che queste sono materie non di competenza del Consiglio. Ricorderete tuttavia che questa maggioranza si è presa l’obbligo per sé di presentare comunque in Consiglio Comunale Piano Attuativo e Piano di Recupero, perché rientrano comunque nell’ambito della politica urbanistica.

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VOUCHER: un miliardo e quattro di nero in più

Con un decreto urgente, il governo ha abolito il voucher. Lo ha fatto per evitare un referendum che sarebbe costato, che probabilmente non avrebbe raggiunto il quorum (50% degli aventi diritto, dimensione che sterilizza, rende spesso inutile la volontà die Cittadini), ma che avrebbe avuto un effetto di galvanizzazione della sinistra e neo sinistra, oltre che del sindacato CGIL.

Già, perché dei sindacati la CGIL è l’unica confederazione a aver gioito, che ha approvato la soluzione. Comprensibile perché ha raccolto le firme del referendum, ma micidiale errore economico per il paese. La CISL ha invece bocciato l’abolizione. Errore micidiale anche per i lavoratori. Tutti lavoratori i percettori di voucher, che adesso saranno trattati peggio, molto peggio sul piano dei diritti, della dignità personale, ridotti a lavorare in nero, senza regole.

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Antimafia argomento pre elettorale: che miserie a Buccinasco?

Antimafia come bandiera autoincensante dei pro tempore in uscita. Che si dimenticano le leggi sull’antiriciclaggio, oggi fattore determinante degli affari dell’antistato, per riciclare danaro nero o grondante sfruttamento, pizzo, sangue: sono stati costretti a correre d’improvviso applicando nel 2016 una norma antecedente al 2000, e altre succedutesi.

Però nei cinque anni di mandato di manifestazioni antimafia, a voglia… ne hanno  fatte e ci hanno speso denari (nostri), anche per iniziative scolastiche più o meno ludiche, quando l’agomento dovrebbe far parte della ordinaria e primaria funzione educativa: la società civile, lo stato e le sue regole, il contrasto a comportamenti siversi dalla legalità. In questo mese di Marzo siamo in pieno programma pro tempore in uscita.

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Scelto il candidato sindaco a Buccinasco per il PD e la coalizione uscente

Rino Pruiti: poteva esserci di meglio entro l’area sinistra, più o meno organica al  PD? Un tizio che è sempre stato coerentemente a sinistra ma giocando in proprio. Spesso in conflitto con lo stesso PD, senza se e senza ma. All’esterno i notabili PD hanno avuto cura di non far trasparire troppo la conflittualità con un personaggio che non si è mai dannato per attenuare i conflitti, per soddisfare il suo ego.

La gestione ora è tutta interna alla coalizione uscente: pro tempore in uscita, che si ripropongono con il nulla di fatto avendo speso 135milioni. Loro, il PD tutti insieme, hanno impostato e scelto i candidati e la terna da presentare. Escludendo Carbonera… c’è da rileggere come Maiorano ha descritto e pubblicato le candidature (26 Gennaio):

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Corruzione, lobby e traffico d’influenze illecite

Riguardo al “traffico d’influenze illecite” i lettori avranno già sentito il termine in questi giorni per una vicenda che ha diversi aspetti curiosi: l’appalto in questione è di dimensioni assurde: oltre due miliardi. L’ente che lo aggiudica è CONSIP, struttura che dipende direttamente dal MISE (ministero dell’economia). L’appalto non è ancora partito (non è stato aggiudicato). Fra le persone che di questo reato vengono indagate vi è Tiziano Renzi, padre dell’ex Presidente del Consiglio.

I media sono tutti centrati sull’ultimo aspetto indicato; non abbiamo notato qualcuno che abbia spiegato, il reato dandone motivazioni e storia.  Ci proverà Città Ideale, cercando di inquadrare la questione. Come al solito in Italia siamo in ritardo, messi davvero male rispetto alle norme che ci sono sollecitate dall’Unione Europea, già dal 1999 (ormai vent’anni fa). La questione riguarda la normativa legata alla lobby.

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I temi della Comunità e la propaganda elettorale

Città Ideale non conosce Giorgio Brunello, così come non conosce un altro Cittadino che si è sfogato su un gruppo di fb, anche lui demoralizzato e arrabbiato per il ping pong di accuse reciproche fra i candidati sindaci, impegnati a demonizzare l’avversario anziché proporre e parlare di un programma organico che riguardi Buccinasco. Una pantomima che, oltre la miseria implicita degli “argomenti”, ha stancato tutti, che è probabile sia tra i primi motivi che generano il non voto.

Quanto a Giorgio Brunello, che si autodefinisce simpatizzante di M5S e che ha sollevato il medesimo tema in modo argomentato e generale, quanto descrive e positivo, riflessione  coerente è la richiesta di cambiare registro e parlare davvero del far politica locale per la Comunità, per il Bene Comune. Si è assistito a una specie di ostracismo, che dispiace. Si è sentito solo, emarginato, entro il “suo” movimento.

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Le primarie in generale, del PD e coalizzati in particolare

L’istituto delle primarie è di origine americana; le prime primarie avvennero in Pennsylvania nel 1847 (170 anni fa). Senza rifare la storia, negli USA le primarie sono un’istituzione alle quali possono partecipare non solo gli aderenti al partito, ma alla condizione di iscriversi in una specifica lista di “vicini”.  Regolate per legge. Il rischio delle primarie “aperte” porta con sé anomalie e distorsioni che è bene tenere sotto controllo. Negli USA i concetti che vengono descritti sono così sintetizzati in wikipedia:

…. le primarie di tipo “aperto”, consentono il voto a tutti i cittadini. In un sistema bipartitico (o bipolare) la primaria aperta tende a selezionare candidati più centristi rispetto all’elettorato (non rispetto ai militanti ) e a favorire maggiormente la partecipazione alle elezioni, ma è aperta al rischio di “inquinamento” da parte dei sostenitori del partito avversario.

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Polemiche pre elettorali: la solita solfa. Vogliamo entrare nel concreto?

Il M5S ha codificato la sua proposta di candidatura a sindaco, con la relativa lista, Domenica scorsa. Domenica 12 si ufficializzerà attraverso il rito delle primarie la candidatura PD/sinistre nella persona di Arboit. Lo strumento più utilizzato sono i social network, che vengono bene per le sintesi a battute. Strumento che nel 2017 è molto più seguito rispetto a cinque anni addietro; sicuramente utile alla bisogna.

I social network però sono uno strumento, danno visibilità a chi si propone e a chi commenta; ai contenuti. I contenuti: qui cominciano i problemi, il limite che ancora oggi è palese nel comunicare dei social network. In genere si deve essere sintetici, diretti, arrivare al nocciolo in modo efficace. Non è facile; ci si deve applicare, impegnarsi; spesso manca tempo e l’abitudine di ridursi alla battuta superficiale, l’uso della denigrazione, il clima del sospetto verso l’avversario tende a prevalere.

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