260mila euro per gli asili comunali. Risparmiati grazie anche a Città Ideale

Stiamo vivendo in una Casa Comune ben strana. Con gli amministratori che si sentono in una cittadella assediata, che tengono chiusi in casa i problemi, non ne parlano. Le notizie bisogna cavarle fuori con la pinza come fa un dentista. La partecipazione dei Cittadini, della società civile, vista come un assedio appunto. La gestione concepita come un loro potere esclusivo.

I lettori ricorderanno le questioni che Città Ideale ha più volte posto sulle 32 o 37 cause promosse da altrettanti assistenti dell’asilo comunale. Per chi voglia rinfrescarsi indichiamo quest’ultima (VEDI). In poche parole il Comune (cioè noi Cittadini) a dover pagare dipendenti che la cooperativa, incassato il dovuto dal comune, non ha pagato:  ultimi stipendi e chiusura: 260mila euro appunto, oltre le spese legali, interessi e che altro.

Per farla breve, dopo quattro o cinque cause tutte perse e appellate anche loro finite o che finiranno male. Il comune l’8 Gennaio accoglie l’invito degli avvocati: non c’è niente da fare, bisogna pagare (VEDI).  Si determina di pagare tutto, salvo rimborsi che si chiederanno alla CE.SE.D. nel frattempo fallita… Insomma, cause perse, a pagare siamo noi.

Poi la sorpresa: il 24 Gennaio il Comune cambia idea (VEDI). 15 giorni prima si decide di pagare tutto ed adesso si va in appello. Cosa è intervenuto in questi 15 giorni per cambiare così radicalmente idea? Il 16 Gennaio Città Ideale pubblica l’articolo sopra richiamato (VEDI); il giorno successivo  le note tecniche (commento #1) che spiegano la situazione normativa:

UNO: Privi di cautele i contratti d’appalto fatti dal Comune. Crediamo si renda obbligatoria una verifica di tutti i contratti in essere aggiornando e inserendo addendum e obbligazioni per l’appaltatore;

DUE: esiste la possibilità di chiedere il beneficio della prima escussione verso il datore di lavoro e il subentro solo in via subordinata; in questo contesto il datore di lavoro, interrotto il rapporto col dipendente escute dall’INPS Tesoreria i versamenti TFR ( dal 01.07 2007 in poi) e li versa direttamente al Dipendente. Se l’azienda non ha versato all’INPS o se li è messi in tasca: si aggrava sul piano penale la posizione dei responsabili ed interviene il fondo di garanzia INPS che copre il dipendente dalle imprese fallite: gli ultimi 3 stipendi e il TFR.
Dopo, solo dopo, può essere chiamata la responsabilità del committente.

TRE: le pretese del dipendente verso il committente non possono riguardare parti delle sue spettanze che sono estranee al contratto stipulato fra le parti, in particolare il TFR. Esiste giurisprudenza al riguardo e dal 04 2012 un aggiornamento di legge che questo specifica.

…………….. questa faccenda, questa perdita di 300mila euro per ora resta inconcepibile, così come l’agire di questa amministrazione (anche se poi, forse, si potesse ottenere qualcosa dall’INPS).

Non è che ci sia una relazione di causa/effetto fra queste note di Città Ideale e il cambiamento di strategia processuale? Non siamo in grado di rispondere perché questa amministrazione non spiega, non comunica, non parla. Come fosse un giudice, parla solo con i suoi atti: sembra che informare i Cittadini su 260mila euro dati per persi, che adesso possono tornare in cassa non sia necessario. 260mila euro cari lettori!

Città Ideale è felice per tutti i Cittadini e per la Casa Comune che finalmente si possa chiedere la preventiva escussione dall’INPS e solo per le parti di cui il comune può rispondere. Una telefonata per dire: “sa che forse ha ragione, dobbiamo ringraziare Città Ideale a nome di tutti per il risparmio consentito”. Avessero offerto un caffè dall’erogatore che sta in comune, sarebbe stato gentile. Nulla. Il silenzio domina in via Roma. Abbiamo richiesto formalmente i documenti, e terremo informati i lettori.

Allora ci permettiamo un suggerimento: visto che la perdita ormai deliberata sembra ora recuperabile, relativa al sistema prescolare della Comunità. Vogliamo fare un gesto di buona volontà e almeno per i primi tre anni girare questo importo alla copertura di spese della Materna Romano Banco?  I soldi che non c’erano, sono saltati fuori…. Sarebbe un bel gesto e Città Ideale ne sarebbe grata (rinunciamo volentieri al caffè).

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 11 febbraio 2013 10:27

    Saccavini, ancora complimenti per aver portato a conoscenza della cittadinanza questa incresciosa vicenda ed il modo in cui si gestiscono i fondi pubblici.

    Ora mi pare del tutto evidente che il Comune debba pretendere che vengano attivate tutte le iniziative volte a prevenire questo esborso, chiedendo che i dipendenti in prima istanza AGISCANO nei confronti del loro DATORE di lavoro, per arrivare, qualora l’azione non porti all’incasso dal debitore dei loro crediti, a farlo dichiarare fallito in modo che possa quindi essere attivata la procedura di salvaguardia prevista dalla legge in capo all’INPS.

    2. Analoga azione il Comune deve attivare nei confronti dei propri uffici per l’azione di responsabilità professionale per l’incauta formulazione contrattuale ed il non aver esperito le verifiche previste prima di procedere alla liquidazione delle fatture del Fornitore del servizio.

    Bisognerebbe anche avviare un’indagine per verificare se davvero non fosse emersa la conoscenza della non corresponsione degli stipendi, perchè è davvero poco credibile che tutti questi lavoratori NON avessero segnalato la situazione in cui si trovavano e che tale voce non sia quindi pervenuta agli Uffici del Comune.

    Da ciò deriva un supplemento di responsabilità per non aver prontamente agito nei confronti del Fornitore ed aver continuato a liquidare le fatture senza alcuna verifica.

    I dipendenti che possono essere incorsi nella “leggerezza” sono coperti da assicurazione e quindi tale parallela procedura deve analogamente essere attivata.

    Inqualificabile che nessuno abbia verificato gli ammontari effettivamente ricadenti nel periodo di lavoro a favore del Comune di Buccinasco e se liquidazioni indebite sono state eseguite, occorre agire in rivalsa anche per questi importi.

    Grazie per il tuo inmpegno nell’aver seguito e portato alla conoscenza dei cittadini tale incresciosa vicenda.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 11 febbraio 2013 10:45

    Buona giornata Sorgenti,

    La responsabilità del personale (e della amministrazione pro tempore) è questione non semplice.
    Credo che richieda un preventivo cambio di marcia e una definizione formalmente definita dei rapporti fra amministrazione e funzionari interni.

    Perché, non sarà questo il caso, ma succede di norma che ad indicare ai funzionari come ci si deve muovere in una determinata faccenda sia l’amministrazione pro tempore…
    Provi a pensare, se questo fosse il caso, quali sarebbero le implicazioni, i rapporti fra la cooperativa e l’amministrazione politica….

    Viene in mente questa faccenda perché di questa possibilità di condizionamento un indimenticato Brunetta (ministro forse brusco e poco simpatico, ma operativo) aveva previsto l’impiego del PEC anche entro le singole amministrazioni in modo che il personale dovesse avere ordine scritto di ogni decisione di sua competenza.
    Con la data, la modalità, il contenuto, ecc.

    Una bella atgliata di unghie alla politica che la fa da padrona entro gli uffici pubblici.
    Non ne so nulla di come oggi venga applicata ma, se stimo che la procedura indicata sia rimasta lettera morta, credo di avere buona probabilità di essere nel vero….

    Città Ideale è contenta se, con le sue ricerche e osservazioni, ha consentito alla nostra Casa Comune di risparmiare 260mila euro… .

    speriamo che il risparmiato sia destinato alla Materna Romano Banco, che mi dicono costretta a respingere iscrizioni non potendo far fronte a tutte le richieste…
    Abbiamo davvero una buona amministrazione…

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 11 febbraio 2013 10:59

    Saccavini,

    Non credo proprio che la situazione possa e debba essere valutata e messa in questi termini, vale a dire … “implicazioni tra cooperativa e parte politica”. Se così fosse sarebbe davvero grave.

    Così come il ruolo ed il comportamento della funzione Amministrativa e del personale, non può dipendere dalla parte politica pro-tempore. I funzionari hanno regole professionali che devono valere sempre ed a prescindere.
    Ci mancherebbe.

    E’ quindi un obbligo per l’Amministrazione di verificare che la gestione dei compiti sia stata svolta in maniera professionalmente opportuna e con le dovute cautele, agendo di conseguenza, altrimenti si ricadrebbe in qualcosa di davvero spiacevole.

    Stupisce che nessuno abbia nulla da commentare su questa vicenda, anche per i precedenti articoli.
    Chissà perchè ???

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 11 febbraio 2013 11:11

    Non lo credo neppure io Sorgenti,

    Devo però dire che un agire pratico (che supera la prassi normata) deve essere abbastanza diffuso se un ministro arriva ad obbligare le disposizioni solo per iscritto e a mezzo PEC, al fine di risalire con certezza al responsabile della decisione.
    No nriguarderà Buccinasco: anche qui a Buccinasco però mi piacerebbe che questa semplice norma fosse applicata.

    RE Q

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