Imposta Municipale Unica e Berlusconi: gli italiani e i partiti dimenticano troppo facilmente

D’accordo che la campagna elettorale è fatta da demagogia a quintalate… finché il suffragio universale acconsente il voto ancora a semianalfabeti ed analfabeti, nel terzo millennio!  Purtroppo è così: i partiti su questo lato debole del vivere democratico hanno fatto esperienza. Poi è più facile accalappiare voti con slogan semplici e fasulli: viene ancora in mente l’indimenticabile “l’acqua è di tutti, come l’aria, non può essere privatizzata”.

Quanti sono oggi i Cittadini che conoscono il significato  della sigla IMU ? Non saranno la maggioranza purtroppo. I più sanno che è una tassa, che è nuova, che la emanata il governo Monti, che se non si paga è meglio. Naturale quindi, non deve scandalizzare che sia diventato un cavallo da giocare, probabilmente utile a raccogliere voti. Accalappiarli, appunto.

L’IMU, lo si deve ricordare, è una proposta rivoluzionaria portata avanti dalla Lega, voluta fortemente da Calderoli, per dare corso ad un principio costituzionale: consentire ai Comuni di raccogliere direttamente le risorse con cui amministrare in luogo, da spendere per i Cittadini a cui si è chiesto il voto. Una proposta rivoluzionaria, davvero.

Fin dall’origine aveva un significato patrimoniale (sulla seconda casa). I partiti, anche quelli della maggioranza d’allora, non amavano ridurre il malloppo delle tasse da gestire centralmente. In particolare i meridionali non accettano volentieri che i soldi per amministrare i comuni non vengano più da Roma, che li debbano raccogliere direttamente, ottenendo un contributo di solidarietà se non ce la fanno.

Interverrebbero inevitabilmente un po’ alla volta regole più stringenti su come e dove spendere. Non sarebbero più danari a pioggia che possono impiegare senza limiti, come hanno sempre fatto fino ad ora. L’Imposta Municipale Unica:  una tassa che non ha mai goduto buona accoglienza politica, ancor meno buona stampa. Monti ha commesso un errore capitale, non nell’introdurla con un due anni di anticipo, ma nel gravare il suo contenuto patrimoniale.

L’IMU deve essere fortemente riformata, in radice. Facendone davvero l’Imposta Municipale Unica che realizza l’autonomia amministrativa del comune, costruendo una parte importante di democrazia meno delegata, quasi democrazia diretta. Ha tantissimi nemici fra i politici: nessuno la vuole, a cominciare dalla quasi totalità dei sindaci. Buccinasco in questo non si distingue. Va rimodulata ma asolutamente non abolita!!

Ecco che in questa disinformazione mantenuta, pervicacemente praticata, si assiste ad una rincorsa a ridurla, a eliminarla. Adesso addirittura a rimborsare quanto già versato nel 2012. Rimborso in contanti, con bonifico, ecc. Che gli avversari si scandalizzino è ridicolo e penoso. Sono loro, anche loro, che non vogliono l’IMU e che sono contenti della sua abolizione, sostituendola con una tassa centrale, facendo tornare la gestione a Roma per poi trasferire i soldi ai Comuni.

Contenti i sindaci, che non devono più chiedere soldi direttamente ai Cittadini e poi rispondere  delle spese che fanno. La promessa di abolirla, addirittura di rimborsarla. Farà brindare tutti i politici e tutti brinderanno (in segreto).  Avrà la fortuna politica che è consentita, come si diceva all’inizio, da questo incartapecorito e antiquato suffragio universale consente.

Tutti eguali, a destra come a sinistra, tranne il Movimento 5 Stelle (se ci capisce qualcosa) e più competente e serio FARE per FERMAREILDECLINO.  Ma la Lega perdinci, quella che l’IMU la ha fortemente voluta. Quella che da quindici  anni sventola la bandiera della democrazia diretta, addirittura della secessione, dei milioni di fucili padani e via sproloquiando, la Lega non ha proprio nulla da dire?  Che ci sta a fare in questa compagnia di partiti spendaccioni se non per spartirsi i danari fra loro, con loro?

 DEMOCRAZIA DIRETTA  E PARTECIPATA

 TRASPARENZA E REGOLE SULLA SPESA LOCALE

 RIDUZIONE DEL COSTO DELLO STATO

 FARE per FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 4 febbraio 2013 08:56

    Non condivido l’analisi: decentramento e responsabilizzazione delle amministrazioni periferiche sono i cardini del federalismo.

    Questo non è affatto in discussione; rivedere meccanismi impositivi stravolti dal governo Monti col preciso scopo di fare cassa a livello centrale, ma demandando la raccolta a livello periferico (l’IMU ieri, la TARES oggi!) non è in contraddizione col principio federalista, ma in armonia con esso.

    RE Q
  2. #2 scritto da Rinaldo Sorgenti il 4 febbraio 2013 11:33

    Ho l’impressione che molti dei politicanti che calcano la scena stiano facendo di tutto per confondere le cose e le idee ai malcapitati cittadini, per condizionarne il voto.

    Allora, qui sopra opportunamente si ricorda che l’IMU per come era nata la proposta leghista, doveva essere una semplificazione che costringeva ad raccogliere i fondi direttamente sul territorio da parte dei Comuni (appunto: Imposta Municipale Unica) e che doveva gravare sulle proprietà immobiliari diverse dalla 1° casa che era esente, come già disposto dal Governo Berlusconi con la soppressione dell’ICI sulla 1° casa!

    Poi il tassatore per definizione (Monti) ha accellerato l’introduzione dell’IMU applicandola ANCHE sulla 1° casa.

    Ora scandalizza che Berlusconi (da sempre contrario all’imposizione sulla 1° casa, dice di voler rimborsare quella pagata nel 2012 ed annullarla per gli anni successivi. Apriti cielo: tutti a dargli del demagogo perchè, COSTORO, NON vogliono affatto ridurre le tasse, anzi!

    Mi domando: ma sarà meglio che qualcuno proponga di annullare quella tassa che la stragrande maggioranza dei cittadini odiano (sulla loro casa di abituale dimora), con la possibilità di prontamente verificare se manterrà quell’impegno (peraltro già attuato con l’ICI), oppure meglio dare fiato e corda ai tassatori che non avendo altro che la satira come professione, sbraitano all’untore perchè LORO l’IMU sulla 1° casa NON la vogliono togliere ???

    Poi, sul lato tasse, gli unici che dichiarano esplicitamente la necessità di ridurre l’imposizione fiscale sono Oscar Giannino (FARE) e Berlusconi, indicando anche come fare ed in che tempi. Gli altri, con molta meno credibilità dicono che bisogna ridurle ma senza un piano definito, limitandosi a dire: tagliando l’evasione, con i risultati che conosciamo quando gli stessi hanno governato: 9 anni cumulativamente con 6 Governi la sinistra e 14 mesi Monti.
    Il recupero maggiore sull’evasione lo ottenne il penultimo Governo con Tremonti.

    Se i tassaioli per definizione avessero qualcosa di concreto da dire e dimostrare, sarebbe utile magari esaminassero cosa hanno fatto i Governi di sinistra in Europa e provare a replicare tale strategia anche da noi.

    Recupero un documento che mi hanno inviato recentemente su Hollande in Francia che riproporrò con prossimo inserto.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 4 febbraio 2013 11:48

    Ecco il testo:

    Q U O T E

    Tutti devono sapere.
    Ecco il perché, in Italia nessuno parla più della Francia.
    “Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo”:
    - Ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il
    ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più
    alto numero di centri urbani con periferie dissestate.

    Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali
    dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava
    l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando e insultando
    provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo:
    “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se
    non può permettersi il lusso di acquistare una bella
    vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che
    è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione
    non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”.

    Via con le Peugeot e le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati
    subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti
    di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560
    giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la
    produttività della nazione”.

    - Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito “socialmente immorale”) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno.

    Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati
    disoccupati, di cui 6.900 dal 1luglio del 2012, e poi altri 12.500
    dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.

    - Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e
    3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali.

    - Ha istituito il “bonus cultura” presidenziale, un dispositivo che
    consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come
    cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno
    due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure
    cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa
    pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare
    dei nuovi status sociale.

    - Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate.

    - Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi offre crediti
    agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve
    agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa
    supplementare: prendere o lasciare.

    - Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno.
    Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo
    garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in
    condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile
    per la durata di cinque anni, finché il bambino non va alle scuole
    elementari, e per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza
    toccare il pareggio di bilancio.

    - Risultato: ma guarda un po’……..
    SURPRISE!! Lo spread con i
    bund tedeschi è sceso, per magia. E’ arrivato a 101 (da noi viaggia
    intorno a 470). L’inflazione non è salita. La competitività e la
    produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima
    volta da tre anni a questa parte.
    FATELA GIRARE …. TUTTI DEVONO SAPERE

    U N Q U O T E

    Non so se sia tutto vero, ma è certamente facile per i politicanti di andare a verificare e se davvero condividono la necessità di ridurre le spese e quindi le tasse, provino a riprendere quegli spunti per proporli ai loro elettori.

    Altrimenti è davvero demagogia ed una presa in giro ogni generica declaratoria, come fanno taluni che hanno tassato l’impossibile fino a prima di Natale.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 4 febbraio 2013 12:17

    Non capisco Andrea.
    L’abolizione dell’IMU abolirebbe la raccolta diretta delle imposte da parte del Comune.

    Per il Comune ripartono i trasferimenti dallo Stato.

    Oppure qualcosa mi sfugge?

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 4 febbraio 2013 12:31

    Allora Sorgenti.

    L’IMU non la ha mai voluta nessuno tranne la Lega.
    Anche quando è stata approvata dal governo (Berlusconi) ci si mise dentro la tassa sulla seconda casa, che ha poco a che vedere con una Imposta Municipale Unica.
    Un pastrocchio che si doveva per forza sistemare, per evitare che Cortina, Courmayeur, costiera amalfitana e via per l’Italia avessero incassi stratosferici mentre il comune di Buccinasco quasi nulla.
    Tutti i Sindaci, tutte lecoalizioni partitiche di tutti i Comuni preferiscono riceve i danari dallo Stato; sono meno vincolati nel rispondere delle spese (la colpa è dello Stato che non ci da i soldi)…

    L’IMU non è una imposta patrimoniale (non lo deve essere). tassare lesole proprietà è poco coerente con la finalità dell’imposta locale.
    La tassa deve riguardare l’occupazione e quindi la presenza di un bene immobiliare (in proprietà o in locazione) quale base di valutazione per definire l’imposta.
    Il ricavato deve rimanere in Comune.

    Togliere alla gestione centrale l’incasso e la distribuzione dei trasferimenti ai comuni riduce il potere dei partiti centrali di oltre 100 miliardi l’anno.

    Così come è stata applicata da Monti resta una tassa sbilenca, ancorata alla proprietà.
    Eliminarla significa tornare a prima dell’IMU, con l ostato centrale che incassa tutte le tasse e poi distribuisce.
    Eviterei di gettare il bambino insieme all’acqua sporca (sia pure molto sporca).

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 4 febbraio 2013 12:50

    Sarebbe bene verificare la fonte, ci proveremo Sorgenti.

    Alcuni provvedimenti sono quelli di buon senso che da noi non si sentono.
    Tagliare costi pubblici per investire nella ricerca e sviluppo, in parte anche nel sociale.

    Pochi gli elementi per valutare la funzionalità di un taglio a scuole private di pregio per trasferirle sul sistema statale (ma sarà proprio il sistema statale? risulterebbe inveceche si sta favorendo ormai da tempo un sistema misto).

    Idem per il taglio a stipendi apicali e benefit: ottima cosa se la retribuzione del funzionario pubblico non è troppo inferiore a quella del privato; si tratta in questo caso di una riduzione di spesa dello Stato.

    Andrem oa vedere…

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 4 febbraio 2013 12:55

    E’ evidente l’opportunità di decentrare la gestione dei tributi a livello locale, anzichè avere sempre mamma Stato che fa il pieno e poi distribuisce dopo aver prima alimentato le sue pletoriche e dispersive strutture burocratiche.

    D’accordo quindi sul principio federalista.

    Eliminare la sola parte dell’IMU relativa all’imposizione sulla 1° casa è del tutto possibile e marginale sull’impatto complessivo (perchè rappresenta solo 4 miliardi dei 24 miliardi incassati) che l’IMU promulgata ed imposta dal Governo tassaiolo e centralista di Monti ha procurato.

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 4 febbraio 2013 13:40

    Luigi, l’IMU nella versione originaria andava a sostituire l’ICI (mai abolita) e alcune altre tasse comunali: da lì il nome di Imposta Municipale Unica.
    Quella che c’è oggi e che si vuole cambiare è cosa diversa, anche se hanno mantenuto la sigla!
    Torno a ripetere: il federalismo è cosa buona e giusta, ma non può essere in aggiunta alle spropositate tasse che si pagano allo stato centrale. Le tasse locali devono essere sottratte da quelle centrali, non aggiunte!

    Questo è il punto!

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 4 febbraio 2013 13:48

    Assolutamente, Andrea.
    Il problema è dato dal costo spropositato dello Stato rispetto alla attuale capacità di reddito che ha il paese.
    Ridurre i costi dello Stato, renderlo il più leggero possibile, con fuzioni da regolatore e meccanismi di controllo efficaci.
    Le tasse si possono ridurre, assolutamente sì.

    L’IMU è una tassa che va rimodulata in chiave di autonomia federalista come gongolanti Maroni e Calderoli illustravano quando l’IMU è stata attivata…
    Sarebbe davvero un grande passo avanti nell’efficienza del paese.
    Il rapporto diretto fra Cittadini e comune genera una base di reciproco controllo e condizionamento i cui effetti si avrebbero anche su scala nazionale.

    Oltretutto è l’applicazione di un principio costituzionale… autonomia amministrativa degli enti locali.

    Guarda un po’ che dobbiam osostituirci alla Lega nel sostenere la democrazia diretta.

    RE Q
  10. #10 scritto da Rinaldo Sorgenti il 4 febbraio 2013 14:07

    Beh, Saccavini, una volta tanto è giusto darne merito, come dovrebbe essere sempre.

    Le buone idee NON hanno colore e se riuscissimo ad uscire dalle abituali speculazioni e dalla messa in farsa di argomenti invece importanti (tipo le abituali incredibili battutacce del sosia di Crozza), forse ci guadagnerebbe il sistema Paese.

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 4 febbraio 2013 14:43

    Rinaldo, ho letto il post su Hollande e mi viene un dubbio:

    - Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno.
    Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) [...]

    Ora prendendo pure l’aliquota massima, cioè il 40%, per risparmiare 4 miliardi di euro vuol dire che il monte retribuzioni complessivo è di 10 miliardi, il che vorrebbe dire circa 10.000 dirigenti pubblici con uno stipendio da un milione di euro all’anno! Visto che i dipendenti pubblici francesi sono poco più di 5 milioni (oltretutto pagati meno dei nostri VEDI) vorrebbe dire che ogni 500 dipendenti pubblici c’è un supermanager da 1 milione l’anno! Vive la France!

    Quanto avrebbe potuto risparmiare privatizzando anche solo 1/3 di tali aziende?

    Sul beneficio della tassazione al 75% (per i redditi superiori ai 5 milioni, vorrei sapere quanti sono?) i conti li faremo nel medio termine: la base imponibile rischia di scappargli di mano come sabbia tra le dita!

    RE Q
  12. #12 scritto da Rinaldo Sorgenti il 4 febbraio 2013 16:57

    Andrea D., ho ripreso quel documento proprio per dimostrare come certi personaggi facciano presto a raccontarla. Altro che demagogia, come banalmente dicono certi “… cabarettisti” emiliani!

    Quando si fanno queste proposte, bisogna davvero accompagnarle da numeri e da riferimenti precisi, per renderle credibili ed al tempo stesso rendere ridicole le reazioni di coloro che, incapaci, cercano di svilirle.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 4 febbraio 2013 17:09

    Ecco una analisi approfondita sull’IMU messa come dossier sul tema, che raccoglie diversi contributi nel corso di un anno e mezzo.
    Si scopre anche una Res-servizi, tassa allo studio del governo Berlusconi per dare al sistema della autonomia amministrativa dei comuni.
    Approvata dal consiglio dei ministri a fine ottobre 2011, non è passata al vaglio delle Camere per il passaggio del governo a Monti .

    Analisi a più voci, tutte qualificate da lavoce.info:

    http://www.lavoce.info/dossier-imu/

    interessante e non univoco, molto utile.

    RE Q

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