Cos’hanno in comune Mps, Saipem, Finmeccanica e Asl lombarde?

“Cos’hanno in comune Mps, Saipem-Eni, Finmeccanica e le Asl lombarde?” chiede ironicamente Lorenzo Gerosa, portavoce nazionale di FARE per FERMAREILDECLINO. “La risposta – prosegue – è semplice: fatturano più di un miliardo di euro e i vertici sono nominati dalla politica in base a criteri clientelari”.

 Si potrebbe chiudere qui, come fa Gerosa, Questa anamnesi e già compiuta. Dimostra un paio di cosette: UNO. le strutture a mano pubblica sono sul piano organizzativo un colabrodo che lascia compiere qualsiasi operazione senza che nessuno se ne accorga. Solo l’intervento della magistratura rende edotti i Cittadini. DUE. Deve smontarsi tutto e rendere la gestione della spesa pubblica delegata, decentrata, in condizioni di competitività.

Ne segue quindi: non è del tutto vero che la magistratura è un automa che si muove a comando. Certo una influenza dei partiti, della politica, in questi anni è andata aumentando, con effetti soprattutto di natura omissiva. Ciò che emerge sarà pilotato da qualcuno, ma vista la generalità delle situazioni corruttive e extra regole siamo molto al di sotto della realtà. Non ci sono regole e controlli: se non arriva la magistratura siamo all’oscuro.

In pratica la partitocrazia nel tempo ha costruito strutture del tutto oscure rispetto a controlli interni, meccanismi di revisione, compiti di vigilanza e sanzioni, sostanzialmente inadeguate rispetto a ciò che dovrebbe essere una sana amministrazione. Qualcuno ha mai sentito dire che un funzionario o un amministratore sia stato colto con le mani nel sacco per i sistema interno delle procedure?  C’è mai la magistratura che effettua la verifica sulla 231 per vedere se è operante, se l’ODV (organismo di vigilanza interno)  corrisponde e risponde ai suoi obblighi?

Domande retoriche, tanto ormai è pacifico che le aziende pubbliche e la pubblica amministrazione sono zona franca per il mal fare. Quindi la smettano i media di fare i lacchè eseguendo la solita manfrina: colpito il partito xx; c’è di mezzo yy; zz è in difficoltà, ecc. Tutto il sistema partitico, tutta la gestione pubblica è così.

Del resto non ce ne siamo accorti quando tutto il parlamento ha votato i rimborsi elettorali dimenticandosi le norme  di rendicontazione? Se tutti approvano una legge così è evidente che tutti  agiscono entro questo sistema. Zona franca da ogni controllo: può intervenire solo la magistratura. Questi partiti qui ci chiedono il voto? Davvero noi Cittadini dobbiamo votarli?

Parliamo di Finmeccanica, delle mega commesse e delle “mediazioni”. Ci sono in tutto il mondo ed hanno anche, entro certi limiti, una loro ragion d’essere. Negli USA sono statuite le regole e l’attività la chiamano lobbyyng. Qualcuno ricorderà forniture militari degli anni Settanta dagli USA all’Italia con tanto di tangente verso un politico riconosciuto con il nome in codice “Antelope Cobbler”?

Da noi fu uno scandalo che durò almeno cinque anni per finire in nulla. Negli USA nessun effetto, perché la “mediazione” fa parte di previsioni e modalità statuite. In Italia se fosse così, saremmo nella regola. Perché non si fa? Perché non è così? Semplice. Siamo come nei rimborsi elettorali: se le regole non ci sono, con la scusa della tangente il valore della “mediazione” e il suo contenuto si fa col nero e con modalità entro le quali ci può stare tutto, compreso finanziamenti a partiti di riferimento, a uomini politici e non.

Quindi si utilizza un veicolo di spesa particolare, lo si lascia privo di regole perché poi si possa essere liberi nel suo utilizzo: come nei rimborsi elettorali. Oltre al danno e alla vergogna di mazzette sconce, così il Paese rischia di uscire da settori economici mondiali, costretti magari a dover cedere attività proficue che generano lavoro: Finmeccanica e sue controllate sono oggetto di una aggressiva caccia da parte di francesi, inglesi e americani.

E’  la globalizzazione. E noi, a causa di mazzette sconce, rischiamo di essere messi fuori. Ma costoro che sono al governo del Paese, pensate che se ne preoccupino? A loro interessa avere i loro ritorni, il Paese viene dopo. Non interessa  chi sul caso specifico sia coinvolto, di chi sia colpa. La colpa è di tutti: tutti in cinquant’anni non hanno messo in atto le regole per una sana amministrazione.  Ripetiamo allora:

 QUESTI PARTITI CHE CHIEDONO IL NOSTRO VOTO,

 DAVVERO DOBBIAMO VOTARLI?

 L’UNICO VOTO UTILE E’ VOTARE LA SOCIETA’ CIVILE

 FARE per FERMAREILDECLINO

Tag: , , ,

  1. #1 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2013 11:05

    Naturale che viste le pessime rappresentazioni che i politicanti stanno dando al paese, si sollevi la ripulsa, crescano i movimenti antisistema come M5S di Grillo.

    Pure naturale che le belle statuine della politica tirino fuori il pericolo della peste bubbonica: l’antipolitica.
    Lo ha fatto in un passato recente anche il Presidente della Repubblica…. (adesso è un po’ che questo tasto non lo tocca più; si sarà reso conto dell’errore).

    ANTIPOLITICA sono loro: proprio i partiti, gli onorevoli, i colonnelli e i sergenti dei partiti, i dirigenti messi lì nelle aziende pubbliche o negli enti.

    Questi sono il cancro; questi stanno rovinando il Paese e rischiano di mandarlo a fondo.

    RE Q
  2. #2 scritto da Rinaldo Sorgenti il 14 febbraio 2013 12:46

    Caro Saccavini,

    Molto importante questa riflessione. Dobbiamo però anche osservare la “strana” coincidenza temporale con la quale certe azioni emergono all’attenzione ed all’opinione pubblica – guarda caso – a pochi giorni della consultazione elettorale!

    Ed infatti, c’è subito tutta una grancassa che tenta di suggerire collegamenti partitici o personali con alcuni dei rappresentanti in corsa per le elezioni, quasi a sminuire l’importanza dell’oggetto: la grande azienda, coinvolta in prassi che sono purtroppo comuni anche nei grandi affari, nei diversi settori e Paesi del Mondo.

    Difficile quindi non pensare anche ad un effetto strumentale per tentare di indurre o favorire la migrazione verso altri lidi. Come se daLL’altra parte l’argomento fosse ignoto o non attecchibile o consueto.

    Ricordare i casi di MPS; del Sistema Sesto S.Giovanni; di Coop. varie; di Sanità in Puglia (ricordatei casi Tedesco – il 4 febbraio 2013 lo stesso è stato rinviato a giudizio insieme ad un nugolo di altri personaggio, ma non i più importanti, “ovvio!” – , Frisullo e matrici politiche relative; delle vicende Bassolino in Campania, ecc. ecc.??? Di quest’ultime, stranamente, se ne parla poco ed all’opinione pubblica potrebbero sfuggire, come se fossere “svanite e/o risolte” !!!

    Indubbiamente, qualcuno spera e pensa all’imminente e prossima … “PRESCRIZIONE”.

    Bisogna quindi fare anche attenzione che questa cosa non possa stimolare la migrazione verso demagoghi che si presentano con comizi di piazza e comparsate televisive, magari appoggiate anche dai giullari della pseudo satira, spesso sbilanciata da una sola parte.

    Devo dire che la contestazione verso Crozza in diretta a Sanremo non mi è dispiaciuta ed è apparsa ridicolo l’intervento di Fazio a tacitare il pubblico: mi sembrava la “pulce” che è andava in soccorso dell’elefante!

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2013 12:46

    Berlusconi è impagabile quale showman elettorale: “Ho fotografato la realtà globale esistente nel mondo” (il rafforzativo del concetto è utile per dar peso a ciò che segue nella parlata). “Quando Enel, Eni e Finmeccanica trattano con altri paesi per vendere i loro prodotti devono adeguarsi alle condizioni di quel paese” perché “in paesi che non sono complete democrazie ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere quel prodotto”.
    Siamo d’accordo? Certo che sì. Però…

    Le mazzette che girano fra commis e portaborse e restano in Italia, invece di andare ad “altri paesi” le dobbiamo anche queste considerare parte del sistema ?
    Oppure l’Italia fa parte dei “paesi che non sono complete democrazie”?

    D’accordo la semplificazione di comunicazioni propagandistiche ma non sono questioni da trattare così, perché l’immagine che ne viene è di superficialità su un tema che è troppo forte per i Cittadini. di questi tempi, poi…. Detto in termini ruspanti

    “quant’inn i danée che i partìi ne porten via?”

    “l’è no l’oura de finila, una bona volta?”

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2013 13:00

    Caro Sorgenti forse mi sono stancato e non sopporto più tutto il lercio che c’è.

    Che per far venir fuori una irregolarità debba intervenire la magistratura è

    UNO SCHIFO DI TUTTO IL SISTEMA PUBBLICO POLITICO, PARTITICO.

    In qualsiasi organizzazione appena decente ogni tant oqualcuno viene beccato e sbattuto fuori: è un dato statistico.

    Dentro le aziende o enti pubblici c’è una zona franca: dovrebbero scriverci fuori, ad ogni ingresso, a caratteri cubitali:

    “LIBERA MAZZETTA IN LIBERO STATO”

    Se questa è la faccenda, individuare se vi siano o meno interventi pilotati della magistratura (e ve ne sono) è come curare un brufolo e preoccuparsene quando ho il cancro che va in metastasi.

    Non ci sono giustificazioni: sono senza regole, non hanno controlli, possono sPendere e spandere come vogliono e non ci pensano a ridurre la spesa pubblica.

    Così risulta per i rimborsi elettorali: erogati a spanna, senza controlli,

    Così risulta per i rimborsi regionali ai “gruppi politici”: senza alcun meccanismo interno di controllo e ratifica delle spese.
    Deve intervenire la magistratura….

    Seè così ai più alti livelli istituzionali: i parlamenti nazionale e regionale, cosa dobbiamo pensare dei livelli che stanno sotto ed hanno di questi esempi?

    Usando termini che hanno precedenti politici stiamo ragionando sulla differenza fra un mariuolo e un lestofante…

    NON AVRANNO IL NOSTRO SCALPO!

    Non dobbiamo consentirlo.
    Nessuno dei politici e dei partiti che di questo sistema fanno parte.

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 14 febbraio 2013 15:44

    Caro Saccavini,

    Condivido la nausea e lo schifo del sistema, ma molto opportuna la riflessione riportata nella prima parte del tuo commento (post nr. 3).
    E’ evidente che il sistema sia comune in numerosissimi Paesi e se la ns. industria (che è principalmente manifatturiera e destina una consistente parte dei suoi prodotti all’estero) non vuole scomparire, sia costretta ad adattarsi alle “regole” imposte dai compratori stranieri.

    Giustissimo che si controlli e verifichi (in maniera riservata), che quelle “commissioni” non siano gonfiate per poi tornare nella disponibilità in Italia (come abbiamo sentito ipotizzare con gli enormi “sovra-costi” dell’acquisizione di Antonveneta da MPS)oppure all’estero in paradisi fiscali.

    Intanto, le cronache oggi ci dicono che il Governo Indiano ha sospeso i pagamenti a Finmeccanica e, pare, messo l’azienda nella “black-list” il che vuol dire che la ns. industria rimarrà esclusa da quel mercato!!! Ottimo colpo, per i disfattisti ed i falsi puritani.

    Al riguardo c’è un ottimo articolo-editoriale di Belpietro su Libero di oggi, dal titolo: “P pm “votano” e l’Italia chiude”, di cui suggerisco a tutti la lettura.

    Magari a qualcuno potrebbero fischiare le orecchie o far accendere il lumicino nella mente di altri che sono portati a bersi l’attuale incredibile “emersione” di questi casi che, guarda caso, pare fossero già sotto indagine da circa 3 anni! Per banale “combinazione”, pare siano arrivati solo ora a qualche svolta!

    A pensar bene bisognerebbe dire: “… Meglio tardi che mai”?

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2013 16:27

    Sorgenti, in ogni azienda a controllo pubblico deve per legge essere operante il codice etico ed il sistema di monitoraggio e controllo con tanto di organismo di vigilanza (interno ma composto da professionisti indipendenti). Legge 231…
    Depotenziata agli inizi, man mano più stringente.
    Tutte queste società pubbliche (e parecchie banche) dovrebbero essere pesantemente sanzionate per mancata applicazione, carenza di applicazione o assenza delle buone pratiche volte a prevenire comportamenti penalmente rilevanti dei manager e consenguentemente, in quanto società, dovrebbero essere sanzionate.
    Legge di fatto non applicata….

    Per gli enti pubblici il parlamento ha pensato bene di non applicare loro la legge 231, ne sono esentati….
    Discorso giuridicamente non semplice, la responsabilità penale di società o enti.
    Quel che oggi si può dire è la scarsissima applicazione della legge: indovina perché?

    Sono queste regole che dovrebbero impedire l’intervento della magistratura, perchè la società sarebbe dotata dei poteri di vigilanza e intervento tempestivi.
    Le mazzette non sono lobbiyng: manteniamo distinte le due cose.

    RE Q
  7. #7 scritto da Loris Cereda il 14 febbraio 2013 17:09

    Caro Saccavini, non mi trovo d’accordo con lei in questo commento che santifica la magistratura e picchia sulla politica.

    La Magistratura (m maiuscola) in un paese democratico deve occuparsi di far rispettare la legge affinchè il “sistema paese” si consolidi, deve quindi essere funzionale alla Nazione che gli ha affidato questa responsabilità.

    I casi da lei citati (e io ci aggiungerei Ilva, ma anche, me lo permetta, il mio caso a Buccinasco) dimostrano al contrario la pervicace volontà di agire contro la Nazione.

    Le pare normale che i governi algerino e indiano dove le mazzette sono state prese non abbiano nulla da dire (se non sfruttare le circostanze per bloccare le commesse) e qui in Italia si mettono in carcere i manager capaci (sì, capaci) di muoversi in acque torbide per assicurare importanti ordini per il nostro sistema Nazione?

    Le pare normale che le punte più avanzate di questa follia giuridica siano candidate al Parlamento italiano?

    Le cito una piccola cosa, la prenda per quello che è.

    Nei miei tre mesi di soggiorno a Bollate ho avuto come compagno di camera un simpatico napoletano che ha passato 40 dei suoi 63 anni di vita in 52 carceri e in qualche manicomio criminale; era un camorrista a libro paga dell’organizzazione che manteneva la sua famiglia durante i suoi soggiorni in carcere; condannato a 17 anni per concorso in un omicidio ai danni di un “infame” che gli fu ordinato di eliminare mentre si trovava in un carcere (credo perugia ma potrei sbagliarmi).

    Bene, questa persona (a cui do il non risibile merito di avermi accolto con simpatia ed aiutato nei momenti più difficili) mi disse: “a Napoli vincerà De Magistris” (le elezioni si svolsero durante il mio soggiorno), io gli risposi che lo ritenevo improbabile e lui mi rispose: “A Napoli nessuno meglio di un magistrato sa trattare con la Camorra”.

    Non voglio dare un valore superiore a quello della boutade a questa affermazione, è solo un piccolo tassello che si aggiunge alle ormai evidenti manifestazioni che certificano la volontà di parte (non piccola) della magistratura di distruggere la nostra Nazione per sostituire ad essa un sistema di potere in cui il ruolo dei magistrati travalichi i compiti che essi hanno.

    RE Q
  8. #8 scritto da Rinaldo Sorgenti il 14 febbraio 2013 17:28

    D’accordissimo, Saccavini.

    Ma, salvo non vi siano evidenze di “creste” di ritorno ai funzionari italiani di tali aziende pubbliche, le abituali “commissioni” su grandi affari internazionali, sono – come sappiamo – una regola, imposta dagli stessi acquirenti in tutto il mondo.

    Il predecessore e famoso storico Presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini (che è stato forzosamente costretto alle dimissioni) è stato poi prosciolto dalle accuse e l’indagine chiusa nello scorso Dicembre 2012, anche se “stranamente”, ben poca pubblicità è stata data a questa notizia.

    Ora, a 10 giorni dalle elezioni, si arriva addirittura all’arresto di Giuseppe Orsi. Boh!

    Nel frattempo, il danno all’azienda (che occupa circa 60.000 dipendenti) ed un fiore all’occhiello della tecnologia italiana, è pesantemente danneggiata.

    Che cos’è questa: “… Promozione del lavoro e delle eccellenze del ns. Paese”?

    C’è di che essere davvero preoccupati della deriva verso la quale, come Paese, stiamo velocemente galoppando.

    Ma a qualcuno evidentemente non interessa:
    della serie … “speriamo che io me la cavo”?

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2013 17:31

    Cereda sia chiaro che Città ideale della struttura Paese oggi non se la sente di santificare nessuno.
    Non la magistratura, non il sistema dei codici, delle leggi delle procedure, della autonomia così come oggi declinata.

    Ciò detto, che rimane, intendo rilevare ciò che succede in area pubblica: dal parlamento fino al comune di Buccinasco. Il sistema organizzativo, le regole, le procedure, il condizionamento dell’apparato amministrativo che esercita la politica, hanno messo in piedi un sistema nel quale tutti la fanno franca.
    Tutti, di tutti i partiti.

    Questo è lo sconcio del paese.

    Entro questo sconcio la magistratura, o meglio pezzi della magistratura, sono malleabili su indirizzi politici?
    Non abbimo elementi da portare al tribunale internazionale dell’Aia ma diciamo che per una serie di interventi coincidenti, questo è verosimile se non addirittura probabile.

    Un derivato del sistema partitico politico oggi in auge: dobbiamo buttarlo giù.

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 14 febbraio 2013 17:41

    Forse non mi sono spiegato a sufficienza, Sorgenti.
    Un conto è la “mediazione” funzionale che fa promuovere affari: la lobbiyng.
    Va normata e i dirigenti devono avere regole entro cui contenerla, metodi per applicarla, trasparenza ed evidenza contabile speficica per gli organismi di controllo e revisione.
    Come succede in America.

    In Italia no! non è normata perché?
    Perché così si fanno pastrocchi con fatture falese, col nero, ecc.
    Non è un problema di oggi: ErnestoRossi ne parlava già 60anni fa (vedere l’articolo di una dozzina di giorni addietro)

    Allora: perché il parlamento queste situazioni non le mette a norma? non stabilisce regole precise?
    Perché agli “onorevoli” le procedure in essere vanno bene così.
    Anche se poi capita ogni tanto che la magistratura debba intervenire (magari perché eterodiretta) e ciò crea danni spaventosi…

    nb quanto a Guarguaglini.
    Può leggersi questo articolo dell’agosto scorso:
    http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/7838/partiti-aziende-di-stato-e-%e2%80%9cmediazioni%e2%80%9d-condizionamenti-e-riti/

    era già tutto scritto….

    RE Q
  11. #11 scritto da Loris Cereda il 14 febbraio 2013 18:26

    Sì però la politica è, magari malamente, parte del paese perchè deve comunque rendere conto ad un elettorato (per decerebrato che sia).

    La magistratura agisce contro gli interessi del paese senza rendere conto a nessuno.

    Questa è l’anomalia italiana.

    RE Q
  12. #12 scritto da Rinaldo Sorgenti il 14 febbraio 2013 18:42

    Tutto chiaro (a noi) Saccavini.
    Speriamo che lo possa essere anche per altri !

    Peraltro avevo ben visto il tuo precedente articolo su P.F.Guarguaglini, che avevo anche commentato.

    Quello che auspicava Guarguaglini nell’intervista, si è poi verificato.

    A quanto pare, lo hanno prosciolto, peraltro senza averlo mai interrogato, nonostante le accuse, direttamente (sic!).

    RE Q
  13. #13 scritto da Andrea D. il 14 febbraio 2013 19:39

    Il problema è più complesso di quanto possa apparire: un manager deve o non deve piegarsi alle brutte abitudini che per certi paesi sono, ahimè, la regola?
    L’operaio o l’impiegato che hanno perso il posto di lavoro, che non riescono più a sbarcare il lunario e mantenere la famiglia, che rischiano di perdere la casa perché non sono più in grado di pagare le rate del mutuo che giudizio darebbero del manager che avrebbe potuto salvare il loro posto di lavoro scendendo a patti col diavolo, ma non lo ha fatto?
    Si sentirebbero sollevati o lo definirebbero un “pirla”?

    Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma occorrerebbe avere il coraggio di immedesimarsi e di vedere sempre ambedue le facce della medaglia!
    Spiace, ma questa è la dura realtà dei fatti e chi non ha il coraggio di guardarla con occhio distaccato vive in un mondo di sogni!

    E seguirlo ci trascinerà in un incubo!
    Ognuno risponde alle leggi e alla propria coscienza e, a volte, è costretto a scelte difficili!

    Ma perché lo Stato ha fatto una legge per bloccare i beni delle famiglie dei sequestrati?
    Perché: “Non si scende a patti coi delinquenti” è facile da dire, ma quando nelle loro mani c’è un tuo familiare, le cose cambiano! In caso contrario non ci sarebbe stato bisogno di fare quella legge!

    Lo Stato, però, non può permettersi il lusso della doppia morale o in teoria non dovrebe poterlo fare!
    Ecco perché NON dovrebbe gestire delle imprese!

    Ma davvero crediamo che i raid su Tripoli fossero semplicemente dovuti al fatto che Gheddafi era un dittatore? E ci sono voluti 40 anni per capirlo?

    Quanti altri dittatori ci sono che non vengono bombardati?

    In Siria quelli che muoiono ogni giorno non sono forse civili?
    C’è davvero qualcuno che è convinto che i morti in Piazza Tienammen siano stati vittime di uno sfortunato incidente stradale?

    Qualcuno ricorda i famosi patti europei con l’obbligo di contenere il deficit entro il 3%?
    E si ricorda anche cosa accadde quando la Francia forò quel tetto? E la cosa si ripete:
    http://www.investireoggi.it/economia/la-francia-non-raggiunge-il-deficit-al-3-leuropa-chiude-un-occhio/

    Se siamo un Paese di masochisti che godono a farsi male da soli, gli altri hanno tutto il diritto di prenderci a calci nel sedere!

    Mamma mia che risate, non sto davvero più nella pelle! Solo una cosa, cari concittadini, non scendete in piazza a manifestare, non protestate, godete in silenzio!

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 15 febbraio 2013 08:20

    D’accordo su una giustizia, su una magistratura malata…

    perchè è ridotta così?
    forse è il cas odi domandarselo, in particolare prima delle elezioni…

    diciamo che alla consorteria oggi in parlamento, per un verso o per l’atro va bene che funzioni male?
    Va bene che possa essere utilizzata come strumento di pressione ora dall’uno, ora dall’altro?

    questi qui di oggi la riforma moderna della magistratura non la faranno mai.

    Al massimo aggiungeranno alcune norme per renderla ancora meno efficiente, più complicata (e costosa), a queste nuove norme daranno il nome di riforma…..

    Triste?
    certo. Ma larealtà dobbiamo gardarla in faccia prima di andare a esprimere il nostro voto.

    RE Q
  15. #15 scritto da Saccavini il 15 febbraio 2013 08:31

    Ecco il caso Guarguaglini che viene a fagiolo anche per le istanze di Cereda.

    Uno dei 4 o 5 più potenti manager d’Italia, mica un usciere.

    Bisogna far spazio, per ragioni politiche e lasciare il posto.
    Fa resitenza passiva, supportato dalla sua parte (prevalentemente area centro sx, ma non solo).
    Si trova un contratto fatto da una società che fornisce aziende Finmeccanica, di cui e ammniistratore o socia la moglie.
    In base a ciò si fa una denuncia ….. e poi….

    interviene un accordo fra le parti che comprende:
    > nessuna richiesta danni;
    > una liqudiazione di 4 milioni (se non sbagliamo)
    > l’azzeramento delle denunce

    L’articolo de ilfattoquotidiano di fine agosto dice (sostanzialmente): io ho fatto ciò che devo fare ma voi dovete chiudere la faccenda penale…. perché se no….

    4 mesi dopo si chiude tutto senza che neppure sia interrogato…
    (non si sa nulla della società che in qualche modo fa capo alla moglie: continua a fornire?)

    Giudici, politici, manager, funzionari. non è questa la dimostrazione fattuale che sono tutti interni al medesimo gioco?
    Qualcuno ha il coraggio di affermare che si tratta di un caso, una eccezione; che non è la regola?

    ….
    la faccenda continua in questi giorni con i lsuo successore in carcere… quando siamo sotto elezioni

    L’iniziativa è dei giudici o di qualcuno che sta sopra e muove le pedine?

    Questa roba qui dobbiamo votare noi cittadini italiani?

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 15 febbraio 2013 08:48

    Le osservazioni che pone Andrea riguardano in generale il modulo con cui si ammniistra la legge.
    Nei paesi anglosassoni hanno assegnato maggiore discrezionalità ai giudici adottano un sistema chiamato “common law”.
    Personalmente sarebbe da preferirsi: se lo facessimo ne lsistema paese oggi in Italia … immaginiamo cosa ne sortirebbe.

    La questione su cui si sta dibattendo è un’altra:
    La legislazione delle normative sulla lobbying, che da noi non c’è.

    Ogni istituzione od impresa deve quindi adattarsi alla meno peggio per riuscire a dare un colpo al cerchio e unoi alla botte, anche assumendo gravi rischi personali.
    Creando doppia contabilità, fondi neri, false fatturazioni o altri sistemi simili.

    Questa modalità fa comodo (diciamo che può far comodo) a tutti: ai manager, ai politici, e a chiunque ci giri intorno.
    Era già stata investigata e approfondito, come rischio e come finalità, da Ernesto Rossi su ilmondo nel 1952 (sessant’anni fa!)
    Rossi ne motivava la ragion d’essere, con la solita efficacia da tecnico, con l’esigenza dei partiti di raccogliere fondi per finanziarsi; ne descriveva le conseguenze pratiche per i managers e gli apparati. in grado di fare ciò che volevano, di rimanere impuniti da ogni comportamento “irregolare” nella gestione degli enti, avendo in mano in potente strument odi ricatto;
    consilio il libriccino che in e.book costa 4,99 euro:
    Contro l’industria dei partiti. editore Chiarelettere

    detto ciò:
    perchè durante sessant’anni a questa assenza di regolamenti sulla lobbying il parlamento non ha messo ordine?

    La risposta è nelle cose.

    Mandiamoli tutti a casa non votando nesusn partito storico.
    togliamo loro il voto!

    RE Q
  17. #17 scritto da Rinaldo Sorgenti il 15 febbraio 2013 09:47

    Ancora una volta, la logica e chiarezza con cui Andrea D. (post nr. 14) riassume la situazione è esemplare.

    Analogamente, Saccavini (post nr. 15) riassume egregiamente quanto sembrerebbe stare dietro alla vicenda Finmeccanica fin dal suo inizio con la vicenda Guarguaglini.

    E c’è qualcuno che ha il coraggio (o la spudoratezza) di biasimare chi, lucidamente e con onestà intellettuale evita di cavalcare la squallida vicenda e dice come funzionano le cose nel mondo e soprattutto per queste grandi commesse che hanno come controparti gli stessi Stati e grandi aziende internazionali???

    Che poi questa critica venga fatta da chi appartiene a quel mondo che per diversi decenni ha intermediato praticamente tutti i grandi affari tra l’ex URSS ed il ns. Paese, è a dir poco puerile e blasfemo.

    Attenzione però con l’ultimo doveroso richiamo di Saccavini a ben distinguere e non rischiare, magari per reazione o nausea, di votare il “falso” nuovo che avanza (come il neo-movimento di Monti – dietro il quale si nascondono i soliti politicanti bolliti (che a mio parere hanno perso ben più della semplice credibilità) o i neofiti comici istrioni che gridano slogan da cabaret nella speranza che la gente rida e sorvoli sul significato di molti degli argomenti cavalcati, non proprio condivisibili, oppure di chi vuol fare due parti in commedia (giustizia e politica), senza soluzione di continuità, facendo perdere credibilità ad entrambe.

    Le vicende recenti che ci ha ricordato Report recentemente ne sono la testimonianza.

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 15 febbraio 2013 10:11

    Buon giorno a tutti,

    Si noti come si sta sviluppando il teatrone della politica, con forza accresciuta da parte di tutti:

    a) Chi è a favore delle mazzette internazionali;
    b) chi è contro tutte le mazzette

    Su questo si sviluppa la reciproca delegittimazione, quando il problema è un altro e molto più semplice.

    Non esiste solo la mazzetta.
    Per poter presentare offerte, per discutere i dettagli di contratti internazionali nell’ordine di centinaia di milioni, che hanno riflessi inevitabilmente anche politici, è indispensabile costruire relazioni ai più svariati livelli.
    Diventa importante avvalersi di mediatori che ai livelli più elevati del paese ove si dirige la concretizzazione di una fornitura o un appalto, mediatori che siano interlocutori credibili e affidabili.
    Inevitabile che ciò abbia un costo, una commissione che può riguardare anche persone che non appaiono ma che il mediatore in qualche modo rappresenta o di cui a sua volta si deve avvalere.

    Si tratta di mettere in atto una procedura che renda sicuri i manager di poter procedere nella regolarità delle proprie norme, individuando limiti e ambiti entro cui attenersi.
    Ciò in Italia semplicemente non esiste: vale solo il codice civile e penale.

    Un non senso; un’assenza di norme di cui la responsabilità va vista nell’intricato intreccio di convenienze fra politici pro tempore e manager di stato.

    Non è strano che nessuno (qualcosa potrà essere sfuggito), ripetiamo nessuno dei partiti, si assuma la responsabilità di parlar chiaro e impegnarsi a fare le norme che oggi sono assenti?
    Nel contempo sanzionando pesantemente le distrazioni di fondi per la politica, per i manager medesimi, per la costruzione di fondi fuori bilancio?

    Definire mazzette le mediazioni internazionali è una questione solo demagogica: una offerta di salcicce ai Cittadini, considerati una massa popolo bue.
    Il buon senso sta da un’altra parte.

    RE Q
  19. #19 scritto da Saccavini il 16 febbraio 2013 18:19

    PD e corruzione: MPS, Finmeccanica, ENI, ecc. per Arboit la colpa è del liberismo!

    Vedere (il sito del locale PD) per credere: ove si adotta lo schema Berlusconi: le mazzette sono normali e diffuse nel mondo… quindi …

    Poi Berlusconi precisa i termini, ma al PD di Buccinasco questo non interessa.

    Non dà ragione a Berlusconi, Arboit. Sarebbe da incorniciare e verrebbe subito deferito al probiviri, proposto per un soggiorno in Siberia!

    Per condividere il Berlusconi pensiero di prima maniera, va a prendere giornalisti di comodo, anche oltre atlantico per concludere che il liberismo è uguale al mercato sconcio del pastrocchio aziende pubbliche e politica di casa nostra.
    Quindi tutti assolti: la colpa è del liberismo, del mercato.

    Eliminiamo il mercato, ricostruiamo l’economia pianificata e l’industria di Stato, eliminiamo la moneta (come ha fatto Pol Pot) e tutto si sistema!

    Si dimentica del principio base dell’economia liberale: le regole!
    Che devono essere poche ma indispensabili e ferree: il mercato deve essere protetto dai meccanismi che lo limitano. Il monopolio, gli accordi di cartello, la concorrenza sleale (compreso quella fatta con la corruzione!)

    Regole che il sistema partitocratrico italiano non vuole, che il parlamento italiano non ha fatto e non ha nessuna voglia di fare.
    Guardi in viso alla realtà Arboit, togliendosi gli occhiali colorati di rosso….

    RE Q
  20. #20 scritto da Rinaldo Sorgenti il 16 febbraio 2013 18:49

    Incredibile davvero che per pura demagogia e per speculare ai fini elettorali, costoro confondano quella che è la prassi nelle grandi forniture verso Stati, dove si è costretti a riconoscere delle commissioni di intermediazione e benefici vari, con la corruzione, quella che è ben nota e tipica nelle Amministrazioni Pubbliche locali, in tutte le Regioni di qualsivoglia colore.

    Ora, arrivare a dire che quanto è successo con la gestione partitica locale della MPS possa essere dovuto al “liberismo” è davvero una barzelletta, alla simil Crozza.

    Ma sono tante le “barzellette” che abitualmente raccontano.

    RE Q
  21. #21 scritto da Loris Cereda il 16 febbraio 2013 19:42

    Leggere Arboit è una pena che avvicina al concetto di espiazione: hai fatto cattivi pensieri?

    Leggiti tre volte una pagina di Arboit e guarda per 10 minuti la foto della Palone, se poi hai anche commesso atti impuri, beh, allora devi guardarti anche la foto di Arboit e leggere un’intervista (a caso tanto, dice sempre le stesse cose) della Palone.

    Il pensiero che una pattuglia di magistrati abbia dato in mano la mia città ad una simile congrega di vetero comunisti mi fa scoppiare di rabbia.

    E’ pensabile che Arboit non sappia quale era il livello di corruzione nei paesi dove il liberismo era fuori legge?

    E’ possibile che non veda come sia l’intervento dello Stato a creare le premesse dell’inquinamento corruttivo?

    Sì, è possibile, non fa finta, la pensa davvero così.

    RE Q
  22. #22 scritto da Andrea D. il 18 febbraio 2013 09:24

    E’ triste leggere certe affermazioni e vedere come, pur di dimostrare la correttezza delle proprie idee, si arrivi a piegare e si distorcere quella che appare come una semplice realtà: Arboit parte da un’affermazione di Jagdish Bhagwati, che per inciso sembra affermare l’esatto contrario di quello che lui sostiene, per giungere a conclusioni che nulla hanno a che fare con le affermazioni del professore della Columbia: serve più stato e meno mercato.
    Ora l’affermazione da cui parte Arboit è la seguente:

    Supponiamo che un paese importante mandi una delegazione in India guidata dal capo del governo, e prometta alle autorità di Nuova Delhi di aiutarle in Kashmir, in cambio di una grande commessa a cui tiene.

    Dunque: paese, delegazione, capo del governo, autorità locali. Qui è tutta POLITICA e il liberismo non c’entra nulla!!!
    A drogare i mercati è la politica non il liberismo: la soluzione più logica sarebbe meno politica nell’economia e più mercato,

    ma Arboit arriva a sostenere l’esatto contrario, senza nemmeno giungere alla fine dell’articolo del Prof. Bhagwati, riportato sullo stesso sito del PD, che, infatti, afferma:

    Io penso che l’unica misura efficace sarebbe quella di separare la politica dal business, vietando le delegazioni che uniscono gli uomini di governo con quelli degli affari.

    Per cui Arboit creda pure in ciò che vuole (cioè, a quanto pare, che gli affari li devono fare solo i politici), ma sarebbe meglio che non usasse esempi che dicono l’esatto contrario per sostenere le proprie credenze.

    Un ultimo suggerimento: chi avesse dei dubbi se sia meglio il liberismo o la sua negazione (cioè lo statalismo, l’economia pianificata), oltre a guardare i film suggeriti da Arboit si veda anche “Le vite degli altri” e “Urla del silenzio” giusto per capire se si stia meglio in un paese liberista, pur pieno di difetti, o in un vero paese comunista, dove il libero mercato è stato finalmente sconfitto, ma a che prezzo, però!

    E questo sarebbe il PD moderno e riformista?

    Un partito che, stando a quanto scritto, intravede nel libero mercato, il luogo della guerra, il nemico da abbattere?

    Meditate gente, meditate, che tra qualche giorno si vota!

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 18 febbraio 2013 09:36

    Certo Andrea, è così.

    L’applicazione pratica dle principio l’abbiamo in corso:

    la scuola materna don Stefano Bianchi: prima viene il pubblico, lo Stato (chissenefrega se costa di più!)

    la sola presenza di una struttura parificata fa venire i pruriti: fosse chiusa, non ci sarebbe più l’imbarazzo di un confronto fra statale e parificato, di una scelta per le famiglie.
    A scegliere su tutto deve essere chi governa….

    RE Q
  24. #24 scritto da Loris Cereda il 18 febbraio 2013 11:25

    Andrea, ti assicuro che “Le vite degli altri” è molto vicino a ciò che succede oggi in Italia, dove una burocrazia opprimente ha dato alla magistratura la possibilità di eliminare la vita privata per i personaggi scomodi.

    Per il resto tutto condiviso.

    RE Q
  25. #25 scritto da Saccavini il 19 febbraio 2013 14:46

    Una polpetta avvelenata dice il Sindaco di Siena (PD) ed altrettanto conferma Verdini (PDL) sulle due pagine di accordo con tanto di data e di nomi, fra PD e PDL (mancano le firme). Vedi il testo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/mps-in-documento-patto-scritto-tra-pd-e-pdl-verdini-totalmente-falso/504895/
    Che si tratti di una bufala è probabile perché mettere per iscritto un accordo del genere è da imbecilli e gli autori chiamati in causa non fanno parte della diffusa categoria (anche se stupidaggini se ne possono fare sempre).
    Fin qui si potrebbe dire: amen, si tratta di una delle solite invenzioni (anche se le carte sono state rinvenute dalla autorità giudiziaria (non si conosce dove); ci stanno indagando e si vedrà cosa ne viene fuori.

    Detto ciò: non c’è altro da dire?

    Qualcosa di rilevante c’è, perché ammesso che sia un falso, la preoccupazione di tutti (già sparito da ilcorriere.it, quello che ha pubblicato il testo) è che purtroppo si tratta di un accordo che per i suoi contenuti è credibile.

    È la credibilità dei contenuti che dovrebbe generare una reazione di ripulsa.

    Se lo scritto trovato dagli inquirenti investigando non si sa dove (magari entro MPS) avesse contenuti che lo rendessero fuori dalla logica beh, i giudici lo avrebbero archiviato e basta.
    Se ci stanno lavorando, su un documento del 2008, è perché di alcune delle cose descritte (e magari di tutte) vi è successivo riscontro.

    Il mercimonio politico simoniaco non sarà in questo caso, ma le vicende di cui siamo inondati lo rendono fattibile.

    Non basta ciò perché a queste organizzazioni il voto i Cittadini lo neghino?

    Si chiamano ancora partiti ma di politica nel senso di gestione della cosa pubblica, non hanno più nulla; assomigliano troppo a consorterie d’affari interni (fra loro).

    RE Q
  26. #26 scritto da Andrea D. il 19 febbraio 2013 16:05

    Gli accordi si fanno per iscritto perché in caso di contestazione il documento può essere fatto valere nelle sedi competenti per difendere le proprie ragioni.
    Appare evidente che nessuno avrebbe mai potuto impugnare un simile documento per cui appare dubbio che possa mai essere stato sottoscritto.

    Che però di accordi “verbali” di quel genere ce ne possano essere, magari non in quel caso, ma in altri, appare decisamente verosimile!

    Politica e affari devono essere disgiunti il più possibile e lo stato deve essere il più leggero possibile: solo così si possono evitare commistioni, ingerenze e inciuci!

    RE Q
  27. #27 scritto da Saccavini il 19 febbraio 2013 17:15

    Senza voler dare nessuna credibilità preventiva al documento, si può pensare che, essendo le realtà coinvolte diverse e multiformi (comuni, società, ecc.)

    La esatta natura dell’accordo debba essere resa in modo preciso a chi è poi incaricato di gestire elezioni in un comune, agli amministratori che devono rinnovare il cda, ecc.
    Quindi un documento di questo genere potrebbe trovarsi in qualche ricettacolo ove ricorrere in caso di consultazioni.

    Stiamo ipotizzando in forma logica: la verosimiglianza è purtroppo buona se non elevata.

    Di per sé il documento non vale molto, se non corroborato da altri elementi (salvo la presenza di una voce della verità che si è decisa a cantare).
    Domanda: quali sono i meccanismi che hanno reso publbico un documento mentre le indagini sono in corso?

    RE Q
  28. #28 scritto da Rinaldo Sorgenti il 20 febbraio 2013 10:43

    Leggendo e rileggendo il documento è a mio parere evidente che si tratti di una “bufala”, un tarocco creato ad arte (ma ben poco verosimile) per tentare di sviare l’attenzione in questo delicato momento dove, taluni, cercano di sminuire e sviare l’attenzione dalla materiale evidenza del totale controllo – prolungata nel tempo – di quella struttura e delle relative nomine e decisioni.

    In questo modo il falsario si prefigge l’obiettivo di confondere le cose e lasciar intendere che: … sono tutti implicati, tutti correi, tutti uguali e quindi … non date retta alle malelingue che hanno cercato di far intendere che c’entri il ns. partito.

    Queste sono cose che riguardano altre strutture e funzioni dove noi non c’entriamo!!!

    Basta guardare quanta poca enfasi viene data alla sostanza di tutto questo vergognoso scandalo ed abituale ingerenza partitica su affari miliardari che se li avesse fatti un qualsiasi imprenditore privato, l’avrebbero già fermato e buttato le chiavi.

    RE Q
  29. #29 scritto da Saccavini il 20 febbraio 2013 11:00

    Buon giorno Sorgenti,
    si sta facendo un polverone, il solito polverone nel quale annacquare il problema di sostanza, che fin dall’inizio Città ideale ha individuato in 2,5miliardi (MILIARDI DI EURO!) che non si sa dove siano finiti.

    Qualche idea riguardo a 1 o 1,5 miliardi ragionandoci su si può pensare dove siano finiti (non in Italia, in mani non italiane).
    Quanto al rimanente i prenditori finali è più probabile si trovino nel nostro paese e prima o poi verranno fuori.

    N on sono i funzionari della banca (che hanno partecipato al banchett ocon qualche briciola): su cu is ista suonando gran cassa e magari facendo loro fare qualche periodo di arresti domiciliari.

    I prenditori di importi così rilevanti si annidano dappertutto entro il sitema di potere partiti e imprese che si rapportano con la politica.
    Sempre probabile che, questioni di così grande spessore, siano rimaste in mano ad una parte sola: troppo grosso il boccone perché non venisse visto.

    Conclusione in ipotesi (ma verosimile) ?
    Tutti i livelli apicali sanno tutto e sapevano già tutto, del mondo politico, del mondo finanziario, delle imprese che vivono del rapporto col pubblico.
    Il resto, compresa la paginetta senza firma, sono stracci da far volare perché delal questione che conta (conta 2,5 miliardi di euro) si parli il meno possibile e un po’ alla volta sia dimenticata.

    A questo sistema dobbiamo accordare il voto?
    Piuttosto mi taglio la mano sinistra (sono mancino)

    RE Q
  30. #30 scritto da Donchesciotte il 22 febbraio 2013 13:14

    Analisi perfetta su Guarguaglini, quidi cosa facciamo,

    continuamo con gli slogan fermare il declino…?

    o piuttosto rincorriamo Grillo?

    Credo che va fatta una riflessione seria sul problema della giustizia a orOlogeria che non fa altro che indurre la gente in uno stato confusionale e al disimpegno permanente.

    E’ davanti a tutti il tentativo di imporsi promettendo un rinnovamento, ma per fare questo occorrono i voti, che non si trovano denigrando sempre chi ha la responsabilità di intervenire su cose specifiche, ma occorre fare pressione, a fronte di un consenso che ti permette di poter incidere sulla realtà e di conseguenza sostituire chi preposto denuncia una incapacità nell’aFfronto del problema.

    Mi riferisco alla mancanza di poteri da parte de premier circa la possibilità di sostituire i ministri preposti. con simpatia.
    donchisciotte

    RE Q
  31. #31 scritto da Saccavini il 22 febbraio 2013 15:49

    Allora don Chisciotte,

    ci troviamo in un potere partitocratico stretto simbioticamente con imprese pubbliche per gestire a loro tornaconto i danari pubblici.
    Sistema che ha generato perditestrosferiche ed un indebitamento conseguente.

    Città Ideale piuttosto di votare qualcuno dei veteropartiti si taglia la mano.

    Prima mandarli a casa!
    Dopo si potrà pensare a mettere a posto la nostra patria, solo dopo.

    RE Q
  32. #32 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 febbraio 2013 16:14

    Saccavini (post nr. 29),

    Chi e come, da decenni, abbia gestito MPS e tutto il sistema di potere (politico e finanziario), lo si conosce bene e la cosa è così radicata (e data quasi per “naturale” e scontata) che dubito qualcuno possa mai aver voluto condividerla con altri che non sono parte del suo entourage!

    Non è l’unica realtà di questo tipo che notoriamente è gestita come un’azienda o proprietà di stretta area partitica.

    Come immaginavano tutti, sono riusciti a farla rimanere sotto-traccia fino alla scadenza elettorale, così molti faranno finta di credere alle barzellette che i candidati raccontano.

    Loro hanno altro di cui occuparsi, con tutti i giaguari ed i tacchini che ci sono in giro!

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth