Belisari racconta: filippiche toste e senza scampo al PD. Non si può dargli torto

Città Ideale riceve da Belisari un articoletto che di solito finisce sui giornali (quasi sempre dell’area PDL). Non sappiamo se anche questo avrà successo, racconta però una storia e  concatenazioni che meritano un attimo di riflessione: il banchiere manager di D’Alema che va da una direzione di banca all’altra. Un imprenditore che manda a catafascio l’attività del nonno ed ottiene da MPS milioni di finanziamento con garanzie dubbie.

Per finire il paragone con una piccola impresa alla quale si tagliano i fidi all’improvviso e questa rischia di saltare. Le decisioni sono della banca quale indirizzo generale. La capacità di valutare l’imprenditore è del direttore locale dell’istituto, ma il paragone fra l’impresa che ha gli agganci ed ottiene soldi a palate mentre la piccola viene fatta saltare senza pensarci su troppo… deve far riflettere sul modo di fare banca.

Infine l’occupazione del potere da parte della politica. Un manager del territorio che è in relazione con un ex importante politico e salta di qui e di là, ogni volta portandosi dietro sospetti di inciuci e pastrocchi, purtroppo è quasi normale. Diremmo addirittura una regola. Perché pubblicare questa che riguarda D’Alema?  Perché queste notizie girano meno; per ricordare che sono tutti eguali. Ci si può solo immaginare quale flusso di danaro sia fluito verso diversi lidi su un totale di 2,5miliardi per una banca notoriamente tarocca (all’epoca proprietà Semeraro) acquistata da MPS. Partiti, aziende pubbliche e banche….. ecco Belisari.

 

PARTITI E MARCIUME – TUTTI A CASA!

 

Il MPS, non solo si e’ distinto per la colossale truffa dei derivati e per il sospetto acquisto della Antonveneta dalla Santander  “a scatola chiusa!!!”  (senza alcun controllo preventivo o due diligence, come suol dirsi)  per un importo del 50% più alto del suo valore e di quanto pagato dalla banca spagnola pochi mesi prima, depauperando l’istituto bancario più antico al mondo e mettendola quasi sul lastrico ma anche  per aver acquistato la Banca del Salento per un importo cinque volte più alto del suo valore. 

 
Quando ciò accadde?  Quando Massimo D’Alema era presidente del consiglio e, a capo della banca salentina (che versava in cattive acque), c’era Vincenzo De Bustis, uomo di D’Alema stesso che lo sostenne in diverse tornate elettorali. Dopo questo pastrocchio pci / PD, il rampante De Bustis secondo voi, che fine ha fatto?    E’ stato liquidato per la pessima gestione o si e’ riciclato in silenzio in altri lidi?

Sbagliato! E’ stato nominato d.g. dello stesso Monte de’ Paschi. Poi Pierluigi Bersani ha la faccia da giaguaro di affermare che il PD  non c’entra col MPS ! Con tali credenziali, riesce poi ad emigrare alla Deutsche bank.  Esatto.  Nel 2011 lascia L’istituto tedesco per tornare a Bari: D.G. della Banca Popolare di Bari.  Anche qui la casualità è sospetta (VEDI) Sostiene Gianfranco: col pci / PD  non esiste la casualità.

Il nuovo a.d. di MPS Mussari, tanto per dirne un’altra, nell’estate del 2006, partecipo’ in una lussuosa villa di Vietri sul Mare a un pranzo col re della pasta Peppino Amato  che versava in cattive acque; finito in dissesto per bancarotta fraudolenta. Chi c’era a quel pranzo, oltre ai due già nominati?  C’era il sindaco di Salerno, De Luca (PD!) E uno lo sarebbe diventato presto a Siena: Ceccuzzi (PD!). C’era anche un sottosegretario  del governo d’allora (Prodi) partito Udeur.

Che banchieri ed esponenti politici frequentino imprenditori in crisi non è di per sé degno di nota, tuttavia la compagnia seduta al tavolo lascia intendere raccomandazioni per un finanziamento. Infatti.   Se qualcuno osa dire che chi ha sempre manovrato il MPS non e’ il  PD  – ex pci – e’ un falso, un bugiardo e  in malafede. In quell’occasione (o in momento successivo), nonostante la mancanza di garanzie sostanziose, Mussari concesse un fido di 17 milioni (di euro!).  Che non servì a nulla. Amato e’ fallito e la banca MPS  ha perso praticamente tutto.

Un mio conoscente, giovane imprenditore di 42 anni, il cui padre imprenditore a sua volta in altro settore, era cliente MPS  da 20 anni, diventò anche lui cliente di MPS. Gli venne concesso gradatamente un fido di 60/70.000 euro.  Nessun disguido, massima correttezza. Un paio di anni ci 
furono i primi sintomi di difficoltà e al mio conoscente col suo socio fu comunicato dalla banca la revoca del fido e  gli fu  intimato di rientrare subito di tutta l’esposizione.
Una notizia del genere può abbattere un toro: e’ la fine.  E infatti dovette cessare l’attività e racimolare a destra e a manca le quote mensili da restituire. Tra  parentesi il direttore gli impose di restituirli “in contanti”: non volle ne’ assegni ne’ bonifici.  Non si e’ capito il perché . C’e’ stato un momento nel quale questo signore sposato  e con due   figli piccoli , senza pace,  senza  sonno e disperato ha anche accarezzato l’idea di farla finita.

Questo e’ il Monte dei Paschi di Siena: forte coi deboli e magnanimo con i potenti.  Liberi di fare e disfare senza controlli. L’importante era che i manager nominati dal partito,  con stipendi da favola, restituissero per gratitudine al partito (PD) il 10 o 20% degli emolumenti, come chiaramente espresso nello statuto del PD. In questo modo, ogni anno affluivano alle casse del partito oltre 2 milioni di euro. Libero ha pubblicato l’elenco dei versamenti per ogni  manager (Mussari da solo, doveva versare circa 600.000 euro).

D’Alema, oltre ad essere coinvolto in prima persona con le vicende MPS, lo fu anche per la vicenda legata alla scalata alla BNL da parte di Unipol, quando ci  fu la famosa intercettazione con la partecipazione  di Piero Fassino (” abbiamo una banca!”).  Bene. Di tutte le vicende sopra riassunte, solo adesso la magistratura sembra iniziare ad occuparsene,  come se i fatti fossero iniziati l’anno scorso e non da decenni.

La cosa tragica e surreale di queste vicende relative al PD, e’ che l’unico processato a tambur battente è Berlusconi reo di aver forse ascoltato una intercettazione riguardante Fassino che si esaltava per la conquista di una banca! Lui che e’ stato intercettato a tutto spiano e le cui intercettazioni sono finite il giorno dopo su tutta la stampa mondiale senza che alcuno ne abbia mai risposto (ma queste sono altre storie, non banche…).

Ripeto: sono curioso di vedere come andrà a finire. Anche se so già come.   Come sempre dal 1945. Coop rosse – Unipol – MPS : tutte emanazioni rosse  nuotano nell’oro solo perché  usano i nostri soldi per mantenere il partito. La Cgil (e gli altri sindacati confederali e non) attraverso varie modalità ha usato e usa i nostri soldi per fare da cinghia di trasmissione al partito.  Sono tutte potenze economiche che pagano poche  tasse con le varie leggine che si sono fatte negli anni. Dei lavoratori se ne fregano.  Bellitalia, davvero.

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  1. #1 scritto da Flavio T. il 18 febbraio 2013 11:57

    Leggo e apprezzo, signor Belisari,
    da un uomo come Lei che ha molto da insegnarmi.

    Un saluto di riconoscenza
    alla sua persona,
    sperando di incontrarla.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 18 febbraio 2013 12:12

    Notiamo come, in attesa che i cosacchi del PD arrivino ad “abbeverarsi alle fontane di Roma” l’ex presidente del consiglio della loro area, resti finora afono, senza voce?

    Se entrasse in discussione, tirerebbero fuori le sue nomine, il suo “banchiere di fiducia” oggi a Bari, e quanto viene a seguire…. Meglio il bassissimo profilo.

    In attesa che magari venga proposto per il Quirinale?

    Chissà che ci capiterà……

    RE Q

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